{"id":252348,"date":"2025-12-09T07:05:13","date_gmt":"2025-12-09T07:05:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/252348\/"},"modified":"2025-12-09T07:05:13","modified_gmt":"2025-12-09T07:05:13","slug":"martin-parr-e-quei-pezzi-di-realta-satura-che-che-ci-sembrano-una-foto-di-martin-parr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/252348\/","title":{"rendered":"Martin Parr, e quei pezzi di realt\u00e0 satura che che ci sembrano una foto di Martin Parr"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 la seconda volta, la prima era stata con Nora Ephron, che qualcuno ci dice in un libro che sta morendo, e riusciamo comunque a farcene cogliere di sorpresa. Il cancro di Martin Parr era verso la fine di \u201cUtterly lazy and inattentive: Martin Parr in words and picture\u201d, uscito un mese fa: l\u2019autoscatto in ambulanza nel 2021, il mieloma che vedono per caso mentre gli fanno una risonanza per capire perch\u00e9 vomiti cos\u00ec tanto.<\/p>\n<p>In primavera sono andata a una mostra alla Tate. S\u2019intitolava \u201cThe 80s: Photographing Britain\u201d. Certe cose erano belle: la fotografa che va a scattare in un club riservato ai signori nel quale le signore non sono ammesse neppure quando una signora \u00e8 primo ministro; quella che fotografa i cartonati della Thatcher su cui la gente lancia vernice. Ma nessuna aveva l\u2019impatto che aveva entrare nella stanza in cui c\u2019erano le foto di Martin Parr.<\/p>\n<p>Forse l\u2019unico altro fotografo che anche uno spettatore non avvertito, non appassionato, uno che mai abbia dedicato mezzo pensiero all\u2019estetica, forse l\u2019unico altro fotografo che anche il pubblico che non si d\u00e0 un tono alle mostre riconosca con questa precisione \u00e8 Helmut Newton.<\/p>\n<p>Nonostante facciano entrambi una cosa con caratteri cos\u00ec netti \u2013 di l\u00e0 il bianchennero mignottesco, di qua il colore fantozziano \u2013 da sembrare facilmente riproducibili, e infatti vantino innumerevoli tentativi di imitazione, sono inimitabili.<\/p>\n<p>A quella mostra c\u2019era una serie del 1988, intitolata \u201cWork Station\u201d, su gente che stava lavorando, scattata da Ann Fox, la stessa che l\u2019anno dopo avrebbe fotografato i cartonati della Thatcher. In una foto c\u2019era una bionda, coi tipici capelli cotonati anni Ottanta, e un enorme accrocco con attaccato un telefono, la versione primitiva d\u2019un cellulare. \u00c8 in piedi in mezzo ad altra gente, guardano in una direzione che dev\u2019essere l\u2019uscita dei passeggeri, la didascalia ci spiega che \u00e8 la bionda \u00e8 una funzionaria discografica che aspetta di accogliere Madonna a Heathrow. \u00c8 impossibile vedere la foto e non pensare, della povera Fox: guardala, vuol essere Martin Parr.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 una foto di Martin Parr che non riconosciate vedendola, e non c\u2019\u00e8 una riga di questo articolo che non sia inutile, tranne quelle che linkano alle foto. \u00c8 inutile vi descriva le tizie coi cappelli a falda larga di nessuna delle quali si vede la faccia perch\u00e9 tutte sono chine sui cellulari, <a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/erickimphotography.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/LON6982-660x528.jpg?resize=660%2C528\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">il bambino in mezzo alla spazzatura<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/Co3hS6YrqKx\/?img_index=4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">le russe nel primo McDonald\u2019s aperto a Mosca<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/photo.php?fbid=1064570961696597&amp;set=pb.100044311095131.-2207520000&amp;type=3&amp;locale=it_IT\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">i bambini che sbavano guardando la gelataia<\/a>, <a href=\"https:\/\/france3-regions.franceinfo.fr\/hauts-de-france\/pas-calais\/boulogne-mer\/photos-quand-martin-parr-photographiait-les-britanniques-venus-acheter-des-litres-de-biere-dans-les-supermarches-du-littoral-du-pas-de-calais-3262511.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">i clienti del duty free che accumulano birre<\/a>: se le vedete le riconoscete, ma le descrizioni sono monche.