{"id":255753,"date":"2025-12-11T12:25:11","date_gmt":"2025-12-11T12:25:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/255753\/"},"modified":"2025-12-11T12:25:11","modified_gmt":"2025-12-11T12:25:11","slug":"parlano-le-tate-dei-super-ricchi-di-milano-ho-rinunciato-a-una-famiglia-mia-per-crescere-i-figli-degli-altri-ma-quando-lascio-un-bambino-sto-malissimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/255753\/","title":{"rendered":"Parlano le tate dei super ricchi di Milano: \u00abHo rinunciato a una famiglia mia per crescere i figli degli altri. Ma quando lascio un bambino sto malissimo\u00bb"},"content":{"rendered":"<p><strong>Questo articolo sulle tate a Milano \u00e8 pubblicato sul numero 51 di Vanity Fair in edicola fino al 16 dicembre 2025.<\/strong><\/p>\n<p class=\"has-dropcap\">\u00abNei miei 35 anni di carriera ho fatto da mamma a una trentina di bambini ma, di questi, nessuno era figlio mio\u00bb.<\/p>\n<p>Roberta (il cognome non lo vuole dire per non pregiudicarsi futuri ingaggi), 59 anni, emiliana, ha passato pi\u00f9 della met\u00e0 della vita a crescere i figli dell\u2019alta borghesia milanese. Ha iniziato per caso: fresca di separazione, in vacanza a Capalbio fa amicizia con una giornalista, madre di due bambini piccoli. Comincia a prendersene cura e finisce per trasferirsi con loro a Milano, dove resta quattro anni. \u00ab\u00c8 stata l\u2019unica volta che mi sono trattenuta in una famiglia cos\u00ec a lungo. Subito dopo, mi sono specializzata nella cura dei neonati fino ai sei mesi\u00bb. <strong>Sei mesi senza orari, perch\u00e9 quando dorme il bambino bisogna rassettare la cameretta, lavare i vestitini, stirarli, preparare le pappe.<\/strong> Sei mesi senza riposo, al massimo un weekend ogni due, senza sonno perch\u00e9 la gestione delle notti ricade su di lei, e con trasferimenti a richiesta in base alle esigenze della famiglia. <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/article\/sankt-moritz-weekend-gourmand-dove-mangiare-e-bere-al-top\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">Cena a St. Moritz?<\/a> Via, si parte. <strong>Il tutto per 4 mila euro al mese. \u00abSpesso in nero, purtroppo: tanti datori di lavoro preferiscono cos\u00ec\u00bb. Anche se stiamo parlando di miliardari? Anche.<\/strong><\/p>\n<p>Senza contratto, le famiglie risparmiano sui contributi (poco meno di 4 mila euro all\u2019anno), <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/article\/fisco-quasi-meta-degli-italiani-non-paga-irpef-il-43-non-dichiara-redditi\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">le tate sull\u2019Irpef, che \u00e8 a carico loro e che prevede aliquote scaglionate in base al reddito<\/a>. Per uno stipendio di 4 mila euro netti al mese, la tassa annuale si attesta sui 15 mila euro. Ma il rischio per entrambi \u00e8 altissimo, come spiega Elisa Sivieri, ex tata e fondatrice dell\u2019agenzia Tata da Favola: <strong>\u00abSe una signora si infortuna pu\u00f2 fare una vertenza contro la famiglia. E se succede qualcosa al bambino sono guai.<\/strong> Il problema \u00e8 che in Italia tanti, ancora, non riconoscono questa come una professione vera e propria\u00bb.<\/p>\n<p>Ma le cose stanno cambiando. Gli <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/mybusiness\/news-mybusiness\/2018\/06\/07\/matteo-salvini-flat-tax-cosa-cambia-per-le-tasse\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">sgravi fiscali derivati dalla flat tax<\/a>, introdotta nel 2017 e aggiornata nel 2024, sono risultati particolarmente attrattivi per imprenditori, ereditieri, manager, finanzieri che, trasferendosi in Italia, pagano un\u2019imposta forfettaria di 200 mila euro l\u2019anno su tutti i redditi generati all\u2019estero. La tassa \u00e8 applicabile per 15 anni e pu\u00f2 essere estesa anche ai familiari, con un contributo di 25 mila euro ciascuno. Il risultato? <strong>Un importante ingresso di stranieri facoltosi (circa 1.500 solo dalla Gran Bretagna) e un altrettanto cospicuo rientro di italiani residenti all\u2019estero che, tra tutte le citt\u00e0, scelgono Milano<\/strong> per un milione di motivi: le tante opportunit\u00e0 professionali, la vicinanza alle capitali europee, la ricchezza di eventi e network cosmopoliti, l\u2019offerta culturale e, per chi ha figli, anche l\u2019ampia scelta di scuole internazionali.<\/p>\n<p>La struttura determina la sovrastruttura. E cos\u00ec <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/article\/milano-cara-affitti\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">il capoluogo lombardo ha visto aumentare, tra gli altri, il prezzo delle case<\/a> (secondo i dati di Engels &amp; V\u00f6lkers, a Milano la domanda degli immobili di lusso con quotazioni oltre i 2 milioni di euro ha registrato una crescita costante dal 2022), <a href=\"https:\/\/www.vanityfair.it\/article\/scuola-quanto-costa-istruzione-figlio\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">il costo dello studio<\/a> (che, secondo Moneyfarm, nel 2024 \u00e8 aumentato di 10 mila euro rispetto al 2023, attestandosi su una media di 104 mila euro a individuo, dall\u2019asilo all\u2019universit\u00e0) e, naturalmente, il tariffario delle tate: <strong>\u00abOggi una nanny di alto livello pu\u00f2 guadagnare anche 6 mila euro al mese\u00bb,<\/strong> afferma Giulia Garroni Parisi, consulente senior dell\u2019agenzia Nanny &amp; Butler. Ma, insieme allo stipendio, \u00e8 aumentata la richiesta di specializzazione. \u00abFino a qualche anno fa ci si accontentava di una figura tuttofare che desse una mano in casa e che funzionasse come punto di riferimento affettivo per i figli. L\u2019apprendimento era completamente deputato alla scuola. Oggi non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec: le famiglie chiedono professioniste altamente formate\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Questo articolo sulle tate a Milano \u00e8 pubblicato sul numero 51 di Vanity Fair in edicola fino al&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":255754,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1451],"tags":[1621,1620,203,204,1537,90,89,28,19173],"class_list":{"0":"post-255753","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-celebrita","8":"tag-celebrita","9":"tag-celebrities","10":"tag-entertainment","11":"tag-intrattenimento","12":"tag-it","13":"tag-italia","14":"tag-italy","15":"tag-milano","16":"tag-vanity-fair-in-edicola"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115700925991022564","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/255753","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=255753"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/255753\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/255754"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=255753"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=255753"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=255753"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}