{"id":252860,"date":"2025-12-09T14:35:20","date_gmt":"2025-12-09T14:35:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/252860\/"},"modified":"2025-12-09T14:35:20","modified_gmt":"2025-12-09T14:35:20","slug":"perche-la-ue-sta-in-silenzio-dopo-la-strategia-di-sicurezza-nazionale-usa-calcolo-strategico-per-lucraina-ma-non-puo-cancellare-le-divergenze-di-visioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/252860\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 la Ue sta in silenzio dopo la Strategia di sicurezza nazionale Usa? Calcolo strategico per l&#8217;Ucraina. Ma non pu\u00f2 cancellare le divergenze di visioni"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Francesca Basso, corrispondente da Bruxelles, e Viviana Mazza, corrispondente da New York<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il presidente del Consiglio europeo, Costa: gli alleati \u00abrispettano la sovranit\u00e0 reciproca\u00bb. Per gli americani, invece, \u00e8 possibile \u00abraggiungere un accordo ma che non necessariamente realizzi tutte le cose che Kiev vorrebbe\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sono passati cinque giorni dalla pubblicazione della nuova Strategia di sicurezza nazionale della Casa Bianca. Spesso questi documenti sono di significato limitato e li si pu\u00f2 pi\u00f9 o meno ignorare. Non in questo caso.<\/p>\n<p>    Visto da Bruxelles<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Pi\u00f9 passano le ore dalla pubblicazione della Strategia Usa sulla sicurezza nazionale che attacca l\u2019Unione europea alle fondamenta, pi\u00f9 le reazioni del Vecchio Continente mettono in luce<b> l\u2019assenza di sorpresa<\/b>, come se quei contenuti siano ormai concetti acquisiti. Lo choc ci fu, e molto, nel febbraio scorso dopo le parole del vicepresidente J.D. Vance alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Poi gli europei hanno avuto modo di sperimentare nei fatti il cambio di atteggiamento di Washington verso Bruxelles, dai dazi al non coinvolgimento nel processo di pace in Ucraina. Quindi, ci hanno spiegato fonti diplomatiche europee, non c\u2019\u00e8 stata alcuno stupore. Le reazioni tiepide che sono seguite non sono per\u00f2 da attribuire ad assuefazione, bens\u00ec a un <b>calcolo politico<\/b> o a \u00absaggezza\u00bb: p<b>er condizionare la pace in Ucraina, l\u2019Unione europea non pu\u00f2 permettersi in questo momento di irritare gli Stati Uniti<\/b>. E risulta chiaro dalla prima dichiarazione ufficiale attribuibile a un esponente di rango della Commissione europea. Sabato l\u2019Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, intervenendo al Doha Forum, ha detto che <b>\u00abgli Stati Uniti sono ancora il nostro pi\u00f9 grande alleato<\/b>. <b>Ed \u00e8 nell\u2019interesse degli Stati Uniti che noi collaboriamo\u00bb.<\/b>    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">A proposito del documento Usa, la politica estone ha riconosciuto che <b>\u00abnaturalmente ci sono molte critiche\u00bb e ha aggiunto di ritenere che \u00abalcune di esse siano anche fondate\u00bb<\/b>. Certo, lo stesso giorno un portavoce della Commissione ha replicato quasi d\u2019ufficio che \u00abquando si parla delle decisioni che riguardano l\u2019Unione europea queste vengono prese dall\u2019Unione europea, per l\u2019Unione europea, comprese quelle relative alla nostra autonomia normativa, alla tutela della libert\u00e0 di parola e all\u2019ordine internazionale basato sulle regole\u00bb.