<\/p>\n<p>Che siano quelle delle curatrici delle mostre che dicono che Parr \u00e8 vicino al soggetto della foto ma anche distaccato, che siano quelle del direttore artistico secondo cui \u00e8 un fotografo che vuole rappresentare la piccola borghesia di cui fa parte, che siano quelle di Parr stesso che diceva di voler riprodurre la piccolezza dell\u2019essere umano: \u00e8 come dire che Fellini \u00e8 quello delle tettone. S\u00ec, lo \u00e8, ma mica \u00e8 tutto l\u00ec.<\/p>\n<p>Parr inizi\u00f2 a fotografare in bianco e nero, perch\u00e9 era cos\u00ec che facevano gli artisti e perch\u00e9 cos\u00ec le sviluppava pi\u00f9 facilmente; poi, una decina d\u2019anni dopo, si accorse che gli piacevano di pi\u00f9 le foto a colori che faceva per commercio che quelle in bianco e nero che faceva per arte. Divent\u00f2 famoso come quello dei colori saturi, eppure non c\u2019\u00e8 una delle sue foto in bianco e nero \u2013 <a href=\"https:\/\/huxleyparlour.com\/artwork\/stratford-upon-avon\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">le suore col cigno<\/a>, <a href=\"https:\/\/artblart.com\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/todmorden-mankinholes-methodist-chapel-1975-by-martin-parr-web.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">le signore appisolate in chiesa<\/a> \u2013 che non sia immediatamente riconoscibile come sua.<\/p>\n<p>Ha inventato un\u2019estetica, o l\u2019ha solo vista? Non \u00e8 vero che ha inventato l\u2019autoscatto: il suo progetto di autoritratti viene prima di Thelma e anche di Louise, ma dopo Inge Feltrinelli ed Ernest Hemingway; \u00e8 per\u00f2 forse vero quel che dice Grayson Perry in \u201cI am Martin Parr\u201d: ha colonizzato il nostro inconscio visivo, ci sono interi pezzi di realt\u00e0 che ora osserviamo pensando \u00ab\u00e8 una foto di Martin Parr\u00bb.<\/p>\n<p>Raccontava Martin Parr che la sua foto pi\u00f9 famosa avevano cercato di scroccargliela in due. Due giovanotti, entrambi sostenevano che le loro nonne fossero quella signora l\u00ec, quella che <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/photo.php?fbid=435469891273377&amp;set=pb.100044311095131.-2207520000&amp;type=3&amp;locale=it_IT\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">prendeva il sole con gli occhialini di plastica blu<\/a>. Non sapevano per\u00f2 dire dove la foto fosse stata scattata. La signora \u2013 che non si era svegliata da un sonno profondo mentre lui scattava con una combinazione di lenti che saturava i colori e faceva s\u00ec che Martin Parr fosse Martin Parr molto prima dei filtri di Instagram \u2013 non si era mai fatta viva: chiss\u00e0 se era la nonna di qualcuno. Di sicuro era la madre di tutta la mia generazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/470164735_1131159431704416_3484376482348021153_n.jpg\" alt=\"Nessuna descrizione della foto disponibile.\" width=\"1200\" height=\"800\"\/>Immagine tratta dal profilo Facebook Martin Parr<\/p>\n<p>Come tutti, la prima volta che ho visto la signora \u00e8 stata nel 1999, lo stesso anno in cui Amica gli commission\u00f2 il suo primo servizio di moda. La vidi su una parete di \u201cCommon sense\u201d, la mostra di Martin Parr a Palazzo delle Esposizioni, quella che fece dire a tutti i profani: ma chi \u00e8 questo qui, con questo sguardo diverso da tutti. (Gli anni Novanta sono stati un\u2019epoca talmente assurda che potevi perfino avere delle illuminazioni culturali stando a Roma). Ma chi \u00e8 questo qui che sta inventando i filtri di Instagram, che Instagram neanche possiamo ancora sognarci esista.<\/p>\n<p>Come tutti, mi pareva (mi pare ancora) che quella foto l\u00ec sia il miglior trattato sugli anni Ottanta. Chi li ha mai pi\u00f9 visti, quegli occhialini che le nostre madri usavano per non accecarsi nei lettini di lampada abbronzante, o mentre adoperavano uno specchio per rifrangere i raggi solari e farsi venire pi\u00f9 rapidamente il cancro alla pelle ricoperte d\u2019olio di bergamotto? Eppure la foto \u00e8 stata scattata nel 1997. Vorrei sapere tutto, della signora che, pur di scansare la grave eventualit\u00e0 di avere sull\u2019abbronzatura il segno di normali occhiali da sole, sulla spiaggia di Benidorm usa quel reperto degli anni Ottanta, quel segno d\u2019un tempo preciso che confonder\u00e0 gli archeologi.