{"id":24948,"date":"2025-08-02T23:34:13","date_gmt":"2025-08-02T23:34:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/24948\/"},"modified":"2025-08-02T23:34:13","modified_gmt":"2025-08-02T23:34:13","slug":"dollaro-inflazione-pil-la-trumpnomics-si-scopre-fragile-ecco-dove-lamerica-rallenta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/24948\/","title":{"rendered":"Dollaro, inflazione, Pil: la Trumpnomics si scopre fragile. Ecco dove l\u2019America rallenta"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Federico Fubini<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Vengono al pettine i nodi dei dazi e dell\u2019incertezza per le accuse alla Fed. Gli investimenti delle imprese negli Stati Uniti calano di 260 miliardi<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il 12 giugno 2015 l\u2019indice azionario di Shenzhen croll\u00f2 del 40% in poche ore. Poco dopo il partito comunista cinese fece dimettere il presidente della societ\u00e0 di borsa, Gao Xiaojun, per presunti sforamenti di budget nella ristrutturazione della sede. Dieci anni pi\u00f9 tardi \u2014 e senza crolli di borsa \u2014 si sta comportando nello stesso modo con la sua banca centrale il presidente degli Stati Uniti d\u2019America. <b>Da settimane Donald Trump cerca nei costi di un cantiere nel palazzo della Federal Reserve la \u00abgiusta causa\u00bb \u2014 cio\u00e8 il pretesto \u2014 per licenziarne il capo, Jay Powell. <\/b>E non si ferma l\u00ec. Venerd\u00ec, dopo l\u2019uscita di numeri deboli sui nuovi posti di lavoro in America negli ultimi tre mesi, <b>Trump ha fatto cacciare la commissaria del Bureau of Labor Statistics Erika McEntarfer, accusandola di aver manipolato i dati \u00abper ragioni politiche\u00bb<\/b>. Nessun indizio \u00e8 stato fornito a supporto dell\u2019accusa.<\/p>\n<p>    Il peso degli Usa nel sistema economico-finanziario<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Finora avevano scatenato vendette pubbliche contro gli statistici o i banchieri centrali, oltre la Cina, solo governi come l\u2019Argentina, la Russia o la Turchia: autocrazie o sistemi fallimentari, non la superpotenza che emette la moneta dominante dell\u2019economia globale, il volume pi\u00f9 vasto e diffuso di titoli di Stato e che pesa da sola quasi la met\u00e0 del valore di mercato delle borse mondiali. Donald Trump forse fa cos\u00ec semplicemente perch\u00e9 si sente molto sicuro di s\u00e9. O magari per il motivo contrario; perch\u00e9 <b>gli indizi delle ultime settimane potrebbero far sorgere il sospetto che i nodi del suo stile e delle sue scelte di governo, pian piano, stiano tutti venendo impietosamente al pettine.<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    La calma apparente dell\u2019inflazione<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A prima vista, non \u00e8 cos\u00ec. L\u2019America va bene e continua a lasciare l\u2019Europa a una distanza siderale. L\u2019ultimo trimestre ha fatto registrare negli Stati Uniti una crescita del 3%, se si prolungasse per il prossimo anno il ritmo tenuto ad aprile, maggio e giugno. <b>E l\u2019inflazione sui consumi personali delle famiglie dagli ultimi dati \u00e8 salita di appena il 2,6 per cento;<\/b> i prezzi restano abbastanza freddi, con aumenti non lontani da dove li vuole vedere la Fed e comunque cos\u00ec sotto controllo da far pensare che Trump ci abbia visto giusto. <b>Non sembra affatto che il maggiore aumento dei dazi dal 1930 stia generando l\u2019ondata di rincari che molti critici del presidente annunciavano.