{"id":256148,"date":"2025-12-11T18:27:10","date_gmt":"2025-12-11T18:27:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/256148\/"},"modified":"2025-12-11T18:27:10","modified_gmt":"2025-12-11T18:27:10","slug":"pavel-talankin-verita-scomode-petra-prochazkova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/256148\/","title":{"rendered":"Pavel Talankin. Verit\u00e0 scomode &#8211; Petra Proch\u00e1zkov\u00e1"},"content":{"rendered":"<p>Pavel Talankin ha imparato a nuotare a otto anni. Era il 2 agosto 2000 e si trovava in un campo estivo a Karaba\u0161, in Russia. Lo stesso giorno, in un altro luogo, suo padre moriva annegato. E nessuno sa perch\u00e9. \u201cQualcuno \u00e8 convinto che il 2 agosto il rischio di annegare sia pi\u00f9 alto perch\u00e9 si celebra il profeta Elia. Di lui si narra che abbia urinato in acqua, per questo si sconsiglia di fare il bagno quel giorno. Ma io non ci credo. Non vado in chiesa\u201d, spiega Talankin. Il nuoto occupa un posto importante nella vita di questo insegnante russo, nonch\u00e9 regista del sempre pi\u00f9 famoso documentario Mr. Nobody against Putin (Il signor Nessuno contro Putin).<\/p>\n<p>\u201cDa piccolo, quando mia madre raccoglieva il bucato, lo trovava cosparso di goccioline acide. L\u2019acido cadeva dal cielo. Ma Karaba\u0161 \u00e8 cambiata in meglio: hanno costruito una palestra, una sala con gli attrezzi e una piscina. Gli abitanti della citt\u00e0 ci entrano gratis. E al cinema hanno diritto a uno sconto sul biglietto. Tutto questo lo si deve a una sola persona: il direttore della Karaba\u0161med, l\u2019impianto metallurgico\u201d.  <\/p>\n<p>La scuola invece \u00e8 finanziata dallo stato ed \u00e8 povera, dice l\u2019insegnante: \u201c\u00c8 frequentata da migliaia di alunni; il tetto perde, i pavimenti scricchiolano, i banchi si sgretolano. Lo stato se ne frega. Gli insegnanti hanno fatto qualche riparazione di tasca propria. In tutto il paese le scuole hanno poche risorse\u201d.  <\/p>\n<p>Ho incontrato Pavel Talankin, o Pa\u0161a come lo chiamano gli amici, questo autunno in diverse parti d\u2019Europa. Pareva a suo agio. \u201cUn insegnante di una piccola citt\u00e0 russa sta conquistando il mondo\u201d: potrebbe essere il titolo della sua storia. O l\u2019esatto contrario.  <\/p>\n<p>Karaba\u0161 per gli standard russi \u00e8 un luogo remoto. Ha poco pi\u00f9 di diecimila abitanti. Ma prima della seconda guerra mondiale erano quasi quarantamila. Il nome, di origine turca, significa testa nera. E qualcosa di oscuro ce l\u2019ha davvero.  <\/p>\n<p>All\u2019inizio dell\u2019ottocento fu scoperto un giacimento di rame e nel 1837 entr\u00f2 in funzione la prima fonderia. Pochi anni dopo, un terzo di tutto il rame russo era estratto e lavorato a Karaba\u0161. A met\u00e0<br \/>degli anni novanta l\u2019impianto della Karaba\u0161med emetteva 118mila tonnellate di anidride solforosa all\u2019anno. Nel 2010 l\u2019organizzazione non profit Pure Earth ha confermato che Karaba\u0161 \u00e8 una tra le cinque citt\u00e0 pi\u00f9 inquinate del mondo.  <\/p>\n<p>Qui, al centro degli Urali, al confine tra Europa e Asia, nasceva 33 anni fa Pavel Talankin, all\u2019epoca in cui il disastro ecologico era al culmine. Quando gli fai una domanda ci pensa un po\u2019 prima di rispondere. Sceglie le espressioni che, secondo lui, possono essere capite dagli europei: \u201cLa citt\u00e0 non era di certo perfetta, ma era comunque nel mio cuore\u201d.  <\/p>\n<p>La nostra prima conversazione \u00e8 avvenuta circa un anno dopo la sua partenza dalla Russia in circostanze drammatiche. Non era mai stato all\u2019estero prima. Ora si muove con sempre pi\u00f9 sicurezza tra le metropoli europee.  <\/p>\n<p>Quel giorno \u00e8 arrivato in ritardo, ma alla fine si \u00e8 presentato. Al secondo incontro no, perch\u00e9 ha avuto un contrattempo.  <\/p>\n<p>Mr. Nobody against Putin sta collezionando premi in tutto il mondo<\/p>\n<p>Per il terzo appuntamento ci vediamo nella sede della Pink, la casa di produzione del film Mr. Nobody against Putin, che da mesi \u00e8 la famiglia di Talankin. Si occupa dei suoi soggiorni nelle varie citt\u00e0, gli paga un compenso, organizza interviste con i giornalisti. Sembra proprio che l\u2019abbiano adottato.  <\/p>\n<p>Ora Talankin vive da solo. Viveva da solo anche a Karaba\u0161. Cucinava e a volte faceva le pulizie. Ma stava comunque vicino alla madre, impiegata nella sua stessa scuola. Oltre a lei, ha due sorelle e due fratelli. Lui \u00e8 il pi\u00f9 giovane.  <\/p>\n<p>Niente suggeriva che Talankin un giorno sarebbe diventato un eroe per molti, e un traditore per altri. Se il presidente russo Vladimir Putin non avesse lanciato l\u2019invasione dell\u2019Ucraina nel febbraio 2022, probabilmente sarebbe ancora l\u00ec a filmare spettacoli scolastici e a gestire un cineclub per bambini.  <\/p>\n<p>Poco dopo l\u2019inizio della guerra, la scuola ha ricevuto ordini dal ministero dell\u2019istruzione di Mosca. Istruzioni che andavano prese sul serio e che hanno cambiato la vita di Pa\u0161a. A lui piaceva lavorare con i bambini. Lo scoppio del conflitto l\u2019aveva sconvolto. Era andato dalla preside chiedendole come potesse sopportare una cosa del genere. Lei gli aveva consigliato di prendere qualche giorno di ferie. Ma nel marzo 2022 sono arrivate nuove istruzioni da Mosca. Gli insegnanti erano stati costretti a svolgere le cosiddette lezioni di patriottismo. \u201cIo dovevo filmarle come prova per il ministero\u201d, dice Talankin. Questa cosa, per\u00f2, gli sembrava assurda. \u201cUna volta, quando stavo montando il materiale, ho ripreso solo l\u2019inizio e la fine della lezione, il resto l\u2019ho lasciato vuoto. Nessuno ci ha mai scritto facendoci notare degli errori. Immagino che nessuno al ministero l\u2019abbia visto\u201d, racconta.  <\/p>\n<p>Il momento pi\u00f9 spiacevole era il luned\u00ec mattina, che si apriva con l\u2019entrata dei bambini con la bandiera russa e l\u2019ascolto obbligatorio dell\u2019inno.  <\/p>\n<p>Poi sono arrivati anche i nuovi libri di storia. Contenevano informazioni sulla cosiddetta operazione militare speciale e sui suoi \u201ceroi\u201d. L\u2019Ucraina non doveva apparire in modo positivo da nessuna parte. Tutte le informazioni venivano assimilate senza proteste da insegnanti, alunni e genitori. Nemmeno Talankin si \u00e8 lamentato, all\u2019inizio. Ma un giorno ha appeso in classe i simboli dell\u2019opposizione. Non \u00e8 successo niente.  <\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 un episodio interessante nel film, che secondo Talankin nasconde l\u2019essenza della \u201cpazienza russa\u201d. \u00c8 stato durante un consiglio docenti. Ci sono molte riunioni di questo tipo nelle scuole russe. Gli insegnanti parlano del comportamento degli alunni, di ci\u00f2 che manca o di ci\u00f2 che \u00e8 in esubero. Ma quello era un incontro straordinario. Riguardava l\u2019attuazione di nuove istruzioni ministeriali. E il compito di Talankin era filmarlo.  <\/p>\n<p>Anastasija Sergeevna, consulente per l\u2019attivit\u00e0 educativa, stava informando i colleghi su come compilare delle dichiarazioni. Poi gli ha rivolto una piccola critica: \u201cSi fanno molte attivit\u00e0, ma otteniamo pochissimi riscontri. I bambini vanno controvoglia alle lezioni di patriottismo, sono passivi\u201d.  <\/p>\n<p>A un certo punto gli insegnanti le hanno chiesto: \u201cQuando finiranno queste lezioni di patriottismo? Non ci basta pi\u00f9 il tempo per fare le lezioni regolari\u201d. Sembrava una protesta abbastanza cortese. Oggi in Russia gli insegnanti devono far imparare ai bambini una canzone nazionalista qui, una poesia l\u00ec. E non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo per insegnare.  <\/p>\n<p>La guerra si \u00e8 gradualmente insinuata tra gli abitanti di Karaba\u0161. Un giorno a scuola \u00e8 arrivato l\u2019ordine di organizzare una colletta per i soldati al fronte. Dell\u2019intero corpo docente, che \u00e8 composto da 140 persone, solo due si sono rifiutati: Talankin e un\u2019insegnante a cui il marito ha imposto di non partecipare.  <\/p>\n<p>Ha continuato a filmare, ma a un certo punto si \u00e8 convinto che questo materiale non dovesse rimanere nei suoi archivi o nei cassetti dei funzionari ministeriali. \u201cMi sono reso conto che in realt\u00e0 stavo realizzando quello che poteva sembrare il secondo capitolo del film Il fascismo ordinario di Michail Romm (un celebre documentario sovietico sulle radici del fascismo). Cos\u00ec ho deciso che i filmati dovevano essere pubblicati altrove\u201d. Ha salvato tutto su diversi hard disk. Alla fine ne aveva sette pieni.  <\/p>\n<p>I suoi ex allievi hanno cominciato a partire per il fronte. Questo l\u2019ha colpito perch\u00e9 lui, al contrario, \u00e8 riuscito a evitare molto ingegnosamente il servizio militare sfruttando un cavillo della legge russa sull\u2019arruolamento.  <\/p>\n<p>Quando, dopo aver finito gli studi, era tornato da \u010celjabinsk a Karaba\u0161 nel 2013, aveva cominciato a lavorare come insegnante in un orfanotrofio. Poco dopo aveva ricevuto l\u2019avviso di leva. Aveva scoperto, per\u00f2, che gli insegnanti, gli agricoltori e gli abitanti della regione del nord non possono essere arruolati nell\u2019esercito in primavera e cominciare il servizio militare in autunno, perch\u00e9 altrimenti mancherebbero dalle scuole, dai campi e dalle centrali termiche. Aveva portato la legge stampata alla stazione di polizia. All\u2019ufficio di leva erano furiosi: \u201cAllora ti prendiamo in autunno! E ti arruolerai a maggio!\u201d.  <\/p>\n<p>Talankin allora si era licenziato e per due mesi aveva fatto il cameriere a Mosca e San Pietroburgo, in modo da non essere trovato in casa durante il reclutamento autunnale. Passato il pericolo, era tornato all\u2019orfanotrofio e la primavera successiva aveva usato lo stesso stratagemma.  <\/p>\n<p>Quando ha compiuto 27 anni, ha festeggiato la fine del servizio militare obbligatorio (oggi il limite di et\u00e0 \u00e8 stato spostato a trent\u2019anni). Poi \u00e8 stato dichiarato renitente alla leva. \u00c8 l\u2019unico a Karaba\u0161 a possedere un documento del genere. Questo gli impedisce l\u2019accesso a diverse professioni ma non di filmare gli studenti. \u201cI miei amici ridevano di me. Ma poi Putin ha avviato l\u2019arruolamento nell\u2019autunno del 2022, e allora ho riso io\u201d.  <\/p>\n<p>Dopo aver deciso di tenere da parte i filmati, grazie a internet e a una sua conoscenza si \u00e8 messo in contatto con una persona che avrebbe cambiato la sua vita un\u2019altra volta. Questa persona si chiama David Borenstein ed \u00e8 un regista statunitense. Borenstein ha capito subito che il materiale che l\u2019insegnante aveva tra le mani era qualcosa di unico. Poteva aprire le porte su una realt\u00e0 russa chiusa, di cui sappiamo sempre meno ogni giorno.  <\/p>\n<p>\u25c6 <strong>1992<\/strong> Nasce a Karaba\u0161, in Russia.<br \/>\u25c6 <strong>2019<\/strong> \u00c8 chiamato per la leva obbligatoria, ma la evita con uno stratagemma.<br \/>\u25c6 <strong>2022<\/strong> A scuola comincia a filmare le lezioni di patriottismo volute dal regime.<br \/>\u25c6 <strong>2025<\/strong> Esce al cinema il documentario Mr. Nobody against Putin.  <\/p>\n<p>        &#13;<\/p>\n<p>Borenstein ha cominciato a dare istruzioni a distanza. Ha convinto Talankin a filmare se stesso, a commentare la vita a Karaba\u0161 e a consegnare a volte la videocamera agli studenti. E cos\u00ec, un insegnante pagato dallo stato russo ha registrato una testimonianza che confermava la volont\u00e0 di fare il lavaggio del cervello alle generazioni pi\u00f9 giovani, militarizzare i programmi scolastici e instillare negli studenti l\u2019odio verso tutto ci\u00f2 che \u00e8 straniero. La telecamera nel film a volte passa effettivamente da una mano all\u2019altra, e non \u00e8 chiaro chi abbia ripreso cosa. I ragazzi, ovviamente, non sapevano che stavano facendo un film su se stessi.  <\/p>\n<p>M r. Nobody against Putin sta collezionando premi in tutto il mondo. \u00c8 diventato il candidato ufficiale danese all\u2019Oscar (una delle case di produzione \u00e8 di Copenaghen) e sta tentando di ottenere una nomination nella categoria come miglior documentario.  <\/p>\n<p>Talankin deve superare la paura del futuro, che prima associava unicamente a Karaba\u0161. Quando il suo film \u00e8 arrivato nei cinema occidentali, ha capito che non avrebbe pi\u00f9 potuto tornare nel suo paese. E ha dovuto far passare il confine anche agli hard disk. All\u2019aeroporto in Russia, mentre il suo bagaglio veniva sottoposto ai raggi X, ha sperimentato una paura e un nervosismo mai provati prima. Aveva un biglietto di ritorno, ma sapeva gi\u00e0 che non lo avrebbe usato.  <\/p>\n<p>Nel gennaio 2025 l\u2019uscita del film ha scatenato una tempesta di emozioni a Karaba\u0161. Per alcuni Talankin \u00e8 diventato un traditore, per altri un eroe. \u201cAi miei amici e colleghi \u00e8 stato \u2018consigliato\u2019 di non mantenere contatti con me. So che i colleghi si sono trovati insieme a bere e a parlare del mio film. Qualcuno era dalla mia parte, qualcuno contro. C\u2019\u00e8 stato anche chi ha detto che un giorno croller\u00f2 e torner\u00f2 in ginocchio a implorare il perdono di tutti. Ma non succeder\u00e0\u201d.  <\/p>\n<p>I mezzi d\u2019informazione russi sono stati duri con Talankin. Per esempio, il sito d\u2019informazione Ural Press ha scritto: \u201cKaraba\u0161 \u00e8 sconvolta. Le autorit\u00e0 cittadine stanno cercando di dare un senso alla situazione e la polizia ha convocato una riunione sul film. Un giovane insegnante ha accettato di filmare i bambini su ordine del nemico\u201d. Quando \u00e8 successo, Talankin era gi\u00e0 fuori dal territorio russo.  <\/p>\n<p>Gli chiedo quali differenze vede tra la Russia e le metropoli europee. Dice che in Europa si sta abbastanza bene, ma purtroppo non fa molto freddo da nessuna parte. Odia il caldo. Continua a sentire la sua famiglia e alcuni alunni. Non \u00e8 arrabbiato con i parenti, gli amici e i colleghi che sono rimasti in Russia invece di seguirlo e di ribellarsi al regime.  <\/p>\n<p>A un certo punto interrompe la discussione con una battuta sull\u2019immensa rassegnazionae russa: \u201cPer ordine dell\u2019Urss, i cittadini sono chiamati a radunarsi domani alle dieci esatte sulla Piazza rossa. L\u00ec saranno impiccati. E la gente chiede: \u2018Le corde le portiamo noi o le troviamo l\u00ec?