<\/p>\n<p>In \u201cUtterly lazy and inattentive\u201d c\u2019\u00e8 una foto della fontana di Trevi scattata nel 2024. Parr la scatt\u00f2, dice, dopo anni di tentativi vani, c\u2019era sempre troppa gente perch\u00e9 si vedesse qualcosa, \u00abil turismo \u00e8 impazzito, post-Covid\u00bb. \u00abTutti vogliono di pi\u00f9, pi\u00f9 aerei, pi\u00f9 tutto, e la gente come me contribuisce, viaggiando in posti come Roma\u00bb.<\/p>\n<p>A Parr non importava granch\u00e9 che tutti ormai facessero foto, che tutti pensassero d\u2019essere Martin Parr, perch\u00e9 non era nella posizione spaventosa di chi ha un talento cos\u00ec fragile da temere che chiunque gli sottragga il posto. C\u2019\u00e8 una sua foto con la moglie a un ricevimento della regina Elisabetta, gliel\u2019ha scattata la figlia: \u00ab\u00c8 una bella foto? Fa quel che deve\u00bb.<\/p>\n<p>A quel ricevimento gli dissero che si poteva portare solo una macchinetta piccola, e lui lo fece, e scatt\u00f2, ma poi gli fecero sapere che quelle foto non poteva pubblicarle. Le proiettava quando andava a parlare al pubblico, su quello non c\u2019erano veti, e chi era in platea si sentiva speciale a vedere le immagini inedite degli invitati che facevano la fila per i tramezzini nei giardini di Buckingham Palace (che sappiamo che Parr sar\u00e0 riuscito a far sembrare indistinguibili dal buffet della prima comunione d\u2019un nostro nipote di provincia).<\/p>\n<p>\u00abNon esiste la foto perfetta, ogni mattina esci e speri che la scatterai, ma perlopi\u00f9 non ci riesci\u00bb: lo dice in \u201cI am Martin Parr\u201d, uscito all\u2019inizio di quest\u2019anno, neanche quattr\u2019anni dopo la sua diagnosi, lo dice mentre si aggira a far foto appoggiato a un carrellino di quelli che i vecchi usano per camminare, stacca le mani solo il tempo di prendere la macchina fotografica appesa al collo e scattare. Un omino inglese coi sandali. \u00abVado a fare la spesa e nessuno m\u2019infastidisce: mica sono una superstar\u00bb. Mi dispiace essere ripetitiva con le citazioni, ma non ho ancora trovato un modo di spiegare il dualismo migliore di quello con cui Marguerite Duras critic\u00f2 la bellezza dell\u2019attrice scelta per impersonarla in \u201cL\u2019amante\u201d: una cos\u00ec pu\u00f2 solo essere guardata, mai guardare.<\/p>\n<p>L\u2019autrice di \u201cUtterly lazy and inattentive\u201d gli ha chiesto per quindici anni di scrivere una sua biografia, ma lui dava risposte laconiche, diceva di non avere niente da dire. Finch\u00e9 Wendy Jones ha capito: doveva metterci le foto. S\u00ec, tutto bello, i racconti d\u2019epoca, Cartier-Bresson che non vuole che la Magnum prenda in agenzia quel fotografo di brutture, il direttore della fondazione Cartier-Bresson che decenni dopo propone di affiancare le loro foto, le teorie sulle schifezze da fast food pi\u00f9 fotogeniche del cibo stellato: tutto giusto, tutto interessante, ma non serve.<\/p>\n<p>Le teorie vanno benissimo, ma vuoi mettere quanto sono eloquenti le mani piccole e cicciotte, con le unghie sporchissime, <a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/p\/C76x8KwssES\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">della bambina che afferra la ciambella fritta?<\/a> Non c\u2019era molto altro da aggiungere, a come sapeva guardare; non essendoci molto da aggiungere, l\u2019uomo che guardava poteva permettersi di non smaniare per farsi guardare. Che \u00e8 la ragione per cui nessuna persona sensata avrebbe mai potuto scambiarlo per uno di Instagram.<\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<script async src=\"\/\/www.instagram.com\/embed.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 la seconda volta, la prima era stata con Nora Ephron, che qualcuno ci dice in un libro&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":252349,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-252348","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115688343335497542","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/252348","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=252348"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/252348\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/252349"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=252348"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=252348"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=252348"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}