{"id":247891,"date":"2025-12-06T08:05:36","date_gmt":"2025-12-06T08:05:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/247891\/"},"modified":"2025-12-06T08:05:36","modified_gmt":"2025-12-06T08:05:36","slug":"artek-e-i-suoi-novanta-anni-alla-scoperta-dellunica-opera-di-alvar-aalto-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/247891\/","title":{"rendered":"Artek e i suoi novanta anni. Alla scoperta dell\u2019unica opera di Alvar Aalto in Italia"},"content":{"rendered":"<p>Nella Helsinki degli anni Trenta, sospinta da un clima di rinnovamento intellettuale e dall\u2019affermazione del funzionalismo nordico, un quartetto radicale \u2013 la coppia di architetti <strong><a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/design\/2023\/12\/14\/news\/una_mostra_al_maxxi_di_roma_omaggia_lo_studio_aalto_opere_di_alvar_e_delle_mogli_aino_e_elissa_compagne_di_vita_e_di_lavoro-421658167\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Alvar e Aino Aalto<\/a><\/strong>, la mecenate <strong>Maire Gullichsen <\/strong>e lo storico d\u2019arte<strong> Nils-Gustav Hahl<\/strong> \u2013 diede avvio a un progetto destinato a lasciare un segno duraturo. <strong>Nell\u2019ottobre del 1935 nacque cos\u00ec Artek, un\u2019impresa che gi\u00e0 nel nome dichiarava la propria ambizione di coniugare arte e tecnica, guardando al design come territorio di ricerca condivisa. <\/strong>A novant\u2019anni di distanza, ricordiamo la forza di quell\u2019intuizione che ha fatto del realismo dei sensi e della qualit\u00e0 concreta dell\u2019esperienza il suo universo progettuale. In occasione di questa ricorrenza <strong>Marianne Goebl, Managin Director di Artek racconta<\/strong>: \u00abla scelta \u00e8 stata quella di celebrare l\u2019anniversario in modo differente a seconda del paese. Abbiamo voluto omaggiare il legame di Artek con ogni specifico territorio\u00bb. <\/p>\n<blockquote>\n<p>\u00abNon voglio parlare di un viaggio in particolare, perch\u00e9 nella mia anima c\u2019\u00e8 sempre un viaggio in Italia. Forse un viaggio fatto in passato che continua a tornare nella mia memoria, un viaggio che sto facendo, o forse un viaggio che far\u00f2. Un viaggio del genere \u00e8 forse una condicio sine qua non per il mio lavoro di architetto\u00bb <\/p>\n<p>Alvar Aalto in Casabella (1954)<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/101758187-49c58e02-2589-4447-ba18-0032a824888b.jpg\" alt=\"Foto: Courtesy Artek- Master Collage Artek in onore dei 90 anni\" class=\"lazyload\"\/><\/p>\n<p>      Foto: Courtesy Artek- Master Collage Artek in onore dei 90 anni\u00a0<\/p>\n<p>Cos\u00ec ci siamo trovati a Riola. Il piccolo comune di Vergato in provincia di Bologna, dove tra le sorgenti del fiume Reno e i colli dell&#8217;Appennino sorge l\u2019unica opera di Aalto in Italia. <strong>La Chiesa di Santa Maria Assunta \u00e8 ci\u00f2 che per antonomasia si definisce un unicum, infatti, attorno alla sua costruzione si intrecciano vicende storiche, personali e sociali che conferiscono all\u2019architettura un carattere auratico. <\/strong>Nata dal desiderio del Cardinale <strong>Giacomo Lercaro <\/strong>di dare forma a un rinnovamento ispirato al Concilio Vaticano II, la chiesa \u00e8 testimonianza diretta della valenza liturgica che l\u2019architettura ecclesiastica assume. Lercaro immaginava uno spazio capace di mettere al centro la comunit\u00e0: ambienti essenziali, chiari, privi di sovrastrutture. <b>Da qui la progettazione di una chiesa che, senza forzature, si radica nel paesaggio, in continuit\u00e0 con quella natura e quei materiali di cui diventa una forma di sacralit\u00e0 stanziale<\/b>.