{"id":246085,"date":"2025-12-05T03:15:24","date_gmt":"2025-12-05T03:15:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/246085\/"},"modified":"2025-12-05T03:15:24","modified_gmt":"2025-12-05T03:15:24","slug":"leuropa-si-e-impantanata-sui-soldi-per-lucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/246085\/","title":{"rendered":"L\u2019Europa si \u00e8 impantanata sui soldi per l\u2019Ucraina"},"content":{"rendered":"<p>Caricamento player<\/p>\n<p>L\u2019Unione Europea sta cercando i soldi necessari a sostenere la resistenza dell\u2019Ucraina contro l\u2019invasione russa, ma non riesce a superare le proprie divisioni interne. Trovare i soldi \u00e8 urgente, perch\u00e9 l\u2019Ucraina rischia di rimanere senza fondi entro la met\u00e0 dell\u2019anno prossimo. \u00c8 anche una prova della determinazione europea nel sostenere il paese ora che gli aiuti degli Stati Uniti, prima <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2024\/04\/24\/aiuti-militari-stati-uniti-ucraina\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">molto consistenti<\/a>, si sono praticamente azzerati.<\/p>\n<p>La discussione riguarda circa 210 miliardi di euro di asset finanziari russi depositati in Europa e congelati all\u2019inizio della guerra, nel 2022, per via delle sanzioni. La Commissione Europea vorrebbe usare questi beni per fare quello che definisce un \u201cprestito di riparazione\u201d all\u2019Ucraina (\u201cReparations Loan\u201d, in inglese) e sostenere le sue spese militari e di bilancio.<\/p>\n<p>La proposta dell\u2019Unione Europea circola da mesi e prevede che i beni russi congelati siano in buona parte consegnati all\u2019Ucraina sotto forma di prestito, che dovr\u00e0 essere restituito alla Russia soltanto se questa, dopo la fine della guerra, si impegner\u00e0 a risarcire i danni provocati con l\u2019invasione. \u00c8 estremamente improbabile che succeda, e quindi tutta l\u2019idea del \u201cprestito di riparazione\u201d \u00e8 di fatto un espediente per confiscare i beni della Russia senza farlo in maniera esplicita, evitando possibili problemi legali.<\/p>\n<p>Ci sono per\u00f2 vari problemi:<\/p>\n<p>\u2022 Il grosso dei beni russi (185 miliardi di euro) \u00e8 gestito da Euroclear, una societ\u00e0 finanziaria europea con sede in Belgio. Il governo belga <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/11\/16\/aiuti-ucraina-fondi-belgio\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">si \u00e8 opposto all\u2019utilizzo dei beni<\/a>, perch\u00e9 teme che la Russia possa fare ricorso in un tribunale internazionale e ottenere un rimborso, che a quel punto ricadrebbe sulle finanze del Belgio e metterebbe il paese in grande difficolt\u00e0 (ha un prodotto interno lordo di circa 600 miliardi di euro).<\/p>\n<p>\u2022 I beni russi rimangono congelati fintanto che sono attive le sanzioni contro la Russia, che devono essere rinnovate ogni sei mesi all\u2019unanimit\u00e0 dei 27 paesi membri dell\u2019Unione Europea. Il rischio \u00e8 che alcuni paesi membri dell\u2019Unione e vicini alla Russia, come l\u2019Ungheria e la Slovacchia, possano mettere il veto al rinnovo delle sanzioni. Questo significherebbe che il Belgio dovrebbe restituire immediatamente i soldi alla Russia.<\/p>\n<p><strong>\u2013 Leggi anche:<\/strong> <a class=\"leggi-anche\" href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/11\/16\/aiuti-ucraina-fondi-belgio\/?utm_source=ilpost&amp;utm_medium=leggi_anche&amp;utm_campaign=leggi_anche\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gli aiuti all\u2019Ucraina dipendono da un paese insospettabile<\/a><\/p>\n<p>\u2022 C\u2019\u00e8 anche il rischio che i progetti dell\u2019Unione si scontrino con quelli del presidente statunitense Donald Trump. Per esempio, in uno dei punti del piano per porre fine alla guerra che gli Stati Uniti avevano presentato il mese scorso era <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/11\/21\/piano-trump-ucraina-russia-europa\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">previsto<\/a> che parte dei beni russi congelati sarebbero stati usati in un fondo di ricostruzione dell\u2019Ucraina gestito congiuntamente da Stati Uniti e Russia. Questo significa che la disponibilit\u00e0 dei fondi russi potrebbe essere contestata.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3463543 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1764843151-vdl-ucraina.jpg\" alt=\"Ursula von der Leyen presenta il piano della Commissione per l'Ucraina, 3 dicembre 2025\" width=\"980\" height=\"653\"  \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\" style=\"--width: 100%\">Ursula von der Leyen presenta il piano della Commissione per l\u2019Ucraina, 3 dicembre 2025 (AP Photo\/Harry Nakos)<\/p>\n<p>Mercoled\u00ec la Commissione ha presentato <a href=\"https:\/\/ec.europa.eu\/commission\/presscorner\/detail\/en\/ip_25_2903\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">due possibili soluzioni<\/a>. La prima continua a prevedere l\u2019uso dei beni russi congelati, con alcuni accorgimenti per rassicurare il Belgio ed evitare problemi legali. Questa prima proposta prevede di usare non soltanto i beni russi detenuti da Euroclear, ma tutti quelli congelati nell\u2019Unione Europea (corrispondenti circa a 210 miliardi di euro) e <a href=\"https:\/\/www.reuters.com\/business\/european-commission-move-ahead-with-proposal-use-russias-frozen-assets-ukraine-2025-12-02\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">tenuti<\/a> anche in Francia, Germania, Svezia e Cipro, in modo da condividere la responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Inoltre la Commissione ha trovato un articolo del trattato dell\u2019Unione Europea (<a href=\"https:\/\/eur-lex.europa.eu\/LexUriServ\/LexUriServ.do?uri=CELEX:12008E122:EN:HTML\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il 122<\/a>) secondo cui, in caso di una crisi eccezionale che mette a rischio la stabilit\u00e0 di uno stato membro, l\u2019Unione pu\u00f2 usare misure d\u2019emergenza. La Commissione vuole usare questo articolo come base legale per prolungare le sanzioni alla Russia e il congelamento dei suoi beni senza bisogno di un voto unanime, eliminando cos\u00ec il rischio che l\u2019Ungheria possa mettersi in mezzo.