<b> Ma non c\u2019\u00e8 stato alcun post della presidente Ursula von der Leyen<\/b>. Viene fatto osservare che l\u2019unico leader intervenuto \u00e8 Donald Tusk, che ha usato i toni di Kallas: il premier polacco si \u00e8 rivolto direttamente ai \u00abcari amici americani\u00bb in un post su X per dire che \u00abl\u2019Europa \u00e8 il vostro alleato pi\u00f9 stretto, non il vostro problema. E abbiamo nemici comuni. Almeno cos\u00ec \u00e8 stato negli ultimi 80 anni\u00bb e \u00abquesta \u00e8 l\u2019unica ragionevole strategia per la nostra sicurezza comune. A meno che qualcosa non sia cambiato\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il primo intervento ufficiale a livello di vertici delle istituzioni Ue \u00e8 quello di ieri del presidente del Consiglio europeo Ant\u00f3nio Costa<\/b>, che ha parlato alla conferenza annuale dell\u2019Istituto Jacques Delors a Parigi, tre giorni dopo la pubblicazione della strategia statunitense. Tuttavia, secondo una fonte Ue, quella del presidente del Consiglio europeo non pu\u00f2 essere considerata una reazione vera e propria: \u00abCosta ha fatto un discorso pi\u00f9 ampio e sarebbe stato strano se non avesse menzionato la strategia Usa. Diciamo che ha avuto l\u2019occasione per intervenire\u00bb. Costa ha detto che \u00abil discorso del vicepresidente J.D. Vance a Monaco e i numerosi tweet del presidente Trump sono ora ufficialmente la dottrina degli Stati Uniti. Dobbiamo prenderne atto e agire di conseguenza\u00bb. Il politico portoghese ha usato toni concilianti ma fermi: \u00abQuesta strategia continua a parlare dell\u2019Europa come alleato. Questo \u00e8 positivo ma, se siamo alleati, dobbiamo agire come alleati. E gli alleati non devono interferire nelle scelte politiche interne dei loro alleati\u00bb. <b>Gli alleati, ha proseguito, \u00abrispettano la sovranit\u00e0 reciproca\u00bb<\/b> e \u00abquello che non possiamo accettare \u00e8 la minaccia di interferenza nella vita politica dell\u2019Europa. Gli Stati Uniti non possono sostituirsi ai cittadini europei nella scelta di quali partiti sono buoni e quali cattivi\u00bb. Inoltre per Costa<b> \u00abnon c\u2019\u00e8 la libert\u00e0 d\u2019espressione se la libert\u00e0 di informazione \u00e8 sacrificata per difendere i tecno-oligarchi degli Usa\u00bb.<\/b><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Sempre ieri la capo-portavoce della Commissione, Paula Pinho, sollecitata sulle parole di Elon Musk che ha paragonato la Ue a \u00abun quarto Reich\u00bb auspicandone l\u2019abolizione, ha risposto che<b> \u00abfa parte della libert\u00e0 di parola anche esprimere affermazioni completamente folli\u00bb<\/b>: \u00abImmagino che il fatto di multare le aziende del signor Musk non sembri avergli guadagnato la simpatia per l\u2019Ue\u00bb. Insomma, acqua sul fuoco. Questo non vuol dire per\u00f2 che l\u2019Unione europea sia inerte. Come ci spiegava ieri un diplomatico Ue, il 2025 \u00e8 stato un anno straordinario per gli standard europei: \u00abCi siamo svegliati sulla difesa, prima si discuteva di autonomia strategica ora prendiamo decisioni per attuarla, il Buy European ora \u00e8 un concetto accettato e perseguito.<b> Forse si sta dando troppa importanza alla nuova strategia Usa perch\u00e9 il mondo come lo conoscevamo dal 20 gennaio che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9\u00bb.<\/b><\/p>\n<p>APPROFONDISCI CON IL PODCAST<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non va per\u00f2 sottovalutato un aspetto che ha messo bene in evidenza <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/opinioni\/25_dicembre_07\/i-nemici-dei-diritti-95c9e974-9c59-4c7f-963f-92f9d1799xlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">l\u2019ex premier Mario Monti ieri sul Corriere<\/a>: \u00abLe istituzioni europee sono rimaste forse l\u2019unico luogo al mondo dove il presidente Trump non pu\u00f2 negoziare mischiando l\u2019interesse pubblico e quello personale: suo, dei suoi familiari, dei suoi soci