{"id":253688,"date":"2025-12-10T04:16:16","date_gmt":"2025-12-10T04:16:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/253688\/"},"modified":"2025-12-10T04:16:16","modified_gmt":"2025-12-10T04:16:16","slug":"se-il-cinema-finira-importera-davvero-a-qualcuno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/253688\/","title":{"rendered":"Se il cinema finir\u00e0, importer\u00e0 davvero a qualcuno?"},"content":{"rendered":"<p>Mentre noi stiamo qui a dire quanto \u00e8 bello andare al cinema, la gente al cinema ha smesso di andarci da un pezzo, come ripeto da un pezzo. Per ragioni che non sono nemmeno del tutto spiegabili, perch\u00e9 \u00e8 andata cos\u00ec e basta. Ultimamente incontro un sacco di persone che amano il cinema (o sedicenti tali) e che hanno visto l\u2019ultimo film in sala tre anni fa. (Forse sono le stesse persone che amano viaggiare e che fanno un weekend l\u2019anno nell\u2019unica destinazione a caso per cui il biglietto costa ancora cinquanta euro A\/R \u2013 se riescono a non farsi cancellare il volo da RyanAir.)<\/p>\n<p>L\u2019altra sera ero in una sala enorme, allestita nel teatro di posa pi\u00f9 grande d\u2019Italia, per l\u2019anteprima del nuovo film di un grande autore italiano. La collega accanto a me diceva che al cinema non ci va da mesi, l\u2019ultima volta manco se la ricordava pi\u00f9. \u00abForse andr\u00f2 a vedere Sorrentino, perch\u00e9 mi piace molto Sorrentino. E perch\u00e9 quest\u2019idea delle anteprime la mattina a Natale mi diverte\u00bb. <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/cinema-tv\/film\/la-grazia-e-il-film-damore-che-non-ci-aspettavamo-da-sorrentino\/1002658\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">La grazia<\/a>, che ha aperto l\u2019ultima Mostra di Venezia, uscir\u00e0 nelle sale il 15 gennaio, ma si potr\u00e0 vedere dal 25 dicembre, per una settimana, in alcune sale selezionate e solo la mattina (la stessa cosa era successa con Parthenope, ma con le anteprime a mezzanotte). \u00c8 una forma di eventizzazione, scusate la brutta parola, che \u00e8 uno dei motivi per cui qualche amante del cinema (o sedicente tale) si convincer\u00e0 ad alzare il culo dal diano.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 ragione che tenga, dicevo. La biografia musicale che sembra pensata apposta per il fan del tizio in questione non avr\u00e0, fra gli spettatori in sala, quel tizio l\u00ec. Il (bel) film con un (bravissimo) attore italiano amato da tutti e che ha fatto promozione ovunque sar\u00e0 disertato dal pubblico largo, come si dice oggi, per ragioni che, appunto, non sono decifrabili. Aspetteranno forse che arrivi in streaming da qualche parte, a un certo punto.<\/p>\n<p>\u00abVolevo andare a vedere l\u2019ultimo di Guadagnino, ma in sala non c\u2019era pi\u00f9. Poi ho scoperto che era gi\u00e0 su Amazon\u00bb. <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/cinema-tv\/film\/after-the-hunt-che-bello-il-dibattito-visto-da-luca-guadagnino\/1002510\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">After the Hunt<\/a>, che pure era a Venezia, \u00e8 uscito nelle sale il 16 ottobre; il 20 novembre era gi\u00e0 su Prime Video. A me \u00e8 piaciuto assai, ho detto a varia gente di andare a vederlo. Ma quei pochi che pure avrebbero voluto, perch\u00e9 sarebbero dovuti correre in un qualsivoglia cinema, quando dopo un mese se lo sarebbero trovati a portata di telecomando?<\/p>\n<p>Le finestre tra uscita in sala e arrivo in Tv (o piattaforma) sono un tema che appassiona, anzi ossessiona \u2013 ma ormai manco pi\u00f9 tanto \u2013 solo noi sfigati che nella vita abbiamo deciso di scrivere di cinema, invece di diventare ricchi. Ma oggi anche il pubblico meno scafato l\u2019ha capito: se tutto arriva dopo un niente, che senso ha andare anche nella sala pi\u00f9 pirotecnica e meglio frequentata e con le poltrone pi\u00f9 comode del mondo?