{"id":248307,"date":"2025-12-06T14:05:20","date_gmt":"2025-12-06T14:05:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/248307\/"},"modified":"2025-12-06T14:05:20","modified_gmt":"2025-12-06T14:05:20","slug":"usura-lallarme-in-sicilia-imprese-in-sofferenza-e-famiglie-piu-fragili-durante-le-feste-ecco-i-dati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/248307\/","title":{"rendered":"Usura, l\u2019allarme in Sicilia: imprese in sofferenza e famiglie pi\u00f9 fragili durante le feste. Ecco i dati"},"content":{"rendered":"<p>In Sicilia cresce il rischio usura. Le festivit\u00e0 natalizie, tradizionalmente associate a spese aggiuntive e maggior ricorso al credito, amplificano il rischio per famiglie, artigiani e piccoli commercianti che non dispongono della tredicesima e spesso si ritrovano senza liquidit\u00e0. L\u2019allarme arriva dall\u2019Ufficio studi della CGIA, che fotografa una regione dove l\u2019accesso al credito diventa sempre pi\u00f9 difficile e dove aumentano le imprese classificate in sofferenza.<\/p>\n<p>La mappa dell\u2019insolvenza che emerge dal report restituisce una Sicilia vulnerabile dove la fragilit\u00e0 economica di famiglie e imprese alimenta un terreno fertile per l\u2019usura. La crescita delle sofferenze bancarie, unita alla riduzione dei prestiti e alla pressione stagionale delle spese natalizie, deve spingere istituzioni e sistema creditizio a interventi urgenti: pi\u00f9 prevenzione, pi\u00f9 sostegni mirati, pi\u00f9 tutela per chi rischia di cadere nell\u2019ombra del credito illegale.<\/p>\n<p><strong>Sicilia: quasi 10 mila imprese in difficolt\u00e0, +4,5 per cento in un anno<\/strong><\/p>\n<p>Al 30 giugno 2025, nell\u2019Isola si contano <strong>9.925 imprese segnalate in sofferenza<\/strong>, 423 in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente: un incremento del <strong>4,5 per cento<\/strong>, superiore anche alla media nazionale (+3,6 per cento). La Sicilia rappresenta da sola l\u2019<strong>8,1 per cento<\/strong> del totale italiano delle aziende insolventi.\u00a0Un numero che non si limita a descrivere un disagio economico, ma un rischio concreto: chi entra nella \u201cblack list\u201d della Centrale dei Rischi viene escluso dal sistema bancario e, non potendo ottenere prestiti regolari, diventa pi\u00f9 esposto a richieste di liquidit\u00e0 provenienti da circuiti illegali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2095320\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/totale-prestiti-alle-imprese.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"215\"\/><\/p>\n<p><strong>Insolvenza, Siracusa e Ragusa tra le peggiori province d\u2019Italia<\/strong><\/p>\n<p>Il dettaglio provinciale evidenzia una Sicilia particolarmente sofferente:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Siracusa<\/strong> \u00e8 la quarta provincia peggiore d\u2019Italia per incremento di imprese insolventi: <strong>+15,8 per cento<\/strong> (865 aziende, +118 rispetto al 2024).<\/li>\n<li><strong>Ragusa<\/strong> segue da vicino con un +14,7 per cento.<\/li>\n<li><strong>Trapani<\/strong> (+8,8 per cento)<\/li>\n<li><strong>Messina<\/strong> (+5,2 per cento)<\/li>\n<li><strong>Palermo<\/strong> (+3,8 per cento)<\/li>\n<li><strong>Enna<\/strong> (+3,2 per cento)<\/li>\n<li><strong>Caltanissetta<\/strong> (+3,2 per cento)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Un segnale, questo, che mostra come il tessuto economico siciliano, fatto per lo pi\u00f9 di microimprese, stia assorbendo con fatica la contrazione dei prestiti bancari e i mancati pagamenti da parte dei committenti.