{"id":249340,"date":"2025-12-07T07:20:12","date_gmt":"2025-12-07T07:20:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/249340\/"},"modified":"2025-12-07T07:20:12","modified_gmt":"2025-12-07T07:20:12","slug":"qual-e-leta-biologica-del-nostro-cuore-gli-esami-utili-per-stabilirlo-e-come-sapere-se-corriamo-dei-rischi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/249340\/","title":{"rendered":"Qual \u00e8 l&#8217;\u00abet\u00e0 biologica\u00bb del nostro cuore? Gli esami utili per stabilirlo e come sapere se corriamo dei rischi"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Elena Meli<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">L\u2019intelligenza artificiale in un prossimo futuro potrebbe aiutare a stimare in maniera pi\u00f9 precisa il grado di rischio cardiovascolare, ma gi\u00e0 oggi si pu\u00f2 fare moltissimo. Per sapere come stanno cuore e vasi, e calcolare le probabilit\u00e0 di ammalarsi basta partire da un colloquio con il proprio medico di famiglia e sottoporsi  a un semplice esame del sangue<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quanti anni ha, davvero, il tuo<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/cuore\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> cuore?<\/a> Saperlo potrebbe essere assai utile per <b>valutare il rischio di eventi cardiovascolari come infarti e ictus<\/b>, che tuttora sono la prima causa di morte nel nostro Paese, e potrebbe essere semplice come <b>far analizzare un elettrocardiogramma standard a un\u2019intelligenza artificiale allenata <\/b>a questo scopo.\u00a0\u00c8 emerso durante l\u2019ultimo congresso dell\u2019European Heart Rhythm Association, grazie a uno studio per cui sono stati \u00abdati in pasto\u00bb all\u2019intelligenza artificiale oltre mezzo milione di esami registrati nell\u2019arco di quindici anni.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>L\u2019algoritmo \u00e8 stato in grado di stimare l\u2019et\u00e0 biologica dei cuori analizzati<\/b> e, grazie a questa, valutarne il rischio di mortalit\u00e0, infarti e ictus che vi sarebbe appunto strettamente correlato.  \u00c8 intuitivo che un cinquantenne con il cuore di un settantenne abbia un pericolo di andare incontro a problemi cardiovascolari pi\u00f9 alto, rispetto a un coetaneo con il cuore di un trentenne. In realt\u00e0, sembrerebbe che possa  bastare <b>un\u2019et\u00e0 biologica cardiaca di appena sette anni superiore a quella anagrafica per veder impennare la probabilit\u00e0 di eventi fino al 92 per cento<\/b>, mentre, al contrario, un cuore di sette anni pi\u00f9 \u00abgiovanile\u00bb di quanto recita la carta d\u2019identit\u00e0 la abbasserebbe ben del 27 per cento.  L\u2019intelligenza artificiale in un prossimo futuro potrebbe perci\u00f2 aiutare a stimare in maniera pi\u00f9 precisa il proprio grado di rischio cardiovascolare, ma gi\u00e0 oggi si pu\u00f2 fare moltissimo, con esami poco invasivi e spesso pure molto economici, per sapere se il cuore \u00e8 in pericolo e quindi se \u00e8 il caso di correre ai ripari per proteggerlo.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    Chiedere al medico di famiglia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non serve scomodare chiss\u00e0 quali tecnologie avanzate per capire se sia il caso di preoccuparsi delle condizioni del proprio cuore, n\u00e9 occorre conoscerne di preciso l\u2019et\u00e0 biologica, anche se potrebbe essere un elemento in pi\u00f9 per comprenderne il quadro generale di salute: <b>per sapere come stanno cuore e vasi bastano esami tutto sommato semplici, <\/b>e tanto per cominciare servirebbe <b>un colloquio con il medico di famiglia<\/b> in cui calcolare il rischio cardiovascolare aiutandosi con la<a href=\"https:\/\/www.cuore.iss.it\/valutazione\/carte\" rel=\"nofollow noreferrer noopener\" target=\"_blank\"> \u00abcarta del rischio\u00bb<\/a> del Progetto Cuore realizzato dall\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0. <br \/>Questo strumento, utile dai 40 anni in poi, aiuta a stimare la probabilit\u00e0 di un infarto e simili nei successivi 10 anni, per decidere se e come sia necessario intervenire.