\u2019\u201d.  <\/p>\n<p>Tuttavia, non tutti i russi sono cos\u00ec rassegnati. Poco prima della presentazione del documentario a Praga, Talankin \u00e8 stato contattato al telefono da un gruppo di giovani di Ekaterinburg, una grande citt\u00e0 industriale ai piedi degli Urali. Lui non li conosce, ma loro s\u00ec: hanno scaricato il film e lo hanno guardato mangiando in salotto, proprio come qualsiasi altro adolescente europeo. Sono emozionati. Pensano solo che la realt\u00e0 russa sia mille volte peggiore. E prima della proiezione gli domandano: \u201cE cosa ti piace della tua citt\u00e0?\u201d.  <\/p>\n<p>Talankin continua a parlare con loro al telefono mentre l\u2019intero auditorium del cinema di Praga si alza e applaude. Applaudono anche loro, saltando di gioia, per un momento fanno parte del mondo libero. Anche loro sentono Talankin dire ai cechi: \u201cNon puoi parlare o scrivere in Russia, ma puoi girare film. Il cinema \u00e8 un seme che sta germogliando nella nostra societ\u00e0 e sta creando qualcosa di simile a ci\u00f2 che in passato erano i samizdat (le autopubblicazioni clandestine).\u201d  <\/p>\n<p>\u201cNon pensi che il tuo futuro sia un po\u2019 nebuloso?\u201d, gli chiedo durante uno dei nostri ultimi incontri. \u201cForse s\u00ec\u201d, mi risponde. \u201cUna spettatrice mi ha detto dopo la proiezione: \u2018Lei \u00e8 ostaggio del film!\u2019. In effetti ha ragione. Non sono completamente libero\u201d. Non sa cosa far\u00e0 finiti i soldi del film. Nell\u2019ultimo anno non ha imparato l\u2019inglese o un\u2019altra lingua. \u201cNon ho la testa per questo\u201d, dice. Solo al terzo incontro, dopo molte riflessioni, mi ha rivelato che un giorno potrebbe lavorare come autista nei mezzi pubblici.  <\/p>\n<p>Un giorno finalmente lo sento parlare con altre persone dopo la proiezione del film. \u00c8 una persona diversa: fiducioso, che si esprime bene, audace, pieno di energia. La folla lo ricarica. \u00c8 entusiasta della prima di Praga almeno quanto il pubblico.  <\/p>\n<p>A casa? Conferma che probabilmente non ci torner\u00e0. Forse in Russia, un giorno, ma a Karaba\u0161? \u201cCi saranno le stesse persone che ci sono ora. E per loro sono uno che ha lavato i panni sporchi in pubblico\u201d. Mi sembra turbato. Chiama spesso sua madre. Sorprendentemente non \u00e8 stata cacciata da scuola. \u201cSarebbe meglio se venisse licenziata, ha gi\u00e0 diritto alla pensione\u201d, commenta lui.  <\/p>\n<p>Talankin \u00e8 diventato una delle poche finestre aperte sulla Russia profonda. Cos\u00ec si chiama tutto ci\u00f2 che si trova lontano dalle grandi citt\u00e0, soprattutto da centri come Mosca e San Pietroburgo dove si sente ancora l\u2019influenza europea. Non \u00e8 n\u00e9 un attivista n\u00e9 un oppositore politico e neppure un terrorista che mette bombe sui binari. \u00c8 un russo di 33 anni che ha fatto una cosa che gli ha cambiato la vita. Non \u00e8 ancora chiaro, per\u00f2, se in meglio o in peggio. \u25c6 ab  <\/p>\n<p>Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo.<br \/>\n                Scrivici a: <a href=\"https:\/\/www.internazionale.it\/magazine\/petra-prochazkova\/2025\/12\/11\/mailto:posta@internazionale.it?subject=Verit\u00e0 scomode\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">posta@internazionale.it<\/a>\n                <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Pavel Talankin ha imparato a nuotare a otto anni. 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