{"id":247777,"date":"2025-12-06T05:50:45","date_gmt":"2025-12-06T05:50:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/247777\/"},"modified":"2025-12-06T05:50:45","modified_gmt":"2025-12-06T05:50:45","slug":"recensione-della-mostra-su-sargent-al-musee-dorsay","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/247777\/","title":{"rendered":"Recensione della mostra su Sargent al Mus\u00e9e d&#8217;Orsay"},"content":{"rendered":"<p>                        di<br \/>\n\t\t\t\t                    <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/2787p_mauro-minardi.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Mauro Minardi<\/a><br \/>\n                    , scritto il 04\/12\/2025<br \/>\n\t\t<br \/>Categorie:                 <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/16c_recensioni-mostre.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Recensioni mostre<\/a>                             \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/impressionismo.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Impressionismo<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/novecento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Novecento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/ottocento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Ottocento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/parigi.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Parigi<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-moderna.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte Moderna<\/a> <\/p>\n<p>\n                In occasione del centenario della morte un\u2019importante esposizione al Mus\u00e9e d\u2019Orsay celebra gli anni parigini di John Singer Sargent e la nascita di un successo destinato a divenire internazionale.            <\/p>\n<p>Il visitatore europeo del Metropolitan Museum of Art di New York che si addentra in quello spazio sconosciuto e seducente che \u00e8 l\u2019American Wing, sotto le sue vetrate che paiono sigillare le opere esposte come dentro un tempio di cristallo, non pu\u00f2 non sostare nelle sale<strong> <\/strong>dedicate a John Singer Sargent, culminanti nel Ritratto di Madame X, forse il pi\u00f9 celebre fra le centinaia di ritratti licenziati dal pittore americano. La tela segna il punto di arrivo dell\u2019esperienza parigina di Sargent e insieme l\u2019annuncio di un addio. Lo scandalo prodotto dalla sua esibizione al Salon del 1884<strong> <\/strong>fu infatti tra le ragioni che spinsero l\u2019artista ad abbandonare due anni dopo la citt\u00e0 che aveva consacrato il suo successo, per trasferirsi a Londra.<\/p>\n<p>A differenza della maggior parte dei ritratti di Sargent, questo non nasce da una commissione, ma dall\u2019invito del pittore, il quale convinse la venticinquenne Virginie Am\u00e9lie Avegno, nata a New Orleans da una famiglia di emigrati francesi e quindi sposatasi con l\u2019uomo d\u2019affari Pierre Gautreau, a posare per lui. Quel viso un po\u2019 spigoloso lo attraeva, tanto da metterlo in piena evidenza nella scelta definitiva, presa dopo una lunga serie di studi, della posa di profilo, che conferisce al volto qualcosa di simile al becco di un uccello che pu\u00f2 rammentare la razza dei Guermantes descritta da Proust. Lo sguardo quasi sprezzante e venato di una punta di arroganza, il trucco calcato, che agli occhi di un collega pittore dava all\u2019epidermide qualcosa di \u201ccadav\u00e9rique et clownesque\u201d, non bastarono a suscitare l\u2019indignazione del pubblico del Salon. Fu l\u2019audacia della spallina destra abbandonata con nonchalance sull\u2019omero, che lasciava il d\u00e9collet\u00e9 in una nudit\u00e0 pi\u00f9 pronunciata e provocante, a fare la differenza. Il quadro venne ritirato; Sargent, di fronte al rifiuto dei Gautreau di portarselo a casa, lo tenne nel suo studio, rimodell\u00f2 la spallina di gioielli secondo le convenienze del pudore e, un anno dopo la morte della modella, lo vendette al Metropolitan Museum of Art. Perfino il nome dell\u2019effigiata fu soggetto a damnatio memoriae e da allora il quadro \u00e8 icasticamente noto come Madame X.