{"id":255521,"date":"2025-12-11T09:09:12","date_gmt":"2025-12-11T09:09:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/255521\/"},"modified":"2025-12-11T09:09:12","modified_gmt":"2025-12-11T09:09:12","slug":"sagan-aveva-qualcosa-di-diverso-con-finn-litalia-puo-credere-nel-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/255521\/","title":{"rendered":"Sagan aveva qualcosa di diverso. Con Finn l&#8217;Italia pu\u00f2 credere nel futuro"},"content":{"rendered":"<p data-start=\"268\" data-end=\"1070\">Sedici anni nel ciclismo professionistico non sono semplicemente un arco di tempo: sono una seconda vita. Una vita fatta di sacrifici, cadute, voli interminabili, allenamenti, ma anche di emozioni incandescenti, amicizie rare e vittorie che rimangono incise per sempre. Per <strong>Davide Cimolai<\/strong>, classe 1989, il 2025 \u00e8 stato l\u2019ultimo capitolo della sua attivit\u00e0 da corridore. Una carriera ricca, vissuta con orgoglio e senso di appartenenza indossando le maglie di Liquigas, Lampre, FDJ, Israel, Cofidis e infine Movistar, e impreziosita da 9 vittorie personali, tanti podi sfiorati e un ruolo fondamentale nelle squadre e nella Nazionale di Davide Cassani, con cui ha contribuito alla conquista di quattro titoli europei consecutivi. Cimolai \u00e8 sempre stato un corridore generoso, un uomo-squadra, uno di quelli che i compagni cercano quando c\u2019\u00e8 da fare la differenza nei momenti duri. E oggi, guardandosi alle spalle, racconta una storia che va oltre i risultati: una storia di crescita, disciplina, umanit\u00e0.<\/p>\n<p data-start=\"268\" data-end=\"1070\"><strong data-start=\"1356\" data-end=\"1403\">Cosa ti resta di questi 16 anni da professionista?<br \/><\/strong>\u201cIl ciclismo per me \u00e8 stato una scuola di vita. Non \u00e8 solo lo sport che ho praticato: \u00e8 ci\u00f2 che mi ha formato come uomo. Mi ha insegnato la disciplina, il rispetto, l\u2019educazione, la capacit\u00e0 di sacrificarmi per un obiettivo \u2014 mio o dei miei compagni.<br data-start=\"1656\" data-end=\"1659\"\/>Mi porto dentro tutte le emozioni: la tensione della partenza, la fatica che brucia, la gioia di una vittoria e anche la delusione quando le cose non vanno. \u00c8 un bagaglio enorme che mi accompagner\u00e0 per sempre.\u201d<\/p>\n<p data-start=\"1405\" data-end=\"1870\"><strong data-start=\"1880\" data-end=\"1929\">Quando hai maturato la decisione di smettere?<br \/><\/strong>\u201c\u00c8 stata una decisione che \u00e8 maturata lentamente, quasi giorno dopo giorno. La stagione \u00e8 iniziata male, con una forte influenza in Oman. Non ho avuto il tempo di recuperare perch\u00e9 subito dopo dovevo correre negli Emirati, e da l\u00ec \u00e8 iniziato un continuo rincorrere la forma senza mai trovarla. Spesso facevo da tappabuchi, correndo anche gare come la Strade Bianche dopo una settimana senza bici solo per permettere alla squadra di raggiungere il numero minimo di partecipanti. Poi \u00e8 arrivato il problema al braccio: un\u2019infezione sottovalutata che mi ha fatto rischiare addirittura l\u2019amputazione. L\u2019intervento non era complicato, ma la degenza e gli antibiotici mi hanno messo ko. Il mio sistema immunitario era a terra: tre otiti in due mesi.\u00a0 A luglio stavo meglio, ma al Giro di Polonia ho preso il Covid come met\u00e0 del gruppo. Nonostante tutto mi hanno fatto correre il Renewi Tour, che \u00e8 forse la corsa pi\u00f9 stressante dell\u2019anno. Ho dato tutto me stesso solo per riuscire a finirla. \u00c8 stata un\u2019annata in cui non sono mai stato davvero me stesso. Mi sono chiesto se valesse la pena continuare, soprattutto sapendo di non essere pi\u00f9 negli anni d\u2019oro. Ma so di aver dato il 110%, quindi non ho rimpianti. E poi: ho sempre detto che la Movistar sarebbe stata la mia ultima squadra. Non avrei cambiato team per un ultimo anno.\u201d<\/p>\n<p data-start=\"1931\" data-end=\"3309\"><strong data-start=\"3319\" data-end=\"3419\">Se avessi deciso di proseguire, la Movistar sarebbe stata disponibile a rinnovarti il contratto?<br \/><\/strong>\u201c\u00c8 stato un insieme di fattori. Io alla Movistar ero arrivato anche per supportare Gaviria, e la nostra stagione non \u00e8 stata quella che speravamo. All\u2019interno del team sono cambiate molte cose: hanno investito molto sul Team Devo e hanno deciso di dare spazio ai giovani. \u00c8 stata una scelta comprensibile e naturale per la loro progettualit\u00e0.\u201d<\/p>\n<p data-start=\"3421\" data-end=\"3768\"><strong data-start=\"3778\" data-end=\"3931\">Nasci come pistard di ottimo livello. Hai il rimpianto che, in quel periodo, l\u2019Italia fosse sparita dai velodromi, salvo rinascere qualche anno dopo?