{"id":255408,"date":"2025-12-11T07:26:12","date_gmt":"2025-12-11T07:26:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/255408\/"},"modified":"2025-12-11T07:26:12","modified_gmt":"2025-12-11T07:26:12","slug":"a-torino-in-mostra-la-madonna-delle-ciliegie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/255408\/","title":{"rendered":"A Torino in mostra \u201cLa Madonna delle ciliegie\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Una nuova mostra alle Gallerie d\u2019Italia a Torino. Da oggi (10 dicembre) e per tutto il periodo natalizio fino all\u201911 gennaio 2026 si pu\u00f2 visitare \u201c<strong>Barocci. La Madonna delle ciliegie\u201d<\/strong>. L\u2019esposizione presenta uno dei pi\u00f9 celebri capolavori di Federico Barocci (Urbino, 1533 \u2013 1612), il\u00a0Riposo durante la fuga in Egitto, proveniente dai Musei Vaticani. Conosciuto anche come\u00a0Madonna delle ciliegie. Si inserisce nell\u2019ambito della rassegna \u201cL\u2019Ospite illustre\u201d che, dal 2015 nel corso di 17 edizioni, ha visto la presentazione di numerosi capolavori nelle sedi espositive di Intesa Sanpaolo provenienti da musei italiani e stranieri.<\/p>\n<p>Allestita al piano nobile del museo di Piazza San Carlo in Sala Turinetti, la mostra offre al pubblico la possibilit\u00e0 di ammirare da vicino un dipinto che testimonia in modo emblematico la \u201cmaniera dolce\u201d dell\u2019artista urbinate. Un linguaggio pittorico morbido e sfumato, memore delle atmosfere correggesche, arricchito da un cromatismo ricercato, frutto della perfetta fusione di tonalit\u00e0 calde e fredde. Pur avendo scelto di trascorrere gran parte della carriera nella sua citt\u00e0 natale, lontano dai principali centri culturali, Barocci seppe affermarsi come uno dei pi\u00f9 significativi autori di pittura sacra della seconda met\u00e0 del Cinquecento, richiesto da committenti in tutta Italia.<\/p>\n<p>L\u2019opera di Barocci in mostra<\/p>\n<p>Conosciuta anche come\u00a0Madonna delle ciliegie, quest\u2019opera raffinata e poetica \u2013 completata nel 1573 per l\u2019amico e collezionista Simonetto Anastagi di Perugia \u2013 rappresenta una delle pi\u00f9 alte espressioni della produzione sacra di Barocci, protagonista della scena artistica italiana ed europea tra Cinque e Seicento. La presenza dell\u2019albero e dei frutti, offerti da san Giuseppe al Bambino, richiama sia il sangue della Passione sia la dolcezza del Paradiso, in una sintesi iconografica dal profondo valore teologico e affettivo.<\/p>\n<p>Nel\u00a0Riposo durante la fuga in Egitto\u00a0la scena sacra si carica di una tenerezza quotidiana che riflette i nuovi orientamenti della Controriforma: la dimensione divina si traduce in un\u2019intimit\u00e0 domestica fatta di gesti semplici, nella quale l\u2019umanit\u00e0 dei protagonisti diviene tramite di un messaggio spirituale accessibile e profondamente empatico. Alla morte dell\u2019Anastagi, nel 1602, l\u2019opera pass\u00f2 ai Gesuiti di Perugia e vi rimase fino alla soppressione dell\u2019ordine nel 1773, per poi raggiungere Roma, transitando prima per il Quirinale, entrando nelle raccolte pontificie all\u2019epoca di Pio IX e approdando infine, nel 1935, alla nuova Pinacoteca Vaticana di Pio XI.<\/p>\n<p class=\"sbscribe-link\"><a target=\"_blank\" href=\"https:\/\/lavalsusa-ita.newsmemory.com\/?purchase\" rel=\"nofollow noopener\"> Clicca qui per acquistare la tua copia digitale<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una nuova mostra alle Gallerie d\u2019Italia a Torino. 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