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Sargent. \u00c9blouir Paris. Foto: L. Striffling \/ Mus\u00e9e d'Orsay\" title=\"Allestimenti della mostra Sargent. \u00c9blouir Paris. Foto: L. Striffling \/ Mus\u00e9e d'Orsay\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/allestimenti-mostra-sargent-1.jpg\" width=\"750\" height=\"563\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Sargent. \u00c9blouir Paris. Foto: L. Striffling \/ Mus\u00e9e d\u2019Orsay&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Sargent. \u00c9blouir Paris. Foto: L. Striffling \/ Mus\u00e9e d'Orsay\" title=\"Allestimenti della mostra Sargent. \u00c9blouir Paris. Foto: L. Striffling \/ Mus\u00e9e d'Orsay\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/allestimenti-mostra-sargent-2.jpg\" width=\"750\" height=\"563\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Sargent. \u00c9blouir Paris. Foto: L. Striffling \/ Mus\u00e9e d\u2019Orsay&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Allestimenti della mostra Sargent. \u00c9blouir Paris. Foto: L. Striffling \/ Mus\u00e9e d'Orsay\" title=\"Allestimenti della mostra Sargent. \u00c9blouir Paris. Foto: L. Striffling \/ Mus\u00e9e d'Orsay\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/allestimenti-mostra-sargent-3.jpg\" width=\"750\" height=\"563\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nAllestimenti della mostra Sargent. \u00c9blouir Paris. Foto: L. Striffling \/ Mus\u00e9e d\u2019Orsay&#13;<\/p>\n<p>Parlando della celebre tela ci troviamo nel cuore della mostra Sargent. \u00c9blouir Paris (a cura di Caroline Corbeau-Parsons e Paul Perrin, in collaborazione con Stephanie Herdrich), che, nata al Metropolitan, soggiorna al Mus\u00e9e d\u2019Orsay fino all\u201911 gennaio 2026. Malgrado l\u2019importanza che gli inizi parigini ebbero sulla carriera dell\u2019artista e la presenza di opere in musei francesi, si tratta della prima esposizione monografica a lui dedicata in Francia. \u00c8 stata necessaria l\u2019occasione del centenario della morte per convincere i francesi a compiere questo passo, non senza un certo ritardo. In questo l\u2019Italia \u00e8 stata assai pi\u00f9 avveduta e al pittore, che nacque nel 1856 a Firenze da una coppia di espatriati di Filadelfia, ha consacrato pi\u00f9 di vent\u2019anni fa una bella esposizione, tenutasi a Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Con il titolo Sargent e l\u2019Italia<strong> <\/strong>essa raccontava infatti i numerosi viaggi lungo la penisola, concentrandosi sulle mete topiche di Venezia, Firenze, Capri. L\u2019essenza di Sargent \u00e8 infatti quella di un artista cosmopolita, in grado di parlare quattro lingue: educatosi in Europa, viaggiatore appassionato nei paesi del Mediterraneo e legato all\u2019America grazie ai facoltosi mecenati che gli commissionarono svariate opere. Inglese di adozione, non volle mai installarsi negli Stati Uniti in cui affondavano le sue origini e da vero espatriato secondo il canone creato da Henry James (che fu l\u2019esempio fondante di questo modello di vita e insieme colui che meglio di altri lo tradusse in letteratura) visse tra il Vecchio e il Nuovo Mondo, con un\u2019irriducibile e irrinunciabile preferenza per il primo, la cui storia egli stesso raccolse e rinverd\u00ec con le sue scelte artistiche.<\/p>\n<p>A Parigi Sargent entr\u00f2 nell\u2019atelier di Carolus Duran e all\u2019\u00c9cole des Beaux-Arts, studiando, anche grazie ai viaggi condotti in Spagna e nei Paesi Bassi, i grandi caposcuola della prima et\u00e0 moderna. I suoi maestri d\u2019elezione divengono Velazquez, Hals e poi van Dyck, con a monte, grazie alla loro mediazione, Tiziano. Fu questo omaggio profondo alla tradizione della ritrattistica europea a porre Sargent in una linea di continuit\u00e0 in grado di appagare le aspirazioni dei suoi potenziali clienti e a porsi quale garanzia determinante di una fortuna priva di incrinature presso gli esponenti della vecchia aristocrazia dei titoli e della nuova aristocrazia del denaro, tra le due sponde dell\u2019Atlantico. Rifare gli Old Masters fu per lui in principio un dovere e un tirocinio, poi una decisione strategica, non dissimile da quella di esporre ogni anno al Salon un ritratto e un paesaggio o un quadro di composizione. Non si tratt\u00f2, ad ogni modo, di semplice imitazione, ma di una reinvenzione del genere del ritratto, sorretta da una tecnica sopraffina, da una vibrante libert\u00e0 di tocco, che distinguono di primo acchito Sargent dal suo maestro Duran, come si coglie in mostra confrontando i primi risultati dell\u2019allievo e quelli, suggestivi ma a paragone pi\u00f9 anodini, quali La signora col guanto<strong> <\/strong>del secondo (Mus\u00e9e d\u2019Orsay).