<\/p>\n<p>La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha detto anche di aver parlato con il segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, che avrebbe accolto il piano \u00abfavorevolmente\u00bb. Questo dovrebbe ridurre i rischi di disaccordi con gli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Se per\u00f2 il piano per utilizzare i beni russi non dovesse funzionare la Commissione ha proposto un\u2019alternativa (che \u00e8 la seconda soluzione): emettere 90 miliardi di euro di debito garantito dal bilancio dell\u2019Unione. Questo non metterebbe a rischio di ritorsioni il Belgio o Euroclear, ma richiederebbe un\u2019approvazione unanime dei paesi membri. Il primo ministro ungherese Viktor Orb\u00e1n ha gi\u00e0 detto di essere contrario a nuovi fondi per l\u2019Ucraina.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3435246 size-full\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1761286342-AP25296597638019.jpg\" alt=\"\" width=\"980\" height=\"653\"  \/><\/p>\n<p class=\"wp-caption-text\" style=\"--width: 100%\">La sede di Euroclear a Bruxelles, il 23 ottobre del 2025 (AP Photo\/Geert Vanden Wijngaert)<\/p>\n<p>Davanti a tutti questi ostacoli, c\u2019\u00e8 il rischio abbastanza concreto che l\u2019Unione Europea non riesca a raccogliere abbastanza soldi per sostenere la resistenza ucraina. Questo sarebbe un danno enorme per l\u2019Ucraina e per la sicurezza del continente. Sarebbe anche un problema per la credibilit\u00e0 dell\u2019Unione.<\/p>\n<p><strong>\u2013 Leggi anche:<\/strong> <a class=\"leggi-anche\" href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/11\/26\/unione-europea-piano-ucraina\/?utm_source=ilpost&amp;utm_medium=leggi_anche&amp;utm_campaign=leggi_anche\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">L\u2019Europa deve arrabattarsi anche stavolta sull\u2019Ucraina<\/a><\/p>\n<p>Secondo una stima della Commissione Europea l\u2019Ucraina avr\u00e0 bisogno di 135 miliardi di euro nei prossimi due anni per sostenere il proprio esercito e mandare avanti i servizi essenziali. Secondo l\u2019Economist, i costi <a href=\"https:\/\/www.economist.com\/leaders\/2025\/12\/03\/enough-dithering-europe-must-pay-to-save-ukraine\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">sarebbero ancora pi\u00f9 alti<\/a>: l\u2019Ucraina avrebbe bisogno di circa 80 miliardi di euro all\u2019anno. Fino all\u2019anno scorso le spese erano divise pi\u00f9 o meno equamente tra Stati Uniti ed Europa, ma ora che gli Stati Uniti si sono ritirati l\u2019Europa deve fare quasi da sola (alcuni paesi, come Canada e Giappone, hanno fornito finora pochi miliardi).<\/p>\n<p>Garantire all\u2019Ucraina i soldi necessari significa anche mostrare alla Russia che la resistenza ucraina pu\u00f2 andare avanti ancora a lungo. Questo pu\u00f2 mettere il governo ucraino in una posizione pi\u00f9 vantaggiosa in eventuali negoziati: un conto \u00e8 negoziare con un avversario che sta esaurendo le sue risorse, e un conto \u00e8 farlo con un avversario che pu\u00f2 continuare a combattere se necessario.<\/p>\n<p>In questo senso l\u2019utilizzo dei fondi russi \u00e8 l\u2019unico modo per continuare a sostenere l\u2019Ucraina senza appesantire ulteriormente il debito europeo, nonostante i rischi legali. Sono favorevoli Germania, Polonia e i paesi dell\u2019Europa dell\u2019est, quelli <a href=\"https:\/\/www.ilpost.it\/2025\/09\/12\/russia-campagna-intimidazione-europa\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pi\u00f9 esposti alla minaccia russa<\/a>. Secondo vari media invece Francia e Italia sarebbero pi\u00f9 scettiche, e starebbero usando la contrariet\u00e0 del Belgio come scusa per non sostenere il piano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Caricamento player L\u2019Unione Europea sta cercando i soldi necessari a sostenere la resistenza dell\u2019Ucraina contro l\u2019invasione russa, ma&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":246086,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,8,1537,90,89,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-246085","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-headlines","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-news","14":"tag-notizie","15":"tag-notizie-di-cronaca","16":"tag-notizie-principali","17":"tag-notiziedicronaca","18":"tag-notizieprincipali","19":"tag-titoli","20":"tag-ultime-notizie","21":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","22":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","23":"tag-ultimenotizie","24":"tag-ultimenotiziedicronaca","25":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115664789451129238","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/246085","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=246085"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/246085\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/246086"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=246085"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=246085"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=246085"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}