{"id":25441,"date":"2025-08-03T07:06:11","date_gmt":"2025-08-03T07:06:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/25441\/"},"modified":"2025-08-03T07:06:11","modified_gmt":"2025-08-03T07:06:11","slug":"scrittrici-altro-che-autofiction-il-realismo-intimo-racconta-unaltra-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/25441\/","title":{"rendered":"Scrittrici, altro che autofiction: il realismo intimo racconta un\u2019altra Storia"},"content":{"rendered":"<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-80257 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/kelly-sikkema-oPfTqRovC2Q-unsplash-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"437\"  \/><\/p>\n<p>Un\u2019esperienza familiare, un episodio dell\u2019infanzia, un ricordo: da qui partono tante scrittrici italiane per raccontare storie personali o pi\u00f9 \u201cpiccole\u201d, spesso di abusi e prevaricazioni, sempre intrecciate con la grande Storia. Potremmo chiamarlo<b> \u201crealismo intimo\u201d, un modo di narrare che va al di l\u00e0 dell\u2019<\/b><b>autofiction<\/b>, fissando nero su bianco sentimenti, emozioni universali, la vita e la morte: l\u2019essenziale in cui ognuno pu\u00f2 riconoscersi, specchiarsi oppure mettersi in ascolto.<\/p>\n<p>La gran parte di queste scrittrici ha tra i 40 e i 60 anni. Alcune sono anche le protagoniste delle trame che raccontano, e tante immaginano vite che le hanno toccate e segnate per mostrarle a chi legge. Non \u00e8 possibile, in questo contesto e in un proliferare continuo di romanzi, tracciare un quadro completo, ma si pu\u00f2 considerare questo primo appuntamento come punto di partenza, <b>focalizzando l\u2019attenzione sulla grande Storia che fa da spunto per il racconto.<\/b><\/p>\n<p>La scrittrice come una studiosa<\/p>\n<p>La preparazione di un romanzo \u00e8 paragonabile, in alcuni casi, al lavoro di una studiosa o uno studioso che si muovono tra gli scaffali di una biblioteca, cercando le tracce di un avvenimento, per ricostruire un evento. Come in una caccia al tesoro, si trova un indizio, poi un altro, si incrociano dati, si consultano le fonti e si arriva alla storia finita, scritta con il punto di vista dell\u2019autore.\u00a0<\/p>\n<p>Nel caso specifico dei romanzi, vengono tessute trame che rivelano non solo i nodi principali dei fatti, ma anche <strong>l\u2019intimit\u00e0 dei soggetti coinvolti<\/strong>, analizzano i sentimenti, creando infinite possibilit\u00e0 di ascolto ed empatia nei confronti dei personaggi e in conseguenza delle persone. Chi legge queste storie ha sicuramente un\u2019occasione in pi\u00f9 per comprendere il prossimo, giudicarne il meno possibile le scelte, mettendosi nei panni di chi, attraverso le scrittrici, vive sulla pagina ogni passo della sua storia.<\/p>\n<p>La Grande Storia entra in famiglia<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-80252 alignleft\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Melandri_Sangue-giusto-199x300.jpg\" alt=\"\" width=\"199\" height=\"300\"  \/>Alcune scrittrici sono partite dalla Storia che ha segnato il nostro Paese, ha toccato la loro famiglia, e ancora lascia segni. \u00c8 il caso di <b>Frances<\/b><b>ca Melandri<\/b>, che con il suo romanzo \u201cSangue giusto\u201d (Rizzoli, 2017) e l\u2019ultimo, \u201cPiedi freddi\u201d (Bompiani, 2024) ha toccato un argomento spinoso: la guerra e in particolare il periodo della colonizzazione fascista dell\u2019Africa, la campagna di Russia e il conflitto in Ucraina.\u00a0<\/p>\n<p>La scrittrice ha raccontato la genesi del primo romanzo nel documentario \u201cPagine nascoste\u201d (regia di <strong>Sabrina Varani<\/strong>, 2017): Francesca trova un articolo scritto dal padre in epoca fascista e scopre della sua adesione al regime. L\u2019indagine la porta in Africa, studia a fondo tutto quello che si \u00e8 sempre cercato di nascondere, visita i luoghi, le persone che hanno vissuto in quel periodo, registra racconti e testimonianze, documenti, consulta testi.