{"id":246239,"date":"2025-12-05T06:26:18","date_gmt":"2025-12-05T06:26:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/246239\/"},"modified":"2025-12-05T06:26:18","modified_gmt":"2025-12-05T06:26:18","slug":"dai-primati-alluomo-perche-il-maschio-alfa-non-e-una-legge-di-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/246239\/","title":{"rendered":"Dai primati all\u2019uomo: perch\u00e9 il \u00abmaschio alfa\u00bb non \u00e8 una legge di natura"},"content":{"rendered":"<p>I risultati di uno studio approfondito su 121 specie di primati (anche l&#8217;homo sapiens ne fa parte). Non esiste una sola regola: a volte il leader \u00e8 il maschio,  a volte la femmina. Ma nel 70% dei casi pu\u00f2 essere indifferentemente l&#8217;uno o l&#8217;altra<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L&#8217;idea \u00e8 che sia una     questione di natura<\/b>: il \u00ab<b>maschio alfa\u00bb<\/b> \u00e8 quello che     occupa il rango pi\u00f9 alto della gerarchia, che ha la prelazione su cibo e     femmine (considerate entrambe come \u00abcose\u00bb a sua disposizione) e     che guida il branco a lui sottoposto. <b>A lungo anche i maschi umani si     sono ispirati a questo modello, ritenendolo \u00abnaturale\u00bb<\/b>, il     pi\u00f9 efficace dal punto di vista evolutivo. \u00c8 riapparso con prepotenza sulla     scena ora che la forza sembra essere tornata il principio regolatore nei     rapporti sociali e internazionali. \u00abIl ritorno del maschio alfa: perch\u00e9 la     mascolinit\u00e0 tossica sta guadagnando importanza\u00bb titolava di recente     l&#8217;agenzia Afp, pensando ai personaggi della <b>manosfera <\/b>(<a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wq1zt5c50zl004?uid=784c6f40-b580-4276-8fe2-696ed479a691&amp;txnid=a126d4f0-dd51-48ad-b6c5-9017fd7c17e0&amp;mid=09edffef-5091-4981-966a-bfdfc672c367&amp;utid=784c6f40-b580-4276-8fe2-696ed479a691-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2025-12-03T20%3A03%3A31Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=733&amp;bsft_lx=26\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">i     siti e social che riuniscono uomini misogini<\/a>), come <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wf1ttdc90uc404?uid=784c6f40-b580-4276-8fe2-696ed479a691&amp;txnid=a126d4f0-dd51-48ad-b6c5-9017fd7c17e0&amp;mid=09edffef-5091-4981-966a-bfdfc672c367&amp;utid=784c6f40-b580-4276-8fe2-696ed479a691-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2025-12-03T20%3A03%3A31Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=733&amp;bsft_lx=27\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Andrew     Tate<\/a> e compagnia.<\/p>\n<p><b>Ma il maschio alfa di     naturale non ha niente<\/b>, come dimostra uno studio su 121 specie     di <b>primati<\/b> (l&#8217;ordine di mammiferi a cui appartiene anche l&#8217;homo sapiens)     <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/ws1htlc10mj504?uid=784c6f40-b580-4276-8fe2-696ed479a691&amp;txnid=a126d4f0-dd51-48ad-b6c5-9017fd7c17e0&amp;mid=09edffef-5091-4981-966a-bfdfc672c367&amp;utid=784c6f40-b580-4276-8fe2-696ed479a691-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2025-12-03T20%3A03%3A31Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=733&amp;bsft_lx=28\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">pubblicato     sulla rivista scientifica Pnas<\/a>, Proceedings of the National Academy of     Sciences, e a cui <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/w81ytjc304vk04?uid=784c6f40-b580-4276-8fe2-696ed479a691&amp;txnid=a126d4f0-dd51-48ad-b6c5-9017fd7c17e0&amp;mid=09edffef-5091-4981-966a-bfdfc672c367&amp;utid=784c6f40-b580-4276-8fe2-696ed479a691-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2025-12-03T20%3A03%3A31Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=733&amp;bsft_lx=29\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">il     quotidiano francese Le Monde<\/a> dedica ora un lungo approfondimento.