<\/p>\n<p>    La pressione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La carta del rischio tiene conto di sei elementi ovvero sesso, et\u00e0, abitudine al fumo e tre parametri che devono essere misurati dal medico, nel caso della pressione arteriosa, o attraverso l\u2019esame del sangue, nel caso della valutazione di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/colesterolo\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">colesterolo<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/glicemia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">glicemia<\/a>. \u00c8 proprio con l\u2019analisi di alcuni parametri del sangue che possiamo iniziare a farci un\u2019idea realistica delle condizioni del cuore, come spiega <b>Massimo Grimaldi,<\/b> presidente dell\u2019Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco): \u00abIl primo tassello fondamentale \u00e8 <b>l\u2019assetto lipidico<\/b>. Occorre,   guardare non tanto i trigliceridi, che dipendono molto dalla dieta, quanto soprattutto il colesterolo totale e specialmente le sue \u201cfrazioni\u201d, ovvero i diversi tipi di colesterolo in circolo, il cosiddetto colesterolo \u201cbuono\u201d Hdl e quello \u201ccattivo\u201d Ldl che dipende molto dal metabolismo e dal fegato, e solo per il 10 per cento da quel che mangiamo\u00bb.<\/p>\n<p>    Colesterolo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il colesterolo Ldl si accumula silenziosamente sulla parete delle arterie, formando placche che si ispessiscono e possono ostacolare il flusso del sangue oppure provocando <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/trombo\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">trombi<\/a> che, staccandosi, possono causare infarti e ictus. Per questo<b> il colesterolo alto non \u00e8 pi\u00f9 considerato un fattore di rischio ma una causa diretta di eventi cardiovascolari<\/b> e per questo, come specifica Grimaldi, \u00abnon bisogna iniziare a controllarlo a 55 anni od oltre, perch\u00e9 potrebbe aver gi\u00e0 fatto danni; intorno ai 35, 40 anni al massimo occorre cominciare a monitorarlo e se \u00e8 necessario a intervenire per mantenerlo entro i limiti (che non sono uguali per tutti ma devono essere valutati anche tenendo conto del profilo di rischio cardiovascolare complessivo, ndr): prima si riporta a valori normali, meglio \u00e8\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p>    La lipoproteina (a)<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Lo hanno ribadito anche le ultime linee guida della Societ\u00e0 Europea di Cardiologia, che oggi indicano la necessit\u00e0 di \u00aballargare\u00bb il quadro del profilo lipidico <b>misurando la lipoproteina (a),<\/b> <b>un colesterolo \u00abnuovo\u00bb<\/b> che non \u00e8 determinato da dieta o metabolismo ma dall\u2019assetto genetico e che funziona come <b>un potente amplificatore del rischio cardiovascolare<\/b>: almeno una volta tutti dovremmo misurarla, perch\u00e9 se \u00e8 elevata (oltre 50 milligrammi per decilitro di sangue) in attesa di farmaci specifici diventa ancora pi\u00f9 importante tenere sotto controllo tutti gli altri elementi di pericolo, colesterolo e non solo.<\/p>\n<p>    La glicemia<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abL\u2019altro parametro da conoscere \u00e8 la glicemia, perch\u00e9 <b>la presenza di diabete di tipo 2 incrementa molto la probabilit\u00e0 di eventi cardiovascolari<\/b>\u00bb, dice Grimaldi. \u00abPer un miglior quadro complessivo pu\u00f2 essere utile misurare poi la <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/pcr\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">proteina C reattiva<\/a>, che \u00e8 un\u2019indicatore di infiammazione e, se elevata, aumenta il rischio di trombi pericolosi; lo stesso vale per il<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/fibrinogeno\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> fibrinogeno,<\/a> un marcatore di infiammazione e attivazione della coagulazione che \u00e8 opportuno monitorare. Di routine poi occorre misurare la <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/creatininemia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">creatininemia<\/a>, per