<\/p>\n<p>Sargent ebbe quindi una formazione accademica, che vediamo documentata da studi e copie, e per molti critici egli rimase sempre un pittore accademico, quand\u2019anche sedotto da Manet e Monet, con cui intrecci\u00f2 proficui rapporti. Ma, se vogliamo etichettarlo in questo modo, si tratt\u00f2 di un accademico di genio, versatile e intelligentemente attento a intercettare il gusto dell\u2019ambiente in cui, da straniero, inizi\u00f2 a imporsi. Questo substrato accademico della sua visione traspare in Pesca di ostriche a Cancale (Washington, National Gallery of Art), destinato a soddisfare il buon gusto del pubblico del Salon: la scena delle pescatrici bretoni che attraversano la spiaggia assolata diviene il pretesto per organizzare una composizione abilmente strutturata nel rapporto tra figure e sfondo e per creare quei giochi di luce liquida e mobile che diverranno la firma dell\u2019artista. \u00c8, inoltre, un falso en plein air, perch\u00e9 solo alcune figure sono studiate sul posto, mentre il quadro nel suo insieme \u00e8 concepito nell\u2019atelier. L\u2019osservatore esigente che non si fa sedurre facilmente trover\u00e0 vera soddisfazione altrove. Allora \u00e8 nei piccoli quadri e negli acquerelli realizzati nel corso dei viaggi in Spagna e in Marocco, luoghi che Sargent amava profondamente e di cui ci ha lasciato una sterminata documentazione pittorica, che si coglie una qualit\u00e0 altissima, almeno per ci\u00f2 che ci offre l\u2019esposizione parigina: non tanto e non solo nel famoso Fumo d\u2019ambra grigia<strong> <\/strong>(Williamstown, Clark Art Institute), ma i due scorci di citt\u00e0 marocchine<strong> <\/strong>e soprattutto nell\u2019Alhambra (collezione privata), in cui il pittore rende perfettamente l\u2019azione corrosiva della luce sulla pietra ocracea di Granada, nel torpore dell\u2019aria affocata. Da queste escursioni iberiche Sargent riporta idee per quadri esotici e ambiziosi, al culmine in El Jaleo (1882), per il quale la sua patronessa bostoniana, Isabella Stewart Gardner, fece costruire una nuova corte nella sua dimora di Fenway Court, per poterlo degnamente esporre. Il quadro \u00e8 il grande assente di questa mostra.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"John Singer Sargent, Ritratto di Madame X (1883-1884; olio su tela, 143 x 243 cm; New York; Metropolitan Museum)\" title=\"John Singer Sargent, Ritratto di Madame X (1883-1884; olio su tela, 143 x 243 cm; New York; Metropolitan Museum)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/john-singer-sargent-madame-x.jpeg\" width=\"750\" height=\"1419\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nJohn Singer Sargent, Ritratto di Madame X (1883-1884; olio su tela, 143 x 243 cm; New York; Metropolitan Museum)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Carolus-Duran, La dame au gant (1869; olio su tela, 228 x 164 cm; Parigi, Mus\u00e9e d'Orsay)\" title=\"Carolus-Duran, La dame au gant (1869; olio su tela, 228 x 164 cm; Parigi, Mus\u00e9e d'Orsay)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/carolus-duran-la-dame-au-gant.jpg\" width=\"750\" height=\"1083\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nCarolus-Duran, La dame au gant (1869; olio su tela, 228 x 164 cm; Parigi, Mus\u00e9e d\u2019Orsay)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"John Singer Sargent, Pesca di ostriche a Cancale (1878; olio su tela, 77 x 121,6 cm; Washington, National Gallery)\" title=\"John Singer Sargent, Pesca di ostriche a Cancale (1878; olio su tela, 77 x 121,6 cm; Washington, National Gallery)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/john-singer-sargent-pesca-ostriche.jpg\" width=\"750\" height=\"474\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nJohn Singer Sargent, Pesca di ostriche a Cancale (1878; olio su tela, 77 x 121,6 cm; Washington, National Gallery)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"John Singer Sargent, Fumo d\u2019ambra grigia (1880; olio su tela, 139,1 x 90,6 cm; Williamstown, Clark Art Institute)\" title=\"John Singer Sargent, Fumo d\u2019ambra grigia (1880; olio su tela, 139,1 x 90,6 cm; Williamstown, Clark Art