<\/p>\n<p>Il termine \u00abmaschio alfa\u00bb era stato popolarizzato negli anni     70 da un libro sui lupi dell&#8217;etologo<b> David Mech<\/b>. Che poi l&#8217;ha     sconfessato, come abbiamo raccontato <a href=\"https:\/\/links.newsletter.rcsmediagroup.it\/z\/wh1rtuci077i04?uid=784c6f40-b580-4276-8fe2-696ed479a691&amp;txnid=a126d4f0-dd51-48ad-b6c5-9017fd7c17e0&amp;mid=09edffef-5091-4981-966a-bfdfc672c367&amp;utid=784c6f40-b580-4276-8fe2-696ed479a691-Newsletter_COR_PRIMAORA&amp;bsft_aaid=72bb9dec-3452-4075-a63c-0f8d60246a1e&amp;bsft_ek=2025-12-03T20%3A03%3A31Z&amp;bsft_mime_type=html&amp;bsft_tv=733&amp;bsft_lx=30\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">in     questa Rassegna<\/a>. Gli studi successivi hanno infatti dimostrato che <b>il     comportamento naturale dei lupi non \u00e8 la competizione per il rango ma     piuttosto la collaborazione<\/b>.<\/p>\n<p>Adesso lo studio su Pnas, su 253 popolazioni che     rappresentano 121 specie di primati, mostra che anche<b> non \u00e8 vero che i     maschi dominano sempre sulle femmine<\/b>. \u00abLe societ\u00e0 in cui i maschi     vincono quasi tutti gli scontri aggressivi contro le femmine sono in realt\u00e0     rare\u00bb scrivono gli autori.<\/p>\n<p>\u00abIl dominio chiaro dei maschi sulle femmine, definito come     la vittoria in oltre il 90% di questi scontri, \u00e8 stato osservato solo nel     17% delle popolazioni\u00bb sintetizza l&#8217;agenzia Afp. Nel 13% delle popolazioni     c&#8217;\u00e8 invece un chiaro dominio femminile.<\/p>\n<p>Tra <b>babbuini e scimpanz\u00e9<\/b>, per esempio, sono     prevalentemente i maschi a dominare. Mentre tra i <b>lemuri e i bonobo<\/b>     sono le femmine.<\/p>\n<p><b>Nel 70% dei primati, la     stragrande maggioranza, l&#8217;individuo dominante pu\u00f2 essere indifferentemente     un maschio o una femmina<\/b>. Non c&#8217;\u00e8 dunque nessuna     prevalenza naturale del maschio.<\/p>\n<p>\u00abQuando il dominio maschile \u00e8 particolarmente pronunciato,     di solito si tratta di specie<b> in cui i maschi hanno un chiaro vantaggio     fisico<\/b>, come corpi o denti pi\u00f9 grandi. \u00c8 anche pi\u00f9 comune tra le specie     terrestri, in cui le femmine sono meno capaci di correre e nascondersi     rispetto ai loro parenti che vivono sugli alberi.<b> Le femmine, invece,     tendono a dominare le societ\u00e0 quando esercitano il controllo sulla     riproduzione<\/b>\u00bb spiega l&#8217;agenzia Afp.<\/p>\n<p>\u00ab<b>Il dimorfismo sessuale (con maschi pi\u00f9 pesanti e pi\u00f9     forti), la terrestrialit\u00e0 e la poligamia sono associati a una forte     dominanza maschile. Al contrario, la parit\u00e0 di corporatura e dentatura, la     vita sugli alberi e la monogamia favoriscono il potere delle femmine<\/b>\u00bb     scrive Le Monde.<\/p>\n<p>\u00abPer molto tempo abbiamo avuto una visione completamente     binaria di questo tema: pensavamo che una specie fosse dominata dai maschi     o dalle femmine e che questo fosse un tratto fisso\u00bb ha detto all&#8217;Afp <b>Elise     Huchard<\/b>, direttrice di ricerca del Cnrs a Montpellier e prima     firmataria dello studio. \u00abRecentemente, questa idea \u00e8 stata messa in     discussione da studi che dimostrano che <b>la realt\u00e0 \u00e8 molto pi\u00f9 complessa<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p>La dominanza maschile rimane per i <b>gorilla<\/b>, che sono     stati tra i primati pi\u00f9 studiati, e il cui modello \u00e8 stato a torto     considerato valido anche per le altre specie. \u00abSono le scimmie pi\u00f9 <b>terrestri<\/b>,     senza dubbio a causa delle loro dimensioni, al contrario delle specie pi\u00f9     arboricole. Inoltre, sono <b>poligami<\/b>: si \u00e8 parlato a lungo di \u00abharem\u00bb per descrivere i rapporti tra il maschio e le sue     femmine. Infine, presentano un <b>dimorfismo sessuale<\/b> senza pari: fino     a 180 chili per il maschio dominante, il dorso argentato; circa 80 chili     per le femmine\u00bb spiega a Le Monde <b>Shelly Masi<\/b>, primatologa al Museo     Nazionale di Storia Naturale di Parigi e autrice del libro Queen Kong.<\/p>\n<p>Ma<b> neanche nei gorilla le femmine sono semplicemente     sottomesse<\/b>. \u00abSe il maschio dominante del nuovo gruppo non \u00e8 di loro     gradimento, o se le altre femmine le rifiutano, ne cercano un altro. In     altre parole, i maschi dorso argentato devono impegnarsi molto per essere     scelti e altrettanto per conservare le loro femmine. <b>Sono loro, in     definitiva, che operano la selezione sessuale, uno degli elementi chiave     del dominio<\/b>\u00bb dice Masi. Le femmine hanno voce in capitolo anche negli     spostamenti del branco. \u00abQuando si tratta di partire, <b>si instaura una     conversazione collettiva<\/b>. Le femmine esprimono sempre la loro opinione.     