{"id":247439,"date":"2025-12-06T00:22:19","date_gmt":"2025-12-06T00:22:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/247439\/"},"modified":"2025-12-06T00:22:19","modified_gmt":"2025-12-06T00:22:19","slug":"la-spezia-il-pci-e-la-forza-della-memoria-presentato-il-fondo-fotografico-che-racconta-oltre-70-anni-di-storia-politica-e-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/247439\/","title":{"rendered":"La Spezia, il Pci e la forza della memoria: presentato il fondo fotografico che racconta oltre 70 anni di storia politica e sociale"},"content":{"rendered":"<p>Davanti a una folta platea di dirigenti, militanti, ex militanti, capi e sottocapi di quello che fu il Partito Comunista spezzino, la Fondazione Amendola ha presentato i risultati del lavoro di riordino, schedatura e digitalizzazione del Fondo fotografico del Pci \u2013 Federazione della Spezia, parte integrante dell\u2019Archivio storico del partito. L\u2019evento di presentazione, che ha trovato dimora nell\u2019auditorium della sede provinciale del Partito Democratico, ha raccontato la consistenza di un fondo fotografico che ammonta a 2.125 pezzi, perlopi\u00f9 positivi a stampa, con alcune unit\u00e0 diapositive e sporadici negativi su pellicola. \u201cE\u2019 una battaglia che si conduce anche conservando la consapevolezza delle proprie radici, della propria storia \u2013 parole di <strong>Andrea Orlando<\/strong>, presidente del Comitato d\u2019Indirizzo della Fondazione Amendola \u2013. E in questo vorrei citare un articolo di fondo del direttore della stampa Malaguti, che qualche settimana fa, parlando un po\u2019 del quadro politico, diceva una cosa molto vera. Viviamo in un paradosso per cui quelli che non dovrebbero rivendicano la loro memoria e quelli che dovrebbero invece non lo fanno pi\u00f9. Questa cosa, io penso sia un punto di partenza di questo lavoro, che quindi ha anche un\u2019ambizione di carattere politico. Lo voglio dire con grande determinazione. Questo lavoro ci dice una cosa: racconta ai pi\u00f9 giovani una cosa, cio\u00e8 come il Partito Comunista sia stata anche una grande comunit\u00e0 determinante per l\u2019alfabetizzazione democratica\u00a0dell\u2019Italia.\u00a0Lo dico perch\u00e9 spesso la narrazione letta sui libri richiama i passaggi della Costituente, ma non partiamo mai dal presupposto che l\u2019Italia un paese che nel 1945, quando\u00a0torna al voto, aveva conosciuto la democrazia molto da lontano, perch\u00e9 per vent\u2019anni non\u00a0c\u2019erano state libere elezioni e le ultime elezioni riguardavano soltanto una minoranza del corpo elettorale, perch\u00e9 le donne non potevano partecipare e c\u2019erano degli sbarramenti alla possibilit\u00e0 di partecipare al voto, che sostanzialmente facevano s\u00ec che la partecipazione \u00a0al voto era una partecipazione assolutamente limitata. Perch\u00e9 dico questo? Perch\u00e9 noi non riflettiamo mai sull\u2019enorme opera, direi il capolavoro, che i grandi partiti popolari hanno realizzato nella transizione dal fascismo alla democrazia attraverso un percorso facile. Se noi guardiamo la fine dei regimi in molti altri paesi, \u00e8 in larghe parti la portatrice di grandi momenti traumatici e di spargimenti di sangue, anche per una grande difficolt\u00e0 a fare i conti e a prendere le misure con la democrazia. L\u2019Italia invece ha potuto gestire questo passaggio grazie a non solo, e quelle le conosciamo, alla dinamica dell\u2019iniziativa politica, delle posizioni di Togliatti, delle posizioni che\u00a0il Partito Comunista assunse, ma anche nella dimensione immanente svolta dal Partito Comunista. Perch\u00e9 il Partito Comunista non fu soltanto una forza politica che assume delle iniziative ma una forza politica che definisce un senso comune.\u00a0Perch\u00e9 \u00e8 la partenza di qualcosa di pi\u00f9 complesso (di una forza politica. C\u2019\u00e8 chi ha parlato di una societ\u00e0 nella societ\u00e0. \u00a0Il Partito Comunista organizzava il tempo libero, la rappresentanza sul lavoro, perch\u00e9 \u00a0all\u2019epoca la cinghia di trasmissione era molto forte\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/la-fondazione-amendola-presenta-i-risultati-del-lavoro-di-riordino-schedatura-e-digitalizzazione-del.jpeg\" alt=\"La Fondazione Amendola presenta i risultati del lavoro di riordino, schedatura e digitalizzazione del fondo fotografico del Pci spezzino\"\/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Le date degli scatti coprono un arco cronologico che va dal 1941\u00a0(con alcune copie recenti di scatti originali degli anni \u201910, \u201920 e \u201930\u00a0tratti da pubblicazioni editoriali)\u00a0sino\u00a0al 2014, ossia successivamente allo scioglimento del Pci e alla cosiddetta svolta della Bolognina (1991)\u00a0con la nascita del PdS (Partito Democratico della Sinistra). Hanno