<\/p>\n<p>Da questo studio nasce il romanzo. La protagonista \u00e8 Ilaria, che riceve, nel 2010, la visita di un ragazzo di colore che dice di essere suo nipote. La storia porta a tutte le contraddizioni di un rapporto di amore profondo per un padre che \u00e8 stato sempre un punto di riferimento, saldo e senza macchia, che diventa all\u2019improvviso un uomo con le sue debolezze, le sue colpe agli occhi di una figlia. E prende in esame, senza quel pudore che non racconta, non dice, nelle fonti ufficiali, un periodo buio della nostra storia nazionale, sotto l\u2019aspetto politico e umano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-80251 alignright\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Melandri_Piedi-freddi-195x300.jpg\" alt=\"\" width=\"195\" height=\"300\"  \/>Sempre partendo da un\u2019esperienza del padre, dalle memorie pubblicate nel 1956 e nel 1970 e dai racconti ascoltati, nasce \u201cPiedi freddi\u201d, romanzo di ricordi che oscilla tra due guerre \u2013 una passata, la Seconda guerra mondiale, e l\u2019altra presente, in Ucraina \u2013 e permette all\u2019autrice di ricostruire, ancora una volta, una parte importante della sua storia familiare. Melandri prende posizione in questo libro dalla struttura ben schematizzata che aiuta il lettore a orientarsi, dichiara quale sia, secondo il suo punto di vista, la parte sbagliata, cos\u00ec come i soldati che si ritiravano dalla Russia avevano capito l\u2019errore e l\u2019orrore.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-80254 alignleft\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Rausa_Le-invisibili-194x300.jpg\" alt=\"\" width=\"194\" height=\"300\"  \/>Ancora una storia familiare, anzi, una scoperta, \u00e8 alla base del romanzo \u201cLe invisibili\u201d di <b>Elena Rausa<\/b> (Neri Pozza, 2024): il bisnonno dell\u2019autrice partecipa alla <strong>Campagna d\u2019Africa<\/strong> trasferendosi con il figlio Arturo in Eritrea per lavorare. Nasce una nuova famiglia, quella da cui discende l\u2019autrice, voce narrante di questo romanzo che ripercorre le vicende del passato nell\u2019ascolto dei racconti di Arturo a Tobia, un ragazzo costretto a svolgere un lavoro socialmente e utile, e a Fatima, donna eritrea che lo aiuta in casa. Interessante l\u2019indagine sull\u2019epigenetica e sulla<b> trasmissione transgenerazionale del trauma<\/b>, che l\u2019autrice ha studiato a fondo, documentandosi attraverso saggi e studi scientifici che sono poi alla base della sottotrama che muove i tanti personaggi del racconto.<\/p>\n<p>Le storie nascoste nelle pieghe della Storia<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-80253 alignright\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Postorino_Assaggiatrici.jpeg\" alt=\"\" width=\"181\" height=\"279\"\/>La grande Storia \u00e8 alla base di un altro romanzo, \u201cLe assaggiatrici\u201d di <b>Rosella Postorino<\/b> (Feltrinelli, 2018), che trae origine dalla scoperta casuale, in un breve articolo di giornale, della figura di Margot W\u00f6lk, una delle ultime assaggiatrici del F\u00fchrer. L\u2019autrice parte da questo piccolo indizio e si mette in cerca della donna: vuole intervistarla, capire, approfondire, ma purtroppo quando sta per raggiungerla Margot muore. Inizia qui il lungo periodo di studio, ricerca, analisi, che ha portato Postorino a tessere la trama di una storia indimenticabile. <\/p>\n<p>Sono talmente tanti gli \u201cindizi\u201d che colleziona, da riuscire a entrare nell\u2019intimit\u00e0 pi\u00f9 profonda e contraddittoria del suo personaggio principale. Indaga sul mestiere stesso (che non tutti conoscono), sul senso di colpa (di lavorare, per necessit\u00e0, per un dittatore del quale non si condividono le scelte) e sulla capacit\u00e0 di adattamento dell\u2019essere umano pur di garantirsi la sopravvivenza. Rosa Sauer diventa strumento di conoscenza per il lettore di un aspetto importante della Storia meno raccontata e uno specchio per i sentimenti umani pi\u00f9 contraddittori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-80256 alignleft\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Ardone_Il-treno-dei-bambini.jpg\" alt=\"\" width=\"192\" height=\"300\"\/>Anche \u201cIl treno dei bambini\u201d di <b>Viola Ardone<\/b>, uscito per Einaudi nel 2019, apre una finestra sulla Storia