A volte il dorso argentato d\u00e0 la sua opinione, a volte no, e se viene     raggiunto il quorum, lui segue. Anche quando il maschio prende posizione,     non sempre ha la meglio. Spesso si vede una femmina in testa, altre     accompagnate dai giovani che seguono, e il maschio che chiude la marcia.     Non solo perch\u00e9 in questo modo pu\u00f2 sorvegliare i suoi sudditi, come si     credeva, ma perch\u00e9 sono le femmine a guidare\u00bb spiega Masi.<\/p>\n<p>La ricercatrice ha documentato il caso di <b>una femmina di     gorilla, Indolia, che, alla morte del maschio dominante, ha assunto il suo     ruolo, replicandone i comportamenti<\/b>, pur non avendo la sua stazza. \u00ab<b>Abbiamo     sottovalutato il potenziale delle femmine nei primati in generale e nei     gorilla in particolare<\/b>. L&#8217;unico esempio di utilizzo di uno strumento     nei gorilla occidentali \u00e8 stato osservato in una femmina. <b>Meno potenti,     ricorrono senza dubbio a una maggiore ingegnosit\u00e0<\/b>. Soprattutto, Indolia     \u00e8 una gorilla particolare. Con la sua personalit\u00e0, il suo carattere. Questo     \u00e8 essenziale, nei gorilla come in noi. Anche all&#8217;interno di questa specie,     immaginare uno schema di dominanza immutabile \u00e8 un errore. Il loro     potenziale \u00e8 molto pi\u00f9 grande di quanto abbiamo potuto o voluto credere\u00bb     dice Masi.<\/p>\n<p>Altre specie, come i bonobo, hanno una dominanza prettamente     femminile. Ma la cosa che ha stupito di pi\u00f9 i ricercatori, spiega Le Monde,     \u00e8 che \u00ab<b>l&#8217;uso della violenza varia in modo spettacolare all&#8217;interno della     stessa specie<\/b>\u00bb. Succede anche con gli <b>scimpanz\u00e9<\/b>, specie     considerata a predominanza maschile, dove sono stati documentati gruppi in     cui l&#8217;interazione sociale \u00e8 governata dalla violenza, gruppi in cui la     violenza \u00e8 pi\u00f9 moderata e altri in cui l&#8217;interazione sociale \u00e8 pacifica.     Gli etologi non sanno spiegare le cause di queste differenze, ma sanno che     ci sono. \u00abNon esiste un modello unico di scimpanz\u00e9. <b>Ci\u00f2 che domina la     specie \u00e8 la sua flessibilit\u00e0<\/b>\u00bb dice la primatologa Sabrina Krief.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 ancora pi\u00f9 vero per quel primate particolare che \u00e8     l&#8217;essere umano. \u00ab<b>I primati sono flessibili e gli esseri umani sono i pi\u00f9     flessibili tra i primati<\/b>. Ci siamo adattati a tutti gli ambienti, ben     prima che il patriarcato dominasse la nostra societ\u00e0. Le societ\u00e0 di     cacciatori-raccoglitori erano e rimangono molto pi\u00f9 egualitarie delle     nostre. Ci\u00f2 che \u00e8 costante \u00e8 la volont\u00e0 dei maschi di controllare l&#8217;accesso     alle femmine. \u00c8 vero tra le scimmie, \u00e8 vero in Texas, dove sono cresciuta,     o tra i talebani in Afghanistan. Ma il loro successo non ha nulla di     naturale o inevitabile\u00bb dice a Le Monde la nota antropologa, primatologa e     psicologa <b>Sarah Blaffer Hrdy<\/b>.<\/p>\n<p>L&#8217;idea del maschio alfa, in altri termini, \u00e8 una     \u00abproiezione\u00bb: \u00ab<b>Abbiamo proiettato sui primati il nostro modo di vita     patriarcale<\/b>\u00bb dice Hrdy. Visto che a un certo punto della storia le     societ\u00e0 umane hanno visto una predominanza maschile basata sulla forza     fisica prima e sul monopolio del potere dopo, abbiamo voluto vedere la     stessa cosa nel mondo animale. Che invece \u00e8 molto pi\u00f9 vario di cos\u00ec. Non     c&#8217;\u00e8 nulla di \u00abnaturale\u00bb nella prevalenza di un genere sull&#8217;altro.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I risultati di uno studio approfondito su 121 specie di primati (anche l&#8217;homo sapiens ne fa parte). 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