{"id":248929,"date":"2025-12-06T23:40:16","date_gmt":"2025-12-06T23:40:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/248929\/"},"modified":"2025-12-06T23:40:16","modified_gmt":"2025-12-06T23:40:16","slug":"cosa-ci-dice-la-tragedia-di-corleone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/248929\/","title":{"rendered":"cosa ci dice la tragedia di Corleone"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo trovato, negli anni, parole che sono diventate purtroppo necessarie: \u201cfemminicidio\u201d ha dato nome a un fenomeno che spesso rimaneva indistinto, se non persino negato. Ma per l\u2019omicidio di Giuseppina Milone, 47 anni, non esiste un termine. Eppure, con tutta probabilit\u00e0, \u00e8 stata uccisa a causa della sua disabilit\u00e0, una forma di autismo. La madre, Lucia Pecoraro, 78 anni, l\u2019ha strangolata ieri mattina con una corda. \u00abSubito dopo la morte del marito \u2013 otto mesi fa \u2013 i servizi sociali del Comune si erano attivati per intraprendere un percorso di assistenza, e la signora era ben seguita anche dai familiari. Si era concordato un percorso graduale\u00bb, spiega Walter R\u00e0, il sindaco di Corleone, in provincia di Palermo . \u00abLa situazione sembrava sotto controllo, ma nelle ultime settimane erano insorte anche grosse difficolt\u00e0 deambulatorie\u00bb.<\/p>\n<p>Una tragedia che si aggiunge a un elenco di cui nessuno tiene il conto, e che pure esiste: nel Modenese, lo scorso ottobre, due omicidi-suicidi in quattro giorni, in entrambi i casi la vittima era una moglie affetta da una malattia neurodegenerativa; nel Lodigiano, a luglio, un uomo di 89 anni ha ucciso la moglie con disabilit\u00e0 prima di tentare il suicidio; ancora nel Modenese, ad aprile, un anziano ha ucciso la moglie malata e il figlio disabile, togliendosi poi la vita.<\/p>\n<p>Basterebbe poco per proseguire l\u2019elenco con storie simili. Sono violenze che non trovano giustificazione. Ma impongono, almeno, una domanda: che cosa stiamo lasciando sulle spalle delle famiglie? In Italia i caregiver familiari sono circa sette milioni: persone che ogni giorno si prendono cura di un parente con disabilit\u00e0 o non autosufficiente. E mentre la popolazione invecchia \u2013 gi\u00e0 oggi il 24% degli italiani ha pi\u00f9 di 65 anni \u2013 le famiglie diventano pi\u00f9 piccole. Un esercito che sorregge come pilastri invisibili il sistema di welfare italiano. Guardando i dati, il peso diventa pi\u00f9 evidente: il valore del lavoro di cura non retribuito \u00e8 equivalente a circa il 26% del Pil nazionale. Sono oltre 60 miliardi di ore dedicate alla cura di parenti, figli e anziani: un carico che \u00e8 sostenuto per il 71% dalle donne. \u00abNon possiamo continuare a lasciare famiglie intere affidate spesso solo alla loro resistenza emotiva, certe tragedie non esplodono, maturano nel silenzio\u00bb, sottolinea lo psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Lavenia. E aggiunge: \u00abQuesta tragedia ci ricorda quanto quel carico, se lasciato sulle spalle di una sola persona, possa diventare insostenibile. La fragilit\u00e0 non \u00e8 una colpa. E noi, come societ\u00e0, abbiamo il dovere di ascoltare quel silenzio prima che diventi irreversibile\u00bb.<\/p>\n<p>Le risposte che arrivano dalla politica non fanno ben sperare. Il disegno di legge sui caregiver, atteso da anni, delude le associazioni. Le risorse sono esigue: 1,15 milioni nel 2026 e 250 milioni annui dal 2027. E i criteri sono tanto stringenti da restringere drasticamente la platea degli aventi diritto. L\u2019indennit\u00e0 massima arriva a poco pi\u00f9 di 10 euro al giorno per chi assiste una persona con disabilit\u00e0 grave per almeno 91 ore alla settimana, con un Isee inferiore a 15.000.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Abbiamo trovato, negli anni, parole che sono diventate purtroppo necessarie: \u201cfemminicidio\u201d ha dato nome a un fenomeno che&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":248930,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[79],"tags":[14,93,94,1537,90,89,7,15,11,84,91,12,85,92],"class_list":{"0":"post-248929","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-italia","8":"tag-cronaca","9":"tag-cronaca-italiana","10":"tag-cronacaitaliana","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-news","15":"tag-notizie","16":"tag-ultime-notizie","17":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","18":"tag-ultime-notizie-italia","19":"tag-ultimenotizie","20":"tag-ultimenotizieenewsdioggi","21":"tag-ultimenotizieitalia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115675268793617590","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/248929","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=248929"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/248929\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/248930"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=248929"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=248929"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=248929"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}