{"id":247897,"date":"2025-12-06T08:11:17","date_gmt":"2025-12-06T08:11:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/247897\/"},"modified":"2025-12-06T08:11:17","modified_gmt":"2025-12-06T08:11:17","slug":"peste-nera-uneruzione-vulcanica-misteriosa-potrebbe-aver-causato-lepidemia-che-ha-devastato-leuropa-nel-medioevo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/247897\/","title":{"rendered":"Peste nera, un\u2019eruzione vulcanica misteriosa potrebbe aver causato l&#8217;epidemia che ha devastato l\u2019Europa nel Medioevo"},"content":{"rendered":"<p>La <strong>peste nera<\/strong> \u00e8 stata una delle peggiori epidemie della storia. Tra il <strong>1346 e il 1353<\/strong> ha attraversato l\u2019Europa lasciandosi dietro una scia di cadaveri: si parla di <strong>almeno 25 milioni di morti<\/strong>, cio\u00e8 il <strong>30-60%<\/strong> dell\u2019intera popolazione del continente. L\u2019origine, le dinamiche di trasmissione e le concause di questa catastrofe <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/peste-nera-origini-studio\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">sono ancora oggetto di studio<\/a>. E una <strong>nuova ricerca<\/strong> avanza oggi un\u2019ipotesi inaspettata: che a dare il via <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/scienza\/medicina\/2020\/07\/11\/leggende-metropolitane-peste\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">alla peste<\/a> nera abbiano contribuito una o pi\u00f9 <strong>imponenti eruzioni vulcaniche<\/strong> che avrebbero <strong>abbassato per qualche anno le temperature del mediterraneo<\/strong>, dando il via a una reazione a catena che avrebbe portato <strong>il batterio Yersinia pestis ad invadere prima l\u2019Italia settentrionale, e poi il resto del continente<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo studio<\/p>\n<p>Lo studio, pubblicato sulla rivista <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s43247-025-02964-0\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Communications Earth &amp; Environment<\/a>, nasce dalle ricerche dello storico <strong>Martin Bauch<\/strong>, del Leibniz Institute for the History and Culture of Eastern Europe, che da tempo studia le dinamiche di dispersione dell\u2019epidemia nel continente europeo, per cercare di chiarire le circostanze che hanno reso tanto letale la peste nera. Nelle sue ricerche, Bauch aveva scoperto un particolare curioso: gli anni immediatamente precedenti allo scoppio dell\u2019epidemia sono stati caratterizzati dalla <strong>peggiore carestia<\/strong> che abbia colpito l\u2019area del Mediterraneo tra il 13esimo e il 14esimo secolo.<\/p>\n<p>Interessato a chiare la possibile connessione con la diffusione della peste, lo storico ha chiesto l\u2019aiuto del collega <strong>Ulf B\u00fcntgen<\/strong>, professore di analisi dei sistemi ambientali di Cambridge ed <strong>esperto dendrocronologo<\/strong>. E insieme, hanno iniziato a studiare la <strong>storia climatica<\/strong> del medioevo europeo leggendo gli <strong>anelli di accrescimento di migliaia di alberi<\/strong>, vivi e morti, provenienti da tutta Europa. Un approccio noto come <a href=\"https:\/\/www.wired.it\/article\/sarcofagi-antichi-analisi-anelli-legno-dendrocronologia-racconta-clima-del-passato\/\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"><strong>dendroclimatologia<\/strong><\/a>, che effettivamente ha fornito i risultati sperati: tra il <strong>1345 e il 1346 il clima del mediterraneo \u00e8 stato insolito freddo<\/strong> lungo tutto l\u2019anno. Un fenomeno compatibile con lo scoppio di carestie in diverse aree del continente, e di cui i due ricercatori hanno trovato un\u2019unica, possibile spiegazione: l\u2019abbassamento delle temperature causato da una, o pi\u00f9, <strong>imponenti eruzioni vulcaniche<\/strong>.<\/p>\n<p>Le importazioni di grano<\/p>\n<p>Da questa constatazione nasce una <strong>nuova ipotesi<\/strong> sulle cause che hanno dato il via alla peste nera. Secondo i due ricercatori, il <strong>calo delle temperature<\/strong> causato dalle ceneri vulcaniche che hanno invaso l\u2019atmosfera ha <strong>ridotto la resa delle coltivazioni<\/strong> nell\u2019area mediterranea, spingendo citt\u00e0 stato come <strong>Venezia e Genova<\/strong> ha organizzare l\u2019<strong>importazione di emergenza di grano<\/strong> proveniente dalla <strong>Regione del Mar Nero<\/strong>. In questo modo, le autorit\u00e0 cittadine hanno ridotto l\u2019impatto della carestia, <strong>aprendo le porte a un nuovo nemico<\/strong>: le <strong>pulci dei ratti<\/strong> che, proprio nell\u2019area del Mar Nero, sono il vettore naturale del batterio Yersinia pestis.<\/p>\n<p>\u201cIl batterio della peste infetta le <strong>pulci dei ratti<\/strong>, le quali cercano i loro ospiti preferiti, ratti e altri roditori. Una volta che questi ospiti sono morti a causa della malattia, le pulci si rivolgono a mammiferi alternativi, <strong>compresi gli esseri umani<\/strong>\u201d, spiega Bauch. \u201cLe pulci dei ratti sono attratte dalle <strong>riserve di grano<\/strong> e possono <strong>sopravvivere per mesi<\/strong> utilizzando la farina come <strong>fonte di cibo di emergenza<\/strong>, e in questo modo possono sopportare il <strong>lungo viaggio dal Mar Nero all&#8217;Italia<\/strong>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"La peste nera \u00e8 stata una delle peggiori epidemie della storia. 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