{"id":253682,"date":"2025-12-10T04:11:26","date_gmt":"2025-12-10T04:11:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/253682\/"},"modified":"2025-12-10T04:11:26","modified_gmt":"2025-12-10T04:11:26","slug":"unopera-giovanile-di-artemisia-gentileschi-e-stata-acquisita-da-una-fondazione-spagnola-mostra-a-madrid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/253682\/","title":{"rendered":"Un&#8217;opera giovanile di Artemisia Gentileschi \u00e8 stata acquisita da una fondazione spagnola: mostra a Madrid"},"content":{"rendered":"<p>                        di<br \/>\n\t\t\t\t                    <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/1846p_redazione-finestre-sull-arte.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><br \/>\n                    Redazione <\/a><br \/>\n                    , scritto il 06\/12\/2025<br \/>\n\t\t<br \/>Categorie:  <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/flash-news\/11c-arte-antica.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte antica<\/a>                             \/ Argomenti: <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/seicento.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Seicento<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/artemisia-gentileschi.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Artemisia Gentileschi<\/a> &#8211; <a href=\"https:\/\/www.finestresullarte.info\/tag\/arte-antica.php\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Arte antica<\/a> <\/p>\n<p>\n                In Spagna importante acquisizione per la Fondazione Mar\u00eda Cristina Masaveu Peterson (FMCMP) di Madrid, che ha recentemente arricchito la sua collezione con un\u2019opera di Artemisia Gentileschi battuta in asta da Dorotheum a 565.000 euro.            <\/p>\n<p>In <strong>Spagna <\/strong>importante acquisizione per la <strong>Fondazione Mar\u00eda Cristina Masaveu Peterson <\/strong>(FMCMP) di <strong>Madrid<\/strong>, che ha recentemente arricchito la sua collezione assicurandosi sul mercato internazionale un\u2019opera di <strong>Artemisia Gentileschi<\/strong> (Roma, 1593\u2013 Napoli, dopo il 12 agosto 1654): una Madonna del Latte a olio su tela battuta all\u2019asta da <strong>Dorotheum<\/strong> a <strong>Vienna<\/strong> il 22 ottobre 2024, quando il dipinto \u00e8 stato venduto per 565.000 euro, partendo da una stima iniziale tra i 400.000 e i 600.000 euro. Questo dipinto \u00e8 datato intorno al 1609-1610, un periodo cruciale in cui Artemisia era ancora un\u2019adolescente, formatasi nella bottega del padre, Orazio Gentileschi. Essendo stata realizzata quando la pittrice aveva circa sedici o diciassette anni, l\u2019opera si configura come<strong> una delle sue prime creazioni conosciute<\/strong> e rappresenta una testimonianza rara e importante del suo talento precoce.<\/p>\n<p>La formazione di Artemisia avvenne sotto la guida di Orazio, il cui influsso \u00e8 evidente nei suoi primi lavori, specialmente in questa Madonna con Bambino. L\u2019abilit\u00e0 della giovane artista le permise di replicare in modo fedele lo stile paterno. L\u2019influenza di Orazio \u00e8 riscontrabile nella sua tavolozza cromatica, nella fisionomia dei personaggi, nella delicata resa delle sfumature e della modellazione degli incarnati e in alcuni dettagli, in particolare nel modo in cui vengono rappresentati i drappeggi. \u00c8 probabile che Artemisia, come il padre che negli anni tra il 1590 e l\u2019inizio del 1600 lavorava a diretto contatto con modelli come faceva Caravaggio, abbia appreso a dipingere con lo stesso metodo. Nonostante questa forte impronta paterna, l\u2019opera gi\u00e0 manifesta una qualit\u00e0 distintiva: Artemisia dimostrava fin dall\u2019inizio una capacit\u00e0 di infondere significato ed emozione nelle sue rappresentazioni. L\u2019affetto evidente tra madre e figlio, chiaramente espresso in questo lavoro, \u00e8 l\u2019elemento che pone la sua opera su un piano separato da quella del padre.<\/p>\n<p>L\u2019attribuzione ad Artemisia \u00e8 stata confermata da uno dei massimi esperti della pittrice, <strong>Riccardo Lattuada<\/strong>, che ha sottolineato la relazione di quest\u2019opera con la Sacra Famiglia con santa Elisabetta e san Giovanni Battista di Scipione Pulzone, risalente al 1588-1590 e conservata alla Galleria Borghese di Roma, oltre che con un\u2019incisione di Marcantonio Raimondi. Simili al dipinto di Pulzone sono sia la posizione delle gambe della Madonna sia il modo in cui sono resi i capelli di Maria e del Bambino, caratterizzati dagli stessi riflessi dorati.