illustrato il lavoro svolto <strong>Alessandro Cecchinelli<\/strong> e <strong>Donatella Mezzani<\/strong>, presidente e vicepresidente di Promemoria Societ\u00e0 Cooperativa che si \u00e8 occupata della schedatura, mentre la dottoressa <strong>Cristina Dal Molin<\/strong> per la Soprintendenza archivistica e bibliotecaria della Liguria e Patrizia Gallotti, come presidente dell\u2019Istituto storico della Resistenza hanno contestualizzato l\u2019intervento. \u201cNon \u00e8 una operazione nostalgia ma una grande operazione culturale \u2013 ha spiegato nel corso del suo intervento il responsabile del progetto archivi <strong>Matteo Bianchi \u2013<\/strong>. Siamo in un territorio che ha incrociato tutte le pi\u00f9 grandi trasformazioni del nostro Paese. Qui ci sono state due fasi: una prima fase che vedeva il Pci vivo e attivo anche nell\u2019ottica di un\u2019operazione di libert\u00e0 dove chi era stato comunista aveva lavorato nel tentativo totalizzante di cercare strade nuove, mentre per chi comunista non lo era il sentimento era di un anticomunismo macchiettistico. Si \u00e8 poi sviluppata una seconda fase, a partire dal 2021, di atteggiamento nostalgico. I detrattori del comunismo hanno ripristinato un anticomunismo meno macchiettistico ma, anzi, assimilabile alle derive peggiori arrivando a negare perfino i meriti nella vittoria seconda guerra mondiale\u201d. Bianchi spiega il senso di un lavoro che vuole \u201cmettere a disposizione strumenti per favorire un dibattito tra studiosi e cultori della materia in maniera ragionata e informata senza apologie e senza sconti. E per il 900 il materiale non \u00e8 solo ascrivibile alle istituzioni ma anche agli archivi di forze sociali. E non \u00e8 una cosa scontata per quel meccanismo della rimozione di cui parlavo prima. Ecco perch\u00e9 il bando \u00e8 meritorio, ecco perch\u00e9 ci siamo candidati: quest\u2019anno abbiamo vinto ma ci avevamo provato nei tre anni precedenti e non ce l\u2019avevamo fatta\u201d. Un paniere prezioso, soprattutto se si ha la capacit\u00e0 di incrociare dati, volti, persone, atti, e ricostruire piano piano la storia, piccola o grande che sia, di una comunit\u00e0 e attraverso di essa di una citt\u00e0. E quello che emerge non sono soltanto le piazze piene ma anche i palchi molto partecipati e un gruppo dirigente coeso. \u201cVerbali, atti, dati dei congressi aiutano a ricostruire la vita del partito nelle grandi e nelle piccole questioni \u2013 ha aggiunto Bianchi -. Giorgio Pagano ci ha dato modo di capire come era costruito e organizzato il Pci, Moreno Veschi e Antonio Bianchi hanno riconosciuto tanti dei protagonisti emersi dalle immagini. Sul nuovo sito, che presto sar\u00e0 pronto, sar\u00e0 possibile visionare una mostra digitale permanente. E dico di pi\u00f9: in biblioteca ci sono ancora i giornali delle singole sezioni e gli archivisti han trovato periodici anche degli altri: della Dc, dei monarchici, del Msi, del PSI, dei Repubblicani. Materiale che magari anche loro stessi non hanno pi\u00f9 e che \u00e8 giusto mettere a disposizione\u201d.\u00a0<\/p>\n<p>    <a class=\"single-gallery-link link-top\" target=\"_blank\" href=\"https:\/\/www.cittadellaspezia.com\/fotogallery\/la-fondazione-amendola-presenta-i-risultati-del-lavoro-di-riordino-schedatura-e-digitalizzazione-del-fondo-fotografico-del-pci-spezzino\/\" rel=\"nofollow noopener\"><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" itemprop=\"image\" alt=\"La Fondazione Amendola presenta i risultati del lavoro di riordino, schedatura e digitalizzazione del fondo fotografico del Pci spezzino\" class=\"lazy_background\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1764980537_321_la-fondazione-amendola-presenta-i-risultati-del-lavoro-di-riordino-schedatura-e-digitalizzazione-del.jpeg\"\/><\/p>\n<p>guarda tutte le foto<\/p>\n<p>16<\/p>\n<p>    La Fondazione Amendola presenta i risultati del lavoro di riordino, schedatura e digitalizzazione del fondo fotografico del Pci spezzino<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/matteo-bianchi-478120.jpg\" alt=\"Matteo Bianchi\"\/><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Le immagini sono state eseguite da <strong>fotografi professionisti della zona spezzina<\/strong>, come nel caso degli Studi Zancolli o Ciavolino, o di altre citt\u00e0, come\u00a0Farabola, probabilmente su richiesta della Federazione provinciale o da essa ricevute per finalit\u00e0 di documentazione o di comunicazione a cura dell\u2019ufficio stampa e propaganda del Partito. Diverse, che non presentano dati in merito all\u2019autore dello scatto, sono state fatte da semplici iscritti al partito, magari durante manifestazioni, cerimonie civili, Feste dell\u2019Unit\u00e0. Si tratta di un prezioso racconto per immagini non solo del Partito Comunista Italiano nella provincia della