{"id":247612,"date":"2025-12-06T02:49:13","date_gmt":"2025-12-06T02:49:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/247612\/"},"modified":"2025-12-06T02:49:13","modified_gmt":"2025-12-06T02:49:13","slug":"dai-balconi-del-covid-a-quelli-vuoti-del-default-la-cina-entra-nella-sua-crisi-perfetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/247612\/","title":{"rendered":"Dai balconi del Covid a quelli vuoti del default: la Cina entra nella sua crisi perfetta"},"content":{"rendered":"\n<p>Le coreografie di parate e comitati centrali, con bandiere da decine di metri sullo sfondo, non tengono fuori dalla mischia finanziaria Pechino che non pu\u00f2 riproporre il gioioso e falsissimo refrain dell\u2019inno nazionale cantato, in piena tempesta covid, da cori condominiali occidentali all\u2019oscuro del proprio inno, figuriamoci se a conoscenza di quello cinese, con tanto di presunte e grate urla di Grazie Cina! Ma per favore\u2026<\/p>\n<p>Quello che rimane \u00e8 un equilibrio fragile come il giorno incantevole dei Subsonica, dove i fattori di rischio generalizzati in mercati impreparati e volatili, per il 2026, sostanzialmente sono 3: liquidit\u00e0 monetaria in sofferenza con inflazione persistente; fine del giocarello del riacquisto delle proprie azioni; affanno del sistema dei prestiti erogati da fondi di investimento, dove 1.7 trilioni di USD cominciano ad essere troppi. Insomma, il mercato \u00e8 sotto stress ed il 2026 \u00e8 da temere ovunque; tanto per rimanere sulle fragilit\u00e0, la crescita economica cinese si basa un labilissimo equilibrio tra controllo autoritario di partito e cagionevoli libert\u00e0 ed entro questo perimetro si colloca la crisi immobiliare arricchitasi dell\u2019ultima perla di China Vanke, sviluppatore che sta irragionevolmente cercando di prorogare un pagamento di titoli per miliardi di yen, capace da solo di scrollare il mercato e di far paventare, senza accenno ad aiuti imperiali, una ristrutturazione del debito, che farebbe impallidire Evergrande e Country Garden, che pure non hanno scherzato.<\/p>\n<p>Partiamo dal principio da quando, cio\u00e8, dall\u2019inizio degli anni \u201990, i prezzi \u2013 bassissimi \u2013 degli immobili sono aumentati di 10 volte, contrastando la speranza che qualsiasi rallentamento successivo avrebbe seguito un trend graduale, visto che le bolle immobiliari hanno piacevolmente flagellato estremo oriente e Giappone e hanno democraticamente chiamato in causa pure Pechino, malgrado i rigorosi accorgimenti dei policy maker di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Zhongnanhai\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Zhongnanhai<\/a> in tema di caparre, secondo il famoso principio per cui, desiderando un cammello, \u00e8 inevitabile presentarsi prima di subito con il dinero. E poi basta con la diffidenza controrivoluzionaria: l\u2019aumento progressivo del valore degli immobili avrebbe di certo compensato gli sforzi monetari del popolo, o forse no?<\/p>\n<p>Se per il governo il settore immobiliare \u00e8 stato un pilastro per un rapido sviluppo capace di creare milioni di posti di lavoro, per il popolo si \u00e8 trattato di un investimento venduto come prodotto finanziario ritenuto speranzosa fonte di rendimenti (rivoluzionari?). Tutto in teoria, perch\u00e9 i prezzi hanno continuato a crescere e poi a crollare con un rapporto debito-famiglie-PIL triplicato, e con uno spazio abitativo pro capite abnorme. Diciamo la verit\u00e0: in fondo, quale intimo gaudio, sono soddisfazioni anche per l\u2019operaio Li Wei di Pechino sud.