{"id":250530,"date":"2025-12-08T00:24:32","date_gmt":"2025-12-08T00:24:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/250530\/"},"modified":"2025-12-08T00:24:32","modified_gmt":"2025-12-08T00:24:32","slug":"credere-che-il-mondo-possa-sollevarsi-insieme-al-proprio-desiderio-nasce-a-mantova-il-museo-sonnabend","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/250530\/","title":{"rendered":"Credere che il mondo possa sollevarsi insieme al proprio desiderio. Nasce a Mantova il Museo Sonnabend\u2028"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"p1\">Mantova \u00e8 una citt\u00e0 che conosce l\u2019altezza. \u00c8 nata per essere \u201cAltezza\u201d. \u00a0<\/p>\n<p class=\"p1\">Qui l\u2019aria \u00e8 materia antica, stratificata, un elemento che porta memoria. \u00c8 la stessa aria che ha spinto Virgilio a immaginare mondi che non poteva vedere, che ha insegnato a Mantegna a forare il soffitto della Camera degli Sposi per aprire un cielo pi\u00f9 credibile del reale, che ha permesso a Giulio Romano di deformare la logica fino a farle cambiare postura e lo ha ispirato a disegnare il palazzo degli inganni. Il Rinascimento mantovano \u00e8 stato uno dei primi studi europei sull\u2019immaginazione ascensionale. Qui si \u00e8 imparato che la prospettiva \u00e8 una forma di libert\u00e0, che la luce pu\u00f2 essere progettata, che lo spazio \u00e8 costruibile. E quando Giulio Romano piega il Palazzo Te, quando Mantegna apre la volta della Camera degli Sposi, quando Isabella d\u2019Este costruisce lo Studiolo come un dispositivo concettuale, stanno tutti dicendo la stessa cosa, che la realt\u00e0 \u00e8 malleabile e pu\u00f2 salire. Gaston Bachelard avrebbe riconosciuto in questi gesti una genealogia del volo. Non il volo per fuga, ma per trasformazione. La stessa genealogia che oggi accoglie la collezione Sonnabend. Non come un\u2019aggiunta ma come una prosecuzione.\u00a0 Un nuovo strato d\u2019aria sopra secoli di aria. Il <a href=\"https:\/\/www.sonnabendmantova.it\/it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">museo<\/a> che non arriva, il museo che sale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1174191 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Palazzo-della-Ragione-Fronte_Comune-di-Mantova-ph.-Giuseppe-Gradella-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\"  \/>Palazzo della Ragione Fronte_Comune di Mantova ph. Giuseppe Gradella<\/p>\n<p class=\"p1\">Mantova \u00e8 una citt\u00e0 dove tutto tende verso l\u2019alto, con quella lentezza verticale che appartiene solo a chi \u00e8 sicuro di s\u00e9. Per questo la nascita della Sonnabend Collection Mantova, dentro il restaurato Palazzo della Ragione \u2014 inaugurata il 29 novembre 2025 con 94 opere che attraversano un secolo di linguaggi, da Rauschenberg a Lichtenstein, da Pistoletto a Kounellis, dai Becher a Koons \u2014 non appare come una frattura. \u00c8 una continuit\u00e0 atmosferica. Un altro capitolo della stessa spinta ascensionale che qui si esercita da secoli. Bachelard, che dell\u2019immaginazione aerea ha scritto pagine e pagine, avrebbe sorriso nel vedere questa citt\u00e0 accogliere un museo cos\u00ec. Nel suo Psicanalisi dell\u2019aria, ci ricorda che il volo non \u00e8 un gesto fisico ma un orientamento morale-mentale. L\u2019ascesa non appartiene alle ali, ma all\u2019intenzione e \u201cvolare\u201d significa credere che il mondo possa sollevarsi insieme al proprio desiderio.