{"id":247721,"date":"2025-12-06T04:39:14","date_gmt":"2025-12-06T04:39:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/247721\/"},"modified":"2025-12-06T04:39:14","modified_gmt":"2025-12-06T04:39:14","slug":"putin-dice-che-conquistera-tutto-il-donbas-ma-il-fronte-e-lo-stesso-da-tre-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/247721\/","title":{"rendered":"Putin dice che conquister\u00e0 tutto il Donbas, ma il fronte \u00e8 lo stesso da tre anni"},"content":{"rendered":"<p>\u00abTutto si riduce a questo: o libereremo questi territori con la forza, oppure le truppe ucraine lasciano questi territori e smettono di combattervi\u00bb. Nell\u2019intervista a India Today, Vladimir Putin parla come se fosse il 1945 e i russi fossero alle porte di Berlino, come se la vittoria fosse una questione di ore e la resa dell\u2019Ucraina inevitabile. Finora l\u2019unica vera guerra vinta dal Cremlino \u00e8 quella della propaganda. La geografia racconta un\u2019altra storia. <\/p>\n<p>A partire dall\u2019autunno del 2022, dopo il ritiro dalla riva destra del Dnepr nella regione di Kherson e la perdita di migliaia di chilometri quadrati nella controffensiva ucraina nell\u2019area orientale dell\u2019oblast di Kharkiv, la Russia ha smesso di ottenere guadagni significativi. Ogni villaggio conquistato richiede settimane di combattimenti e un consumo di artiglieria che ricorda la guerra d\u2019attrito del secolo scorso.\u00a0 <\/p>\n<p>La Russia aveva un controllo di circa il 18 per cento del territorio ucraino e ora un 19, forse 19,3 per cento nelle stime pi\u00f9 ottimistiche. Una variazione minima ottenuta al costo di una strategia di logoramento che richiede perdite altissime e un impiego continuo di uomini e munizioni, senza portare Mosca pi\u00f9 vicina ai suoi obiettivi strategici massimi. Per capirci: \u00e8 come se l\u2019Austria avesse conquistato in poche settimane tutto il Friuli Venezia Giulia e tutto l\u2019Alto Adige, e poi dopo tre anni fosse riuscita ad aggiungere solo il Trentino e una piccola porzione del Veneto senza mai riuscire a spingersi oltre. Milano e Venezia, gli obiettivi dichiarati, resterebbero lontanissime. <\/p>\n<p>Le analisi pi\u00f9 solide, da quelle del <a href=\"https:\/\/www.csis.org\/analysis\/russias-battlefield-woes-ukraine\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Center for strategic and international studies<\/a> ai report periodici di <a href=\"https:\/\/www.russiamatters.org\/news\/russia-ukraine-war-report-card\/russia-ukraine-war-report-card-dec-3-2025\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Russia Matters<\/a> e dell\u2019<a href=\"https:\/\/understandingwar.org\/research\/russia-ukraine\/russian-offensive-campaign-assessment-november-26-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Institute for the Study of War<\/a>, convergono su un dato essenziale: tra gennaio 2024 e dicembre 2025 la Russia ha conquistato complessivamente tra i 9 e i 10 mila chilometri quadrati, meno del due per cento della superficie dell\u2019Ucraina. Sono avanzate reali, ma piccole e distribuite su un fronte di oltre mille chilometri, prive della profondit\u00e0 operativa necessaria per trasformarsi in un cambiamento strategico della guerra. Tradotto: i russi non riescono a tagliare le linee di rifornimento ucraine, non costringono Kyjiv a ridisegnare il fronte e soprattutto non mettono in crisi i principali nodi logistici che reggono la difesa del Paese. <\/p>\n<p>Molti blogger russi speravano che la conquista di\u00a0Avdiivka, citt\u00e0 a poco pi\u00f9 di dieci chilometri a nord-ovest di Donetsk, facesse collassare ampiamente le linee ucraine. Aprendo un corridoio verso Ocheretyne e poi in direzione di Pokrovsk, i russi avrebbero rotto il sistema continuo di <a href=\"https:\/\/www.linkiesta.it\/2025\/11\/ucraina-donbas-fortificazioni-guerra-russia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">trincee e fortificazioni<\/a> che l\u2019Ucraina ha costruito nel Donbas occidentale. Non \u00e8 successo, nonostante la conquista di Avdiivka nel febbraio 2024. Una vittoria simbolica che ha aperto un varco, ma non una prateria. Nei mesi successivi la Russia ha avanzato verso nord-ovest con un ritmo medio limitato. In alcuni settori del fronte, gli avanzamenti si misurano in centinaia di metri al mese; in altri la linea resta praticamente immobile nonostante attacchi ripetuti.