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 interessante \u00e8 che la crisi immobiliare ha colpito zone specifiche, con citt\u00e0 che, pi\u00f9 di altre, hanno tratto scarsi benefici dagli investimenti sul mattone; sembra dunque di poter dire che la perdita di fiducia nella casa a prima vista cinese abbia influito sui consumi interni con ricadute pesantissime sui governi locali.\u00a0Insomma, il fatto che la Cina non sia cos\u00ec diversa dagli altri paesi, crea seri problemi nel capire dove stia di casa il tanto osannato eccezionalismo, messo peraltro alla prova dalla pressione delle guerre commerciali, dai cali repentini \u2013 o stagnazioni \u2013 dei prezzi, dall\u2019eccesso di alloggi invenduti, malgrado le agevolazioni introdotte dalle autorit\u00e0, spesso obbligate a ricomprare esse stesse le medesime case.<\/p>\n<p>Il mattone non \u00e8 pi\u00f9 uno stabilizzatore economico. Ma Xi vede la Cina in competizione con gli USA, e per questo \u00e8 disposto a forzare i fondamentali economici propendendo per un modello che contempla le nuove forze produttive di qualit\u00e0 prevalere al posto dei consumi; ecco che gli investimenti aumentano, generano una sovrapproduzione non riassorbibile dal mercato, le imprese abbassano i prezzi per vendere l\u2019invendibile per poi riversare l\u2019invenduto interno sulle esportazioni, cosa che determina l\u2019insorgenza di barriere commerciali. Ricordando filosoficamente dazi trumpiani e protezioni, \u00e8 facile ripensare, come Gaetano Maria Barbagli, che il confine tra genio e follia \u00e8 molto sottile; quindi matti s\u00ec ma per pochissimo.<\/p>\n<p>E l\u2019Europa? Cicca, prossima a diventare una colonia cinese di assemblaggio su cui far affluire capitali. Tanto per non farsi mancare nulla, l\u2019impero di mezzo si sta approssimando ad un inverno record in quanto a consumi energetici, cosa che costringer\u00e0 a bruciare pi\u00f9 carbone e pi\u00f9 gas, con picchi di domanda che, gi\u00e0 nei mesi scorsi, alla faccia del greeeen, hanno evidenziato l\u2019insufficienza bizzosa delle fonti alternative. Insomma, il lavoro sporco lo hanno fatto i soliti 4 alla n tizzoni, l\u2019unica certezza in un oceano di instabilit\u00e0; que, viva el carb\u00f2n!<\/p>\n<p>Torniamo alla crisi esistenziale dell\u2019implosione immobiliare, che sta contemplando la rapida estinzione degli sviluppatori in un mercato che trascende l\u2019edilizia e si sta trasformando in un mina alla deriva per l\u2019economia planetaria, cui contrapporre strategie contrarie a qualsiasi dinamica espansiva, a qualsiasi forma di impossibile e infondata pacchia, rimedi pienamente indicativi della portata di una crisi che ha colpito la fiducia dei consumatori con uno stock enorme di immobili invenduti e con spazi sfitti in crescita. <\/p>\n<p>Con i prezzi in calo ed una platea demograficamente sempre pi\u00f9 ridotta di acquirenti in attesa di ulteriori ribassi, gli sviluppatori o vendono in perdita o bloccano le negoziazioni, visto che la crisi sta intaccando sia gli aggregati economici sia le basi psicologiche dei consumi; del resto i tre quarti della ricchezza privata in Cina sono investiti nel settore immobiliare, all\u2019estero una concentrazione usuale, qui un rischio strutturale, visto che, quando i prezzi scendono, la ricchezza delle famiglie si riduce insieme con la spesa per i beni non essenziali accompagnandosi all\u2019aumento del tasso di risparmio (gente! Tenetevi i soldi!) ed alla cancellazione dell\u2019ottimismo che si spande a macchia d\u2019olio nelle periferie, dove le bugie sulla ripresa, basata su mere presunzioni, hanno le gambe cortissime, con un mercato che segnala sempre pi\u00f9 chiaramente l\u2019esistenza non di fenomeni contenuti ma di cambiamenti strutturali permanenti.