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1174192 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Ileana-Sonnabend_Photographed-by-Lina-Bertucci-at-the-Sonnabend-Gallery-New-York-1989-1012x1024.jpeg\" alt=\"\" width=\"1012\" height=\"1024\"  \/>Ileana Sonnabend. Photographed by Lina Bertucci at the Sonnabend Gallery, New York 1989<\/p>\n<p class=\"p2\">Come chiosa il sindaco <b>Mattia Palazzi <\/b>a fianco della dirigente della cultura Giulia Pecchini e alla responsabile musei civici Veronica Ghizzi<b> <\/b>durante l\u2019inaugurazione: \u00abQuesta inaugurazione rappresenta per Mantova una svolta concreta. Nella storica sede del Palazzo della Ragione, nel cuore della nostra citt\u00e0 \u2013 gi\u00e0 Patrimonio Mondiale dell\u2019UNESCO e prima Capitale Italiana della Cultura \u2013 apriamo un nuovo museo di arte contemporanea dedicato alla prestigiosa Sonnabend Collection. Portare qui, a Mantova, una delle collezioni private pi\u00f9 significative al mondo per l\u2019arte del XX secolo \u2013 omaggiando la figura visionaria di Ileana Sonnabend \u2013 significa inaugurare un nuovo capitolo per la nostra comunit\u00e0: una citt\u00e0 dal grande passato rinascimentale, che oggi si proietta con convinzione verso il futuro. Questo risultato \u00e8 il frutto di un lavoro condiviso, realizzato insieme alla Sonnabend Collection Foundation, guidata da Antonio Homem, al direttore artistico Mario Codognato e a Marsilio Arte. Si tratta di un progetto strategico per Mantova, che ci consente di entrare a pieno titolo nel panorama internazionale dell\u2019arte contemporanea e di consolidare la nostra posizione sulla mappa culturale europea. Questo museo non \u00e8 soltanto un nuovo spazio espositivo, ma un investimento sul futuro della citt\u00e0: sulla capacit\u00e0 di attrarre turismo qualificato, stimolare creativit\u00e0, formazione e dialogo, e rafforzare la nostra identit\u00e0\u2026 Con entusiasmo e senso di responsabilit\u00e0 consegniamo oggi a Mantova, e al Paese, un\u2019opera che guarda avanti, valorizzando al contempo la nostra grande storia\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1174194 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Sonnabend-1-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\"  \/>Museo Sonnabend, Mantova. Ph. Giuseppe Gradella<\/p>\n<p class=\"p1\">Il percorso espositivo \u2013 composto da undici sale, dagli anni Cinquanta ai Duemila \u2013 \u00e8 costruito come una progressione verticale. Ogni stanza toglie un po\u2019 di gravit\u00e0. Ogni opera sposta la percezione un po\u2019 pi\u00f9 in alto. L\u2019ordine delle opere non racconta solo la storia dell\u2019arte contemporanea, racconta la storia dell\u2019ascesa dell\u2019immaginazione, il passaggio dalla materia al concetto, dall\u2019immagine alla luce, dalla superficie all\u2019idea. \u00c8 un museo che funziona come un respiro. Inspira passato. Espira futuro.<\/p>\n<p class=\"p1\">In questo senso, Mantova non tradisce la sua identit\u00e0 ma la dilata. Non rinuncia alla sua storia ma la usa come trampolino. Non teme la contemporaneit\u00e0 ma la integra nella propria verticalit\u00e0 naturale. Materializzando il risultato pi\u00f9 puro del pensiero bachelardiano come sogno che non si allontana dalla terra ma la fa diventare pi\u00f9 leggera. Mantova \u00e8 la citt\u00e0 che finalmente ammette il proprio volo. E se Mantova oggi ammette finalmente il proprio volo, allora vale la pena entrare nel museo seguendo la stessa traiettoria ascensionale che il percorso espositivo suggerisce. Perch\u00e9 le undici sale della Sonnabend Collection non sono semplicemente un allestimento, sono un racconto. Una progressione mentale, quasi respiratoria, in cui ogni opera solleva o appesantisce, la percezione in modo diverso, come se l\u2019immaginazione contemporanea fosse un organismo che cresce per salti, contrazioni ed espansioni. Alcune opere, pi\u00f9 di