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 andare in sala \u00e8 pi\u00f9 bello, diciamo noi. E se per alcuni (per tutti) invece non lo fosse pi\u00f9? \u00c8 andata cos\u00ec: il cinema \u00e8 diventato come l\u2019opera lirica (che pure mi dicono in grande crisi: ma davvero non si salva pi\u00f9 niente?). Un luogo customizzato, scusate la brutta parola, sui gusti dei propri clienti, con sale che offrono una programmazione mirata, e la lingua originale, e i poggiapiedi, e i vini biologici. E poi, accessoriamente, anche i film.<\/p>\n<p>Il cinema, insomma, non morir\u00e0, altrimenti \u2013 e veniamo alle cronache correnti \u2013 Netflix non si comprerebbe Warner Bros., con tutto lo strascico di Dies Irae intonati da tutte le parti. (Netflix si comprerebbe, insieme a Warner, pure HBO, e oggi ci sembra un\u2019eresia; e per\u00f2 HBO \u00e8 stato il primo indiretto colpevole, l\u2019iniziatore di questa nuova abitudine di vedere il Grande Cinema \u2013 o cos\u00ec almeno ci era stato venduto trent\u2019anni fa \u2013 comodamente dal divano di casa).<\/p>\n<p>Netflix si compra Warner (per 83 miliardi di dollari, con controfferta \u2013 pare \u2013 di Paramount nelle ultime ore pari a 108 miliardi: dunque proprio morto il settore forse non lo \u00e8) e tutti, dicevo, si agitano. Christopher Nolan, attuale capo del sindacato registi, ha gi\u00e0 chiesto un meeting straordinario (ironia della sorte, Nolan, storicamente legato a Warner, era passato a Universal per Oppenheimer, che ha incassato 975 milioni di dollari; \u00e8 rimasto con Universal per The Odyssey, per cui si prevedono pari sfracelli l\u2019estate prossima \u2013 \u00e8 merito dei suoi studi in fisica dei quanti? c\u2019aveva semplicemente visto lungo?). Jane Fonda posta la sua preoccupazione su Instagram come una volta sarebbe scesa in piazza (non \u00e8, in fondo, un po\u2019 come il tempo della sala vs. il tempo dell\u2019algoritmo?). Seth Rogen, che sull\u2019industria cinematografica corrente ci ha fatto una serie (un po\u2019 sopravvalutata: The Studio), commenta che AMC, la principale catena di multisala americana, dovrebbe comprarsi tutto, per metterla in quel posto alla N rossa. Sean Baker, Oscar quest\u2019anno per <a href=\"https:\/\/www.rollingstone.it\/cinema-tv\/film\/viva-anora-e-viva-sean-baker-che-non-sbaglia-un-film\/949869\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Anora<\/a> (costato 6 milioni di dollari, ne fatti 57), dice che i registi indipendenti come lui devono resistere per arginare il flagello di Dio che \u00e8 lo streaming. Netflix, dal canto suo, fa sapere che i passaggi in sala saranno salvaguardati, poi certo \u2013 sintetizzo \u2013 bisogner\u00e0 un po\u2019 riconsiderare le finestre, cio\u00e8 l\u2019intervallo di cui sopra tra l\u2019uscita nei cinema e l\u2019arrivo sulla piattaforma.<\/p>\n<p>I maggiori successi dell\u2019ultima annata Warner (in ordine di incasso: Un film Minecraft, F1 \u2013 Il film, Superman, The Conjuring \u2013 Il rito finale, I peccatori, Final Destination Bloodlines e Weapons) hanno portato a un box office totale di tre miliardi e mezzo di dollari. Se quelle finestre saranno ripensate, andranno ancora in cos\u00ec tanti al cinema a vedere film che dopo un mese o poco pi\u00f9 saranno in Dolby Surround nel salotto di casa?<\/p>\n<p>L\u2019altro giorno tutti (o almeno quei fighetti degli amici miei) postavano su Instagram, non so perch\u00e9, il famoso meme del New Yorker col rigatone che telefona al fusillo, \u00abyou crazy bastard!