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Artemisia Gentileschi, Madonna del latte (1609-1610; olio su tela, 116 x 89,3 cm; Madrid, Fondazione Mar\u00eda Cristina Masaveu Peterson)\" title=\"Artemisia Gentileschi, Madonna del latte (1609-1610; olio su tela, 116 x 89,3 cm; Madrid, Fondazione Mar\u00eda Cristina Masaveu Peterson)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/artemisia-gentileschi-madonna-bambino-fmcmp.jpg\" width=\"750\" height=\"970\" class=\"lazy\"\/>&#13;<br \/>\nArtemisia Gentileschi, Madonna del latte (1609-1610; olio su tela, 116 x 89,3 cm; Madrid, Fondazione Mar\u00eda Cristina Masaveu Peterson)&#13;<\/p>\n<p>L\u2019opera raffigura l\u2019iconografia della Virgo lactans o Madonna del Latte, un soggetto estremamente popolare nella spiritualit\u00e0 cattolica a partire dal tardo Medioevo. Sebbene il <strong>Concilio di Trento<\/strong> (1545-1563) ne avesse successivamente sconsigliato la rappresentazione per ragioni di pudore, dato che l\u2019atto di allattamento, sebbene simbolo di conforto e protezione offerti da Maria ai credenti, richiedeva l\u2019esposizione del seno della Vergine, Artemisia risolve la questione in modo casto. In questa composizione, la Madonna copre infatti con atteggiamento pudico il seno destro, avvolgendo con la mano quello offerto al Bambino. La figura di Maria \u00e8 collocata su una sedia da balia, un sedile basso che la obbliga a tenere le gambe piegate per accogliere il Bambino in grembo. Questa disposizione, unita al disegno marcato delle pieghe delle vesti e all\u2019uso di una luce contrastata, conferisce alla figura un aspetto monumentale, concepita per una visione di sottins\u00f9.<\/p>\n<p>Alcuni dettagli rendono questa versione particolarmente singolare. La Madonna ha un aspetto pi\u00f9 giovanile rispetto alle versioni successive, con un volto sereno, leggermente paffuto e capelli pi\u00f9 chiari e spettinati. \u00c8 stata avanzata l\u2019ipotesi che Artemisia <strong>abbia utilizzato se stessa come modella<\/strong>, dato che i lineamenti del volto della protagonista femminile appaiono simili ai suoi. Anche il Bambino mostra una raffinatezza esecutiva che si differenzia dalle repliche posteriori. Un altro elemento distintivo di questa composizione \u00e8 la sciarpa trasparente avvolta attorno al collo della Madonna e l\u2019armoniosa e diffusa colorazione generale del dipinto.<\/p>\n<p>A causa delle sue dimensioni e del tema, questa tela dovette fungere da eccellente biglietto da visita delle capacit\u00e0 artistiche di Artemisia. Il successo del modello \u00e8 confermato dal fatto che furono realizzati, almeno, tre esemplari successivi, dipinti dopo il suo trasferimento a Firenze in seguito al matrimonio del 1612. L\u2019esemplare acquisito dalla Fondazione Masaveu Peterson \u00e8 riconosciuto come il <strong>modello iniziale<\/strong>, e si ipotizza che possa aver accompagnato l\u2019artista nel suo viaggio in Toscana.<\/p>\n<p>Le altre versioni conosciute della Madonna del Latte eseguite da Artemisia includono quella conservata presso la <strong>Galleria Spada a Roma<\/strong> (datata 1610-1611) e un\u2019altra proveniente dalle collezioni Medicee, oggi alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze (datata 1616-1618). Sebbene l\u2019iconografia sia identica e le composizioni simili, esistono variazioni, in particolare nella posa del Cristo Bambino. Le tre opere sono state confrontate in occasione della mostra monografica del Mus\u00e9e Maillol a Parigi nel 2012, dove si \u00e8 notato che le figure mantengono dimensioni comparabili in tutte le composizioni.<\/p>\n<p>Artemisia, seguendo una pratica comune per l\u2019epoca, specialmente diffusa in Toscana nel XVI secolo e anche a Roma, replicava le sue composizioni, con variazioni pi\u00f9 o meno accentuate, impiegando disegni preparatori e cartoni. L\u2019uso di tali strumenti da parte di Artemisia \u00e8 documentato anche nella sua corrispondenza con i clienti, in particolare quando si trovava a Napoli. Francesco Solinas ha suggerito che tutte le versioni della Madonna del Latte possano essere derivate da disegni o cartoni preparatori simili.<\/p>\n<p>Un\u2019analisi tecnica condotta da <strong>Gianluca Poldi <\/strong>ha offerto approfondimenti sulla metodologia esecutiva. L\u2019artista utilizz\u00f2 una tela preparata con un fondo scuro (marrone), ma applic\u00f2 un\u2019imprimitura bianca in aree specifiche per garantire la luminosit\u00e0 del colore finale, come sotto la veste della Madonna e nelle luci del mantello.