{"id":248210,"date":"2025-12-06T12:41:09","date_gmt":"2025-12-06T12:41:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/248210\/"},"modified":"2025-12-06T12:41:09","modified_gmt":"2025-12-06T12:41:09","slug":"quale-e-leta-in-cui-si-invecchia-davvero-i-risultati-di-uno-studio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/248210\/","title":{"rendered":"Quale \u00e8 l&#8217;eta in cui si invecchia davvero: i risultati di uno studio"},"content":{"rendered":"<p>Il senso comune e alcuni retaggi portano a pensare che taluni eventi medici, come la rottura di un femore in et\u00e0 avanzata, aumenti moltissimo il rischio di morte e che la possibilit\u00e0 di ripresa sia quasi nulla. Ma ora uno studio dice che in questo luogo comune c\u2019\u00e8 qualcosa di vero: esisterebbe infatti un punto di rottura sull\u2019<strong>invecchiamento<\/strong>, una forbice d\u2019et\u00e0 in cui verrebbe meno quell\u2019equilibrio esistente nell\u2019organismo tra danno o malattia e riparazione.<\/p>\n<p>A quale et\u00e0 c\u2019\u00e8 il punto di rottura sull\u2019invecchiamento<\/p>\n<p>\u201cAbbiamo scoperto che le dinamiche naturali dell\u2019invecchiamento non sono banali e includono un punto di svolta intorno ai 75 anni, in cui robustezza e resilienza diventano insufficienti e dopo il quale gli individui tendono a peggiorare la loro salute nel tempo, segnando la fine di un periodo giovanile robusto e resiliente\u201d, ha commentato a <a href=\"https:\/\/www.sciencealert.com\/study-reveals-the-age-you-hit-the-tipping-point-into-frailty\" target=\"_blank\" data-datalayer-click-event-target=\"external\" rel=\"noopener nofollow\">ScienceAlert<\/a> <strong>Glen Pridham<\/strong>, autore di uno studio in merito.<\/p>\n<p>In altre parole, intorno ai 75 anni il corpo umano difficilmente riesce a riprendersi da infortuni o malattie, e quindi si assiste a un <strong>calo di resilienza<\/strong> che \u00e8 connesso all\u2019<strong>aumento del rischio di morte<\/strong>. Le premesse della ricerca erano gi\u00e0 note: la curva dell\u2019invecchiamento non \u00e8 costante o fluida: ci sono delle accelerazioni, di solito intorno ai 44 e ai 60 anni. L\u2019invecchiamento dei singoli organi invece subisce un\u2019accelerata intorno ai 50 anni.<\/p>\n<p>Lo studio sull\u2019invecchiamento e la metodologia<\/p>\n<p>La ricerca \u00e8 stata approntata da un team della <strong>Dalhousie University<\/strong> in Canada, composto dai Glen Pridham, Kenneth Rockwood e Andrew D. Rutenberg, che hanno realizzato il paper dal titolo <a href=\"https:\/\/arxiv.org\/abs\/2412.07795\" target=\"_blank\" data-datalayer-click-event-target=\"external\" rel=\"noopener nofollow\">Dynamical modelling of the frailty index indicates that health reaches a tipping point near age 75<\/a>.<\/p>\n<p>Il punto di partenza dello studio \u00e8 che con l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0, i medici stimano nel singolo paziente un <strong>indice di fragilit\u00e0<\/strong>, basato sul deficit di salute. Questo deficit di salute \u00e8 stato individuato dai ricercatori in oltre 30 attributi tra cui malattie croniche, difficolt\u00e0 nello svolgimento dei compiti e condizioni cardiovascolari. Poi si sono assunti i dati raccolti dall\u2019University of Michigan Health and Retirement Study e dall\u2019English Study of Ageing e si tratta di dati relativi a 12920 pazienti, con un\u2019et\u00e0 media di 67 anni, che si sono recati in strutture mediche 54261 volte in totale.<\/p>\n<p>Da qui \u00e8 stato creato un <strong>modello matematico<\/strong>, che indica il punto di rottura tra danno e riparazione nell\u2019organismo in un <strong>intervallo di et\u00e0 tra 73 e 76 anni<\/strong>, sia per gli uomini che per le donne. \u201cOltre questo punto di svolta, la continua perdita sia di robustezza che di resilienza porta a un forte aumento dell\u2019indice di fragilit\u00e0 e a un corrispondente aumento del rischio di mortalit\u00e0 &#8211; si legge nello studio &#8211; [\u2026] Ne deduciamo che la robustezza e la resilienza attenuano gli stress ambientali solo fino all\u2019et\u00e0 di 75 anni, oltre la quale i deficit di salute si accumuleranno sempre pi\u00f9, portando alla morte. Superare il punto di non ritorno aumenta drasticamente il rischio e l&#8217;accumulo di deficit di salute se non si riducono i fattori di stress\u201d.<\/p>\n<p>Possibili conseguenze<\/p>\n<p>Nell\u2019immediato emerge un dato: lo <strong>stress<\/strong> \u00e8 un fattore importante e quindi la gestione dello stress si rivela chiave nel rallentare l\u2019<a href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/news\/benessere\/come-ritardare-invecchiamento-regole-vivere-salute-2332918.html\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">invecchiamento<\/a>.\n<\/p>\n<p> Questo studio per\u00f2 potrebbe avere numerose ricadute positive nel pianificare le esigenze in termini di <strong>assistenza sanitaria<\/strong> e ridare centralit\u00e0 alla <strong>prevenzione<\/strong>. E per gli scienziati mostra come matematica e biologia possano lavorare insieme per prevedere l\u2019evoluzione a lungo termine dei fenomeni connessi con la salute.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il senso comune e alcuni retaggi portano a pensare che taluni eventi medici, come la rottura di un&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":248211,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,9340,1537,90,89,32610,240],"class_list":{"0":"post-248210","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-invecchiamento","10":"tag-it","11":"tag-italia","12":"tag-italy","13":"tag-ricerca-scientifica","14":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115672677538635153","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/248210","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=248210"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/248210\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/248211"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=248210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=248210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=248210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}