capire se i reni funzionano a dovere: i reni sono lo specchio della salute dell\u2019organismo, se hanno problemi il rischio cardiovascolare cresce tantissimo. Altri marcatori pi\u00f9 nuovi che stanno entrando nella pratica clinica per monitorare la salute del cuore sono poi <b>NT-proBNP<\/b> (frammento di una proteina prodotta dal cuore sotto stress, ndr), <b>un indicatore di scompenso cardiaco e di un sovraccarico dell\u2019organo,<\/b> e la <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/troponina\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">troponina <\/a>ad alta sensibilit\u00e0, un marcatore di sofferenza e danno cardiaco che pu\u00f2 aiutare a fare diagnosi molto precoci di problemi al cuore\u00bb.<\/p>\n<p>    Ecg \u00abclassico\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Aggiunge<b> Pasquale Perrone Filardi,<\/b> presidente della Societ\u00e0 Italiana di Cardiologia (Sic): \u00abNel valutare il rischio cardiovascolare e le condizioni del cuore, inoltre, \u00e8 opportuno tenere presenti fattori che, a parit\u00e0 di tutti gli altri parametri, amplificano il pericolo come l\u2019obesit\u00e0 e le <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/apnea\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">apnee ostruttive notturne<\/a> o, <b>nelle donne, il diabete in gravidanza, la preeclampsia o la menopausa<\/b> precoce. Accanto agli esami del sangue e alla valutazione dei fattori di rischio \u201cal contorno\u201d, poi, \u00e8 utile sottoporsi all\u2019<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/ecg\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">elettrocardiogramma o Ecg<\/a>\u00bb. <b>Il test valuta l\u2019attivit\u00e0 elettrica del cuore<\/b> e pu\u00f2 dare informazioni su molte malattie, per questo come sottolinea Grimaldi, \u00abandrebbe eseguito la prima volta fra i sei e gli otto anni, per valutare la presenza di eventuali patologie su base genetica che possano aumentare il rischio di morte per aritmie, e poi entro i trent\u2019anni, perch\u00e9 pu\u00f2 cogliere altre malattie pericolose come la sindrome di Brugada\u00bb. <br \/>\u00ab<b>\u00c8 incluso nelle visite di medicina del lavoro o in quelle sportive<\/b>, per cui molti per fortuna vi si sottopongono; oltre i 70 anni \u00e8 importante poi per scoprire la fibrillazione atriale, che riguarda circa uno su dieci e, se non viene diagnosticata e trattata, aumenta molto il rischio di ictus. L\u2019Ecg classico non pu\u00f2 valutare la funzione contrattile del cuore o i danni alle valvole, ma oggi attraverso l\u2019intelligenza artificiale sembra possibile ampliare le capacit\u00e0 diagnostiche di questo tradizionale  esame\u00bb.<\/p>\n<p>    Ecg sotto sforzo<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quando fare invece<b> l\u2019Ecg sotto sforzo<\/b>, in cui si misura l\u2019attivit\u00e0 elettrica cardiaca<b> mentre si corre su un tapis roulant o si pedala su una cyclette<\/b>? \u00abVa sempre eseguito in caso di attivit\u00e0 sportiva agonistica e se si sospettano problemi cardiaci\u00bb, risponde Grimaldi, \u00abperch\u00e9 l\u2019aumento del battito indotto dallo sforzo porta a galla pi\u00f9 facilmente <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/aritmia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">aritmie, <\/a>disturbi della conduzione elettrica e una sofferenza dovuta a un ridotto apporto di sangue al cuore (per esempio se ci sono patologie delle coronarie che potrebbero portare a un infarto, ndr)\u00bb. L\u2019Ecg sotto sforzo \u00e8 perci\u00f2 da considerare un <b>esame gi\u00e0 di secondo livello<\/b>, come conferma Perrone Filardi: \u00abPer capire in quale \u201ccasella\u201d di rischio ci collochiamo bastano i test standard, se ci sono sospetti diagnostici o sintomi, come affanno o dolore quando il battito accelera, \u00e8 bene sottoporsi all\u2019Ecg sotto sforzo o anche all\u2019ecocardiogramma.<br \/>\u00abQuesti due esami andrebbero senz\u2019altro utilizzati pi\u00f9 di quanto si faccia oggi, ma non avrebbe senso offrirli indiscriminatamente a tutti perch\u00e9 potrebbero dare troppi falsi positivi\u00bb.