immobiliari, degli oligarchi di Big Tech o della finanza, come invece \u00e8 orgoglioso di riuscire a fare, soprattutto nelle oligarchie. L\u2019Europa si \u00e8 costruita sullo stato di diritto, sulla distinzione tra interesse privato e pubblico, sulla lotta alla corruzione, sul capitalismo democratico, sull\u2019apertura degli scambi, sul sistema multilaterale\u00bb. Principi sui quali al momento la maggior parte degli Stati membri non sembra disposta a rinunciare ma su cui le opinioni pubbliche di alcuni Paesi sembrano meno sensibili rispetto a un tempo, complice una narrativa di estrema destra fuorviante.<\/p>\n<p>    Visto da Washington<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L&#8217;ex capo dello staff del Consiglio per la sicurezza nazionale di Trump nel primo mandato,<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/esteri\/25_dicembre_08\/l-ex-consigliere-di-trump-gray-non-vogliamo-kiev-sconfitta-ma-una-soluzione-realistica-il-nostro-focus-ora-e-altrove-d23efb7e-148b-4190-86fd-2355c23b1xlk.shtml\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\"> Alexander B. Gray, nella sua intervista sul Corriere di oggi<\/a>, spiega che gli Stati Uniti \u00abstanno arrivando alla conclusione che l\u2019Europa \u00e8 molto meno centrale per i nostri interessi geopolitici cruciali. <b>Ci stiamo allontanando dalla visione  che avevamo sin dal 1917 se non dal XIX secolo che quello che accade in Europa \u00e8 centrale per il nostro destino<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abIn questa strategia di sicurezza nazionale si legge che lo Stato-nazione  \u00e8 visto come la principale unit\u00e0 di governo globale &#8211; ci ha detto Gray -. E penso che questo sia probabilmente inteso in contrasto diretto con le strutture sovranazionali dell\u2019Ue, non  semplicemente perch\u00e9 all\u2019amministrazione Trump e  ai conservatori Usa non piacciono gli enti sovranazionali, ma soprattutto perch\u00e9 negli ultimi anni l\u2019Ue ha iniziato ad adottare  misure, sia interne sia in relazione agli Usa, su cose come le politiche tecnologiche e la censura di coloro che criticano il multiculturalismo, che ha portato<b> molti conservatori americani a pensare che l\u2019Unione europea non rifletta  i valori liberali che siamo fieri di avere ereditato dall\u2019Europa<\/b>. Quando lo dico agli europei  c\u2019\u00e8 un forte choc\u00bb. Lo choc forse non c&#8217;\u00e8 stato, secondo quanto scrive Francesca da Bruxelles qui sopra, ma probabilmente \u00e8 vero che \u00abc\u2019\u00e8 una disconnessione tra come noi negli Usa diamo per scontato che vengano percepite le politiche europee  e come  sono percepite in Europa\u00bb, come aggiunge Gray.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli abbiamo chiesto come mai questa forte enfasi su temi culturali e valoriali dell&#8217;Europa in un documento sulla sicurezza nazionale. \u00abLa situazione ideale sarebbe essere allineati in termini di valori e visioni del mondo e collaborare su varie questioni: l\u2019Europa gestisce la sicurezza europea col nostro aiuto, ma questo non \u00e8 il nostro focus principale.<b> Penso che sia per questo che ci si concentra tanto sulle questioni culturali<\/b>. Penso che ci sia il desiderio di arrivare ad una situazione in cui l\u2019Europa \u00e8 allineata con noi sui valori, per avere maggiore abilit\u00e0 di rivolgersi ad essa e delegarle alcune responsabilit\u00e0 di sicurezza del continente. E  oggi  siccome i valori divergono significativamente non c\u2019\u00e8 quel livello di partnership che permette di lavorare in modo collaborativo se ci concentriamo su altro\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dall&#8217;Europa, Costa parla di interferenze da parte degli Stati Uniti. Ma dagli Stati Uniti Trump, Musk e altri lamentano le interferenze delle norme europee sulle libert\u00e0 delle imprese americane (inclusi gli agricoltori Usa, come dichiarava ieri dalla Casa Bianca il presidente, affermando che le norme sulla deforestazione vorrebbero \u00abdettare come devono usare le loro terre se vogliono vendere legname in Europa\u00bb).