<\/p>\n<p>L\u2019analisi spettroscopica ha rivelato l\u2019uso di pigmenti pregiati, tra cui l\u2019oltremare naturale (ricavato dal lapislazzuli) mescolato con il bianco di piombo per il mantello blu, oltre a un pigmento lacca rossa di tipo carminio per l\u2019abito rosa di Maria, e diverse ocre e terre gialle e marroni. Particolarmente interessante \u00e8 la tecnica utilizzata per gli incarnati, ai quali l\u2019artista aggiunse quantit\u00e0 significative di giallo a base di piombo macinato grossolanamente, oltre al tradizionale mix di bianco di piombo, cinabro e ocra.<\/p>\n<p>La riflettografia a infrarossi ha evidenziato alcune modifiche compositive apportate direttamente sulla tela, soprattutto riguardo alla figura del Bambino: il suo profilo facciale era inizialmente dipinto leggermente pi\u00f9 vicino al seno della madre, e anche la posizione delle gambe e del braccio destro \u00e8 stata corretta. Questi pentimenti indicano che l\u2019artista lavor\u00f2 partendo da uno studio preliminare (probabilmente su carta), ma modific\u00f2 l\u2019opera in corso d\u2019esecuzione, un metodo che avrebbe caratterizzato anche i suoi lavori successivi. Il dipinto \u00e8 stato realizzato prima del noto e documentato processo pubblico contro Agostino Tassi, che si svolse tra la primavera e l\u2019inverno del 1612. Tassi, collega di Orazio in diversi progetti, abus\u00f2 di Artemisia nel 1611. Dopo la condanna di Tassi (mai scontata), Artemisia spos\u00f2 il fiorentino Pierantonio Stiattesi il 29 novembre 1612, trasferendosi a Firenze nel gennaio successivo, dove rimase per sette anni, divenendo poi un\u2019artista celebrata, attiva a Napoli, Roma, Venezia e anche a Londra.<\/p>\n<p>La storia attributiva del dipinto ha visto diverse fasi. Inizialmente venduto a Parigi nel 2010 con l\u2019attribuzione alla bottega di Artemisia, \u00e8 stato successivamente acquisito da una collezione privata in Svizzera. L\u2019opera \u00e8 stata esposta come opera di Artemisia Gentileschi nella mostra monografica Artemisia Gentileschi \u2013 Storia di una passione a Milano (Palazzo Reale, 2011\u20132012) e a Parigi (Fondation Dina Vierny &#8211; Mus\u00e9e Maillol, 2012). Nonostante una recensione critica del 2011 di Gianni Papi che ne metteva in dubbio l\u2019autenticit\u00e0, l\u2019attribuzione \u00e8 stata supportata da curatori come Roberto Contini e Francesco Solinas, ed \u00e8 stata indipendentemente avallata anche da Riccardo Lattuada.<\/p>\n<p>La Fondazione Mar\u00eda Cristina Masaveu Peterson ha annunciato che l\u2019opera, esposta per la prima volta in Spagna al Centro FMCMP di Madrid, rimarr\u00e0 visibile al pubblico in questa occasione fino al 25 gennaio 2026, e sar\u00e0 accompagnata da attivit\u00e0 complementari, inclusa una conferenza sul tema della Virgo Lactans.<\/p>\n<p><\/p>\n<p>                Se ti \u00e8 piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull&#8217;Arte.<br \/>\n\t\t\t\t\t\tal prezzo di 12,00 euro all&#8217;anno avrai accesso illimitato agli articoli pubblicati sul sito di Finestre sull&#8217;Arte e ci aiuterai a crescere e<br \/>\n\t\t\t\t\t\ta<br \/>\n\t\t\t\t\t\tmantenere la nostra informazione libera e indipendente.<br \/>\n\t\t\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/shop.finestresullarte.info\/carrello\/?add-to-cart=8971\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ABBONATI&#13;<br \/>\n\t\t\t\t\t\tA <br \/>FINESTRE SULL&#8217;ARTE<\/a><br \/>\n                    <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Redazione , scritto il 06\/12\/2025 Categorie: Arte antica \/ Argomenti: Seicento &#8211; Artemisia Gentileschi &#8211; Arte antica&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":253683,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1657,1613,1614,66448,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89,6052],"class_list":{"0":"post-253682","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-antica","10":"tag-arte-e-design","11":"tag-arteedesign","12":"tag-artemisia-gentileschi","13":"tag-arts","14":"tag-arts-and-design","15":"tag-design","16":"tag-entertainment","17":"tag-intrattenimento","18":"tag-it","19":"tag-italia","20":"tag-italy","21":"tag-seicento"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115693321361030849","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/253682","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=253682"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/253682\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/253683"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=253682"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=253682"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=253682"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}