<\/p>\n<p>    Screening\u200b<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Considerando che <b>le malattie di cuore e vasi sono tuttora la principale causa di morte in Italia<\/b>, avrebbe senso pensare a uno screening pi\u00f9 strutturato, un po\u2019 come accade per alcuni tipi di tumore? \u00abCerto, perch\u00e9 quando la malattia c\u2019\u00e8 il danno \u00e8 fatto: l\u2019unica strategia possibile \u00e8 prevenire e diagnosticare in tempo\u00bb, risponde Grimaldi. \u00abLo <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/scompenso-cardiaco\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">scompenso cardiaco<\/a> per esempio ha una mortalit\u00e0 del 50 per cento a cinque anni dalla diagnosi, ben pi\u00f9 di molti tumori per cui esistono screening e che sono anche meno frequenti.<b> Il \u201ccarico\u201d delle malattie cardiovascolari si fa sentire soprattutto dopo i 65 anni: <\/b>ipotizzando un programma con pochi test facili ed economici fra i 50 e i 65 anni potremmo ammalarci di meno e vivere meglio e pi\u00f9 a lungo\u00bb.<\/p>\n<p>    La sindrome cardio-renale-metabolica<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quasi nessuno conosce<b> la sindrome cardio-renale-metabolica<\/b>, ma negli Stati Uniti il 90% della popolazione ha almeno uno fra gli elementi che la definiscono ovvero obesit\u00e0, diabete, pressione o colesterolo alto e una ridotta funzione renale. Lo ha dimostrato un\u2019indagine recente dell\u2019American Heart Association, secondo cui appena il 12% dei cittadini ha mai sentito parlare della sindrome cardio-renale-metabolica e il 42% crede che un cuore sano non possa essere danneggiato da disturbi a carico del sistema renale o metabolico. <b>Esiste invece una stretta connessione fra la salute renale e metabolica e quella del cuore<\/b>:<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/infarto\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> l\u2019infarto <\/a>o l\u2019ictus possono essere l\u2019evento conclusivo di una \u00abmarcia\u00bb che pu\u00f2 iniziare altrove, con i chili in eccesso o la glicemia fuori controllo, oppure con i reni sotto stress. Tutto \u00e8 collegato e ci\u00f2 implica che pure le terapie devono essere \u00abcoordinate\u00bb: anche per questo <b>a inizio 2026 usciranno le prime linee guida <\/b>per la gestione della sindrome, che <b>in Italia\u00a0 si stima riguardi oltre 11 milioni di persone.<\/b><\/p>\n<p>    La Tac coronarica<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00a0L\u2019intelligenza artificiale potrebbe essere d\u2019auto anche per interpretare meglio la<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/tomografia\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> Tac<\/a> coronarica, usata per valutare se ci sono restringimenti delle coronarie in persone a rischio lieve o moderato: un recente documento di consenso su Nature Reviews Cardiology sottolinea che<b> gli algoritmi potrebbero migliorare la precisione diagnostica del test, <\/b>che oggi \u00e8 molto affidabile e offre un imaging raffinato ma va saputo interpretare bene, per esempio se lo si usa per <b>misurare il calcium score, il \u00abpunteggio\u00bb che indica quanto calcio \u00e8 presente nelle<\/b><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/salute\/dizionario\/aterosclerosi\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> placche<\/a><b> coronariche.<\/b> Non \u00e8 infatti sempre vero l\u2019assunto per cui pi\u00f9 calcio c\u2019\u00e8, pi\u00f9 il rischio per il cuore cresce: le placche non calcificate sono spesso meno stabili e quindi pi\u00f9 pericolose, quelle ricche di calcio a volte sono pi\u00f9 \u00abferme\u00bb, specialmente in persone che fanno o hanno fatto molto sport. La valutazione di una Tac coronarica \u00e8 quindi molto complessa e l\u2019Ai potrebbe dare un utile contributo.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-06T19:20:05+01:00\">6 dicembre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Elena Meli L\u2019intelligenza artificiale in un prossimo futuro potrebbe aiutare a stimare in maniera pi\u00f9 precisa 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