{"id":248035,"date":"2025-12-06T10:05:13","date_gmt":"2025-12-06T10:05:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/248035\/"},"modified":"2025-12-06T10:05:13","modified_gmt":"2025-12-06T10:05:13","slug":"rischia-la-cancellazione-usa-piu-lontani-dalla-nato-la-nuova-strategia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/248035\/","title":{"rendered":"\u00abRischia la cancellazione\u00bb. Usa pi\u00f9 lontani dalla Nato? La nuova strategia"},"content":{"rendered":"<p>Quando nella notte di gioved\u00ec la Casa Bianca ha pubblicato la nuova <strong>National Security Strategy<\/strong>, il documento che ogni presidente rilascia periodicamente per definire le linee guida della sicurezza nazionale, la prima impressione \u00e8 stata di un cambio di paradigma nello sguardo con cui l\u2019Amministrazione <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/trump-\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Trump<\/strong><\/a>\u00a0valuta gli alleati storici. Il documento di 33 pagine introduce un linguaggio inusuale nei confronti dell\u2019<strong>Europa<\/strong>, definita a rischio di una <strong>\u00abcancellazione della civilt\u00e0\u00bb<\/strong> dovuta al declino economico, alla crisi demografica, alle politiche migratorie permissive e a una presunta erosione della libert\u00e0 di espressione. L\u2019Europa resta \u00abstrategicamente e culturalmente vitale\u00bb per gli <strong><a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/stati-uniti\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Stati Uniti<\/a><\/strong>, ma il rapporto appare sottoposto a un esame severo e a una lettura diversa rispetto al passato, interpretata attraverso una lente diffidente e marcata da giudizi insoliti per un partner storico, finora giudicato affidabile da ogni presidente del dopoguerra.<\/p>\n<p><strong>SENZA ANTICIPAZIONI<\/strong><\/p>\n<p>Il documento \u00e8 stato diffuso nottetempo, senza le consuete anticipazioni n\u00e9 un confronto pubblico con i media. Nessuna conferenza stampa, briefing del National Security Advisor, o discorso presidenziale. Solo un laconico comunicato. \u00c8 un\u2019eccezione rilevante per un testo che delinea la dottrina di sicurezza nazionale e che, presentato in questo modo, ha ridotto almeno nell\u2019immediato la necessit\u00e0 per la Casa Bianca di offrire chiarimenti su alcuni passaggi che stanno gi\u00e0 attirando l\u2019attenzione di analisti e diplomatici.<\/p>\n<p>La Strategia di Sicurezza Nazionale \u00e8 un documento senza valore legislativo diretto, ma con forte rilevanza politica e operativa, in quanto orienta i bilanci, segnala le priorit\u00e0 dell\u2019Amministrazione, indirizza il lavoro di agenzie e Dipartimenti. In questa edizione, la Casa Bianca ridisegna la geografia delle preoccupazioni americane e colloca l\u2019Europa nella sezione delle fragilit\u00e0: un continente percepito in declino e dunque meno affidabile come pilastro occidentale. Nella parte dedicata alla cornice globale, il documento sostiene che gli Stati Uniti non debbano pi\u00f9 tentare di \u00abdominare permanentemente l\u2019intero mondo\u00bb, ma occuparsi solo delle minacce che toccano direttamente gli interessi nazionali. Da qui la scelta di concentrare risorse diplomatiche e militari sull\u2019emisfero occidentale in una riformulazione della storica Dottrina Monroe, proclamata nel 1823 per impedire interferenze europee nelle Americhe. La Casa Bianca parla ora di una \u00abTrump Corollary\u00bb, un principio che ribadisce la preminenza statunitense nel proprio vicinato strategico e ammonisce contro la presenza cinese in porti, infrastrutture e investimenti sensibili. A sorprendere \u00e8 soprattutto la diagnosi sull\u2019Europa. Il documento osserva che la quota europea del Pil globale \u00e8 scesa dal 25% degli anni \u201990 all\u2019attuale 14%, una tendenza che attribuisce a regolamenti \u00absoffocanti\u00bb e a istituzioni sovranazionali che avrebbero \u00ablimitato creativit\u00e0 e operosit\u00e0\u00bb. Secondo l\u2019Amministrazione Trump, il continente avrebbe inoltre \u00absmarrito fiducia nella propria civilt\u00e0\u00bb, un indebolimento che comprometterebbe competitivit\u00e0 e coesione interna. Ma il giudizio pi\u00f9 severo riguarda i temi identitari, con l\u2019immigrazione indicata come fattore di conflitto. Il testo formula una previsione destinata a far discutere: \u00ab\u00c8 plausibile che nel giro di pochi decenni alcuni Paesi della Nato avranno popolazioni a maggioranza non europea\u00bb, una condizione che, secondo la Casa Bianca, potrebbe influire sulla fedelt\u00e0 all\u2019Alleanza Atlantica cos\u00ec come concepita alla sua fondazione nel 1949. Trump vorrebbe &#8211; secondo le indiscrezioni dell\u2019agenzia Reuters &#8211; che l\u2019Europa assumesse il controllo della Nato nel 2027.