altre, incarnano questo movimento. Sono punti di frizione, di passaggio, di rivelazione. Luoghi in cui la storia dell\u2019arte si stringe e poi si spalanca. Luoghi in cui Mantova, senza quasi accorgersene, diventa di nuovo verticale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1174193 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Foto-allestimento_ph-Giuseppe-Gradella-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\"  \/>Museo Sonnabend, Mantova. Ph. Giuseppe Gradella<\/p>\n<p class=\"p1\">Il viaggio comincia dalla <b>prima sala<\/b>, quella in cui si avverte ancora l\u2019eco dell\u2019Espressionismo Astratto mentre gi\u00e0 si prepara la frattura della nuova pittura americana, l\u2019opera di <b>Jim Dine<\/b> apre la strada con una delicatezza spiazzante. I suoi oggetti \u2013 cuori, utensili, frammenti di autobiografia visiva \u2013 appaiono come una confessione lasciata sulla soglia del museo. Dine \u00e8 l\u2019artista che permette alla pittura di ricostruire un legame con il mondo reale, dopo anni di puro gesto. \u00c8 il primo sussulto di concretezza, la prima prova che il linguaggio pu\u00f2 farsi pi\u00f9 leggero senza perdere profondit\u00e0. \u00c8 una porta. Un invito.<\/p>\n<p class=\"p1\">Si avanza e, nella <b>quarta sala<\/b>, il percorso si incrina. Qui compare <b>Bruce Nauman<\/b>, e la sua presenza \u00e8 una come una scossa. Con Nauman lo spazio si fa instabile, il corpo diventa un materiale plastico, il suono un mezzo scultoreo, il gesto una domanda senza risposta. \u00c8 un artista che non rassicura ma sposta, disturba, mette in tensione. Per la Sonnabend Collection rappresenta il punto in cui l\u2019arte smette di essere un oggetto e diventa un atteggiamento. Un luogo mentale, una trappola garbata, una palestra percettiva. \u00c8 la prima vera curva del percorso, quella che costringe a ricalibrare l\u2019equilibrio.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1174189 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Museo-Sonnabend-Mantova.-Ph.-Giuseppe-Gradella-2-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"682\"  \/>Museo Sonnabend, Mantova. Ph. Giuseppe Gradella<\/p>\n<p class=\"p1\">Poi si entra nella <b>sesta sala<\/b>, dove la luce pare farsi pi\u00f9 tenue (ma \u00e8 solo la percezione), come se ci fosse il desiderio di spegnere le luci per oscurare un capitolo buio della storia del XX secolo: L\u2019Olocausto. Qui <b>Christian Boltanski<\/b> apre uno dei momenti pi\u00f9 emotivi del percorso. Le sue immagini, le sue fotografie, le sue architetture di volti e assenze parlano di memoria. La memoria di sei milioni di esseri umani uccisi. Ci ricordano che l\u2019arte del Novecento, per rinascere, ha dovuto fare i conti con ci\u00f2 che era stato perso. Boltanski non mostra, evoca. Non racconta, trattiene. \u00c8 la forza della lacuna, del non detto, dell\u2019ombra. \u00c8 il punto del percorso in cui il volo incontra la gravit\u00e0. Senza questo momento di peso, nessuna ascesa sarebbe credibile.<\/p>\n<p class=\"p1\">Si risale nella <b>nona sala<\/b>, dove la fotografia incontra la pittura e la trasforma nel proprio doppio. Qui la presenza di <b>Matthias Schaller<\/b> \u00e8 un\u2019illuminazione lenta. Le sue fotografie delle tavolozze dei grandi maestri \u2013 superfici sporche, consunte, attraversate da pigmenti secchi \u2013 sono la prova che la pittura sopravvive nei suoi resti, nei suoi strumenti, nei suoi fantasmi. \u00c8 un omaggio e insieme una sovversione. Schaller rende pittorica la fotografia senza imitarla, la trasfigura. In una citt\u00e0 come Mantova, dove la pittura rinascimentale \u00e8 ancora un organismo vivo, il suo lavoro dialoga in modo quasi metafisico con la storia. La nona sala \u00e8 la sala della lucidit\u00e0, della contemplazione, del respiro profondo.