<\/p>\n<p><strong>Famiglie sotto pressione: a Natale cresce il ricorso all\u2019indebitamento<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSiamo entrati &#8211; si legge nel report della Cgia &#8211; nel periodo delle festivit\u00e0 natalizie e, come ogni anno, aumenta il rischio di usura. Nelle settimane che precedono il 25 dicembre, infatti, molte famiglie italiane ricorrono al credito al consumo (prestiti personali, dilazioni di pagamento, \u201cbuy now, pay later\u201d e rateizzazioni), per far fronte alle spese legate ai regali e ai consumi natalizi. L\u2019incremento delle spese coinvolge anche gli artigiani e i piccoli commercianti che, a differenza dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, non dispongono n\u00e9 di entrate certe n\u00e9 della tredicesima mensilit\u00e0. In altre parole, le festivit\u00e0 generano pressioni sociali &#8211; regali, cene, doni e impegni percepiti spesso come \u201cnecessari\u201d, anche a chi si trova in difficolt\u00e0 economiche. Tale situazione induce molte persone a ricorrere a prestiti per non deludere le aspettative, determinando un aumento dell\u2019accesso al credito che frequentemente assume anche forme illegali\u00bb.<\/p>\n<p>La CGIA rileva come in tutta Italia \u2013 e la Sicilia non fa eccezione \u2013 il periodo natalizio generi spese percepite come obbligatorie: regali, cene, scambi di doni. A farne le spese sono soprattutto:<\/p>\n<ul>\n<li>le famiglie con redditi discontinui,<\/li>\n<li>gli autonomi,<\/li>\n<li>i piccoli commercianti privi di entrate fisse.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il boom di credito al consumo, secondo una recente indagine citata nel rapporto, ha coinvolto 800 mila italiani nelle ultime settimane.<\/p>\n<p>Boom di acquisti natalizi ricorrendo a un prestito<\/p>\n<p>Nel report viene segnalata una recente indagine commissionata da Facile.it a mUp Research che ha rilevato come nelle settimane scorse 800mila italiani hanno dichiarato di aver utilizzato il credito al consumo per acquistare i regali del prossimo Natale tramite finanziamenti o prestiti personali. \u00c8 opportuno chiedersi, scrive la Cgia: tutti hanno rivolto la propria richiesta a banche o istituti finanziari ufficiali, oppure alcuni hanno cercato sostegno presso \u201camici\u201d o semplici \u201cconoscenti\u201d, accettando offerte potenzialmente rischiose?<\/p>\n<p><strong>In calo le denunce, non il fenomeno: silenzio e paura frenano le vittime<\/strong><\/p>\n<p>Nonostante la crescita delle imprese in sofferenza, le denunce per usura diminuiscono. Ma questo non significa che il fenomeno sia in contrazione: spesso gli usurai agiscono attraverso reti criminali in grado di intimidire le vittime, colpendo anche i familiari. La vergogna e il timore di ritorsioni contribuiscono al silenzio, soprattutto nei piccoli centri siciliani, dove la conoscenza reciproca rende pi\u00f9 difficile chiedere aiuto.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2095321\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/denunce-in-italiau.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"163\"\/><\/p>\n<p>\u00abGli usurai &#8211; si legge nel report &#8211; operano all\u2019interno di reti criminali organizzate che esercitano un forte condizionamento psicologico sulle vittime, attraverso intimidazioni preventive, quali danneggiamenti ai beni o, in casi pi\u00f9 gravi, violenze fisiche e minacce rivolte anche ai familiari. Inoltre, molte persone provano imbarazzo nell\u2019ammettere di trovarsi in tale situazione, e questa \u201cvergogna\u201d rappresenta un ostacolo significativo alla richiesta di aiuto, soprattutto nei piccoli centri dove la conoscenza reciproca \u00e8 molto diffusa\u00bb.<\/p>\n<p>Numero di imprese affidate con sofferenze (societ\u00e0 non finanziarie e famiglie produttrici), per regione<\/p>\n<tr>\nRank per var. %<br \/>\nRegioni e aree<br \/>\n30\/06\/2024<br \/>\n30\/06\/2025<br \/>\nVar. ass. 2025-2024<br \/>\nVar. % 2025-2024<br \/>\nComp. % su totale al 30\/06\/2025<br \/>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>1<\/td>\n<td>Valle