{"id":25596,"date":"2025-08-03T08:52:10","date_gmt":"2025-08-03T08:52:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/25596\/"},"modified":"2025-08-03T08:52:10","modified_gmt":"2025-08-03T08:52:10","slug":"lultimo-viaggio-con-mio-padre-malato-fu-un-reportage-sullamericas-cup-non-lho-mai-visto-cosi-felice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/25596\/","title":{"rendered":"\u00abL&#8217;ultimo viaggio con mio padre malato fu un reportage sull&#8217;America&#8217;s Cup. Non l&#8217;ho mai visto cos\u00ec felice\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Estate 2007. A Valencia, in Spagna, si svolge la 32ma edizione dell&#8217;America&#8217;s Cup e tutta l&#8217;Italia fa il tifo per i team nazionali: Luna Rossa, Mascalzone Latino, +39 Challenge. <a href=\"https:\/\/www.ilmessaggero.it\/t\/giovanni-veronesi\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Giovanni Veronesi<\/a> ha all&#8217;epoca 45 anni, \u00e8 un regista di commedie di successo reduce dai super incassi di Manuale d&#8217;amore 2.<br \/>La mamma malata se n&#8217;\u00e8 andata da un mese e suo padre Giannino, ingegnere in pensione appassionato di mare e velista esperto, esprime il desiderio di seguire da vicino la prestigiosa competizione tra barche. Per accontentarlo Giovanni, a sua volta campione di vela da modellista, ha un&#8217;idea: ce la racconta svelando un inaspettato lato sentimentale, delicato, della sua personalit\u00e0 che nel cinema si esprime in un sano disincanto, a volte nel gusto della dissacrazione.<\/p>\n<p><strong>Che idea ebbe?<\/strong><br \/>\u00abIn quel periodo Luna Rossa era oggetto di un autentico culto di massa e io proposi a La7 di realizzare un reportage sull&#8217;America&#8217;s Cup (sarebbe poi diventato il corto Viaggio nel tempo, ndr). Chiesi a pap\u00e0 di accompagnarmi e passammo insieme un&#8217;estate indimenticabile: anche lui era malato da cinque anni e per lui sarebbe stata l&#8217;ultima, ma per me fu la pi\u00f9 bella della vita\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Cosa l&#8217;ha resa tale?<\/strong><br \/>\u00abLa possibilit\u00e0 che ho avuto di vedere mio padre felice. Di giorno si tuffava, nuotava senza risparmio, risaliva agile dalla scaletta della barca. La sera si vestiva bene con tanto di foulard, andava a cena fuori e incontrava le persone. A 81 anni, si compr\u00f2 la prima camicia a fiori ritrovando un vigore e una fame di vita impressionanti. Arrivammo a Valencia dopo aver passato qualche giorno nella casa di famiglia che lui stesso aveva progettato a Roccamare, nel grossetano. Una casa che pap\u00e0 adorava e che gli somigliava\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In che senso?<\/strong><br \/>\u00abEra una costruzione leggera di cemento e vetro, costruita su modello della famosa casa sulla cascata dell&#8217;architetto Frank Lloyd Wright, il suo mito. Anche l\u00ec, prima di partire per Valencia, trascorremmo delle giornate indimenticabili svegliandoci insieme, parlando delle nostre estati passate, di mia madre e di tante altre cose tranne la malattia di pap\u00e0: per un tacito accordo tra noi, non venne mai menzionata. C&#8217;era spazio solo per il piacere di stare insieme\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E durante quella vacanza ha scoperto qualcosa che non sapeva di suo padre?<\/strong><br \/>\u00abHo capito quanto piacesse alla gente. Aveva seminato bene: tutti lo amavano, nessuno lo invidiava o aveva conti in sospeso con lui. Non me n&#8217;ero mai reso conto\u00bb.<\/p>\n<p><strong>A Valencia, nel corso dell&#8217;America&#8217;s Cup, suo padre fece incontri interessanti?<\/strong><br \/>\u00abNel capannone di Luna Rossa non venne nemmeno fatto entrare, in compenso l&#8217;equipaggio di Mascalzone Latino fu molto ospitale. Proprio come il team di Shosholoza, la barca sudafricana. Ci invitarono a cena con l&#8217;ambasciatore e io, dal mio tavolo, guardavo pap\u00e0 chiacchierare animatamente con lui. Non conosceva una parola d&#8217;inglese eppure riusciva a comunicare benissimo&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>E con lei parlava di vela?