{"id":253175,"date":"2025-12-09T19:12:48","date_gmt":"2025-12-09T19:12:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/253175\/"},"modified":"2025-12-09T19:12:48","modified_gmt":"2025-12-09T19:12:48","slug":"tumori-radiologi-sirm-mammografia-a-45-anni-in-tutte-le-regioni-e-counseling-genetico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/253175\/","title":{"rendered":"Tumori, radiologi Sirm: &#8220;Mammografia a 45 anni in tutte le Regioni e counseling genetico&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Roma, 9 dic. (Adnkronos Salute) &#8211; Abbassare l&#8217;et\u00e0 della prima mammografia per garantire a pi\u00f9 donne una diagnosi precoce e quindi maggiori possibilit\u00e0 di guarigione. Oggi in molte Regioni italiane la mammografia \u00e8 gratuita dai 45 anni, in altre dai 49. Ma uno studio scientifico presentato nei giorni scorsi a Chicago al Congresso della Societ\u00e0 dei radiologi del Nord America (Rsna) ha dimostrato come una percentuale del 20-24% di tutti i tumori del seno registrati in 11 anni in 7 strutture del Dipartimento di New York interessino donne di et\u00e0 compresa fra i 18 e i 40 anni. &#8220;Come Sirm &#8211; Societ\u00e0 italiana di radiologia medica e interventistica, eravamo a Chicago a guidare la delegazione dei radiologi medici italiani &#8211; spiega Nicoletta Gandolfo, presidente nazionale Sirm e direttore dipartimento Immagini Asl3 di Genova &#8211; Abbiamo seguito la presentazione del lavoro che impone serie riflessioni. In primo luogo, perch\u00e9 il dato \u00e8 simile a quello italiano: nel nostro Paese &#8211; sottolinea &#8211; il 20% dei casi di carcinoma mammario, circa 11 mila, insorge sotto i quarant&#8217;anni. Un numero rilevante cresciuto (quasi raddoppiato) negli ultimi trent&#8217;anni. Le cause? Non sono certissime, ma in gran parte riconducibili a fattori di rischio come obesit\u00e0, alcol e fumo, oltre a fattori ormonali legati ai cambiamenti negli stili di vita femminili, come una gravidanza tardiva, pochi figli e il non allattamento al seno. Va poi considerato che, quando insorge in et\u00e0 giovanile, spesso la neoplasia \u00e8 pi\u00f9 aggressiva, come nelle forme triplo negative&#8221;. Cosa fare? &#8220;Intanto dobbiamo uniformare in tutte le Regioni italiane l&#8217;inizio dello screening mammografico a 45 anni &#8211; suggerisce Luca Brunese, presidente eletto Sirm &#8211; in quest&#8217;ottica apprezziamo lo stanziamento di risorse da parte del ministro della Salute per ampliare la fascia d&#8217;et\u00e0 per lo screening del tumore della mammella (e del colon retto). Dobbiamo poi avviare campagne per incrementare la percentuale di adesione, ancora troppo bassa, spiegando alle donne la grande importanza della diagnosi precoce: individuare un tumore nelle prime fasi pu\u00f2 garantire superamento della neoplasia e spesso la guarigione&#8221;. &#8220;Come Sirm &#8211; afferma Gandolfo &#8211; siamo fortemente impegnati in questo lavoro, soprattutto in collaborazione con le altre Societ\u00e0 Scientifiche come l\u2019Aiom-Associazione italiana di oncologia medica, senza dimenticare la straordinaria rilevanza del medico di medicina generale che pu\u00f2 e deve indirizzare le donne verso questo esame, soprattutto nelle Regioni del sud. Grande importanza, poi, va data anche all\u2019individuazione delle forme ereditarie. Si calcola che almeno il 5-10% di tutti i tumori del seno presentino una familiarit\u00e0. In queste donne che presentano una componente ereditaria (soprattutto dei geni Brca1 e Brca2) \u00e8 indispensabile avviare percorsi di consulenza genetica che permettano di pianificare la prevenzione e l&#8217;eventuale cura in modo pi\u00f9 mirato ed efficace&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Roma, 9 dic. 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