<\/p>\n<p>La crisi, gira gira, sta diventando sistemica, se gi\u00e0 non lo \u00e8, con tutte le conseguenze possibili su pi\u00f9 di un comparto e su mutui deprezzati che dovrebbero essere ristrutturati, figurarsi, in un sistema cos\u00ec interconnesso da permettere ad un battito d\u2019ali di farfalla a Pechino di scatenare uragani fin nello Xinjiang. Il fatto \u00e8 che ogni iniziativa del partito per il sostegno sociale comporta un maggiore indebitamento pubblico, un problema di sostenibilit\u00e0 ed un mercato in piena crisi di sopravvivenza, con forti risparmi, minori investimenti e maggior onere fiscale a carico pubblico.<\/p>\n<p>Ecco la tempesta perfetta che crea la bolla immobiliare data da speculazione, eccesso di offerta e credito facile, con prezzi superiori al reale e con una domanda condizionata dall\u2019auspicio di \u2013 improbabili \u2013 profitti futuri; una bolla s\u00ec funzionale alle aspettative del Partito, ma comunque una bolla pericolosa come tutte le bolle naturalmente portatrici di crolli da controllare, se possibile, controllando i limiti debitori sostenibili dagli sviluppatori, messi sotto la ente d\u2019ingrandimento delle banche, ovvero secondo il sistema che ha scoperchiato le defaillances di Evergrande.<\/p>\n<p>Grazie alle iniziative del Partito, l\u2019immobiliare \u00e8 passato dal cadere senza freni al precipitare con grazia, che non \u00e8 da poco: il risultato \u00e8 lo stesso, ma vuoi mettere? Solo pensare che quota parte dei soldi versati a Evergrande, invece che per costruire alloggi, sono stati utilizzati per l\u2019acquisto di una squadra di calcio, dovrebbe far tornare folle gaudenti sui famosi e fatali balconi.<\/p>\n<p>Insomma, in Cina c\u2019\u00e8 uno squilibrio macroeconomico dove il PIL \u00e8 pompato dalle esportazioni nette, con una domanda estera forte ed una interna stagnante, cosa che porta ad una crescita settoriale e ad una debolezza strutturale unita a deflazione, un mostro a due facce, tutte e due brutte; basti pensare alla Germania, che ha utilizzato l\u2019export come motore primario di crescita, con un forte surplus commerciale, a fronte di squilibri interni; la Cina ha rappresentato il modello ideale di crescita\u00a0export-led growth, con consumi interni marginali e sovracapacit\u00e0 produttiva da spostare su consumi e innovazione, una transizione come visto molto difficile, visto che compendia aspetti sociali, fiscali e salariali e gioca sul bilanciamento politico-economico del tasso di sconto e sulle aspettative di inflazione.<\/p>\n<p>Il rischio \u00e8 quello di cadere nel pushing on a string, dove lo spingere la corda \u00e8 del tutto inutile se non si aumenta la capacit\u00e0 di spesa della base aumentando i salari, intervenendo su sanit\u00e0 e pensioni, adottando una politica monetaria espansiva. Il mistero cinese \u00e8 a due facce contrapposte: una offre una versione proiettata verso un futuro tecnologicamente felice, l\u2019altra \u00e8 quella dei dati economici in affanno, ambedue risultati di scelte operate dall\u2019attuale leadership, malgrado il pessimismo espresso nel 2007 dal primo ministro Wen Jiabao, per cui il modello di crescita gi\u00e0 da allora instabile ha cominciato a collassare dalla crisi immobiliare del 2021; da un lato il sistema produce e investe eccessivamente, dall\u2019altro l\u2019economia rallenta, con gli investitori internazionali che svendono gli immobili a suo tempo acquistati, viste perdite ed insolvenze.