<\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/101821589-1a9e8fbd-0573-4cb0-ba19-746402d964cd.jpg\" alt=\"La chiesa di Santa Maria Assunta oggi\" class=\"lazyload\"\/><\/p>\n<p>      La chiesa di Santa Maria Assunta oggi\u00a0<\/p>\n<p>Ma come si arriva all\u2019incontro con Aalto? Il Cardinale Lercaro, infatti, non \u00e8 un modernista n\u00e9 un conoscitore dell\u2019architettura contemporanea. A spingerlo verso un nuovo linguaggio \u00e8 soprattutto l\u2019esperienza pastorale: nelle chiese ottocentesche percepisce la distanza fisica e simbolica tra celebrante e assemblea, la fatica di creare uno spazio realmente condiviso. Questa esigenza matura ancor prima del Concilio e prepara il terreno a un cambiamento pi\u00f9 profondo. <strong>Il passo decisivo avviene nel 1955, quando a Palazzo Strozzi \u00e8 allestita una mostra dedicata ad Alvar Aalto.<\/strong> Attorno a quell\u2019occasione si mobilita un nucleo decisivo di figure: Glauco Gresleri e Giorgio Trebbi dell\u2019Ufficio Nuove Chiese, l\u2019architetto Federico Marconi \u2013 che seguir\u00e0 il progetto da vicino\u2013 e Leonardo Mosso, curatore della mostra e interlocutore privilegiato di Aalto in Italia. Sono loro a costruire il contatto, a presentare al Maestro la visione di Lercaro e a garantirgli, dopo molte promesse disattese ricevute nel Paese, che l\u2019incarico sarebbe stato portato a compimento. Aalto accetta.<\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/101744933-dea9aa0c-fdf7-4185-8988-1a73127a2638.jpg\" alt=\"Il piazzale esterno della Chiesa di Santa Maria Assunta\" class=\"lazyload\"\/><\/p>\n<p>      Il piazzale esterno della Chiesa di Santa Maria Assunta\u00a0<\/p>\n<p>Iniziata nel 1976 e inaugurata nel 1978 \u2013 quando n\u00e9 Lercaro n\u00e9 Alvar Aalto erano pi\u00f9 in vita \u2013 la chiesa rimane incompiuta soltanto nei muraglioni che avrebbero dovuto connetterla al corso del fiume. Dopo la scomparsa del maestro, <strong>Ferdinando Forlani <\/strong>e la presenza vigile di <strong>Elissa Aalto<\/strong> preservano l\u2019impronta originaria, assicurando continuit\u00e0 al progetto nato da quel primo gesto tracciato accanto al fiume. Le linee nette, i volumi calibrati e la luce \u2013 vera protagonista dello spazio \u2013 convergono verso l\u2019altare, fulcro della liturgia. <strong>Il neoempirismo nordico di Aalto c\u2019\u00e8 tutto ed \u00e8 inconfondibile: dalla luce, naturale, filtrata e mutevole, all\u2019essenzialit\u00e0 costruttiva, fino agli shed scultorei che scanditi dalla luce diventano una vera e propria ossatura architettonica.<\/strong> Un lavoro unico, che guarda alle precedenti architetture sacre \u2013 come la Chiesa di Sein\u00e4joki, dalla quale riprende l\u2019idea della piazza chiusa \u2013 ma che considera con consapevolezza il contesto cattolico: <strong>Aalto sa che non sta operando nel consueto ambito protestante.<\/strong><\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/design\/2023\/12\/14\/news\/una_mostra_al_maxxi_di_roma_omaggia_lo_studio_aalto_opere_di_alvar_e_delle_mogli_aino_e_elissa_compagne_di_vita_e_di_lavoro-421658167\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Una mostra al Maxxi di Roma omaggia lo studio Aalto: opere di Alvar e delle mogli Aino e Elissa, compagne di vita e di lavoro<\/a><\/p>\n<p>\t\tIlenia Carlesimo<\/p>\n<p>\t\t\t14 Dicembre 2023<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/design\/2023\/12\/14\/news\/una_mostra_al_maxxi_di_roma_omaggia_lo_studio_aalto_opere_di_alvar_e_delle_mogli_aino_e_elissa_compagne_di_vita_e_di_lavoro-421658167\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/134213844-ba4792f5-91e7-4bc0-8b23-4d8efd839bdb.