{"id":251332,"date":"2025-12-08T14:34:13","date_gmt":"2025-12-08T14:34:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/251332\/"},"modified":"2025-12-08T14:34:13","modified_gmt":"2025-12-08T14:34:13","slug":"cina-surplus-commerciale-oltre-i-mille-miliardi-di-dollari-e-solo-verso-leuropa-vale-300-nuovo-boom-dellexport","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/251332\/","title":{"rendered":"Cina, surplus commerciale oltre i mille miliardi di dollari (e solo verso l\u2019Europa vale 300): nuovo boom dell\u2019export"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Redazione Economia<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Nei primi 11 mesi del 2025 l&#8217;export di Pechino \u00e8 cresciuto del 5,4% mentre l\u2019import solo dello 0,6%. Il record nel surplus commerciale nonostante i dazi americani che hanno fatto calare l\u2019interscambio con gli Usa<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Nei primi 11 mesi del 2025, l\u2019export complessivo della Cina \u00e8 cresciuto del 5,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, <b>mentre l\u2019import \u00e8 cresciuto\u00a0dello 0,6%, portando il surplus commerciale alla cifra monstre di 1.076 miliardi di dollari<\/b>, con un aumento del 21,6%, malgrado il brusco calo dell&#8217;interscambio con gli Stati Uniti.\u00a0<\/p>\n<p>    Il disgelo Usa-Cina<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I produttori cinesi, in particolare, hanno tirato un sospiro di sollievo dopo che i presidenti cinese <b>Xi Jinping<\/b> e americano <b>Donald Trump<\/b> hanno siglato una tregua sul commercio nell&#8217;incontro avuto a fine ottobre in Corea del Sud, a margine del forum dell&#8217;Apec. <b>Le due parti, nell\u2019occasione, hanno concordato di ridurre i dazi sui rispettivi prodotti,<\/b> i controlli sulle esportazioni di minerali essenziali e tecnologie avanzate, con Pechino impegnata ad acquistare pi\u00f9 soia americana e a collaborare con Washington<br \/>per reprimere i flussi di fentanyl.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>    I dazi americani<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dopo la tregua, le imposte statunitensi sui prodotti cinesi rimangono intorno al 47,5%, secondo <b>il Peterson Institute for International Economics. I dazi di Pechino sulle importazioni dagli Stati Uniti<\/b> si attestano intorno al 32%. Gli ultimi dati sul settore manifatturiero cinese hanno mostrato un\u2019attivit\u00e0 che si \u00e8 ridotta per l\u2019ottavo mese a novembre, con i nuovi ordini in continua contrazione.\u00a0<\/p>\n<p>    La valuta<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il rafforzamento dello yuan delle ultime settimane, invece, non sembra aver frenato il flusso delle esportazioni: lo yuan offshore si \u00e8 rafforzato di quasi il 5% da aprile, raggiungendo oggi quota 7,0669.\u00a0L\u2019export della Cina verso gli Stati Uniti per\u00f2 continua a calare, a dispetto della tregua commerciale: <b>le spedizioni hanno accusato a novembre una contrazione annua del 28,6%, a 33,8 miliardi di dollari<\/b>. In base a dati delle Dogane cinesi, a novembre del 2024 Pechino aveva esportato verso gli Usa per 47,3 miliardi.<\/p>\n<p>    La diversificazione sui mercati<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La seconda economia pi\u00f9 grande del mondo ha dunque intensificato gli sforzi per diversificare i suoi mercati di esportazione, <b>perseguendo legami commerciali pi\u00f9 stretti con il Sud-est asiatico e l\u2019Ue e sfruttando la presenza globale delle aziende cinesi <\/b>per stabilire nuovi centri di produzione con accesso a tariffe basse. La tariffa media statunitense sui prodotti cinesi \u00e8 infatti ben al di sopra della soglia del 40% che, secondo gli economisti, erode i margini di profitto degli esportatori cinesi.<\/p>\n<p>    E anche Macron va all\u2019attacco di Pechino<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">I riflettori sono tutti puntati su Washington e Mosca, ma anche Parigi riapre anche il fronte orientale. Tornato in patria e impegnato a tessere la diplomazia dei Volenterosi per Kiev, <b>Emmanuel Macron ha alzato il tono<br \/>rivelando di aver minacciato Pechino con l\u2019introduzione di dazi se non interverr\u00e0 per ridurre l\u2019enorme surplus commerciale con l\u2019Ue<\/b>. \u00abHo detto loro che\u00bb, senza un cambio di rotta, \u00abnoi europei saremo costretti a prendere provvedimenti forti nei prossimi mesi\u00bb, ha confidato ai microfoni de Les Echos. Misure che potrebbero ricalcare la linea dura adottata da Donald Trump, con tariffe fissate inizialmente al 57% e, dopo l&#8217;intesa di ottobre, ridotte al 47%.\u00a0<\/p>\n<p>    Ma la Germania frena<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">La prospettiva, per stessa ammissione dell\u2019inquilino dell&#8217;Eliseo, difficilmente otterr\u00e0 il pieno sostegno della Germania fortemente esposta sul mercato cinese. <b>Ma proprio da Berlino, con il ministro degli Esteri Johann Wadephul pronto a volare a Pechino, \u00e8 arrivata una sponda indiretta.<\/b> Con il richiamo al Dragone a \u00abspingere la Russia verso negoziati seri che rispettino la sovranit\u00e0 dell\u2019Ucraina\u00bb. E con l\u2019indicazione del titolare della diplomazia tedesca di voler mettere sul tavolo i dossier pi\u00f9 delicati dei rapporti economici bilaterali: semiconduttori, minerali critici, acciaio e, soprattutto, auto elettriche.<\/p>\n<p>    Cresce il disavanzo Ue verso Pechino<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il disavanzo tra l\u2019Ue e la Cina ha superato i 300 miliardi di euro nel 2024, una soglia che allarma Parigi ma che non pu\u00f2 essere affrontata unilateralmente, con la politica commerciale nelle mani di Bruxelles. \u00ab<b>La Cina vuole colpire al cuore il modello europeo di industria e innovazione, costruito per decenni sulla meccanica e sull&#8217;automotive\u00bb, ha rincarato Macron<\/b>, evidenziando come, a peggiorare ulteriormente il quadro, il protezionismo statunitense stia spingendo Pechino a \u00abdirottare massicciamente verso l&#8217;Europa\u00bb prodotti &#8211; l\u2019acciaio in primis &#8211; inizialmente destinati al mercato Usa.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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