\u00bb. Altra ironia della sorte, proprio su Netflix, e proprio nel pieno del presunto accordo per l\u2019acquisizione di Warner\/HBO, \u00e8 arrivato un documentario sul New Yorker che ho incrociato per caso scrollando la home page: anche se \u00e8 pienamente in target con le mie scelte, il mio algoritmo mi far\u00e0 comunque comparire in apertura Stranger Things, che ho smesso di vedere dopo la prima stagione \u2013 forse non l\u2019ho manco finita.<\/p>\n<p>Il documentario si intitola The New Yorker at 100 \u2013 Storia di un settimanale, l\u2019ha diretto Marshall Curry, ed \u00e8 il racconto della lavorazione del numero del New Yorker per i suoi cent\u2019anni, appunto. Dentro ci sono le storie di tutti, pi\u00f9 o meno: il direttore David Remnick; l\u2019art director che tutte le settimane deve inventarsi una nuova copertina iconica, scusate la brutta parola; il critico di cinema (adorabile Richard Brody, che va a rivedersi Truman Capote con Philip Seymour Hoffman); la selezionatrice delle vignette; il reparto fact-checking; eccetera. Ci sono le riunioni: la pi\u00f9 bella di tutte, quella in cui si prendono grandi decisioni come togliere la maiuscola a internet e non scrivere pi\u00f9 teenager col trattino in mezzo (da grammar nazi che non apre da anni un giornale italiano per la quantit\u00e0 di refusi, altro che decisioni ortografiche, ho goduto assai).<\/p>\n<p>E c\u2019\u00e8, all\u2019inizio, Remnick che dice: \u00abIl New Yorker \u00e8 un miracolo. \u00c8 una pubblicazione che una settimana pubblica un articolo di quindicimila parole su un musicista, o uno di novemila parole dal Libano meridionale, con vignette disseminate nel mezzo. In copertina non ci sono mai foto. Non di bikini n\u00e9 di star del cinema. Eppure ha successo. Il fatto che esista e che venda, e insisto sul fatto che continuer\u00e0 a vendere per i prossimi due-tre secoli, \u00e8 meraviglioso\u00bb.<\/p>\n<p>Sentivo queste parole mentre vedevo gli strali contro i cattivi di Netflix che uccidono il cinema, e guardavo il botteghino italiano dove nei giorni feriali si arriva sul podio con manco quindicimila spettatori, e mi veniva da ridere perch\u00e9 i giornali sono morti pure loro, eppure, e mi veniva da piangere perch\u00e9 c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che sta peggio, e ho pensato che forse tra due-tre secoli il cinema non ci sar\u00e0 pi\u00f9, o forse s\u00ec, se qualche pazzo come me continuer\u00e0 ad applaudire dal loggione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Mentre noi stiamo qui a dire quanto \u00e8 bello andare al cinema, la gente al cinema ha smesso&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":253689,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1442],"tags":[203,454,204,1537,90,89,1521,3166,11573],"class_list":{"0":"post-253688","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-film","8":"tag-entertainment","9":"tag-film","10":"tag-intrattenimento","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-movies","15":"tag-netflix","16":"tag-warner-bros"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115693340862655874","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/253688","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=253688"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/253688\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/253689"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=253688"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=253688"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=253688"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}