<\/b><\/p>\n<p>    Le dinamiche sottostanti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 soltanto quando si gratta sotto la superficie che tutto si complica. La prima superpotenza del pianeta ha ingranaggi pi\u00f9 lenti ma pi\u00f9 potenti di un post sul social media del suo tycoon. <b>L\u2019inflazione sta salendo gi\u00e0 da mesi e proprio a causa dei dazi potrebbe accelerare da agosto, anche se questi sono scattati da aprile. <\/b>Le tariffe sulle merci dall\u2019estero, infatti, sono tasse. Per difendere i margini di guadagno, prima o poi gli importatori vorranno scaricarle almeno in parte sui prezzi nelle vetrine di New York o dei ristoranti a Chicago. S<b>e per  ora non lo hanno fatto granch\u00e9, c\u2019\u00e8 un motivo: solo fra gennaio e marzo scorsi \u2014 dopo il giuramento di Trump, ma prima dei dazi stessi \u2014 quegli importatori avevano comprato merci estere per 211 miliardi di dollari<\/b> <b>in pi\u00f9 <\/b>rispetto allo stesso periodo del 2024; \u00e8 stato un aumento di quasi un terzo, secondo lo US Census Bureau.<\/p>\n<p>    Scorte in esaurimento<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>I rivenditori americani di vini italiani, moda francese o chimica tedesca hanno riempito i magazzini entro marzo proprio per anticipare i rincari doganali.<\/b> E finora sono riusciti a vendere in gran parte ci\u00f2 che avevano comprato prima. <b>Ora per\u00f2 le vecchie scorte stanno finendo e si vedr\u00e0 l\u201911 settembre \u2014 quando uscir\u00e0 il dato sull\u2019inflazione americana di agosto \u2014 se i listini sulle nuove importazioni non saranno cos\u00ec sotto controllo<\/b>. I rincari lenti degli ultimi mesi rischiano di diventare qualcosa di pi\u00f9 pericoloso. Perch\u00e9 intanto nell\u2019economia di Trump qualche crepa si nota, bench\u00e9 piccola a confronto delle voragini visibili in Italia, Germania o Francia.\u00a0<\/p>\n<p>    Il calo degli investimenti<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La crescita del 3 per cento nel secondo trimestre \u00e8 in gran parte l\u2019effetto ottico della frenata delle importazioni<\/b> (statisticamente, sottraggono al prodotto lordo) scattata da aprile, quando i dazi erano ormai in vigore e i magazzini pieni.\u00a0Ma gli annunci, le frenate e le sterzate continue di Trump devono aver generato nevrosi e incertezza, perch\u00e9<b> gli investimenti netti delle imprese in America fra aprile e giugno sono crollati di 260 miliardi di dollari rispetto ai tre mesi precedenti<\/b> (secondo la Fed di St. Louis). \u00c8 un calo di un quarto e di solito si vede solo prima delle recessioni. <b>La debolezza nell\u2019apertura di nuovi posti di lavoro \u2014 costata la testa al messaggero dalla cattiva notizia, la capa del Bureau of Labor Statistics \u2014 si spiega cos\u00ec.<\/b><\/p>\n<p>    La crescente diseguaglianza<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ci\u00f2 non significa che l\u2019America di Trump vada verso una recessione. Le sette Big Tech \u2014 Nvidia, Microsoft, Meta, Alphabet, Apple, Amazon e Broadcom \u2014 continuano a investire migliaia di miliardi nell\u2019intelligenza artificiale. <\/b>Da sole valgono ormai oltre un terzo dello S&amp;P 500, il grande listino di Wall Street, <b>ma la loro non \u00e8 ricchezza condivisa. Danno lavoro, magnificamente pagato, a pochi. <\/b>E pochi altri condividono la loro prosperit\u00e0 sotto forma di azioni: <b>l\u2019uno per mille dei residenti pi\u00f9 ricchi detiene patrimoni per 23 mila miliardi di dollari<\/b>, cinque volte pi\u00f9 dell\u2019intera met\u00e0 meno abbiente dell\u2019America di Trump.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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