{"id":254076,"date":"2025-12-10T10:30:18","date_gmt":"2025-12-10T10:30:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/254076\/"},"modified":"2025-12-10T10:30:18","modified_gmt":"2025-12-10T10:30:18","slug":"helen-chadwick-lartista-punk-al-museo-novecento-di-firenze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/254076\/","title":{"rendered":"Helen Chadwick, l\u2019artista punk al Museo Novecento di Firenze"},"content":{"rendered":"\n<p>Il Museo Novecento rende omaggio a una voce radicale dell\u2019arte contemporanea con <strong>Helen Chadwick<\/strong>. <b>Life Pleasures\u00a0<\/b>\u00e8<a href=\"https:\/\/www.museonovecento.it\/mostre\/helen-chadwick-life-pleasures\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">\u00a0la prima grande retrospettiva italiana<\/a> dedicata all\u2019artista britannica, a cura di <b>Sergio Risaliti, Stefania Rispoli e Laura Smith<\/b>. La mostra \u2014 realizzata con <a href=\"https:\/\/hepworthwakefield.org\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>The Hepworth Wakefield<\/b><\/a> e <a href=\"https:\/\/www.museum-joanneum.at\/kunsthaus-graz\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><b>Kunsthaus Graz<\/b><\/a>, dove si sposter\u00e0 in una tappa successiva \u2014 ha inaugurato simbolicamente il <a href=\"https:\/\/www.exibart.com\/arte-contemporanea\/la-violenza-sulle-donne-ancora-una-delle-violazioni-dei-diritti-umani-piu-diffuse-e-meno-riconosciute\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">25 novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne<\/a>, e si inserisce nella programmazione del museo che dedica una particolare attenzione alle artiste, come per le precedenti mostre di Bice Lazzari, Maria Lai, <a href=\"https:\/\/www.exibart.com\/mostre\/le-opere-di-louise-bourgeois-a-firenze-per-la-prima-volta-in-una-doppia-mostra\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Louise Bourgeois<\/a>, Cecily Brown. In continuit\u00e0 con Life Pleasures, nello stesso periodo a Palazzo Medici Riccardi \u00e8 visitabile la <a href=\"https:\/\/www.exibart.com\/mostre\/protagonista-a-firenze-lironia-ribelle-di-una-voce-femminile-del-novecento\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">mostra di Clemen Parrocchetti<\/a>, curata da Stefania Rispoli e Marco Scotini.<\/p>\n<p>Life Pleasures al Museo Novecento<\/p>\n<p>L\u2019esposizione riunisce lavori che coprono gran parte della carriera di Chadwick, dalle prime sperimentazioni performative fino alle sculture-icona degli anni Novanta, come i celebri Piss flowers (1991-1992). Queste sculture in bronzo nascono da un gesto radicale e provocatorio. Mentre erano in Canada per una residenza artistica, Chadwick urin\u00f2 nella neve fresca insieme al suo compagno, creando impronte che poi trasform\u00f2 in calchi. Il risultato sono forme falliche bianche che ribaltano ironicamente i simboli di potere e virilit\u00e0. Trasformando un atto corporeo di espulsione in monumenti fragili ed eleganti, i Piss Flowers\u00a0in Life Pleasures\u00a0occupano l\u2019ambiente della cappella nel Museo, una volta destinato alle celebrazioni religiose.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1172126\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/NOVCECENTO-HELEN-CHADWICK-bassa-3-1-683x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"683\" height=\"1024\"  \/>Installation Views, Helen Chadwick, Life Pleasures, courtesy Museo Novecento, 2025. Ph Elisa Norcini<\/p>\n<p>L\u2019artista britannica padroneggiava gi\u00e0 in giovane et\u00e0 diversi media \u2014 fotografia, installazione, performance, light-box \u2014 con una compiutezza formale sorprendente.\u00a0Le sue opere occupano le sale del Museo Novecento relazionandosi allo spettatore come dispositivi che suscitano emozioni contrastanti: meraviglia e stupore, disgusto e repulsione. Come nell\u2019opera Loop my loop (1991-1992), una lightbox in cui l\u2019immagine di una ciocca di capelli s\u2019intreccia a un intestino animale. Il pensiero va all\u2019usanza d\u2019epoca vittoriana per cui la donna regalava all\u2019amato una ciocca della sua chioma, come pegno d\u2019amore.<\/p>\n<p>Il corpo riveste una posizione centrale nella ricerca di Helen Chadwick: desiderato, mercificato, ma soprattutto rivendicato come strumento di autoaffermazione femminile, in rottura con gli schemi convenzionali, perbenisti e borghesi della sua epoca, cos\u00ec come della nostra. In questa prospettiva apertamente femminista, Chadwick considerava il corpo nella sua totalit\u00e0, alla dimensione umana univa quella animale, al sentimento politico quello viscerale.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1171908 size-large\" title=\"Helen Chadwick, Life Pleasures, Museo Novecento, Firenze.\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/NOVCECENTO-HELEN-CHADWICK-bassa-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"696\" height=\"464\"  \/>Installation Views, Helen Chadwick, Life Pleasures. Courtesy Museo Novecento, 2025 ph Elisa Norcini.