Institute)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/john-singer-sargent-fumo-ambra-grigia.jpg\" width=\"750\" height=\"1142\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nJohn Singer Sargent, Fumo d\u2019ambra grigia (1880; olio su tela, 139,1 x 90,6 cm; Williamstown, Clark Art Institute)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"John Singer Sargent, Alhambra (1879; olio su tela; Collezione privata)\" title=\"John Singer Sargent, Alhambra (1879; olio su tela; Collezione privata)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/john-singer-sargent-alhambra.jpg\" width=\"750\" height=\"864\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nJohn Singer Sargent, Alhambra (1879; olio su tela; Collezione privata)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"John Singer Sargent, El Jaleo (1882; olio su tela, 232 x 348 cm; Boston, Isabella Stewart-Gardner Museum)\" title=\"John Singer Sargent, El Jaleo (1882; olio su tela, 232 x 348 cm; Boston, Isabella Stewart-Gardner Museum)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/john-singer-sargent-el-jaleo.jpg\" width=\"750\" height=\"507\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nJohn Singer Sargent, El Jaleo (1882; olio su tela, 232 x 348 cm; Boston, Isabella Stewart-Gardner Museum)&#13;<\/p>\n<p>Con i diversi formati e l\u2019ampiezza dei soggetti Sargent affascina per la pluralit\u00e0 dei livelli nei quali lo si pu\u00f2 leggere, oltre la magnificenza, nota ai pi\u00f9, dei ritratti. Nel Jardin du Luxembourg (Philadelphia Museum of Art) regna un\u2019atmosfera un po\u2019 rarefatta e malinconica degna un racconto di Anatole France o di quelli che compongono I piaceri e i giorni del giovane Proust. Il velo perlaceo che avvolge la serata, che ha qualcosa di Whistler, \u00e8 acceso dai tocchi di colore vermiglio di alcune macchie floreali e il disco sospeso a met\u00e0 del cielo della luna piena lascia cadere nel bacino d\u2019acqua gocce dorate. Questa ricerca di virtuosi e mai banali effetti di luce, uno tra gli elementi che denotano il confronto con i colleghi francesi, rende Sargent sempre riconoscibile: nell\u2019Interno veneziano (Pittsburgh, Carnegie Museum of Art) l\u2019originalit\u00e0 del quadro sta tutta \u2013 ancor pi\u00f9 che nel taglio obliquo impresso alla composizione \u2013 in quella striscia di sole diagonale che fende il pavimento nudo e grigio come se lustrato dalla pennellata di Manet.<\/p>\n<p>Grazie a quella vetrina d\u2019eccezione che \u00e8 il Salon, Sargent si fa gradualmente strada nello scenario parigino, iniziando a immortalare esponenti della locale societ\u00e0 e degli americani trasferitisi in Francia. Alcuni ritratti dei tardi anni settanta appaiono come dei tentativi per trovare la propria cifra personale in un genere in cui tutti competono, ma alla fine egli raggiunge la meta. Nel Ritratto di \u00c9douard e Marie-Louise Pailleron (Des Moines Art Center Permanent Collections) impressiona la fissit\u00e0 ipnotica della bambina, attorno alla quale ruota tutto il quadro, e lo sguardo di sfida del fratello, in questa capacit\u00e0 di rinnovare nel tardo XIX secolo i ritratti di fanciulli e adolescenti di van Dyck, al di qua di un eguale, scenografico tendaggio rosso. \u00c8 il colore dominante del Ritratto del dottor Samuel Pozzi (Los Angeles, Hammer Museum), che il grande pubblico conosce anche (e forse soprattutto) grazie al libro dello scrittore inglese Julian Barnes (L\u2019uomo con la vestaglia rossa). In questa immagine di vita privata assurta a solennit\u00e0 e grandeur non \u00e8 solo eternato lo charme di un medico del tempo, noto personaggio della vita mondana e accanito dongiovanni, ma \u00e8 sintetizzato tutto l\u2019allure che, trapassando dalla sfera femminile a quella maschile, promana dalla Belle \u00c9poque. Ancor pi\u00f9 intrigante \u00e8 il Ritratto delle figlie di Edward Darley Boit (Boston, Museum of Fine Arts): non meno colonnari degli enormi vasi orientali che fanno da sfondo, le quattro bambine \u2013 sorta di varianti di un unico tipo ripreso in et\u00e0 un poco diverse \u2013 emergono da una coltre di oscurit\u00e0 e ci guardano simili a quelle apparizioni che costellano i racconti di fantasmi di James, che di Sargent fu tra i primi e pi\u00f9 convinti estimatori. Naturalmente l\u2019esposizione non annovera solo capolavori. Alcuni dipinti, di qualit\u00e0 talvolta sostenuta o a tratti discontinua in quanto meno impegnati, si concentrano su amici e colleghi, quali Faur\u00e9, Rodin, Helleu e Monet; questi ultimi ripresi mentre dipingono en plein air.