{"id":250227,"date":"2025-12-07T19:59:12","date_gmt":"2025-12-07T19:59:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/250227\/"},"modified":"2025-12-07T19:59:12","modified_gmt":"2025-12-07T19:59:12","slug":"i-ricercatori-lanciano-lallarme-devastano-il-nostro-intestino-ma-continuiamo-a-mangiarli-in-abbondanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/250227\/","title":{"rendered":"I ricercatori lanciano l&#8217;allarme. Devastano il nostro intestino ma continuiamo a mangiarli in abbondanza"},"content":{"rendered":"<p>Un\u2019indagine di laboratorio condotta dall\u2019<strong>Universit\u00e0 di Cambridge<\/strong> ha approfondito gli effetti di centinaia di sostanze chimiche sul microbiota intestinale umano. Lo <a href=\"https:\/\/www.nature.com\/articles\/s41564-025-02182-6\" class=\"spip_out\" rel=\"external nofollow noopener\" target=\"_blank\">studio pubblicato su Nature microbiology<\/a> ha in particolare identificato <strong>168 composti artificiali<\/strong> che interferiscono con le funzioni del microbioma, con conseguenze potenzialmente devastanti sulla <strong>salute<\/strong> dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Il team di ricerca ha lanciato un allarme da approfondire su larga scala, per riuscire cos\u00ec a definire <strong>protocolli di sicurezza<\/strong> pi\u00f9 accurati. La maggior parte di queste sostanze chimiche riesce infatti a interferire direttamente con il corpo umano passando attraverso acqua e cibo, contaminando i <strong>batteri intestinali<\/strong>, indispensabili per molte funzioni. Praticamente, questi composti <strong>devastano il nostro intestino<\/strong> ma continuiamo a mangiarli in abbondanza.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 gli scienziati intendono approfondire ulteriormente, contribuendo a una revisione delle <strong>soglie di esposizione<\/strong> alle sostanze chimiche incriminate, consapevoli della limitatezza del campione analizzato ma pure delle lacune degli attuali standard di sicurezza. Nel frattempo, gli esperti invitano ad adottare qualche <strong>precauzione<\/strong> per limitare il pericolo, senza scatenare il panico. Questa nuova scoperta permetter\u00e0 infatti di introdurre misure per la salute ancora pi\u00f9 efficaci, ma bisogna ancora quantificare gli effetti in modo preciso.<\/p>\n<p>Devastano il nostro intestino<\/p>\n<p>Il team di ricerca dell\u2019<strong>MRC Toxicology Unit<\/strong> dell\u2019Universit\u00e0 di Cambridge ha analizzato l\u2019impatto di 1.076 contaminanti chimici su 22 specie batteriche intestinali. I ricercatori hanno cos\u00ec trovato <strong>168 composti artificiali<\/strong> che pregiudicano la crescita dei batteri intestinali, interagendo in modo inaspettato finora, visto che parte di questi composti era stata giudicata completamente sicura. La prima autrice dello studio, la dottoressa <strong>Indra Roux<\/strong>, ha dichiarato di essere stata sorpresa in prima persona da questi risultati, preoccupata dal rischio biologico di molti agenti con cui si entra in contatto quotidianamente. <strong>Pesticidi<\/strong>, <strong>ritardanti di fiamma<\/strong> e <strong>plastificanti<\/strong> colpiscono i batteri intestinali uscendo dai radar dei controlli di sicurezza chimica, che contemplano soltanto gli effetti diretti sul corpo umano.<\/p>\n<p>Tra le anomalie pi\u00f9 pericolose rilevate dai ricercatori c\u2019\u00e8 la resistenza agli antibiotici che molti batteri hanno mostrato di acquisire durante l\u2019esposizione agli agenti chimici. Naturalmente quest\u2019effetto \u00e8 stato circoscritto al <strong>test di laboratorio<\/strong>, ma se dovesse estendersi in condizioni reali avrebbe conseguenze devastanti sulla salute degli esseri umani. La <strong>resistenza agli antibiotici<\/strong> \u00e8 gi\u00e0 un problema per la salute mondiale, ma di questo passo trattare le <strong>infezioni batteriche<\/strong> diventer\u00e0 sempre pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>\u00c8 