{"id":25453,"date":"2025-08-03T07:13:09","date_gmt":"2025-08-03T07:13:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/25453\/"},"modified":"2025-08-03T07:13:09","modified_gmt":"2025-08-03T07:13:09","slug":"missione-suicida-la-passeggiata-di-dale-gardner-nello-spazio-senza-ganci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/25453\/","title":{"rendered":"Missione suicida: la passeggiata di Dale Gardner nello spazio senza ganci"},"content":{"rendered":"<p>Che diamine ci fa <strong>un tizio nel bel mezzo dello spazio<\/strong>, intento <strong>a fluttuare senza nessun gancio di protezione<\/strong> che gli impedisca di essere risucchiato chiss\u00e0 dove? Sembra fantascienza, eppure \u00e8 tutto vero. <strong>L&#8217;anno \u00e8 il 1984<\/strong> e gli Usa gonfiano i muscoli con lo Shuttle, preparandosi a conquistare fette di galassia sempre pi\u00f9 consistenti. Per farcela \u00e8 necessario attenersi a programmi e procedure stringenti. I rischi devono essere limati, ridotti ad una prossimit\u00e0 che lambisce lo zero. Quest&#8217;uomo per\u00f2 se ne infischia altamente. Passeggia nel vuoto cosmico, sottoponendosi ad un pericolo assurdo.<\/p>\n<p>Il suo nome \u00e8 <strong>Dale Gardner<\/strong>, \u00e8 un astronauta della NASA e durante una missione pensa bene di uscire dalla sua navetta per galleggiare nello spazio aperto, da solo, senza alcun cavo, braccio robotico o corda di sicurezza. <strong>Addosso ha solo un jet pack<\/strong>. Ossia uno zaino con dei razzetti propulsori che lo spingono avanti, indietro, a destra, a sinistra. Roba da film di fantascienza. Solo che non \u00e8 un film. <strong>\u00c8 la missione STS-51-A<\/strong> dello Shuttle Discovery. Il compito di Gardner, insieme al collega Bruce McCandless, \u00e8 quello di <strong>recuperare un paio di satelliti malfunzionanti<\/strong>, <strong> <\/strong>come fossero lavatrici rotte da gettare in discarica. Solo che non \u00e8 cos\u00ec che Dale dovrebbe agganciare quella ferraglia logora. Va letteralmente a recuperarlo a mano, fidandosi della traiettoria studiata a bordo, e del fatto che non verr\u00e0 trascinato via. Che senso ha rischiare la vita in quel modo? La missione, messa cos\u00ec, \u00e8 potenzialmente suicida.<\/p>\n<p>La NASA oggi una cosa del genere non la permette nemmeno sotto tortura. <strong>Le passeggiate \u201csenza vincoli\u201d<\/strong>, come le chiamano loro, finiscono presto nel cassetto delle idee troppo belle per essere vere. Troppo pericolose. Troppo fuori controllo. Troppo americane, se vogliamo. Perch\u00e9 la nuova frontiera dello spazio, adesso, si muove in silenzio, facendo meno cinema. Pi\u00f9 algoritmi, meno eroismi. Ma quella scena torna attuale perch\u00e9, incredibilmente, rievoca un\u2019idea che gli Usa accarezzano seriamente da un pezzo: catturare un asteroide. Letteralmente. Prendere un sasso vagante dello spazio, infilarlo in un sacco robotico e trascinarlo fino all\u2019orbita lunare. La missione si chiama ARM (Asteroid Redirect Mission), \u00e8 ambiziosa, visionaria, e come spesso accade, viene uccisa da un foglio Excel. I vincoli sono troppi: l\u2019asteroide deve avere la dimensione giusta, la densit\u00e0 giusta, ruotare con calma, stare nel posto giusto al momento giusto, e infine farsi prendere. Alla fine si decide che no, non \u00e8 il caso di spendere miliardi per tentare di fare una cosa del genere.<\/p>\n<p>Peccato, perch\u00e9 il concetto \u00e8 chiaro: imparare a manipolare piccoli corpi celesti, usarli come palestra per missioni future, e magari anche capire come deviarli se un giorno uno di loro decidesse di venire a sbatterci addosso a 40mila chilometri all\u2019ora. Nel frattempo, nel 2022, la NASA fa centro con la missione DART, colpendo il satellite Dimorphos per spostarlo leggermente dall\u2019orbita. E OSIRIS-REx raccoglie frammenti dell\u2019asteroide Bennu e li spedisce a casa. Ma sono missioni automatiche, fredde, pulite, ipercontrollate. <strong>Nessun astronauta in volo libero.<\/strong> Nessuno zaino a razzo. Nessuno che si lanci nel buio cosmico con la sola fiducia nei calcoli fatti a terra. Gardner e McCandless, nel loro silenzio impassibile, restano due archetipi di un\u2019epoca diversa, dove l\u2019America spara alto \u2013 in tutti i sensi \u2013 e dove il rischio non \u00e8 una nota a pi\u00e8 di pagina ma il centro della scena.<\/p>\n<p>Oggi lo spazio \u00e8 un\u2019altra cosa. Le traiettorie si calcolano al millimetro, i robot fanno il lavoro sporco, gli astronauti restano ben legati, e l\u2019idea di fluttuare da soli come polline cosmico fa rabbrividire i manager della sicurezza. Ma il fascino resta.\n<\/p>\n<p> Quel video non \u00e8 solo nostalgia per l\u2019epoca dello Shuttle: \u00e8 una cartolina da un futuro che abbiamo immaginato ma non osato afferrare. E oggi, mentre parliamo di colonizzare Marte o deviare asteroidi, ogni tanto \u00e8 utile ricordare che qualcuno, quarant\u2019anni fa, faceva cose di quest genere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Che diamine ci fa un tizio nel bel mezzo dello spazio, intento a fluttuare senza nessun gancio di&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":25454,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,11819,195,198,199,197,200,201,26168,194,196],"class_list":{"0":"post-25453","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-nasa","12":"tag-science","13":"tag-science-and-technology","14":"tag-scienceandtechnology","15":"tag-scienza","16":"tag-scienza-e-tecnologia","17":"tag-scienzaetecnologia","18":"tag-shuttle","19":"tag-technology","20":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25453","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25453"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25453\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25454"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25453"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25453"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25453"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}