<\/p>\n<p>Infine, con la presenza del ritratto e di alcuni studi relativi al volto dell\u2019amico Albert de Belleroche, che nel profilo e nell\u2019espressione un po\u2019 sdegnosa tanto assomiglia a Madame Gautreau, ci addentriamo nel mistero della nascita del ritratto di Madame X e di come Sargent fosse affascinato da una fisionomia che trascolora dal maschile al femminile e viceversa, con un\u2019ambiguit\u00e0 che solo la pittura riesce ad esaltare o ad annullare del tutto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"John Singer Sargent, Jardin du Luxembourg (1879; olio su tela, 65,7 x 92,4 cm; Filadelfia, Philadelphia Art Museum)\" title=\"John Singer Sargent, Jardin du Luxembourg (1879; olio su tela, 65,7 x 92,4 cm; Filadelfia, Philadelphia Art Museum)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/john-singer-sargent-jardin-du-luxembourg.jpg\" width=\"750\" height=\"525\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nJohn Singer Sargent, Jardin du Luxembourg (1879; olio su tela, 65,7 x 92,4 cm; Filadelfia, Philadelphia Art Museum)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"John Singer Sargent, Interno veneziano (1880-1882 circa; olio su tela, 68,2 x 86,8 cm; Pittsburg, Carnegie Institute of Art)\" title=\"John Singer Sargent, Interno veneziano (1880-1882 circa; olio su tela, 68,2 x 86,8 cm; Pittsburg, Carnegie Institute of Art)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/john-singer-sargent-interno-veneziano.jpg\" width=\"750\" height=\"592\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nJohn Singer Sargent, Interno veneziano (1880-1882 circa; olio su tela, 68,2 x 86,8 cm; Pittsburg, Carnegie Institute of Art)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"John Singer Sargent, Ritratto di \u00c9douard e Marie-Louise Pailleron (1881; olio su tela, 152,4 x 175,3 cm; Des Moines, Des Moines Art Center Permanent Collections)\" title=\"John Singer Sargent, Ritratto di \u00c9douard e Marie-Louise Pailleron (1881; olio su tela, 152,4 x 175,3 cm; Des Moines, Des Moines Art Center Permanent Collections)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/john-singer-sargent-ritratto-pailleron.jpg\" width=\"750\" height=\"641\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nJohn Singer Sargent, Ritratto di \u00c9douard e Marie-Louise Pailleron (1881; olio su tela, 152,4 x 175,3 cm; Des Moines, Des Moines Art Center Permanent Collections)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"John Singer Sargent, Ritratto del dottor Samuel Pozzi (1881; olio su tela, 201,6 x 102,2 cm; Los Angeles, Hammer Museum)\" title=\"John Singer Sargent, Ritratto del dottor Samuel Pozzi (1881; olio su tela, 201,6 x 102,2 cm; Los Angeles, Hammer Museum)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/john-singer-sargent-ritratto-dr-pozzi.jpg\" width=\"750\" height=\"1556\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nJohn Singer Sargent, Ritratto del dottor Samuel Pozzi (1881; olio su tela, 201,6 x 102,2 cm; Los Angeles, Hammer Museum)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"John Singer Sargent, Ritratto delle figlie di Edward Darley Boit (1882; olio su tela, 221,9 x 222,5 cm; Boston, Museum of Fine Arts)\" title=\"John Singer Sargent, Ritratto delle figlie di Edward Darley Boit (1882; olio su tela, 221,9 x 222,5 cm; Boston, Museum of Fine Arts)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/john-singer-sargent-figlie-edward-darley-boit.jpg\" width=\"750\" height=\"751\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nJohn Singer Sargent, Ritratto delle figlie di Edward Darley Boit (1882; olio su tela, 221,9 x 222,5 cm; Boston, Museum of Fine Arts)&#13;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"John Singer Sargent, La Carmencita (1890; olio su tela, 229 x 140 cm; Parigi, Mus\u00e9e d'Orsay)\" title=\"John Singer Sargent, La Carmencita (1890; olio su tela, 229 x 140 cm; Parigi, Mus\u00e9e d'Orsay)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/john-singer-sargent-la-carmencita.jpg\" width=\"750\" height=\"1228\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nJohn Singer Sargent, La Carmencita (1890; olio su tela, 229 x 140 cm; Parigi, Mus\u00e9e d\u2019Orsay)&#13;<\/p>\n<p>Negli anni successivi il clamore suscitato del famoso quadro Sargent fu tra i principali promotori di una sottoscrizione volta all\u2019acquisto, da parte dello stato francese, dell\u2019Olympia di Manet, che all\u2019epoca della sua prima esibizione aveva provocato uno scandalo ancora maggiore. Poco dopo fu la volta dello stesso Sargent, con La Carmencita che segna un effimero ma folgorante ritorno di fiamma per i Salon parigini, venendo acquisita nel 1892 (\u00e8 oggi al Mus\u00e9e d\u2019Orsay). Questo grande ritratto, di nuovo ispirato al mondo spagnolo, chiude la mostra.