{"id":255820,"date":"2025-12-11T13:25:36","date_gmt":"2025-12-11T13:25:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/255820\/"},"modified":"2025-12-11T13:25:36","modified_gmt":"2025-12-11T13:25:36","slug":"limprevisto-che-accende-limmagine-la-stampa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/255820\/","title":{"rendered":"L\u2019imprevisto che accende l\u2019immagine &#8211; La Stampa"},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019edizione 2026 del suo calendario, la trentaquattresima, Lavazza rilancia uno dei progetti visivi pi\u00f9 longevi della comunicazione aziendale e lo colloca in un contesto espanso: con ancora una volta la direzione creativa di Armando Testa, una presentazione ad Art Basel Miami Beach &#8211; l\u2019azienda \u00e8 partner ufficiale &#8211; e un tema che dialoga con la campagna globale, Pleasure Makes Us Human. <strong>A prestare la sua lente ai dodici scatti c\u2019\u00e8 Alex Webb, membro di Magnum Photos dal 1979, che costruisce un percorso che attraversa laghi, litorali, bocciofile, barberie, mercati e ritualit\u00e0 urbane, concentrandosi su gesti e incontri e lasciando sullo sfondo le icone preconfezionate.<\/strong> L\u2019uscita del calendario coincide con l\u2019apertura della fiera e introduce frammenti della quotidianit\u00e0 italiana in uno dei principali luoghi di discussione dell\u2019arte contemporanea. All\u2019interno di un ambiente dominato da linguaggi che spesso privilegiano l\u2019astrazione, il progetto riafferma il valore delle situazioni osservate, delle densit\u00e0 minime, delle relazioni che emergono quando l\u2019immagine si ancora alla vita quotidiana. \u00abSono interessato a come le persone si muovono nello spazio e a come il colore costruisce queste relazioni\u00bb, spiega Webb rivendicando un\u2019attenzione concreta che precede ogni concetto.<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/cultura\/2025\/12\/08\/news\/calendario_foto_tiziana_luxardo-15426685\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Quel calendario con 12 foto di homeless e reietti<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/autori\/luigi_grassia\/\" rel=\"author nofollow noopener\" target=\"_blank\">Luigi Grassia<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t08 Dicembre 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/cultura\/2025\/12\/08\/news\/calendario_foto_tiziana_luxardo-15426685\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/195452514-88aaa0e3-8a12-4ea7-93fd-598224db6b3e.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/> <\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>Il Calendario Lavazza 2026 arriva in un momento in cui l\u2019immagine \u00e8 ovunque e ha perso parte della sua stabilit\u00e0. Affidare il progetto a Webb significa puntare su un autore che lavora sull\u2019attrito. Lo si percepisce subito: alla domanda su ci\u00f2 che vede dell\u2019Italia che sfugge agli italiani, rifiuta l\u2019immagine pronta. \u00abFaccio fatica a rispondere\u00bb, afferma. \u00c8 una posizione di principio: ogni rappresentazione richiede un accesso laterale, un livello di lettura che esclude scorciatoie. \u00abAmo lavorare in luoghi che non conosco a fondo. L\u2019incertezza mi costringe a guardare davvero\u00bb, aggiunge, indicando una postura che osserva anzich\u00e9 interpretare. La sua \u00e8 una forma di cautela che evita di trasformare un paese in un repertorio visivo.<\/p>\n<p><strong>La sua attenzione si concentra sulla tensione che abita gesti ordinari quando vengono osservati in condizioni insolite.<\/strong> L\u2019immagine, per Webb, nasce esattamente in questa soglia: una situazione quotidiana spostata quanto basta per rivelare qualcosa che di solito scorre sotto traccia. \u00abCerco il momento in cui le cose si sfiorano e cambiano direzione\u00bb, afferma, restituendo un metodo fondato sulla deviazione pi\u00f9 che sull\u2019enfasi.<\/p>\n<p>\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/motori\/2025\/11\/17\/news\/pirelli_calendar_2026-15400289\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Calendario Pirelli 2026: l\u2019edizione che celebra la forza degli elementi e delle donne<\/a><\/p>\n<p>\t\t\t\tAndrea Barsanti<\/p>\n<p>\t\t\t17 Novembre 2025<\/p>\n<p>                <a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/motori\/2025\/11\/17\/news\/pirelli_calendar_2026-15400289\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"><\/p>\n<p>\t\t\t\t\t\t<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/202732144-184625ac-3dbc-4d6d-8c1c-a3b151e35d2d.jpg\" alt=\"\" class=\"lazyload\" width=\"125\" height=\"125\"\/> <\/p>\n<p>                <\/a><\/p>\n<p>Il suo approccio si nota anche quando la produzione \u00e8 articolata. \u00abAccade sempre qualcosa che non avevamo previsto, ed \u00e8 l\u00ec che l\u2019immagine si accende\u00bb, spiega. Il riferimento alla pesca &#8211; \u00abprepari tutto, poi aspetti\u00bb &#8211; chiarisce la struttura del suo processo: predisporre un campo e lasciare che l\u2019imprevisto lo completi. L\u2019incertezza diventa una risorsa. Questo principio guida il suo modo di leggere le scene: \u00e8 un metodo che accetta il margine e gli riconosce una funzione precisa. \u00abNon so mai davvero cosa trover\u00f2. Questa ambiguit\u00e0 mi orienta pi\u00f9 di qualsiasi piano\u00bb, dice Webb.