forse meno conosciuta del nostro Paese: nel dopoguerra, tanti bambini del Sud Italia pi\u00f9 povero venivano prelevati, allontanati e affidati alle famiglie del Nord pi\u00f9 abbienti. Viola Ardone scava e trova questi racconti che la Storia non considera e che si offrono a un\u2019analisi della psicologia delle persone coinvolte. Il piccolo Amerigo \u00e8 il tramite attraverso il quale l\u2019autrice indaga il dolore che salva, l\u2019inesorabilit\u00e0 di un destino che vuole la sofferenza in cambio di una vita migliore, la separazione dagli affetti come unico mezzo di sopravvivenza dignitosa. E ancora una volta, <strong>le ambivalenze insite nella natura umana<\/strong>, l\u2019esperienza di lasciare i consanguinei e sperimentare un legame anche pi\u00f9 forte con chi finisce per diventare famiglia.\u00a0<\/p>\n<p>Lo sguardo sulla violenza nelle relazioni<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-80255 alignright\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Verna_I-giorni-di-vetro-191x300.jpg\" alt=\"\" width=\"191\" height=\"300\"  \/>\u00c8 del 2024 il secondo romanzo di <b>Nicoletta Verna<\/b>, I giorni di vetro (Einaudi), che inizia con l\u2019omicidio Matteotti, nell\u2019aprile del 1924 e si sviluppa nell\u2019epoca di ascesa del fascismo. L\u2019autrice ha raccontato <strong>una storia di prevaricazione maschile<\/strong>, sottomissione dei (delle) pi\u00f9 deboli con cura, e la ricerca storica approfondita che \u00e8 alla base delle vicende ha lo scopo di \u00ab\u2026raccontare il passato per parlare della violenza del presente\u00bb. La violenza come strumento di interazione e di relazione tra le persone, quell\u2019istinto primordiale alla sopraffazione che porta il pi\u00f9 debole, spesso, a soccombere pensando di non essere mai all\u2019altezza.<\/p>\n<p>In questo romanzo, non sono solo gli avvenimenti di quell\u2019epoca a essere passati sotto la lente della scrittrice-studiosa, ma anche l\u2019aspetto forse pregnante del romanzo, lo stile, caratterizzato dalla lingua delle due voci narranti, Redenta, una ragazza semplice, del popolo e Iris, maestra e partigiana. Verna ha studiato a fondo la lingua della Romagna (dove ambienta il romanzo), gli idiomi, il modo di esprimersi delle persone in quell\u2019epoca, dando quindi ai personaggi un ulteriore spessore storico e individuale. La parlata semplice, quasi fanciullesca, di Redenta apre al lettore un mondo di suggestioni, pensieri, emozioni di una ragazza difficile, che vive ai margini della societ\u00e0. La scelta, invece, di far parlare Iris in maniera ricercata, scegliendo le parole, che costruiscono ragionamenti pi\u00f9 complessi, rappresenta la consapevolezza di chi, grazie all\u2019istruzione, soprattutto se donna, pu\u00f2 evolversi e combattere un mondo maschile che tende a schiacciare personalit\u00e0, desideri, ambizioni delle donne.<\/p>\n<p>Il <strong>punto di vista delle donne<\/strong>, che scavano tra le pagine della Storia e cercano tracce di s\u00e9, della propria storia familiare,\u00a0 \u00e8 solo uno degli aspetti di un realismo intimo che ha decine di declinazioni e ha come elemento comune il mettersi in discussione, vedere la propria esistenza come parte di un percorso pi\u00f9 ampio, da studiare, approfondire sotto la lente della scrittura.<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">***<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la prima puntata di un viaggio per conoscere meglio le scrittrici italiane.<\/p>\n<p><strong>Consigli di lettura:<\/strong><\/p>\n<p>Francesca Melandri, Sangue giusto, Rizzoli 2017<br \/>Francesca Melandri, Piedi freddi, Bompiani 2024<br \/>Elena Rausa, Le invisibili, Neri Pozza 2024<br \/>Rosella Postorino, Le assaggiatrici, Feltrinelli 2018<br \/>Viola Ardone, Il treno dei bambini, Einaudi 2019<br \/>Nicoletta Verna, I giorni di vetro, Einaudi 2024<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">***<\/p>\n<p><strong>La newsletter di Alley Oop<\/strong><\/p>\n<p>Ogni venerd\u00ec mattina Alley Oop arriva nella tua casella mail con le novit\u00e0, le storie e le notizie della settimana. 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