{"id":254594,"date":"2025-12-10T17:31:11","date_gmt":"2025-12-10T17:31:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/254594\/"},"modified":"2025-12-10T17:31:11","modified_gmt":"2025-12-10T17:31:11","slug":"san-raffaele-16-infermieri-dimessi-in-3-mesi-prima-dei-disservizi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/254594\/","title":{"rendered":"San Raffaele: 16 infermieri dimessi in 3 mesi prima dei disservizi"},"content":{"rendered":"<p>I primi sintomi della crisi che <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2025\/12\/09\/san-raffaele-farmaci-sbagliati-cooperativa-infermieri-news\/8221060\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">ha portato all\u2019apertura dell\u2019indagine dell\u2019Ats sull\u2019<strong>ospedale San Raffaele<\/strong> di Milano<\/a> si erano manifestati gi\u00e0 <strong>settimane fa<\/strong>. Gli errori, i problemi comunicativi, le difficolt\u00e0 nella gestione dei farmaci e la mancanza di conoscenza delle procedure cliniche, denunciati nelle ultime ore, sono frutto di scelte dirigenziali precise, compiute dai vertici del colosso della sanit\u00e0 privata che opera in convenzione con il <strong>Servizio sanitario<\/strong>. Negli ultimi tre mesi, stando a quanto riferito dal sindacato <strong>Nursind<\/strong> a ilfattoquotidiano.it, <strong>16 infermieri<\/strong> che lavoravano nel reparto interessato dai disservizi del<strong> 5, 6 e 7 dicembre<\/strong> si sono dimessi, compresa la loro coordinatrice. <strong>Un\u2019emorragia rapidissima<\/strong> (e un allarme lanciato dai dipendenti riguardo le loro condizioni lavorative) che l\u2019ormai ex amministratore unico, <strong>Francesco Galli<\/strong>, non ha saputo gestire. Le corsie sono rimaste sguarnite, ma serviva una soluzione per continuare ad erogare i servizi \u2013 nonch\u00e9 a mandare avanti il business del <strong>gruppo San Donato<\/strong>, di cui fa parte il San Raffaele, che nel 2024 ha fatturato 2,57 miliardi di euro con un aumento del 30% sul 2023 e del 49% sul 2019. La soluzione pensata dalla dirigenza \u00e8 stata quella di appaltare completamente i servizi a <strong>una cooperativa esterna<\/strong>, risparmiando sul costo del lavoro e tagliando sulla qualit\u00e0 delle cure offerte ai pazienti. Mettendo in mano un reparto complesso a infermieri in gran parte <strong>neolaureati<\/strong>, che si sono trovati a fronteggiare emergenze senza alcun affiancamento. Giovani professionisti catapultati in un ospedale che non conoscono, senza alcun riferimento.<\/p>\n<p>\u201cSi \u00e8 puntato subito il dito sulle competenze di questi infermieri, senza sottolineare <strong>la crisi di gestione delle risorse<\/strong> che da lungo tempo sta vivendo il San Raffaele\u201d, commenta a ilfattoquotidiano.it <strong>Romina Iannuzzi<\/strong>, responsabile sanit\u00e0 privata del sindacato di categoria <strong>Nursind<\/strong>. \u201cL\u2019esodo dei professionisti \u00e8 stato ignorato. Il reparto si \u00e8 dissolto in poco tempo e non sono state messe in campo strategie per incentivare e trattenere i professionisti \u2013 prosegue -. <strong>Invece di investire sul personale, si \u00e8 preferito appaltare a una cooperativa<\/strong>. Si tratta di scelte politiche scellerate\u201d. <a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/in-edicola\/articoli\/2025\/12\/10\/sotto-accusa-san-raffaele-e-coop-bianca-di-infermieri\/8222280\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Come scritto da<strong> il Fatto quotidiano<\/strong><\/a>, la cooperativa in questione \u00e8 la <strong>Auxilium<\/strong> <strong>Care Scarl<\/strong>, collegata alla Auxilium Scarl fondata e diretta da Angelo Chiorazzo, considerato il re delle cooperative bianche. Da tempo il San Raffaele appalta loro alcuni servizi, tra cui quelli del reparto finito ora sotto indagine. \u201cGli infermieri di questa cooperativa sono sottoposti a condizioni contrattuali molto peggiori rispetto a quelle dei loro colleghi assunti direttamente dal San Raffaele. <strong>Ci sono almeno 500 euro di differenza di paga base<\/strong> tra i due contratti, nonostante le due ore lavorate in pi\u00f9 ogni settimana\u201d, spiega Iannuzzi. Di fatto, con l\u2019esternalizzazione, l\u2019azienda risparmia. E ai pazienti \u2013 che in questo reparto accedono tramite convenzione, e non in regime di privato puro \u2013 viene offerto uno standard di cura non adeguato.<\/p>\n<p>Secondo quanto riportato dal sindacato, nel pieno dell\u2019emergenza degli scorsi giorni, la cooperativa, rendendosi conto dei potenziali danni che i suoi lavoratori stavano causando in ospedale, ha provato a correre in extremis ai ripari. Viste le lamentele e le preoccupazioni dei sanitari del San Raffaele, che osservavano i limiti dei neoassunti, <strong>Auxilium<\/strong> ha offerto agli infermieri dipendenti di <strong>fare formazione ai lavoratori<\/strong> della cooperativa: <strong>600 euro<\/strong> per il turno di affiancamento diurno, mille per quello notturno. <strong>Ricchi gettoni<\/strong> a carico della cooperativa, per provare a salvare la situazione, prima che il caso deflagrasse. \u201cA un nuovo infermiere ci vogliono sei mesi di affiancamento per avere piena padronanza in un reparto ad alta intensit\u00e0 di cura come quello in questione. Il turnover \u00e8 complicato \u2013 prosegue Iannuzzi -. \u00c8 <strong>gravissimo<\/strong> che nel primo gruppo della sanit\u00e0 privata italiana, visti anche gli enormi ricavi che fa, questo non venga preso in considerazione. E tutto solo per <strong>tagliare sui costi e massimizzare ancora i profitti<\/strong>\u201d, conclude.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"I primi sintomi della crisi che ha portato all\u2019apertura dell\u2019indagine dell\u2019Ats sull\u2019ospedale San Raffaele di Milano si erano&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":254595,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[79],"tags":[14,93,94,1537,90,89,7,15,11,84,91,12,85,92],"class_list":{"0":"post-254594","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-italia","8":"tag-cronaca","9":"tag-cronaca-italiana","10":"tag-cronacaitaliana","11":"tag-it","12":"tag-italia","13":"tag-italy","14":"tag-news","15":"tag-notizie","16":"tag-ultime-notizie","17":"tag-ultime-notizie-e-news-di-oggi","18":"tag-ultime-notizie-italia","19":"tag-ultimenotizie","20":"tag-ultimenotizieenewsdioggi","21":"tag-ultimenotizieitalia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115696467003291760","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/254594","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=254594"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/254594\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/254595"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=254594"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=254594"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=254594"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}