{"id":246627,"date":"2025-12-05T12:21:13","date_gmt":"2025-12-05T12:21:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/246627\/"},"modified":"2025-12-05T12:21:13","modified_gmt":"2025-12-05T12:21:13","slug":"8-paesi-sono-ancora-dipendenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/246627\/","title":{"rendered":"8 Paesi sono ancora dipendenti"},"content":{"rendered":"<p>I rubinetti del <strong>Turkstream<\/strong>, il condotto che rifornisce di <strong>gas russo<\/strong> l\u2019Europa, stanno per chiudersi. Due sono le date importanti da tenere in conto. Il 25 aprile 2026 decadranno i contratti a breve termine e, a partire dal 1 giugno dello stesso anno, non si potranno pi\u00f9 firmare forniture a lungo termine.<\/p>\n<p>Sono otto i Paesi ancora troppo dipendenti dal Gln di Mosca: Grecia, Francia, Belgio, Olanda, Portogallo, Spagna, Ungheria e Slovacchia. Le ultime due continuano ad acquistare da Putin anche petrolio.\n<\/p>\n<p>Quali sono le fonti alternative di gas<\/p>\n<p>La riduzione di Gln dalla Russia \u00e8 stata costante dal 2021, l\u2019anno in cui il conflitto in Donbass si \u00e8 trasformato in una vera e propria guerra alle porte dell\u2019Europa. Tra i vari Paesi da cui l\u2019Unione sta attualmente acquistando gas possiamo annoverare:<\/p>\n<ul>\n<li>Norvegia;<\/li>\n<li>Usa;<\/li>\n<li>Nordafrica;<\/li>\n<li>Paesi del Golfo;<\/li>\n<li>Indonesia.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Fino a 4 anni fa, la quantit\u00e0 che il Cremlino pompava nei gasdotti del vecchio continente rappresentava circa il 25% del totale. Oggi \u00e8 scesa al 2%, e quasi tutto viene acquistato dai due Stati pi\u00f9 vicini a Putin: l\u2019Ungheria e la Slovacchia.<\/p>\n<p>Anche per questo calo di introiti il Presidente russo, qualche giorno fa, <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/esteri\/putin-minaccia-europa-guerra-gas-russo\/940698\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\" data-doctype=\"\">aveva minacciato l\u2019Europa<\/a> di ritorsioni. Le perdite per Mosca sono ingenti e potrebbero causarle ulteriori difficolt\u00e0 nel proseguire il conflitto con Kiev.<\/p>\n<p>La guerra in Ucraina primo motore per l\u2019indipendenza dal gas<\/p>\n<p>Tuttavia, sostituire un fornitore con un altro potrebbe non essere necessariamente la scelta pi\u00f9 saggia. Significherebbe solo alterare gli <strong>equilibri geopolitici<\/strong> e non intaccare in alcun modo l\u2019insostenibilit\u00e0 dell\u2019uso del Gln, usato per:<\/p>\n<ul>\n<li>scaldare le nostre case;<\/li>\n<li>alimentare le nostre industrie;<\/li>\n<li>produrre la nostra energia elettrica.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per questo <a href=\"https:\/\/quifinanza.it\/economia\/repower-eu-cose-piano-europeo-energia\/682985\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">RePowerEu<\/a>, il progetto europeo di indipendenza energetica verde, si rivelerebbe un attore fondamentale nella riduzione del consumo di gas, calato del 15% tra il 2024 e il 2025 rispetto al triennio precedente.<\/p>\n<p>Infatti, la tabella di marcia che sar\u00e0 validata a <strong>Bruxelles <\/strong>nelle prossime settimane \u00e8 molto serrata da questo punto di vista:<\/p>\n<ul>\n<li>ogni contratto a breve termine con qualsiasi fornitore dovr\u00e0 cessare entro il 17 giugno 2026;<\/li>\n<li>quelli a lungo termine avranno come scadenza il 30 settembre 2027;<\/li>\n<li>si potr\u00e0 prorogare l\u2019approvvigionamento fino al termine ultimo del 1\u00b0 novembre 2027, qualora le riserve non raggiungano gli obiettivi di autonomia.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Chi paga i costi dell\u2019indipendenza energetica da Mosca?<\/p>\n<p>Pagheranno i cittadini europei perlopi\u00f9, tranne quelli ungheresi e slovacchi. Basti considerare che il costo del gas in Italia \u00e8 di \u223c0,131 euro per kWh, nel 2024 a Budapest si assestava ancora intorno ai \u223c0,032 euro. A Bratislava, invece, lo pagano un po\u2019 di pi\u00f9: \u223c0,061 euro. Cifre enormemente pi\u00f9 basse, che spiegano le reticenze dei due Paesi a tagliare i ponti con Mosca.<\/p>\n<p>Secondo un\u2019analisi del <strong>Fondo Monetario Internazionale<\/strong>, se Ungheria e Slovacchia decidessero di rescindere i contratti per il gas russo, rischierebbero uno shock economico senza precedenti. Soprattutto perch\u00e9 l\u2019approvvigionamento risulterebbe molto pi\u00f9 costoso, dato che non potrebbero riceverlo via mare e i costi delle forniture via terra sono enormemente pi\u00f9 alti.<\/p>\n<p>Insomma, i numeri parlano chiaro. Non \u00e8 solo una questione di simpatie geopolitiche. Scegliere un distributore di Gln piuttosto che un altro pu\u00f2 significare anche decretare la crisi economica del proprio Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I rubinetti del Turkstream, il condotto che rifornisce di gas russo l\u2019Europa, stanno per chiudersi. 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