{"id":253606,"date":"2025-12-10T02:32:12","date_gmt":"2025-12-10T02:32:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/253606\/"},"modified":"2025-12-10T02:32:12","modified_gmt":"2025-12-10T02:32:12","slug":"lo-scandalo-ribaltato-qatargate-sotto-inchiesta-sono-finiti-gli-inquirenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/253606\/","title":{"rendered":"Lo scandalo ribaltato. Qatargate: sotto inchiesta sono finiti gli inquirenti"},"content":{"rendered":"<p>Prima che esplodesse il 9 dicembre di tre anni fa, l\u2019inchiesta sul Qatargate era gi\u00e0 sulle scrivanie di diversi giornalisti. Un gruppo riservato di investigatori l\u2019aveva condivisa con la stampa, anticipando operazioni e perquisizioni, dettagli e indagati, persino le centinaia di migliaia di euro trovate a casa dell\u2019ex europarlamentare Antonio Panzeri, prima che fossero trovate. \u00c8 il contenuto di un fascicolo a parte dell\u2019inchiesta, aperto dal giudice istruttore Olivier Anciaux, sulla scorta di una denuncia contro ignoti presentata nel 2023 dagli altri due arrestati: l\u2019ex assistente di Panzeri, Francesco Giorgi, e sua moglie Eva Kaili, all\u2019epoca vicepresidente dell\u2019Europarlamento. L\u2019accusa: violazione del segreto istruttorio. In questi giorni, questo materiale, che Huffpost ha potuto visionare, \u00e8 sotto la lente d\u2019ingrandimento dei giudici della Corte d\u2019accusa, il riesame belga che decider\u00e0 se il Qatargate \u00e8 un\u2019inchiesta condotta in maniera corretta e quindi se si pu\u00f2 dar luogo al processo oppure se \u00e8 da archiviare, come chiedono Giorgi e Kaili.\u00a0<\/p>\n<p>Al centro delle accuse c\u2019\u00e8 Hugues Tasiaux, direttore dell\u2019Ufficio centrale per la repressione della corruzione (Ocrc), diventato il principale sospettato delle fughe di notizie. La svolta a giugno 2024, quando il fascicolo \u00e8 passato all\u2019Ispettorato generale della polizia (Aig) e affidato al commissario Alexis Faure. Il 6 febbraio 2025 sono state effettuate perquisizioni nell\u2019abitazione di Tasiaux e presso la sede dell\u2019Ocrc. Inizialmente Tasiaux nega qualsiasi rapporto con i giornalisti, poi ammette di aver \u201ccommesso degli errori\u201d, poi menziona l\u2019esistenza di un \u201caccordo\u201d tra alcuni giornalisti e la procura federale. Una circostanza confermata da messaggi scambiati il 28 novembre 2022 e il 12 dicembre 2022 con il procuratore federale Raphael Malagnini per coordinare i contatti con la stampa e assicurare il maggiore impatto mediatico possibile all\u2019inchiesta.\u00a0<\/p>\n<p>Un\u2019operazione riuscita, dal momento che il Qatargate \u00e8 deflagrato ovunque in Europa e nel mondo: sembrava l\u2019Armageddon per le istituzioni europee, prometteva di asfaltare tutti i presunti legami di corruzione con l\u2019Ue, partendo dal Qatar, il paese che si era aggiudicato i mondiali di calcio 2026, per finire ad altri paesi terzi con rapporti poco chiari nel Parlamento europeo, era la tesi in voga all\u2019epoca, nei corridoi dell\u2019Eurocamera, rappresentata come un covo di lobbisti e spie secondo il racconto mediatico prevalente. In realt\u00e0, l\u2019inchiesta si \u00e8 fermata ai collegamenti tra Bruxelles, il Qatar e il Marocco. Ma, a distanza di tre anni, non c\u2019\u00e8 ancora un processo, appunto. Le udienze in corso in questi giorni per verificarne l\u2019opportunit\u00e0 sono state pi\u00f9 volte rinviate. Il giudice istruttore iniziale, Michael Claise, si \u00e8 dimesso il 20 giugno 2023 per conflitti d\u2019interesse: suo figlio \u00e8 socio d\u2019affari del figlio di una eurodeputata citata nell\u2019inchiesta, Maria Arena. \u00a0<\/p>\n<p>Sull\u2019iPhone di Tasiaux gli investigatori trovano traccia di un gruppo Signal, cancellato dall\u2019indagato, intitolato KnackSoirQatar, laddove Knack e Le Soir sono le due testate belghe, rispettivamente fiamminga