Spezia, ma anche dell\u2019evoluzione della citt\u00e0 e dei suoi costumi, delle sue manifestazioni culturali, oltre che politiche, insomma di un\u2019intera societ\u00e0 nelle sue varie declinazioni. In sala dirigenti e attivisti del Pd di oggi ma anche protagonisti di quel Pci che poi hanno intrapreso strade diverse. \u201cConsegniamo al futuro quella memoria storica troppe volte attaccata, sbeffeggiata o mistificata \u2013 ha detto <strong>Andrea Montefiori<\/strong>, consigliere comunale del Pd spezzino -. La memoria di chi ha provato a cambiare tutto. Un archivio che va dal 1941 all\u2019inizio degli anni 2000 \u00e8 un viaggio nella storia della politica ma anche di quella di un paese e della societ\u00e0. Ed \u00e8 anche un momento di ritrovo tra persone che hanno incrociato i propri destini, non solo politici, quotidianamente per anni. Abbiamo cercato le persone, o i loro famigliari, che hanno fatto parte del Pci, sia come militanti che come funzionari, dirigenti o giornalisti. Ringrazio la Soprintendenza Ligure che ci ha seguito passo passo, Matteo Bianchi che con me, e forse pi\u00f9 di me, ha curato la fase finale del lavoro. E ringrazio gli archivisti Alessandro Cecchinelli, Donatella Mezzani e Irene Borniotto, tre professionisti che hanno messo una grande passione nel portare a termine il tutto. Un fondo sopravvissuto ai decenni per la dedizione di un compagno come Danilo Ferretti che lo ha preservato e al quale vogliamo dedicarlo oggi, \u00e8 una sorta di racconto fotografico in cui compaiono momenti molto significativi della vita del partito. E\u2019 ovviamente \u00e8 un fondo residuale, quindi la documentazione non \u00e8 completa ma documenta molte fasi di quelle che erano la vita politica e le occasioni sociali e culturali del partito, il pi\u00f9 grande partito italiano. Chiediamo a chi ne abbia, di metterci a disposizione materiale per allargare e perfezionare i due archivi. Stiamo concludendo il lavoro anche sulla parte cartacea, che presenteremo nel prossimo futuro con una giornata di studio e riflessione. Quindi parliamo di congressi soprattutto a livello provinciale, ma ci sono anche immagini dei congressi nazionali in cui partecipavano i delegati della Spezia. Parliamo di alcune personalit\u00e0 politiche importanti per la citt\u00e0 e per il territorio della provincia. Parliamo quindi di Anelito Barontini, Aldo Giacch\u00e8, Varese Antoni, Walter Bertone, al quale per altro \u00e8 intitolata questa sala, Giuseppe Fasoli, Giuseppe Rossino, Brenno Fusoni, Artibano Ballani, Carlo e Franco Bertolani, Dino Grassi, Luigia Cordati Rosaia e di molti altri. Molte immagini ritraggono, poi, occasioni in cui il partito si occupava oltre che della linea politica, di momenti riferiti a eventi di socialit\u00e0 e cultura, che avevano molto spesso come teatro le Feste de l\u2019Unit\u00e0 , con i dibattiti che coinvolgevano le pi\u00f9 importanti personalit\u00e0 della cultura di quel momento. Feste de L\u2019Unit\u00e0 grandi e numerose, che coinvolgevano centinaia di volontari impegnati per tutto il periodo estivo. Perch\u00e8 il Pci era un partito di popolo e del popolo. I beni che oggi rappresentano il patrimonio immobiliare della Fondazione Amendola, non sono stati soltanto delle mura: nei luoghi del Pci \u00e8 passata tanta politica, ma anche tanta vita e tanta solidariet\u00e0. Per molti la comunit\u00e0 ( termine oggi abusato, ma allora davvero era tale ) comunista ha rappresentato anche un elemento di sicurezza e di rifugio personale, per alcuni ha rappresentato una vera e propria famiglia\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/1764980538_153_la-fondazione-amendola-presenta-i-risultati-del-lavoro-di-riordino-schedatura-e-digitalizzazione-del.jpeg\" alt=\"La Fondazione Amendola presenta i risultati del lavoro di riordino, schedatura e digitalizzazione del fondo fotografico del Pci spezzino\"\/><\/p>\n<p>(Immagini d\u2019epoca allegate all\u2019articolo pubblicate per gentile concessione della Fondazione Amendola)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Davanti a una folta platea di dirigenti, militanti, ex militanti, capi e sottocapi di quello che fu il&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":247440,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-247439","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115669771636162512","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247439","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=247439"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247439\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/247440"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=247439"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=247439"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=247439"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}