<br \/><\/strong>\u201cLa pista mi ha regalato le prime soddisfazioni importanti. Poi per\u00f2 il mio sogno era diventare professionista su strada e ho scelto quella direzione. All\u2019epoca pensavo che dedicare troppo tempo alla pista mi avrebbe allontanato dai miei obiettivi su strada. Forse sbagliavo, forse avrei potuto togliermi qualche soddisfazione in pi\u00f9. Ma col senno di poi \u00e8 facile parlare: ho seguito il mio istinto, e rifarei la stessa scelta.\u201d<\/p>\n<p data-start=\"3933\" data-end=\"4365\"><strong data-start=\"4375\" data-end=\"4532\">Il tuo debutto tra i professionisti avvenne alla Liquigas con Roberto Amadio, il nuovo ct dell\u2019Italia: che rapporto hai con lui? Pensi sia l\u2019uomo giusto?<br \/><\/strong>\u201cA Roberto devo molto: mi ha portato nel \u2018Dream Team\u2019, come si chiamava allora la Liquigas. Per un giovane era un sogno vero, due anni incredibili. Come ct gli auguro il meglio. Io con Cassani ho vissuto gli anni pi\u00f9 belli della Nazionale, ma sono certo che Amadio sapr\u00e0 dare un\u2019impronta importante.\u201d<\/p>\n<p data-start=\"4534\" data-end=\"4838\"><strong data-start=\"4848\" data-end=\"4909\">Chi \u00e8 il compagno di squadra pi\u00f9 forte con cui hai corso?<br \/><\/strong>\u201cPeter Sagan, senza dubbi. Io l\u2019ho conosciuto all\u2019inizio, non era ancora il Peter degli anni d\u2019oro, ma il talento era evidente fin dal primo giorno. Aveva qualcosa che gli altri non avevano.\u201d<\/p>\n<p data-start=\"4911\" data-end=\"5104\"><strong data-start=\"5114\" data-end=\"5199\">E chi invece il corridore con cui hai instaurato una reale amicizia nel ciclismo?<br \/><\/strong>\u201cSono abbastanza selettivo nelle amicizie perch\u00e9 per me hanno un valore profondo. Vado d\u2019accordo con tanti, ma veri amici pochi. Su tutti Jacopo Guarnieri, con cui ho condiviso tanti anni e tante esperienze. E poi Matteo Bono ai tempi della Lampre: con lui c\u2019era un rapporto speciale.\u201d<\/p>\n<p data-start=\"5201\" data-end=\"5490\"><strong data-start=\"5500\" data-end=\"5579\">In questi 16 anni quali sono stati i cambiamenti pi\u00f9 radicali nel ciclismo?<br \/><\/strong>\u201cIl ciclismo post-Covid \u00e8 un altro sport. Una stagione di oggi vale come due di quelle passate, non solo fisicamente ma soprattutto mentalmente. Gli allenamenti sono cambiati: si lavora di pi\u00f9, si lavora pi\u00f9 duro. A volte facevo pi\u00f9 fatica in allenamento che in gara. Lo stress \u00e8 aumentato, cos\u00ec come l\u2019attenzione maniacale sull\u2019alimentazione. Serve una mentalit\u00e0 fortissima, e questo pu\u00f2 aiutare i giovani all\u2019inizio, ma vedremo quanti riusciranno a mantenere questi standard per tanti anni.\u201d<\/p>\n<p data-start=\"5581\" data-end=\"6080\"><strong data-start=\"6090\" data-end=\"6129\">Quale vittoria porti pi\u00f9 nel cuore?<br \/><\/strong>\u201cLaigueglia 2015 \u00e8 stata la prima, quindi rimarr\u00e0 sempre speciale. Ma se devo sceglierne una, dico la Parigi-Nizza. Mi sono riconfermato dopo qualche settimana, contro un parterre di altissimo livello. \u00c8 una delle giornate che ricordo con pi\u00f9 orgoglio.\u201d<\/p>\n<p data-start=\"6131\" data-end=\"6388\"><strong data-start=\"6398\" data-end=\"6478\">Sei arrivato due volte secondo di tappa al Giro d\u2019Italia: sono un rimpianto?<br \/><\/strong>\u201cI secondi posti al Giro o quello alla Tirreno, come quando vinse Alaphilippe nel 2019, ovviamente lasciano un po\u2019 di rammarico. Con quei piazzamenti il mio palmar\u00e8s sarebbe diverso. Ma i \u201cse\u201d e i \u201cma\u201d non cambiano la storia. Ho dato tutto e sono felice di ci\u00f2 che ho costruito.\u201d<\/p>\n<p data-start=\"6480\" data-end=\"6755\"><strong data-start=\"6765\" data-end=\"6867\">Con Finn, Pellizzari, ma anche Ganna, Milan e Ciccone, quale futuro vedi per il ciclismo italiano?<br \/><\/strong>\u201cCon un ragazzo come Finn il movimento ha un motivo in pi\u00f9 per credere nel futuro. Ha un motore incredibile e quello che ha fatto finora lo dimostra: ha tutto per diventare un grande. Pellizzari \u00e8 un altro talento vero. E poi Ganna, Milan, Ciccone: l\u2019Italia ha una generazione importante e io non posso che augurare loro il meglio. La materia su cui lavorare c\u2019\u00e8 eccome.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sedici anni nel ciclismo professionistico non sono semplicemente un arco di tempo: sono una seconda vita. 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