<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ovviamente <b>le discrepanze di visioni riguardano anche l&#8217;Ucraina<\/b>. \u00abA livello strategico per noi ha grande valore evitare che la Russia conquisti l\u2019Ucraina &#8211; ci dice Gray -. La divergenza sta nell\u2019attenzione e nelle risorse che riteniamo debbano essere dedicate a realizzare gli obiettivi di guerra di Zelensky. Oggi la prospettiva Usa \u00e8 che i suoi obiettivi di guerra massimalisti \u2014 che penso molti dei nostri amici in Europa condividano \u2014 non sono i nostri.<b> I nostri obiettivi sono: raggiungere un accordo ottenibile, che mantenga l\u2019Ucraina indipendente e sovrana ma non necessariamente realizzi tutte le cose che Kiev vorrebbe e che francamente  avrebbero senso da un punto di vista etico<\/b>. Ma \u00e8 nell\u2019interesse Usa spendere le nostre limitate risorse per tentare di raggiungerle? La posizione Usa \u00e8 sempre di pi\u00f9: no\u00bb. Gli abbiamo chiesto se   parlando di \u00abobiettivi massimalisti\u00bb ucraini si riferisca ai territori e se l&#8217;America, come sempre pi\u00f9 temono gli europei,  voglia che Kiev rinunci a tutto il Donbass. \u00abNon so se tutto il Donbass.  Non conosco i dettagli dei negoziati &#8211; replica Gray -. Ma il punto \u00e8: se non possiamo sostenere il conflitto in eterno e nemmeno gli europei possono,  e se non \u00e8 nel nostro interesse lasciare che continui col rischio che esca fuori controllo e si estenda ad  alleati Nato con cui avremmo l\u2019obbligo dell\u2019Articolo 5,  devono esserci concessioni da ambo le parti. Non \u00e8 giusto, l\u2019Ucraina \u00e8 la vittima, ma da una prospettiva geopolitica realista \u00e8 la realt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Queste idee non sono ovviamente condivise da tutti i conservatori. I conservatori tradizionali respingono l&#8217;idea che il movimento Maga abbia conquistato l&#8217;etichetta del conservatorismo. Molti repubblicani al Congresso  sono contrari al disimpegno dall\u2019Europa e questa settimana voteranno per una proposta di legge sulla difesa che include restrizioni e condizioni prima che il Pentagono possa ridurre i soldati Usa schierati in Europa o che rinunci al ruolo (che tocca ad un generale americano) di Comandante supremo alleato della Nato.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Secondo Gray comunque questo non \u00e8 uno scisma interno all&#8217;amministrazione Trump. \u00abL\u2019ala di politica estera dei repubblicani al Congresso non ha mai accettato la visione realista in politica estera di Trump: c&#8217;\u00e8 un grosso gruppo, probabilmente la maggioranza dei senatori repubblicani, che preferirebbe che Trump avesse un approccio pi\u00f9 simile a Bush.  Ma di anno in anno, con ogni nuova elezione, eleggiamo pi\u00f9 senatori repubblicani con idee pi\u00f9 simili a Trump e a J.D. Vance e meno simili a quelle di Mitch McConnell e Lindsey Graham. <b>\u00c8 questa la direzione del partito repubblicano in politica estera<\/b>\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-09T15:21:20+01:00\">9 dicembre 2025 ( modifica il 9 dicembre 2025 | 15:21)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Francesca Basso, corrispondente da Bruxelles, e Viviana Mazza, corrispondente da New York Il presidente del Consiglio 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