<\/p>\n<p class=\"p1\">E infine si arriva alla <b>undicesima sala<\/b>, letteralmente un\u2019esplosione. Qui <b>Jeff Koons<\/b> governa lo spazio con la sua estetica specchiante, infantile, kitsch e monumentale. \u00c8 un cortocircuito impeccabile tra piacere visivo e complessit\u00e0 concettuale. Koons qui, seduce la storia. La sua opera riflette tutto \u2013 chi guarda, il museo, Mantova \u2013 trasformando ogni elemento in parte della scultura. \u00c8 il trionfo del desiderio come forma artistica. L\u2019atto finale di un percorso che, dalla materia al concetto, dalla memoria alla luce, trova qui la sua deflagrazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1174190 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Museo-Sonnabend-2-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\"  \/>Museo Sonnabend, Mantova. Ph. Giuseppe Gradella<\/p>\n<p class=\"p1\">Chi entrer\u00e0 nelle sale del Palazzo della Ragione sentir\u00e0 che qualcosa, in questa citt\u00e0, ha cambiato densit\u00e0. Gli affreschi trecenteschi continueranno a raccontare ordine e giustizia ma nel museo si avvertir\u00e0 una frizione sottile, non una conciliazione, ma piuttosto la consapevolezza che qui la storia attraversa il presente. Ed \u00e8 in questo attraversamento che ritorna Virgilio, cos\u00ec come lo ricorda Bachelard nel Sogno di volare: <b>\u00abprimum pedibus talaria nectis aurea\u00bb<\/b>, prima di tutto, allaccia ai piedi i calzari alati d\u2019oro. Il volo nasce da un gesto minimo, da una decisione preparatoria, prima ancora che dal cielo. E allora \u00e8 inevitabile vedere, in quei calzari, il gesto che ha cambiato il destino della citt\u00e0 dei Gonzaga con <b>Mattia Palazzi <\/b>che, allacciati idealmente i suoi calzari alati, vola a New York per tentare ci\u00f2 che sembrava impossibile cio\u00e8 convincere la Sonnabend Collection a trovare casa nella sua citt\u00e0. Ha fatto ci\u00f2 che Virgilio prescrive e ci\u00f2 che Bachelard riconosce ovvero preparare i piedi prima delle ali.<\/p>\n<p class=\"p1\">E quando si esce dal Museo Sonnabend, si scendono le scale del Palazzo della Ragione con i piedi e lo sguardo su Piazzetta delle Erbe, si avverte quella particolare tensione in cui il desiderio smette di essere immaginazione e diventa Altezza. Un istante dopo, tutto sembra pi\u00f9 leggero, come se il sogno di volare avesse finalmente trovato un luogo in cui restare: Mantova.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1174188 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Foto-allestimento_ph-Giuseppe-Gradella3-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"683\"  \/>Museo Sonnabend, Mantova. Ph. Giuseppe Gradella<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Mantova \u00e8 una citt\u00e0 che conosce l\u2019altezza. \u00c8 nata per essere \u201cAltezza\u201d. \u00a0 Qui l\u2019aria \u00e8 materia antica,&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":250531,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-250530","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115681104472605425","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/250530","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=250530"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/250530\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/250531"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=250530"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=250530"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=250530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}