{"id":255126,"date":"2025-12-11T02:00:29","date_gmt":"2025-12-11T02:00:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/255126\/"},"modified":"2025-12-11T02:00:29","modified_gmt":"2025-12-11T02:00:29","slug":"una-cultura-sempre-piu-in-preda-allenshittification","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/255126\/","title":{"rendered":"Una cultura sempre pi\u00f9 in preda all\u2019enshittification"},"content":{"rendered":"<p>In base alla <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/2025\/10\/enshittification-cultura-arte\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/arti-visive\/2025\/10\/enshittification-cultura-arte\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">enshittification<\/a> descritta dallo scrittore di fantascienza canadese <strong>Cory Doctorow<\/strong>, il processo di degradazione progressiva delle piattaforme digitali non \u00e8 frutto di un difetto strutturale, ma piuttosto sulla base di un piano ben preciso che ha a che fare con l\u2019estrazione ultima del valore: \u00e8 il caso paradigmatico, per esempio, della parabola di <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/twitter\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/twitter\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Twitter-X<\/a>, prima e dopo l\u2019acquisizione da parte di <strong><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/elon-musk\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/elon-musk\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\">Elon Musk<\/a><\/strong>.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Che cosa \u00e8 l\u2019enshittification\u00a0<\/p>\n<p>Questo processo porta alla \u2018morte\u2019 per esaurimento\/svuotamento della piattaforma.\u00a0Questo termine-concetto (inventato e introdotto tre anni fa) si pu\u00f2 estendere e applicare utilmente a tutta una serie di altri campi, compresi ovviamente quelli dell\u2019arte e della cultura. Fa parte, infatti, dell\u2019esperienza comune e condivisa il fenomeno di un\u2019apparente enshittification che ha riguardato e riguarda \u2013 con lodevoli e notevoli eccezioni, che per\u00f2 classicamente non fanno che confermare la regola \u2013 oggetti singoli e intere aree come musica, design, letteratura, serie tv. Lo schema \u00e8 sempre quello: si inizia con alta qualit\u00e0 dei servizi e dei contenuti, per poi assistere a un declino generale prima lento, poi sempre pi\u00f9 rovinoso. Una volta agganciati i clienti, sembra che la loro soddisfazione non sia pi\u00f9 la priorit\u00e0, ma che si pensi di far ingoiare loro qualunque cosa (e il termine-concetto stesso di <strong>\u201ccontenuto\u201d,<\/strong> introdotto non moltissimo tempo fa in ambito culturale, che cosa rappresenta se non la definitiva equivalenza-equiparazione di ogni opera ad ogni altra, del cinepanettone al film d\u2019autore, del film di supereroi alla distopia raffinata, della commedia dozzinale al gangster-movie innovativo? Il rettangolino \u2013 verticale o orizzontale \u2013 \u00e8 sempre lo stesso, ha sempre le medesime dimensioni \u2013 e che noi ne scegliamo uno piuttosto che un altro, o che non ne scegliamo nessuno rimanendo per mezza serata a scartabellare in maniera sempre pi\u00f9 sconsolata per la piattaforma non fa alcuna differenza: \u00e8 esattamente lo stesso).\u00a0<\/p>\n<p>    L&#8217;articolo continua pi\u00f9 sotto<\/p>\n<p>Opere d\u2019arte e contenuto\u00a0<\/p>\n<p>Ora, certamente arte e cultura sono una parte importante, essenziale della nostra vita; ma gli effetti della enshittification si fanno molto pi\u00f9 preoccupanti e inquietanti se guardiamo ad altri ambiti, come la societ\u00e0, la politica, l\u2019economia. E, soprattutto, il <strong>linguaggio<\/strong>, che in fondo \u00e8 l\u2019infrastruttura pi\u00f9 rilevante, e delicata, della nostra vita collettiva. Non possiamo non aver fatto caso, una volta o l\u2019altra, a quanto il linguaggio sia andato incontro a un processo di ipersemplificazione che \u00e8 stato rapidissimo e molto, molto profondo. E che lo diventa, a quanto parte, sempre di pi\u00f9. Anche per questo, come per tantissimi altri aspetti, occorre rivolgersi a <a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/george-orwell\/\" target=\"_blank\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/tag\/george-orwell\/\" rel=\"noreferrer noopener nofollow\"><strong>George Orwell<\/strong> <\/a>e al suo capolavoro-testamento, 1984: nel 1948, aveva immaginato e anticipato ci\u00f2 che poi si \u00e8 puntualmente realizzato in forme magari diverse nell\u2019aspetto, ma terribilmente corrispondenti (negli Anni Ottanta e Novanta del Novecento era di moda deridere lo scrittore inglese, additando quanto il contesto fosse diverso da quello descritto nel romanzo; oggi, mi sembra, non ride quasi pi\u00f9 nessuno: non ci sono Oceania, Eurasia ed Estasia \u2013 come del resto non c\u2019\u00e8 Panem, se \u00e8 per questo \u2013 ma non manca poi molto\u2026).\u00a0<\/p>\n<p>Il linguaggio come infrastruttura della vita collettiva\u00a0<\/p>\n<p>In particolare, la neolingua del Socing descritta in modo particolareggiato nell\u2019Appendice \u00e8 quella gi\u00e0 largamente in uso nelle nostre societ\u00e0, con il suo essere programmata per costringere ad adottare un\u2019interpretazione della realt\u00e0 e solo quella, e all\u2019impossibilit\u00e0 concreta di vedere altrimenti, di pensare altrimenti: \u201cIl lessico della neolingua era articolato in modo da fornire un\u2019espressione precisa e spesso molto sottile per ogni significato che un membro del Partito volesse correttamente esprimere, escludendo al tempo stesso ogni altro significato, compresa la possibilit\u00e0 di giungervi in maniera indiretta. Ci\u00f2 era garantito in parte dalla creazione di nuovi vocaboli, ma soprattutto dall\u2019eliminazione di parole indesiderate e dalla soppressione di significati eterodossi e, possibilmente, di tutti i significati secondari nelle parole superstiti. (\u2026) la libert\u00e0 politica e intellettuale non esisteva pi\u00f9 neanche come concetto e mancava pertanto una parola che la definisse. A prescindere dall\u2019eliminazione di vocaboli decisamente eretici, la contrazione del lessico era vista come un qualcosa di fine a se stesso, e non era permessa l\u2019esistenza di una parola che fosse possibile eliminare. La neolingua non era concepita per ampliare le capacit\u00e0 speculative, ma per ridurle, e un simile scopo veniva indirettamente raggiunto riducendo al minimo le possibilit\u00e0 di scelta\u201d (George Orwell, Appendice. I princ\u00ecpi della neolingua, in 1984, Mondadori, Milano 2013, p. 308).\u00a0<br \/>Anche qui, direi che praticamente ci siamo.\u00a0<br \/>\u00a0<br \/>Christian Caliandro\u00a0<\/p>\n<p>Articolo pubblicato su\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/magazine\/artribune-87-2\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.artribune.com\/magazine\/artribune-87-2\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Artribune Magazine #87<br \/><\/a><a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/magazine_abbonati\/#_blank\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Abbonati<\/a>\u00a0ad Artribune Magazine<br \/>Acquista la tua\u00a0<a href=\"https:\/\/www.artribune.com\/pubblicita\/#_blank\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">inserzione<\/a>\u00a0sul prossimo Artribune<\/p>\n<p class=\"intext-cta\">Artribune \u00e8 anche su Whatsapp.  \u00c8 sufficiente <a href=\"https:\/\/whatsapp.com\/channel\/0029Va9iaYUEFeXeqRR2yT1y\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">cliccare qui<\/a> per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In base alla enshittification descritta dallo scrittore di fantascienza canadese Cory Doctorow, il processo di degradazione progressiva delle&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":255127,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-255126","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115698468393110696","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/255126","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=255126"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/255126\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/255127"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=255126"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=255126"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=255126"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}