{"id":251383,"date":"2025-12-08T15:19:13","date_gmt":"2025-12-08T15:19:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/251383\/"},"modified":"2025-12-08T15:19:13","modified_gmt":"2025-12-08T15:19:13","slug":"salvatore-fiume-e-il-mestiere-della-pittura-arte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/251383\/","title":{"rendered":"Salvatore Fiume e il mestiere della pittura &#8211; Arte"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Era pi\u00f9 bello che andare al cinema&#8221;. Marco Dalmazio Tarantino, nel 1975, era un bambino, figlio del sindaco di Fiumefreddo Bruzio, nel cosentino. E ha ancora davanti agli occhi, come molti in paese, l&#8217;emozione delle pennellate di quell&#8217;artista arrivato per caso in quel piccolo borgo che avrebbe rivitalizzato con gli affreschi, a volte provocatori, sui muri del castello e della Cappella di San Rocco. Ultima tappa di un lungo viaggio artistico che dalla natia Sicilia avrebbe portato Salvatore Fiume, attraverso esperienze diverse, a entrare tra i grandi facendo incontrare Novecento e Rinascimento, a superare i confini italiani e a fare di quella vecchia filanda a Canzo, in Lombardia, la sua &#8220;bottega&#8221;. <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0 Un viaggio che il critico Roberto Litta ripercorre &#8211; accompagnato dall&#8217;affettuosa testimonianza dei figli, Luciano e Laura Fiume, e di alcuni esperti &#8211; in &#8216;Salvatore Fiume. Il mestiere della pittura&#8217; di Amalda Ciani Cuka, con la collaborazione di Martina Callegarin e la regia di Pasquale D&#8217;Aiello, in onda luned\u00ec 8 dicembre alle 21.10 in prima tv su Rai Storia per &#8216;Italia. Viaggio nella Bellezza&#8217;. <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0 Lo speciale rilegge alcuni momenti chiave della sua vita: l&#8217;amicizia con Buzzati e Quasimodo, l&#8217;arte che lo &#8216;salv\u00f2&#8217; dalla guerra, la folgorazione che colp\u00ec Alfred Barr, leggendario direttore del Moma, le scenografie alla Scala, l&#8217;amicizia con Maria Callas. Per Fiume &#8211; che per superare lo scetticismo verso le prime opere metafisiche si era &#8216;nascosto&#8217; dietro l&#8217;inesistente (e &#8216;fortunato&#8217;) pittore spagnolo Francisco Queyo &#8211; tutto sarebbe cominciato dalla &#8216;Citt\u00e0 di statue&#8217; della prima personale milanese, nel 1949. Qui prende forma il dialogo tra pittura metafisica e Rinascimento, che si materializzer\u00e0 in pieno nelle Storie dell&#8217;Umbria commissionate da Bruno Buitoni &#8211; l&#8217;ultimo mecenate, per Fiume &#8211; e ispirate a Paolo Uccello e Piero della Francesca. \u00ab &#8220;Lui &#8211; dice Cristina Galassi, docente all&#8217;Universit\u00e0 per Stranieri di Perugia &#8211; guarda a modelli classici della pittura, ma ha ben chiara la pittura del suo tempo e, nella giganteggiante monumentalit\u00e0 metafisica, riesce a creare un connubio fortissimo con la pittura del Rinascimento&#8221;. E accade lo stesso con gli enormi dipinti sui transatlantici Giulio Cesare e Andrea Doria, chiesti da Gi\u00f2 Ponti: &#8220;Per lui &#8211; spiega la storica dell&#8217;arte Elena Pontiggia &#8211; il passato in arte \u00e8 sempre presente e dialogare con i grandi maestri non \u00e8 passatismo, ma una ricchezza assoluta. Non \u00e8 accademismo, ma omaggio, una sorta di amicizia con i maestri&#8221;. <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0 E c&#8217;\u00e8 anche &#8211; tra esperienze che attraversano scultura e architettura &#8211; il Fiume viaggiatore, incantato dall&#8217;Africa e da quel volto di donna che diventer\u00e0 la &#8216;Gioconda africana&#8217;, simbolo di bellezza universale. Il volto di Zauditu Negash, che da modella divenne compagna di vita di Fiume, rimasto vedovo. <br \/>\u00a0\u00a0\u00a0 Lei ancora conserva la sciarpa che lui le aveva regalato 51 anni fa e lo ricorda cos\u00ec: &#8220;Anche se non c&#8217;\u00e8, camminiamo ancora insieme, sempre&#8221;.\u00a0<br \/>\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n<p class=\"article-copyright\">\n<p>Riproduzione riservata \u00a9 Copyright ANSA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8220;Era pi\u00f9 bello che andare al cinema&#8221;. 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