<\/p>\n<p>In questa prospettiva, ma in una cifra pi\u00f9 simbolica, si inseriscono opere come The Oval Court (1984-1986): complessa allegoria in cui l\u2019elemento numerico affianca l\u2019immagine del corpo dell\u2019artista, dell\u2019animale, del cibo. Un\u2019opera barocca e insieme concettuale, parte della pi\u00f9 grande esposizione Of Mutability che le valse la candidatura al Turner Prize nel 1987, oggi parte della collezione del V&amp;A Museum di Londra.\u00a0<\/p>\n<p>Helen Chadwick: un\u2019eclettica punk a Londra<\/p>\n<p>Dissacrante, irriverente e trasgressiva. Helen Chadwick \u00e8 stata un\u2019artista punk e femminista, per temperamento e per contesto. Si sporcava le mani con viscere, pellicce, organi animali \u2014 materiali il cui uso oggi \u00e8 assai controverso e perlopi\u00f9 evitato \u2014 usati per \u201csbattere in faccia\u201d letteralmente la crudezza dell\u2019interiorit\u00e0, la materia viva (e morta) di cui siamo fatti. Per l\u2019artista essere sovversiva era una scelta nella ricerca cos\u00ec come nella vita, in cui gioco e ironia feroce erano sempre presenti. A Beck Road, nel quartiere londinese di Hackney, viveva in uno degli appartamenti occupati da artisti e creativi \u2013 esperienza che prosegue ancora oggi con <a href=\"https:\/\/acme.org.uk\/acme-50\/50-stories-from-the-acme-archive\/50-stories-17\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ACME<\/a>.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1171900 size-large\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Helen-Chadwick-The-making-of-Piss-Flowers-image-1-helen-peeing-\u00a9-Estate-of-Helen-Chadwick-\u00a9-Estate-o.jpeg\" alt=\"The making of Piss Flowers\" width=\"696\" height=\"560\"  \/>The making of Piss Flowers: urine casting in Banff National Park, Canada, 1991. \u00a9 Estate of Helen Chadwick. Courtesy Richard Saltoun London, Rome, New York.<\/p>\n<p>Erano gli anni in cui Londra ribolliva di energia punk, new wave, performance art e controcultura. Nei club underground suonavano Siouxsie and the Banshees e i Clash, mentre Derek Jarman girava film visionari e Gilbert &amp; George scandalizzavano con le loro performance. Chadwick si muoveva in questa scena con disinvoltura \u2014 in giacchetto di pelle e motocicletta, racconta la curatrice Stefania Rispoli \u2014 assorbendo quella stessa urgenza creativa e quell\u2019attitudine dissacrante che permeavano la controcultura britannica. La sua pratica non scandalizzava per provocazione gratuita: destabilizzava per necessit\u00e0, per scardinare con grazia e sarcasmo le convenzioni ipocrite del buon costume.<\/p>\n<p>In the Kitchen (1977) \u00e8 un\u2019altra celebre opera-performance di cui al Museo Novecento vediamo una ricca documentazione fotografica. Helen Chadwick indossa costumi-oggetto che replicano una lavatrice, un lavandino, oggetti propri dell\u2019ambiente domestico associato alla donna-casalinga. Sculture ingombranti come lo era, e in parte \u00e8 ancora, il peso simbolico della donna relegata al ruolo domestico. Invece, One Flesh riprende il tema e l\u2019iconografia della maternit\u00e0, e ne ribalta la prospettiva di stampo patriarcale. La madre \u00e8 ritratta con la figlia, non un figlio \u2013 scelta deliberata \u2013 e vediamo elementi tanto insoliti nelle rappresentazioni convenzionali quanto naturali nella maternit\u00e0 reale: la placenta, i fluidi e poi un dito che indica il sesso della bambina, qualora fosse sfuggito all\u2019occhio dell\u2019osservatore la femminilit\u00e0 rimarcata di questo evento vitale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-1172793\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/chadwick-676x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"676\" height=\"1024\"  \/>Latex costumes for Domestic Sanitation, 1976. Leeds Museums and Galleries, Henry Moore Institute. Archive of Sculptors\u2019 Papers. \u00a9 Estate of Helen Chadwick. Courtesy Richard Saltoun London, Rome, New York<br \/>\nL\u2019eredit\u00e0 di Helen Chadwick<\/p>\n<p>Dai primi lavori durante gli anni di studio alle mostre alla Serpentine Gallery, al MoMA, alle\u00a0 partecipazioni alle biennali d\u2019arte di Venezia e di San Paolo, Helen Chadwick si \u00e8 fatta largo nella scena contemporanea, aprendo la strada a un\u2019estetica che combina piacere e disgusto, eleganza e rifiuto, rendendo permeabili i confini tra bello e repellente. Nella sua carriera artistica ha collezionato varie esperienze di docenza nelle scuole d\u2019arte londinesi.\u00a0Con la sua ricerca femminista, radicale e visionaria, ha influenzato direttamente figure fondamentali della scena artistica britannica tra gli anni \u201880 e i \u201890. Gli Young British Artists come <b>Tracey Emin, Sarah Lucas <\/b>e<b> Damien Hirst <\/b>hanno raccolto la sua eredit\u00e0. Quella di Helen Chadwick \u00e8 una poetica che ancora oggi irrompe, interroga e disturba. Tra le voci pi\u00f9 originali della sua generazione, l\u2019artista britannica \u00e8 scomparsa all\u2019et\u00e0 di quarantadue anni: l\u2019interruzione brusca di una carriera promettente di cui possiamo solo intuire le potenzialit\u00e0 inespresse, resta per\u00f2 il merito di mostrarci la vita nella sua interezza, senza ipocrisia n\u00e9 censura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il Museo Novecento rende omaggio a una voce radicale dell\u2019arte contemporanea con Helen Chadwick. 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