{"id":253828,"date":"2025-12-10T07:00:11","date_gmt":"2025-12-10T07:00:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/253828\/"},"modified":"2025-12-10T07:00:11","modified_gmt":"2025-12-10T07:00:11","slug":"intestino-contrastare-linvecchiamento-e-ridurre-rischio-tumori-e-possibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/253828\/","title":{"rendered":"Intestino, contrastare l\u2019invecchiamento e ridurre rischio tumori \u00e8 possibile"},"content":{"rendered":"<p class=\"art-text\" id=\"\">\n<p>    Contrastare l&#8217;invecchiamento dell&#8217;intestino? Si pu\u00f2. Due studi appena pubblicati su Nature Aging e Nature Cell Biology, frutto della collaborazione tra l\u2019Universit\u00e0 di Torino e il Leibniz Institute on Aging \u2013 Fritz Lipmann Institute (FLI) di Jena, rivelano con precisione senza precedenti i meccanismi che guidano l\u2019invecchiamento dell\u2019intestino e propongono strategie concrete per contrastarlo. Le ricerche &#8211; informa una nota &#8211; mostrano come i cambiamenti epigenetici e proteomici delle cellule staminali intestinali favoriscano il rischio di tumore del colon e la perdita di capacit\u00e0 rigenerativa tipiche dell\u2019et\u00e0 avanzata, indicando possibili interventi per prevenirli o invertirli.\n<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">\n<p>     Con l\u2019avanzare dell\u2019et\u00e0, l\u2019intestino \u2014 uno dei tessuti pi\u00f9 dinamici del corpo umano \u2014 perde progressivamente efficienza, diventando pi\u00f9 vulnerabile a infiammazioni, infezioni e tumori. Il gruppo del professor Francesco Neri, da anni impegnato nello studio dell\u2019invecchiamento prima al FLI e poi all\u2019Universit\u00e0 di Torino, ha guidato due indagini che spiegano in modo integrato come questo processo avvenga e come possa essere modulato.\n<\/p>\n<p>I due studi<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Il primo studio descrive una forma specifica di invecchiamento epigenetico delle cellule staminali intestinali, definita Acca drift (Aging- and colon cancer-associated drift). Con l\u2019et\u00e0, le cellule accumulano ipermetilazioni del Dna che silenziano geni chiave, in particolare quelli regolatori della via di segnalazione Wnt, essenziale per mantenere il tessuto in equilibrio. Questa deriva epigenetica crea un &#8216;mosaico&#8217; di cripte intestinali giovani e cripte molto invecchiate,che con il tempo si espandono e mostrano caratteristiche simili a quelle osservate nelle lesioni tumorali del colon. <\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Il gruppo di ricerca, con la dottoressa Anna Krepelova come prima autrice &#8211; si legge &#8211;  ha identificato i fattori che innescano il fenomeno: alterazioni nel metabolismo del ferro, che riducono l\u2019attivit\u00e0 degli enzimi Tet deputati alla rimozione delle metilazioni in eccesso; infiammazione cronica di basso grado tipica dell\u2019invecchiamento; indebolimento del segnale Wnt. Ripristinare l\u2019importazione di ferro o potenziare il segnale Wnt in modelli di organoidi intestinali ha permesso di rallentare o invertire la deriva, dimostrando che l\u2019invecchiamento epigenetico pu\u00f2 essere modulato.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">&#8220;Questi studi finanziati anche con il bando sulla ricerca d\u2019eccellenza &#8211; dichiara Massimo Segre, presidente della Fondazione Ricerca Molinette, che ha finanziato il grant del prof. Francesco Neri &#8211; aprono a nuove prospettive concrete di prevenzione e cura per alcune delle malattie pi\u00f9 frequenti dovute all\u2019invecchiamento. La pubblicazione su due prestigiose riviste scientifiche \u00e8 nel contempo un riconoscimento allo straordinario lavoro svolto e una spinta verso l&#8217;applicazione pratica dei risultati delle scoperte. \u00c8 proprio questa la missione della Fondazione Ricerca Molinette, trasformare ogni donazione in risultati concreti per la nostra comunit\u00e0 e il sapere scientifico condiviso&#8221;. <\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Il secondo studio, condotto in collaborazione con il dottor Alessandro Ori e con il contributo dei ricercatori Alberto Minetti e Omid Omrani, si concentra invece sulla capacit\u00e0 rigenerativa dell\u2019intestino. Nei topi anziani &#8211; dettaglia la nota &#8211;  la riparazione del tessuto risulta compromessa a causa di un\u2019alterazione della proteostasi, il sistema che assicura il corretto funzionamento delle proteine cellulari. I ricercatori hanno scoperto che, dopo un danno, gli intestini anziani attivano con ritardo la produzione di poliammine \u2014 piccole molecole come spermidina e putrescina, fondamentali per la crescita cellulare e la proteostasi. Riattivare in anticipo questo metabolismo, tramite brevi periodi di restrizione calorica seguiti da rialimentazione o tramite integrazione orale, ha permesso di ripristinare la capacit\u00e0 rigenerativa dell\u2019epitelio. Il risultato indica che il tessuto anziano conserva un potenziale di autoguarigione, che pu\u00f2 essere stimolato con interventi mirati. <\/p>\n<p>Il messaggio chiave: l\u2019invecchiamento dell\u2019intestino non \u00e8 un processo inevitabile<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">Le due ricerche convergono su un messaggio chiave: l\u2019invecchiamento dell\u2019intestino non \u00e8 un processo inevitabile, ma pu\u00f2 essere modulato. Comprendere come ferro, infiammazione, via Wnt e poliammine interagiscano apre nuove opportunit\u00e0 per: prevenire o rallentare l\u2019invecchiamento intestinale; ridurre il rischio di tumore del colon legato all\u2019et\u00e0; migliorare la guarigione dopo chemioterapia, infezioni o interventi chirurgici negli anziani; estendere questi approcci ad altri tessuti soggetti a invecchiamento, come pelle o fegato.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">&#8220;Questi risultati confermano che la Fondazione raggiunge i propri obiettivi di promuovere ricerca di eccellenza selezionando progetti e ricercatori davvero capaci di produrre impatto, con ricadute dirette sul miglioramento della qualit\u00e0 della vita dell&#8217;anziano &#8211;  sostiene il prof. Emilio Hirsch, direttore scientifico della Fondazione Ricerca Molinette e direttore Centro di Biotecnologie Molecolari di Torino &#8211; I risultati derivano da anni di collaborazione scientifica tra l\u2019Universit\u00e0 di Torino e il Leibniz Institute on Aging \u2013 FLI, istituto europeo di riferimento per lo studio dell\u2019invecchiamento, con il quale UniTo ha stabilito da cinque anni un International Research Cooperation Agreement. Le ricerche sono state rese possibili grazie ai finanziamenti della Fondazione Airc \u2013 Grandi Donatori e della Fondazione Ricerca Molinette, che hanno sostenuto in modo determinante lo sviluppo dei progetti&#8221;.<\/p>\n<p class=\"art-text\" id=\"\">&#8212;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Contrastare l&#8217;invecchiamento dell&#8217;intestino? Si pu\u00f2. 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