<\/p>\n<p><strong>LE MINACCE ESTERNE<\/strong><\/p>\n<p>Sul fronte delle minacce esterne, Pechino \u00e8 descritta in termini pi\u00f9 sfumati rispetto al passato, con l\u2019augurio di \u00abmantenere relazioni economiche che siano realmente vantaggiose per entrambe le parti\u00bb, pur ribadendo l\u2019obiettivo di riequilibrare il rapporto commerciale. Mosca appare quasi sullo sfondo. La guerra in Ucraina \u00e8 menzionata tardi, con toni critici verso i governi europei pi\u00f9 che verso il Cremlino. Si afferma che \u00ab\u00e8 nell\u2019interesse fondamentale degli Stati Uniti negoziare una rapida cessazione delle ostilit\u00e0 in Ucraina\u00bb e si parla di \u00abaspettative irrealistiche\u00bb in Europa sulla durata del conflitto e di esecutivi \u00abdi minoranza e instabili\u00bb che soffocherebbero il dissenso interno. Parallelamente, diplomatici europei hanno confermato a Bloomberg che Washington ha esercitato pressioni su diversi Paesi dell\u2019Ue per frenare il piano europeo che destinerebbe gli asset russi congelati alla creazione di un maxiprestito per sostenere Kiev. La motivazione americana sarebbe la volont\u00e0 di preservare quel capitale come leva negoziale in eventuali colloqui con Mosca. Le reazioni degli analisti vicini all\u2019area democratica sono state immediate. I commenti di ieri definivano il documento un testo \u00abideologico pi\u00f9 che strategico\u00bb, e accusavano la Casa Bianca di sovrapporre la narrativa politica interna alla dottrina di sicurezza. La sezione sull\u2019Europa \u00e8 stata da alcuni letta come un\u2019estensione dei discorsi del vicepresidente JD Vance, con l\u2019immigrazione elevata a causa primaria di instabilit\u00e0 e identit\u00e0 a rischio. Un\u2019impostazione che finisce per dipingere governi democratici come problematici, mentre le autocrazie ricevono un trattamento pi\u00f9 cauto. Eppure, malgrado la severit\u00e0 delle valutazioni, il documento ribadisce che \u00abgli Stati Uniti non possono permettersi di scrivere l\u2019Europa fuori dal futuro\u00bb. L\u2019alleanza resta fondamentale, ma nella visione di Washington andr\u00e0 rivalutata e riportata entro parametri considerati pi\u00f9 funzionali agli interessi americani.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Il punto sui temi di attualit\u00e0, ogni luned\u00ec<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quando nella notte di gioved\u00ec la Casa Bianca ha pubblicato la nuova National Security Strategy, il documento che&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":248036,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[14,206,3085,77,8,1537,90,89,2737,7,15,82,9,83,10,13,11,80,84,12,81,85],"class_list":{"0":"post-248035","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-ultime-notizie","8":"tag-cronaca","9":"tag-donald-trump","10":"tag-europa","11":"tag-guerra","12":"tag-headlines","13":"tag-it","14":"tag-italia","15":"tag-italy","16":"tag-nato","17":"tag-news","18":"tag-notizie","19":"tag-notizie-di-cronaca","20":"tag-notizie-principali","21":"tag-notiziedicronaca","22":"tag-notizieprincipali","23":"tag-titoli","24":"tag-ultime-notizie","25":"tag-ultime-notizie-di-cronaca","26":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","27":"tag-ultimenotizie","28":"tag-ultimenotiziedicronaca","29":"tag-ultimenotizieenewsdioggi"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115672063902775834","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/248035","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=248035"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/248035\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/248036"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=248035"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=248035"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=248035"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}