<\/p>\n<p>Il quadro non cambia molto osservando i progressi nel nord, nell\u2019area di Kupiansk nell\u2019est dell\u2019oblast di Kharkiv e di Svatove nella parte nord-occidentale dell\u2019oblast di Luhansk, dove le linee ucraine si attestano lungo l\u2019asse che segue il fiume Oskil, o nel sud, nel fronte meridionale dell\u2019oblast di Zaporizhzhia lungo l\u2019area di Robotyne, tra Orikhiv e Tokmak, dove le linee ucraine hanno retto pur con crescenti difficolt\u00e0. Nel 2025 la Russia ha aumentato leggermente il ritmo delle operazioni, approfittando degli enormi problemi strutturali delle forze ucraine, dalle carenze di munizioni ai ritardi negli aiuti occidentali. Ma anche nei mesi considerati pi\u00f9 favorevoli, come ottobre e novembre, quando Mosca ha rivendicato alcuni dei guadagni pi\u00f9 significativi dell\u2019anno, ma non modifica la proporzione complessiva del territorio sotto occupazione.<\/p>\n<p>Non bisogna per\u00f2 cadere nell\u2019errore opposto: \u00e8 vero, la linea del fronte nel 2025 somiglia in larga parte a quella della fine del 2022, ma l\u2019avanzata russa non \u00e8 inesistente. Solo che \u00e8 troppo lenta e frammentata per sostenere la narrazione del trionfo inevitabile. <\/p>\n<p>Noi, a casa, rimaniamo ancora pi\u00f9 confusi leggendo le agenzie che nelle ultime tre settimane hanno parlato della conquista di Pokrovsk, della sua liberazione, della riconquista, e riliberazione. Ma \u00e8 una dinamica normale per questo tipo di guerra. L\u2019uso massiccio dei droni, la densit\u00e0 delle fortificazioni, la difficolt\u00e0 logistica di muovere grandi formazioni corazzate, la frammentazione delle operazioni tattiche e l\u2019assenza di superiorit\u00e0 aerea rendono sempre pi\u00f9 arduo ottenere avanzamenti rapidi. \u00c8 per questo motivo che molte mappe mostrano ormai vaste zone grigie, territori contesi in cui nessuna delle due parti riesce a stabilizzare un controllo duraturo.\u00a0<\/p>\n<p>La Russia ha scelto di puntare su una strategia di pressione continua, convinta che la capacit\u00e0 industriale e demografica a lungo termine compenser\u00e0 la lentezza dell\u2019avanzata, anche se la sua economia \u00e8 sempre pi\u00f9 fragile. Ma nonostante l\u2019enorme costo umano e materiale, quella strategia produce soprattutto erosione, non conquiste. Non \u00e8 poco, ma non giustifica l\u2019arroganza e la sicurezza mostrata da Putin nei negoziati con l\u2019Ucraina e gli Stati Uniti. Resta da capire quanto a lungo questa dinamica potr\u00e0 continuare. La Russia avanza, ma avanza poco. Kyjiv resiste, ma con risorse sempre pi\u00f9 limitate.\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abTutto si riduce a questo: o libereremo questi territori con la forza, oppure le truppe ucraine lasciano questi&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":247722,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-247721","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115670782592718804","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247721","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=247721"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247721\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/247722"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=247721"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=247721"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=247721"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}