e francofona, che hanno fatto gli scoop sul Qatargate. La sera dell\u20198 dicembre 2022, alla vigilia delle perquisizioni, i giornalisti Louis Colart (Le Soir) e Kristof Clerix (Knack) condividono con Tasiaux una bozza dei loro articoli, con parti in bianco da completare a discrezione degli inquirenti. Nei testi, pubblicati il giorno dopo, c\u2019\u00e8 anche la notizia della cassaforte a casa di Panzeri dove vengono trovati 600 mila euro, frutto della corruzione dal Qatar, secondo le accuse. Un\u2019informazione che, secondo i titolari della seconda inchiesta, quella sulla correttezza dell\u2019indagine \u201cmadre\u201d, era nella disponibilit\u00e0 dei soli servizi segreti. Ma c\u2019\u00e8 di pi\u00f9, a vedere le carte del nuovo filone di indagine. Gli articoli in questione menzionavano anche l\u2019importo esatto del denaro trovato, prima ancora che fosse conteggiato dall\u2019ufficio contabile della polizia.\u00a0<\/p>\n<p>Il 17 giugno scorso, un nuovo fermo per Tasiaux, nuova perquisizione nella sua abitazione. Da quanto emerge dagli atti, il sospettato sceglie di non rispondere nel merito, ma suggerisce agli investigatori di chiedere al \u201cprocuratore Malagnini\u201d. Nello stesso giorno, finisce in stato di fermo anche Bruno Arnold, capo delle indagini del Qatargate. Anche la sua abitazione viene perquisita. Nel mirino degli inquirenti, un messaggio tra Tasiaux e Arnold il 28 novembre 2022, dieci giorni prima che l\u2019inchiesta esplodesse sui media di tutto il mondo. Nel testo si parla di un appuntamento con alcuni giornalisti e si chiede di invitare anche un responsabile dei servizi segreti belgi. Tutti rapporti riservati che non risultano negli archivi. Per mancanza di tempo, \u00e8 la spiegazione che Arnold avrebbe fornito negli interrogatori.\u00a0<\/p>\n<p>Oggi Tasiaux \u00e8 accusato di violazione del segreto istruttorio, violazione del segreto professionale e violazione della vita privata. \u00c8 stato rilasciato con condizionalit\u00e0, tra cui quella di \u201cnon lavorare sul dossier Qatargate n\u00e9 consultarne gli atti\u201d. Ma ora le accuse a suo carico sono parte del materiale che i giudici della Camera d\u2019accusa stanno setacciando per decidere se il Qatargate pu\u00f2 diventare un processo oppure no. La decisione \u00e8 attesa per febbraio, a meno che le udienze di questi giorni non vengano ulteriormente rinviate. La posta in gioco \u00e8 altissima, non solo per gli indagati. Da un lato, c\u2019\u00e8 la reputazione dell\u2019Unione europea e in particolar modo del Parlamento europeo, gi\u00e0 abbondantemente colpiti dal clamore mediatico dell\u2019inchiesta. Dall\u2019altro, c\u2019\u00e8 la reputazione del sistema giudiziario del Belgio, il paese che ospita la maggior parte delle istituzioni europee e che ha sfornato uno scandalo per corruzione che dopo tre anni rischia di crollare su stesso, sotto il peso dei dubbi per come \u00e8 stato condotto il lavoro investigativo, aggravati anche dai tratti decisamente disumani delle condizioni carcerarie per gli arrestati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Prima che esplodesse il 9 dicembre di tre anni fa, l\u2019inchiesta sul Qatargate era gi\u00e0 sulle scrivanie di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":253607,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-253606","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115692931866256684","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/253606","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=253606"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/253606\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/253607"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=253606"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=253606"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=253606"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}