<\/strong><br \/>\u00abCerto, il vero appassionato era lui. Un purista, contrario all&#8217;uso del motore. Anni prima aveva posseduto una barca e mi aveva trasmesso l&#8217;amore per quello sport e la voglia di prendere la patente nautica. Nel mio film Luna rossa c&#8217;\u00e8 una lunga intervista allo skipper Paul Cayard ma anche pap\u00e0 \u00e8 presente in tante inquadrature. La pi\u00f9 bella \u00e8 un suo tuffo spettacolare\u00bb.<\/p>\n<p><strong>In quel 2007 le parlava mai della sua giovinezza?<\/strong><br \/>\u00abS\u00ec, amava rievocare le sue estati di ragazzo in Romagna, a Riccione e Igiea Marina. Come tutti quelli della sua generazione aveva vissuto la guerra, imparando a superare ogni avversit\u00e0 e a noi figli raccomandava: &#8220;Non vi lamentate troppo, la vita pu\u00f2 essere molto dura&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Pap\u00e0 aveva approvato la sua decisione di lavorare nel cinema?<\/strong><br \/>\u00abEra un uomo illuminato e, pur essendo preoccupato per la precariet\u00e0 che la mia scelta comportava, non mi ha mai messo i bastoni tra le ruote. Come non li ha mai messi a mio fratello (il famoso scrittore Sandro Veronesi, ndr). Quando debuttai nella regia con Tutta colpa del paradiso dopo una lunga esperienza da sceneggiatore, il film and\u00f2 bene e pap\u00e0 cap\u00ec che me la sarei cavata\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Veniva mai a trovarla sul set?<\/strong><br \/>\u00ab\u00c8 capitato, ma lui si annoiava. I tempi morti della lavorazione non gli piacevano per\u00f2 era curioso e faceva mille domande. Voleva sapere da dove venivano le idee\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Aveva fatto amicizia con qualcuno del suo ambiente?<\/strong><br \/>\u00abConsiderava Francesco Nuti un altro figlio. Per dieci anni abbiamo passato Natale e Capodanno tutti insieme&#8230;Con Francesco c&#8217;\u00e8 stata una convivenza emozionale\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Deve a suo padre il senso dell&#8217;umorismo?<\/strong><br \/>\u00abPenso di averlo ereditato da mia madre. A lui piaceva soprattutto ridere e credo di averlo divertito\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Si dice che quando i genitori invecchiano diventano un po&#8217; i figli dei propri figli. Anche nel vostro caso?<\/strong><br \/>\u00abNon direi. Non ho mai visto i miei genitori trasformati in bambini. Entrambi se ne sono andati troppo presto insegnando a noi figli la dignit\u00e0, anche della morte\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 l&#8217;eredit\u00e0 pi\u00f9 importante che ha ricevuto da suo padre?<\/strong><br \/>\u00abIl rispetto, la dignit\u00e0 del lavoro. Era convinto che amare il proprio mestiere valesse pi\u00f9 di ogni successo o guadagno. Esortava noi figli a seguire le nostre passioni senza pensare ai soldi\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 nel 2010 ha dedicato il film &#8220;Genitori e figli &#8211; agitare bene prima dell&#8217;uso&#8221; ai suoi genitori \u00abmorti prematuramente a 80 anni\u00bb?<\/strong><br \/>\u00abSenza di loro sento un grande vuoto. Nel film c&#8217;\u00e8 una scena in cui i bambini disperdono in mare le ceneri mischiate dei nonni. \u00c8 ispirata alla nostra storia di famiglia e ripensarci mi riempie di tenerezza\u00bb.<\/p>\n<p>&#13;<br \/>\n                                \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA&#13;<\/p>\n<p>&#13;<\/p>\n<p>\n                            Il punto serale sulle notizie del giorno<br \/>\n                            <b>Iscriviti<\/b> e ricevi le notizie via email\n                        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Estate 2007. 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