d&#8217;Aosta<\/td>\n<td>174<\/td>\n<td>195<\/td>\n<td>+21<\/td>\n<td>+12,1<\/td>\n<td>0,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2<\/td>\n<td>Campania<\/td>\n<td>11.364<\/td>\n<td>12.681<\/td>\n<td>+1.317<\/td>\n<td>+11,6<\/td>\n<td>10,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>3<\/td>\n<td>Toscana<\/td>\n<td>9.257<\/td>\n<td>10.101<\/td>\n<td>+844<\/td>\n<td>+9,1<\/td>\n<td>8,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>4<\/td>\n<td>Calabria<\/td>\n<td>3.722<\/td>\n<td>4.012<\/td>\n<td>+290<\/td>\n<td>+7,8<\/td>\n<td>3,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>5<\/td>\n<td>Sardegna<\/td>\n<td>2.841<\/td>\n<td>3.023<\/td>\n<td>+182<\/td>\n<td>+6,4<\/td>\n<td>2,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>6<\/td>\n<td>Basilicata<\/td>\n<td>845<\/td>\n<td>889<\/td>\n<td>+44<\/td>\n<td>+5,2<\/td>\n<td>0,7<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>7<\/td>\n<td>Veneto<\/td>\n<td>8.190<\/td>\n<td>8.585<\/td>\n<td>+395<\/td>\n<td>+4,8<\/td>\n<td>7,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>8<\/td>\n<td>Sicilia<\/td>\n<td>9.502<\/td>\n<td>9.925<\/td>\n<td>+423<\/td>\n<td>+4,5<\/td>\n<td>8,1<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>9<\/td>\n<td>Puglia<\/td>\n<td>7.373<\/td>\n<td>7.641<\/td>\n<td>+268<\/td>\n<td>+3,6<\/td>\n<td>6,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>10<\/td>\n<td>Emilia Romagna<\/td>\n<td>8.522<\/td>\n<td>8.826<\/td>\n<td>+304<\/td>\n<td>+3,6<\/td>\n<td>7,2<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>11<\/td>\n<td>Marche<\/td>\n<td>3.296<\/td>\n<td>3.406<\/td>\n<td>+110<\/td>\n<td>+3,3<\/td>\n<td>2,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>12<\/td>\n<td>Umbria<\/td>\n<td>2.185<\/td>\n<td>2.256<\/td>\n<td>+71<\/td>\n<td>+3,2<\/td>\n<td>1,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>13<\/td>\n<td>Piemonte<\/td>\n<td>8.713<\/td>\n<td>8.948<\/td>\n<td>+235<\/td>\n<td>+2,7<\/td>\n<td>7,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>14<\/td>\n<td>Trentino-Alto Adige<\/td>\n<td>1.192<\/td>\n<td>1.214<\/td>\n<td>+22<\/td>\n<td>+1,8<\/td>\n<td>1,0<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>15<\/td>\n<td>Friuli Venezia Giulia<\/td>\n<td>1.780<\/td>\n<td>1.806<\/td>\n<td>+26<\/td>\n<td>+1,5<\/td>\n<td>1,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>16<\/td>\n<td>Lombardia<\/td>\n<td>17.633<\/td>\n<td>17.804<\/td>\n<td>+171<\/td>\n<td>+1,0<\/td>\n<td>14,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>17<\/td>\n<td>Abruzzo<\/td>\n<td>3.228<\/td>\n<td>3.206<\/td>\n<td>-22<\/td>\n<td>-0,7<\/td>\n<td>2,6<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>18<\/td>\n<td>Molise<\/td>\n<td>670<\/td>\n<td>655<\/td>\n<td>-15<\/td>\n<td>-2,2<\/td>\n<td>0,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>19<\/td>\n<td>Lazio<\/td>\n<td>14.291<\/td>\n<td>13.962<\/td>\n<td>-329<\/td>\n<td>-2,3<\/td>\n<td>11,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>20<\/td>\n<td>Liguria<\/td>\n<td>2.958<\/td>\n<td>2.833<\/td>\n<td>-125<\/td>\n<td>-4,2<\/td>\n<td>2,3<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<p>Italia<br \/>\n117.736<br \/>\n121.968<br \/>\n+4.232<br \/>\n+3,6<br \/>\n100,0<br \/>\n<\/tr>\n<tr>\n<td\/>\n<td>Mezzogiorno<\/td>\n<td>39.545<\/td>\n<td>42.032<\/td>\n<td>+2.487<\/td>\n<td>+6,3<\/td>\n<td>34,5<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td\/>\n<td>Nord Est<\/td>\n<td>19.684<\/td>\n<td>20.431<\/td>\n<td>+747<\/td>\n<td>+3,8<\/td>\n<td>16,8<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td\/>\n<td>Centro<\/td>\n<td>29.029<\/td>\n<td>29.725<\/td>\n<td>+696<\/td>\n<td>+2,4<\/td>\n<td>24,4<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td\/>\n<td>Nord Ovest<\/td>\n<td>29.478<\/td>\n<td>29.780<\/td>\n<td>+302<\/td>\n<td>+1,0<\/td>\n<td>24,4<\/td>\n<\/tr>\n<p><strong>Rafforzare il Fondo di prevenzione dell\u2019usura<\/strong><\/p>\n<p>La CGIA chiede un potenziamento del <strong>Fondo di prevenzione dell\u2019usura<\/strong>, l\u2019unico strumento in grado di offrire una via d\u2019uscita a chi, escluso dal credito bancario, rischia di scivolare verso la criminalit\u00e0. Molti imprenditori siciliani risultano infatti insolventi non per errori nella gestione aziendale, ma per <strong>mancati pagamenti<\/strong> subiti, fallimenti a catena o ritardi cronici della committenza pubblica e privata.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In Sicilia cresce il rischio usura. 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