{"id":254683,"date":"2025-12-10T18:54:15","date_gmt":"2025-12-10T18:54:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/254683\/"},"modified":"2025-12-10T18:54:15","modified_gmt":"2025-12-10T18:54:15","slug":"asset-russi-congelati-in-ue-accordo-imminente-per-il-sostegno-allucraina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/254683\/","title":{"rendered":"Asset russi congelati in UE: accordo imminente per il sostegno all&#8217;Ucraina"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019<strong>Unione europea<\/strong> \u00e8 pronta ad assumersi il rischio dell\u2019utilizzo degli <strong>asset russi congelati<\/strong> come garanzia ai prestiti per il futuro sostegno all\u2019<strong>Ucraina<\/strong>. Secondo il Financial Times e altre fonti Ue citate da Ansa, esiste una \u201c<strong>chiara maggioranza<\/strong>\u201d tra i 27 Stati membri d\u2019accordo sull\u2019utilizzo dei beni di <strong>Mosca<\/strong>, nonostante il rischio, in caso di accordo di pace, di dover restituire i <strong>210 miliardi<\/strong> in questione. Sarebbe quindi superata l\u2019opposizione non solo di Paesi come <strong>Ungheria<\/strong> e <strong>Slovacchia<\/strong>, contrari all\u2019imposizione di nuove sanzioni nei confronti della Federazione, ma anche del <strong>Belgio<\/strong> che, attraverso <strong>Euroclear<\/strong>, detiene <strong>185 miliardi<\/strong> di questi fondi e, in caso di restituzione, rischierebbe, come dichiarato da esponenti del governo di <strong>Bruxelles<\/strong>, \u201cla <strong>bancarotta<\/strong>\u201c. Ma proprio il governo di Bruxelles minaccia <strong>azioni legali<\/strong> nel caso in cui la proposta venisse approvata.<\/p>\n<p>Decisivo, da quanto si apprende, potrebbe essere gi\u00e0 il Consiglio europeo del 18-19 dicembre, quando si arriver\u00e0 a una scelta politica per stabilire su quale architettura lavorare nelle settimane successive, aprendo la strada a un lungo ciclo di negoziati tecnici: anche in caso di accordo, il nuovo schema non potr\u00e0 comunque essere operativo dal primo gennaio, ma sar\u00e0 invece necessario tempo, dato che la trasposizione nazionale sar\u00e0 diversa in ogni Stato membro e in molti casi richieder\u00e0 interventi legislativi nei Parlamenti nazionali.<\/p>\n<p>In caso di intesa, per\u00f2, il processo assumerebbe un\u2019accelerata decisiva. La fiducia espressa dalle fonti citate \u00e8 anche legata al fatto che la decisione non richiederebbe una maggioranza assoluta in Consiglio, ma solo quella <strong>qualificata<\/strong>. Un obiettivo che, evidentemente, \u00e8 considerato raggiungibile, dato che in questi giorni i vertici Ue e le principali cancellerie europee, <strong>Germania<\/strong> in testa, hanno lavorato per rendere il piano digeribile anche per il Belgio, ipotizzando ad esempio una <strong>redistribuzione delle responsabilit\u00e0<\/strong> tra gli Stati che compongono l\u2019Ue. Il Financial Times spiega che, per aggirare le minacce di veto di <strong>Viktor Orban<\/strong>, verrebbe usato <strong>l\u2019articolo 122<\/strong> del Trattato che permette di approvare misure di emergenza economica a maggioranza qualificata, non all\u2019unanimit\u00e0.<\/p>\n<p>Pronto a combattere per evitare che la proposta passi, nonostante i tentativi di persuasione da parte dei vertici Ue e di Paesi come la Germania, \u00e8 il Belgio che detiene la quasi totalit\u00e0 dei beni congelati. Il primo ministro <strong>Bart De Wever<\/strong> non esclude <strong>ricorsi legali<\/strong> se costretto ad accettare l\u2019utilizzo dell\u2019articolo 122 del Trattato, con una decisione Ue a maggioranza qualificata e non all\u2019unanimit\u00e0, per finanziare il prestito di riparazione all\u2019Ucraina basato sugli asset sovrani russi. Il ricorso a tale articolo \u201csi avvicina a una <strong>misura sanzionatoria<\/strong>\u201c, ha detto, e per questo dovrebbe richiedere l\u2019unanimit\u00e0. Ha ribadito comunque la volont\u00e0 di trovare una soluzione che consenta di