quindi fondamentale ampliare i test tossicologici attualmente previsti tenendo conto dell\u2019interazione tra i componenti chimici e il sistema biotico, vista l\u2019importanza di quest\u2019ultimo. Bisogna infatti ricordare che i danni al microbiota intestinale non si limitano alle conseguenze pi\u00f9 immediate al <strong>sistema digestivo<\/strong> ma si possono estendere ben oltre, contribuendo allo sviluppo di patologie come i <strong>disturbi metabolici<\/strong>, le <strong>disfunzioni immunitarie<\/strong>, l\u2019<strong>obesit\u00e0<\/strong> e perfino della <strong>salute mentale<\/strong>.<\/p>\n<p>                    <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"mb-0 ml-0 mt-0 object-cover w-full lazy\" width=\"168\" height=\"300\" alt=\"Questa startup offre un servizio di \u201cottimizzazione genetica\u201d per influenzare il DNA dei bambini\" src=\"local\/cache-vignettes\/L300xH168\/4581ebdc72a7636485f5639e56092d-e2cf0.jpg?1765123514\"\/><\/p>\n<p>        Bisogna smetterla di mangiarli<\/p>\n<p>Il dottor <strong>Stephan Kamrad<\/strong>, membro del team di ricerca, ha sottolineato la necessit\u00e0 di introdurre gli effetti sui batteri intestinali nelle valutazioni di sicurezza per i composti chimici destinati all\u2019uso umano. Lo studio punta infatti a garantire un ambiente sicuro e salubre fin dalla progettazione dei prodotti, portando a tal proposito anche una soluzione efficace. Si tratta di un <strong>modello di machine learning<\/strong> che, come evidenziato dal dottor <strong>Kiran Patil<\/strong>, permette di conoscere in anticipo gli effetti dei composti chimici industriali (gi\u00e0 circolanti o anche in fase di progettazione) sui batteri intestinali, proprio grazie ai dati empirici raccolti e da ampliare.<\/p>\n<p>Nel frattempo, \u00e8 utile adottare qualche semplice precauzione per limitare le interazioni dirette fra il microbiota intestinale e queste sostanze, che passano attraverso l\u2019acqua e il cibo. A tal proposito, gli esperti raccomandano un lavaggio accurato di <strong>frutta e verdura<\/strong> prima del consumo, ma anche acquisti consapevoli per evitare il pi\u00f9 possibile alimenti contaminati.<\/p>\n<p>                    <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"mb-0 ml-0 mt-0 object-cover w-full lazy\" width=\"168\" height=\"300\" alt=\"Allarme pesticidi. Le verdure pi\u00f9 mangiate in Italia ne sono piene, secondo un nuovo studio\" src=\"local\/cache-vignettes\/L300xH168\/2c875fb656b746d8f773b860860a20-77c09.jpg?1765123514\"\/><\/p>\n<p>                                                    <a href=\"https:\/\/money.it\/?page=inside-abbonati&amp;utm_source=banner_mobile\" class=\"link-banner-libro tablet:hidden\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">&#13;<br \/>\n                                                        <img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/article-winter-2025.jpg\" alt=\"Offerta Money.it Winter Promo\" style=\"max-width:100%;\"\/>&#13;<br \/>\n                                                    <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Un\u2019indagine di laboratorio condotta dall\u2019Universit\u00e0 di Cambridge ha approfondito gli effetti di centinaia di sostanze chimiche sul microbiota&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":250228,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-250227","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115680062751905590","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/250227","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=250227"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/250227\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/250228"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=250227"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=250227"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=250227"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}