<\/p>\n<p>La luce italiana sostiene questa impostazione. \u00abAl mattino presto e nel tardo pomeriggio c\u2019\u00e8 una luce dorata che avvolge tutto\u00bb, osserva. La utilizza come strumento costruttivo: definisce la densit\u00e0, delimita i piani, orienta il ritmo interno della scena. La luce diventa il primo livello di montaggio, il dispositivo che rende leggibile la complessit\u00e0 che intende trattenere.<\/p>\n<p><strong>Sul piano concettuale interviene Francesca Lavazza. Pleasure Makes Us Human <\/strong><strong>si concentra sui gesti minimi. \u00abIl piacere \u00e8 un gesto quotidiano che rende significativo un momento\u00bb, afferma.<\/strong> Il caff\u00e8, in questa prospettiva, agisce come vettore di relazione: \u00ab\u00c8 un gesto di cura, un modo per prendersi tempo\u00bb, aggiunge. Un rito come forma di attenzione pi\u00f9 che di consumo. \u00abCi interessa raccontare ci\u00f2 che unisce, ci\u00f2 che permette alle persone di riconoscersi\u00bb, afferma ancora, riportando il progetto su un piano relazionale. Il calendario prende forma come un catalogo di micro-situazioni che riportano la sensibilit\u00e0 al livello dell\u2019esperienza condivisa.<\/p>\n<p>La rappresentazione dell\u2019Italia attraversa l\u2019intero progetto e rompe con quella tradizionale. Quella che emerge dalle fotografie \u00e8 infatti una societ\u00e0 multietnica in atto: basta osservare i corpi e le lingue che condividono lo stesso spazio, senza bisogno di enfatizzarlo: \u00abQuest\u2019Italia esiste: spiagge, stazioni, bar mostrano ogni giorno una composizione sociale pi\u00f9 stratificata di come viene percepita\u00bb, afferma Lavazza. I bar italiani sono centrali come spazi di convivenza spontanea: \u00abLuoghi in cui ognuno pu\u00f2 essere se stesso\u00bb, ricorda. L\u2019eterogeneit\u00e0 emerge come dato strutturale dello spazio pubblico. Webb riconosce questa presenza e la integra come componente attiva della composizione.<\/p>\n<p>Il fotografo si colloca dentro questa variet\u00e0 senza imporre gerarchie. Il suo lavoro registra sistemi di coabitazione e li lascia emergere nella loro dinamica. \u00abI suoi scatti sembrano piccoli film: ognuno fa qualcosa, ognuno ha un ruolo\u00bb, sintetizza Lavazza. La scena mantiene una struttura policentrica. La complessit\u00e0 resta visibile. Webb segue linee di movimento pi\u00f9 che singole figure, lasciando che la scena produca da s\u00e9 la propria coesione.<\/p>\n<p><strong>La presentazione ad Art Basel Miami Beach intensifica la dimensione discorsiva del progetto. Alla domanda sul rapporto tra arte e reportage, Webb risponde: \u00abNon c\u2019\u00e8 una distinzione netta tra le due cose\u00bb. <\/strong>La sua pratica procede per sovrapposizioni e non richiede categorie rigide. Sul formato calendario interviene con un\u2019osservazione di percezione: \u00abIn un\u2019epoca dominata dal digitale, l\u2019immagine stampata ha un tempo suo. Ti obbliga a tornarci, anche senza volerlo\u00bb, afferma. La fisicit\u00e0 introduce un ritmo diverso e apre spazi in cui la carta pu\u00f2 sostenere una durata che il digitale riduce.<\/p>\n<p>Il Calendario Lavazza 2026 restituisce un\u2019Italia fatta di gesti che spesso passano inosservati. Seguono ritmi diversi, entrano ed escono dall\u2019inquadratura e continuano a funzionare anche quando lo sguardo si sposta. \u00c8 un materiale che regge la prova del tempo quotidiano, quello dei giorni che scorrono e dei ritorni involontari: ogni volta che lo si incrocia, qualcosa si riallinea e la scena ricomincia a parlare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Con l\u2019edizione 2026 del suo calendario, la trentaquattresima, Lavazza rilancia uno dei progetti visivi pi\u00f9 longevi della comunicazione&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":255821,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[1615,1613,1614,1611,1610,1612,203,204,1537,90,89],"class_list":{"0":"post-255820","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-arte","9":"tag-arte-e-design","10":"tag-arteedesign","11":"tag-arts","12":"tag-arts-and-design","13":"tag-design","14":"tag-entertainment","15":"tag-intrattenimento","16":"tag-it","17":"tag-italia","18":"tag-italy"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115701162241793905","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/255820","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=255820"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/255820\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/255821"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=255820"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=255820"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=255820"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}