{"id":249330,"date":"2025-12-07T07:14:14","date_gmt":"2025-12-07T07:14:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/249330\/"},"modified":"2025-12-07T07:14:14","modified_gmt":"2025-12-07T07:14:14","slug":"le-mostre-di-richard-prince-jeff-koons-e-richard-diebenkorn-da-gagosian-a-new-york","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/249330\/","title":{"rendered":"Le mostre di Richard Prince, Jeff Koons e Richard Diebenkorn da Gagosian a New York"},"content":{"rendered":"<p>Quante sono le gallerie dell\u2019impero di Larry Gagosian? Una ventina sparse su tre continenti. Solo a New York sono cinque, di cui due nella medesima strada, sullo stesso marciapiede a poche decine di metri l\u2019una dall\u2019atra. Al 555 West 24th \u00e8 in corso la sorprendente mostra Richard Prince: Folk Songs in New York. Attingendo a immagini dei mass media dalla fine degli anni \u201970, <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/artista-mostre-biografia\/richard-prince\/\" data-type=\"artist\" data-id=\"391806\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Richard Prince<\/a><\/strong> (Zona del Canale di Panama, 1949) ha ridefinito i concetti di autorialit\u00e0, propriet\u00e0 e aura. <strong>Acuto cronista delle sottoculture e del loro ruolo nella costruzione dell\u2019identit\u00e0 americana<\/strong>, Prince \u00e8 divenuto celebre per le sue esplorazioni della profondit\u00e0 del razzismo e del sessismo. Ha ironizzato sullo status mitico dei cowboy, dei motociclisti, delle automobili personalizzate; pi\u00f9 di recente sul fascino della narrativa pulp e del soft porn, producendo icone improbabili come gli ambitissimi dipinti della serie Nurse.\u00a0<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"731\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/richard-prince-folk-songs-2025-installation-view-a-gagosian-new-york-c-richard-prince-photo-maris-hu.jpeg\" alt=\"Richard Prince, Folk Songs, 2025, installation view a Gagosian, New York \u00a9 Richard Prince. Photo Maris Hutchinson, courtesy Gagosian\" class=\"wp-image-1199064\"  \/>Richard Prince, Folk Songs, 2025, installation view a Gagosian, New York \u00a9 Richard Prince. Photo Maris Hutchinson, courtesy Gagosian<strong>La sorprendente mostra di Richard Prince da Gagosian<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Qui, per\u00f2, non c\u2019\u00e8 niente di tutto questo: piuttosto dipinti, disegni e collage, realizzati a mano tra il 2018 e il 2023. Ritraggono denti sporgenti e labbra sfregiate che esalano nuvole di fumo fluttuanti sopra case diroccate, campi di fiori esagerati ed erbacce del Monte Rushmore. Niente ritocco in digitale, <strong>nessuno stile di vita premium<\/strong>. Ci sono sei motori fuoribordo recuperati da qualche parte, una scala a pioli macchiata di vernice, pneumatici giganti cuciti insieme, un pezzo di una chitarra Fender personalizzata incastrata in uno stivale appeso con lacci scordati accanto a un silenzioso barattolo di lucido da scarpe. Infine, parecchi tronchi d\u2019albero rosicchiati da castori survivalisti costruttori di dighe. Se Prince \u00e8 diventato famoso nel secolo scorso per le sue serie Americana, queste opere non sono da meno: sono altrettanto intonate con <strong>un\u2019America che nel frattempo \u00e8 decisamente cambiata<\/strong>.\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"731\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/jeff-koons-porcelains-2025-installation-view-a-gagosian-new-york-c-jeff-koons-photo-maris-hutchinson.jpeg\" alt=\"Jeff Koons, Porcelains, 2025, installation view a Gagosian, New York \u00a9 Jeff Koons. Photo Maris Hutchinson, courtesy Gagosian\" class=\"wp-image-1199065\"  \/>Jeff Koons, Porcelains, 2025, installation view a Gagosian, New York \u00a9 Jeff Koons. Photo Maris Hutchinson, courtesy Gagosian<strong>Jeff Koons in mostra da Gagosian\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Al 541 West 24th \u00e8 arrivata la clamorosa Jeff Koons. Porcelain series del pi\u00f9 americano tra gli artisti americani. <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/artista-mostre-biografia\/jeff-koons\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/artista-mostre-biografia\/jeff-koons\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><strong>Jeff Koons<\/strong> <\/a>(York, Penssylvania, 1955) \u00e8 una <strong>presenza ingombrante del nostro contemporaneo<\/strong>: artista di enorme successo altrettanto enormemente discusso e criticato. Quello che sorprende in questa esposizione sono le tecniche di realizzazione adottate. Sette sculture di grandi dimensioni sono qui accoppiate con sette grandi dipinti a olio. Le prime, ispirate alle statuine di porcellana del XVIII, XIX e inizio XX secolo, realizzate in acciaio inossidabile lucidato a specchio, rivestito da strati di colore trasparente: collocato a volte maliziosamente, quest\u2019ultimo \u00e8 utilizzato per <strong>amplificare l\u2019effetto kitsch<\/strong> caratteristico di molta produzione di Koons.