<\/p>\n<p>Con la sua partenza per Londra nel 1886 Sargent lasciava campo libero a Giovanni Boldini e al trionfo di quelle bellezze femminili che tutti conosciamo. Chiss\u00e0 come i due magnifici ritrattisti si sarebbero contesi la piazza parigina, se avessero combattuto fianco a fianco nella selva della loro aristocratica clientela. \u00c8 con entrambi che \u00e8 nato quell\u2019archetipo di fascino femminile che fonde bellezza, gusto e alta moda e che dal campo della pittura \u00e8 trasmigrato nei decenni a venire in quello delle riviste patinate. Tra le pagine di un numero di Vogue del 1999 si vede una smagliante Nicole Kidman che l\u2019obiettivo di Steven Meisel ha rivestito di abiti ispirati al modello e fotografato nelle medesime pose delle icone sargentiane. Anche questo aspetto della cultura di massa appartiene alla fortuna dell\u2019artista, ma ne cattura solo la brillante superficie. Nella variet\u00e0 dei generi, delle tecniche e dei supporti utilizzati Sargent \u00e8 un artista a tutto tondo, che \u2013 a cominciare dai fantastici acquerelli che una mostra del 2017 presso la Dulwich Picture Gallery di Londra ha ben valorizzato \u2013 va scoperto nel dettaglio e nel suo insieme. Il giorno in cui decise di chiudere con Parigi aveva compiuto i trent\u2019anni e creato alcuni tra i suoi capolavori, incluso quella Madame X che avrebbe in seguito definito \u201cthe best thing I have done\u201d. Si lasciava alle spalle la capitale che lo aveva lanciato e poi col tempo dimenticato, ma non il successo che lo avrebbe inseguito sino alla morte.<\/p>\n<p><\/p>\n<p>                Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n                    <\/p>\n<p>                        <img decoding=\"async\" class=\"immagineautoreimg\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/mauro-minardi.jpg\" title=\"Mauro Minardi\" alt=\"Mauro Minardi\"\/><\/p>\n<p style=\"font-size:16px\">L&#8217;autore di questo articolo: <strong>Mauro Minardi<\/strong><\/p>\n<p>Mauro Minardi \u00e8 uno storico dell&#8217;arte che si occupa in prevalenza di pittura italiana del tardo Medioevo e del Rinascimento, alla quale ha dedicato libri e numerosi saggi. Nutre altres\u00ec vari interessi sulla storia della cultura, la storia del collezionismo a cavallo fra Ottocento e Novecento e le relazioni tra arti figurative e letteratura nello stesso periodo, argomento al quale ha dedicato il suo ultimo libro (Come la bestia e il cacciatore. Proust e l&#8217;arte dei conoscitori, Officina Libraria, 2022).                <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Mauro Minardi , scritto il 04\/12\/2025 Categorie: Recensioni mostre \/ Argomenti: Impressionismo &#8211; Novecento &#8211; Ottocento &#8211;&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":247778,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,11183,1614,1611,1610,1612,203,4630,204,1537,90,89,16631,27169,1289],"class_list":{"0":"post-247777","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arte-moderna","11":"tag-arteedesign","12":"tag-arts","13":"tag-arts-and-design","14":"tag-design","15":"tag-entertainment","16":"tag-impressionismo","17":"tag-intrattenimento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy","21":"tag-novecento","22":"tag-ottocento","23":"tag-parigi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115671061861012585","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247777","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=247777"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247777\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/247778"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=247777"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=247777"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=247777"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}