<\/p>\n<p>Dulcis in fundo, <strong>Vanke<\/strong>, l\u2019incubo degli sviluppatori immobiliari che, in quanto a bolle, rimpiazza i timori sulla IA; altro che stabilizzazione, qui torna il mantra del default con le obbligazioni della strasicura Vanke che hanno perso oltre il 30% del valore e con il Partito che finora ha evitato salvataggi diretti. Se China Vanke Co. collassa, collassa definitivamente il sistema immobiliare, di fatto un buco nero sistemico capace di minare la fiducia nel governo, di aprire falle nelle obbligazioni anche dei solventi, di instillare il terrore del contagio viste le previsioni all\u2019ulteriore ribasso di Fitch e UBS che sanciscono la fine del principio del too big to fail; Vanke non \u00e8 dunque diversa dagli altri, con S&amp;P Global Ratings che ha avvertito che i suoi impegni finanziari sono insostenibili. Mentre Evergrande \u00e8 stata uccisa dalla speculazione, Vanke se l\u2019\u00e8 portata via un difetto genetico\/sistemico, un intero modello di sviluppo nato per fallire alla distanza.<\/p>\n<p> Secondo Moody\u2019s il 2026 segner\u00e0 il momento dell\u2019emersione delle faglie geopolitiche e fiscali, del raggiungimento della strutturalit\u00e0 degli effetti degli attriti commerciali e dell\u2019aumento delle spese belliche, con crisi di bilancio nei paesi che hanno fruito di tassi di interesse agevolati e apparente stabilit\u00e0 politica: ritorner\u00e0 prepotente una competitivit\u00e0 che reclamer\u00e0 la stabilizzazione del debito. \u00c8 evidente come un default di Vanke sia una nota stonata eppure presente su uno spartito impeccabile solo quando eseguito a Zhongnanhai.<\/p>\n<p>Come ovunque, il pensiero corre agli obbligazionisti, a chi non ha trovato con chi spartire in due e pi\u00f9 una poltrona e contenere i danni. Dispiace dirlo, ma stavolta i balconi rimarranno vuoti.<\/p>\n<p> Operazione con cui un\u2019azienda usa la propria liquidit\u00e0 per ricomprare le sue stesse azioni per sostenere il prezzo del titolo (pi\u00f9 la domanda aumenta pi\u00f9 lievita il prezzo e per aumentare l\u2019utile per azione.<\/p>\n<p> Lo\u00a0Stato \u00e8 assimilabile a un compratore di ultima istanza che prevede l\u2019acquisto di unit\u00e0 immobiliari invendute per trasformarle in case popolari; la\u00a0rimozione del limite inferiore sui tassi di interesse sui mutui individuali\u00a0per la prima e la seconda casa; la diminuzione della caparra. \u00a0<\/p>\n<p> Non \u00e8 un caso che circoli il termine n\u00e8iju\u01cen,\u00a0involuzione, ovvero il fenomeno in cui la competizione estremizzata porta a rendimenti decrescenti sfiancando l\u2019economia.<\/p>\n<p> Bloomberg: Vanke ha chiesto il posticipo del pagamento del capitale su un titolo da\u00a02 miliardi di yuan\u00a0(ca 283 milioni di dollari) in scadenza il 15 dicembre. Il bond in dollari con scadenza 2027 \u00e8 crollato ai minimi storici (circa 23 centesimi sul dollaro).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Le coreografie di parate e comitati centrali, con bandiere da decine di metri sullo sfondo, non tengono fuori&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":247613,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[172],"tags":[178,177,356,146078,6008,184,146079,7716,14781,1537,90,89,3716,66988,146080],"class_list":{"0":"post-247612","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-affari","8":"tag-affari","9":"tag-business","10":"tag-cina","11":"tag-crisi-2026","12":"tag-debito","13":"tag-economia","14":"tag-evergrande","15":"tag-geopolitica","16":"tag-immobili","17":"tag-it","18":"tag-italia","19":"tag-italy","20":"tag-mercati","21":"tag-moodys","22":"tag-vanke"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115670349538126019","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247612","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=247612"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247612\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/247613"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=247612"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=247612"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=247612"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}