\u00a0<\/p>\n<p><strong>La \u201cPorcelain series\u201d di Jeff Koons\u00a0<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>La serie presenta personaggi della mitologia classica come Diana e Venere; animali (una volpe, un cervo attaccato da un segugio) e abbracci in abiti rococ\u00f2. Ogni manufatto \u00e8 il risultato di un meticoloso processo di acquisizione e rifinitura digitale, ingegneria meccanica, fresatura, stampa laser, pittura e lucidatura. Altrettanto meticoloso appare il processo di produzione dei dipinti a olio. Il primo strato \u00e8 un elemento paesaggistico: un\u2019onda dell\u2019oceano, nuvole, una foresta. Il successivo consiste in una foglia di alluminio incollato che <strong>riproduce immagini di stampe rinascimentali o barocche<\/strong>: Satiro che frusta una ninfa (c. 1590\u201395) e Ninfa, putto e un piccolo satiro (c. 1590\u201395) di Agostino Carracci; Il giudizio di Paride di Marcantonio Raimondi (c. 1513\u201315, da Raffaello) e Nettuno e Caenis (1580) di Johann Sadeler. Infine, arrivano ampie pennellate dinamiche per sottolineare la profondit\u00e0 tanto sensuale che concettuale dell\u2019opera. Utilizzando paradigmi che spaziano dal quotidiano all\u2019antico, dal sublime al kitsch, quelle di Koons sono icone lussuose che non mancheranno di trovare mercato.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"688\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/richard-diebenkorn-senza-titolo-1943-acquarello-grafite-e-nastro-su-carta-2025-c-richard-diebenkorn-.jpeg\" alt=\"Richard Diebenkorn, Senza titolo, 1943, acquarello, grafite e nastro su carta, 2025 \u00a9 Richard Diebenkorn Foundation:Artists Rights Society (ARS), New York. Photo Owen Comway, courtesy Gagosian\" class=\"wp-image-1199067\"  \/>Richard Diebenkorn, Senza titolo, 1943, acquarello, grafite e nastro su carta, 2025 \u00a9 Richard Diebenkorn Foundation:Artists Rights Society (ARS), New York. Photo Owen Comway, courtesy Gagosian<strong>Richard Diebenkorn \u00e8 il pi\u00f9 europeo tra gli americani di Gagosian<\/strong>\u00a0<\/p>\n<p>Al 980 di Madison Avenue, invece, si trova la personale dedicata a <strong>Richard Diebenkorn<\/strong> (Portland, Oregon, 1922 \u2013 Berkeley, Californa, 1993), il pi\u00f9 europeo tra le stelle americane della scuderia di Gagosian. Curata dall\u2019inglese Jasper Sharp, la mostra presenta <strong>sei decenni di opere su carta<\/strong>: dipinti e disegni realizzati con inchiostro, grafite, carboncino, collage, guazzo, olio e acrilico. Le opere esposte includono una sorprendente gamma di esempi, tra cui un acquerello del 1943 che riflette l\u2019influenza di Edward Hopper e Paul C\u00e9zanne, dipinti degli anni dell\u2019Espressionismo Astratto e una tela monumentale di nudi del 1960, che esemplifica il suo lungo dialogare con Henri Matisse. Diebenkorn ha iniziato come espressionista astratto, ha poi sviluppato un approccio unico alla figurazione a met\u00e0 degli anni \u201950, tornando all\u2019astrazione nel decennio successivo. L\u2019alternanza tra astrazione e figurazione \u00e8 del resto stato un aspetto essenziale del suo successo. L\u2019esposizione sottolinea la straordinaria abilit\u00e0 dell\u2019artista nell\u2019uso di media diversi e la sua padronanza delle dimensioni. L\u2019ampiezza della sua opera rivela la sua <strong>vigorosa sperimentazione<\/strong> di forme e soggetti: si vede un guazzo del 1988\/91 in cui massimizza la semplicit\u00e0 del tratto rettilineo di un pennello piatto su una superficie cremosa, come anche un\u2019opera verticale realizzata in tarda et\u00e0 in cui il carboncino viene usato per sovrapporre linee ispirate al fogliame su una griglia modificata.\u00a0<\/p>\n<p>Aldo Premoli<\/p>\n<p>            <strong>Libri consigliati:<\/strong><br \/> <br \/>\n            (Grazie all&#8217;affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)        <\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quante sono le gallerie dell\u2019impero di Larry Gagosian? 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