continuare il sostegno finanziario a <strong>Kiev<\/strong>. \u201cIl Belgio \u00e8 sempre un Paese che vuole arrivare a una soluzione a livello europeo e una buona soluzione \u2013 ha aggiunto \u2013 Non ritengo che questa sia la soluzione giusta. Se numerosi Paesi vogliono avanzare verso il <strong>prestito di riparazione<\/strong>, ho detto chiaramente alla signora <strong>von der Leyen<\/strong> e al signor <strong>Merz<\/strong> che esistono tre condizioni cruciali\u201d. Che nello specifico sono: una <strong>mutualizzazione del rischio<\/strong>, la messa a disposizione immediata di <strong>liquidit\u00e0<\/strong> qualora il Belgio dovesse essere chiamato a restituire le somme prelevate (o anche di pi\u00f9, secondo il trattato bilaterale sulla protezione degli investimenti con la Russia), una <strong>ripartizione equa<\/strong> del rischio di contromisure russe. \u201cSe riusciremo a garantire queste tre condizioni entro il 18 dicembre (data del prossimo vertice europeo), \u00e8 possibile che daremo la nostra approvazione. Non \u00e8 nel dna del Belgio comportarsi in Europa come l\u2019Ungheria. Ma resto scettico. C\u2019\u00e8 molto lavoro da compiere in una settimana. Continuo quindi a sostenere un\u2019altra soluzione\u201d. Quanto al futuro, per De Wever questi asset sovrani saranno probabilmente parte di un accordo di pace perch\u00e9 \u201c\u00e8 <strong>improbabile che la Russia subisca una sconfitta militare<\/strong>\u201c. \u201cPer me questa guerra deve concludersi al pi\u00f9 presto con un trattato accettato dall\u2019Ucraina e dall\u2019Europa e non solo dalla Russia e dagli Stati Uniti. \u00c8 probabile che tali asset vi siano inclusi. Che la Russia vi rinunci mi pare poco verosimile\u201d.<\/p>\n<p>Un\u2019idea del rischio che i Paesi europei si assumerebbero in caso di utilizzo degli asset russi congelati per finanziare l\u2019Ucraina lo d\u00e0 la <strong>European Trade Justice Coalition<\/strong> (Etjc), rete europea di ong e gruppi della societ\u00e0 civile di monitoraggio sulle politiche commerciali Ue, secondo la quale ci sono gi\u00e0 <strong>arbitrati per oltre 53 miliardi<\/strong> in Europa di oligarchi o aziende colpite dalle sanzioni alla Russia. Oltre la met\u00e0 dei <strong>28 ricorsi<\/strong> \u00e8 stata avviata o annunciata formalmente nel 2025, in molti casi tramite societ\u00e0 registrate in Paesi Ue come Belgio, <strong>Lussemburgo<\/strong>, <strong>Paesi Bassi<\/strong>, <strong>Austria<\/strong> o <strong>Regno Unito<\/strong>. Tra i casi pi\u00f9 rilevanti citati dall\u2019analisi figurano la richiesta di circa 13,7 miliardi di euro presentata dall\u2019oligarca russo <strong>Mikhail Fridman<\/strong> contro il Lussemburgo e la minaccia di causa della compagnia petrolifera russa <strong>Rosneft<\/strong> alla Germania per la messa sotto tutela dei suoi asset per quasi 6 miliardi di euro. In Belgio, quattro investitori russi hanno notificato l\u2019intenzione di avviare arbitrati collegati ai loro fondi bloccati presso Euroclear, mentre in <strong>Francia<\/strong> risultano due ricorsi da parte di uomini d\u2019affari russi sanzionati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L\u2019Unione europea \u00e8 pronta ad assumersi il rischio dell\u2019utilizzo degli asset russi congelati come garanzia ai prestiti per&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":254684,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-254683","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115696793248522617","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/254683","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=254683"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/254683\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/254684"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=254683"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=254683"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=254683"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}