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/> <\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>Oltre alle vicende storiche, la storia della Chiesa di Santa Maria Assunta porta con s\u00e9 il racconto di una comunit\u00e0 fortemente legata alla sua terra. Su questo punto, Lorenzo Gresleri, figlio dell\u2019architetto Glauco Gresleri, racconta: \u00abIl giorno dell\u2019arrivo di Aalto a Riola tutta la comunit\u00e0 fu convocata all\u2019incrocio principale, ognuno con una piccola bandiera finlandese in mano. Attesero per ore, non soltanto per l\u2019arrivo del \u201cgrande architetto\u201d \u2013 che in realt\u00e0 nessuno l\u00ec conosceva \u2013 ma perch\u00e9 erano entusiasti che un luogo cos\u00ec periferico fosse finalmente riconosciuto dall\u2019arcidiocesi\u00bb. Prosegue Gresleri:<strong> \u00abSei giorni dopo, allo studio di Helsinki del maestro giunse una scatola enorme, pesantissima, riempita di tutto ci\u00f2 che la comunit\u00e0 aveva raccolto, pietre, rocce, foglie e cortecce dell\u2019Appennino. Non un campionario da replicare, piuttosto, un insieme di \u201coggetti a reazione poetica\u201d. Insomma, un dono che lasciasse al maestro la libert\u00e0 di trarne ci\u00f2 che voleva ma che nel contempo metteva a sua disposizione l\u2019intero Appennino\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>    <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/101805943-32fbb57d-f88d-4808-9cb1-9ce0ec91d5ec.jpg\" alt=\"Foto di Archivi A.Alto Italia C.S.M.A.- Fondo Architetto Glauco Gresleri - La comunit\u00e0 di Riola attende l'arrivo dell'architetto Alvar Aalto\" class=\"lazyload\"\/><\/p>\n<p>      Foto di Archivi A.Alto Italia C.S.M.A.- Fondo Architetto Glauco Gresleri &#8211; La comunit\u00e0 di Riola attende l&#8217;arrivo dell&#8217;architetto Alvar Aalto\u00a0<\/p>\n<p>Oggi <strong>Lorenzo Gresleri<\/strong>, Presidente dell&#8217;Associazione &#8220;Glauco Gresleri e i Maestri dell&#8217;Architettura&#8221;, lavora alla tutela e alla valorizzazione scientifica della Chiesa di Riola insieme ad Alessandra Cattaneo (Docente presso l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Urbino Carlo Bo), Leila Signorelli e Marco Pretelli (Docenti presso l\u2019Alma Mater Studiorum Universit\u00e0 di Bologna), con l\u2019intento di far vivere il patrimonio culturale di Aalto e di restituire ad esso centralit\u00e0 nel dialogo tra cultura italiana e finlandese.<\/p>\n<p>\t\t\tEventi<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/design\/2025\/11\/19\/news\/dai_knoll_agli_eames_puccio_duni_svela_il_segreto_del_design_di_coppia_a_lucca-424991406\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Dai Knoll agli Eames: Puccio Duni svela il segreto del design di coppia a Lucca<\/a><\/p>\n<p>\t\tdi Martina Arrigo<\/p>\n<p>\t\t\t19 Novembre 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.repubblica.it\/design\/2025\/11\/19\/news\/dai_knoll_agli_eames_puccio_duni_svela_il_segreto_del_design_di_coppia_a_lucca-424991406\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/171036823-d7e3f3e0-5188-4fcc-a6e1-2687efefd7af.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/> <\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nella Helsinki degli anni Trenta, sospinta da un clima di rinnovamento intellettuale e dall\u2019affermazione del funzionalismo nordico, un&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":247892,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-247891","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115671592374773165","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247891","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=247891"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/247891\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/247892"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=247891"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=247891"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=247891"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}