{"id":256619,"date":"2025-12-12T01:28:16","date_gmt":"2025-12-12T01:28:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/256619\/"},"modified":"2025-12-12T01:28:16","modified_gmt":"2025-12-12T01:28:16","slug":"toi-561b-una-super-terra-con-atmosfera-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/256619\/","title":{"rendered":"Toi-561b, una super Terra con atmosfera \u2013 MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p>Si chiama <strong>Toi-561 b<\/strong> ed \u00e8 una <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Super_Terra\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">super Terra<\/a> che orbita a una distanza di appena 1,5 milioni di chilometri dalla sua stella \u2013 pari a un quarantesimo della distanza tra Mercurio e il Sole. Cos\u00ec vicino da rendere la sua superficie incandescente, con temperature intorno ai duemila gradi. Nonostante queste sue propriet\u00e0 decisamente poco ospitali, uno studio <a href=\"https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/2041-8213\/ae0a4c\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">pubblicato<\/a> oggi su The Astrophysical Journal Letters sostiene che l\u2019<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pianeta_extrasolare\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">esopianeta<\/a> abbia un\u2019atmosfera.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Molten-Rocky-1-scaled.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"576476768\" data-slb-internal=\"0\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1775204\" class=\"size-full wp-image-1775204\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"Toi-561 b e la sua stella\" width=\"2560\" height=\"1440\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Molten-Rocky-1-scaled.jpg\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1775204\" class=\"wp-caption-text\">Impressione artistica della super Terra Toi-561 b e la sua stella. Crediti: Nasa\/StScI<\/p>\n<p>Secondo gli autori dello studio, i risultati contribuiscono a spiegare la <strong>densit\u00e0 insolitamente bassa<\/strong> del pianeta e mettono in dubbio l\u2019idea, finora ampiamente accettata, secondo cui pianeti relativamente piccoli e cos\u00ec vicini alla propria stella non possano mantenere un\u2019atmosfera.<\/p>\n<p>Con un raggio pari a 1,4 volte quello della Terra e un periodo orbitale inferiore a 11 ore, Toi-561 b appartiene a una rara classe di oggetti noti come <strong>esopianeti a periodo ultra-breve<\/strong>. Sebbene la sua stella ospite sia soltanto leggermente pi\u00f9 piccola e pi\u00f9 fredda del Sole, Toi-561 b le orbita cos\u00ec vicino da risultare \u201cbloccato\u201d dalle maree, ossia mostra sempre la stessa faccia alla stella, come la Luna con la Terra. Di conseguenza, la temperatura sul lato diurno supera di gran lunga il punto di fusione della roccia comune.<\/p>\n<p>\u00abAbbiamo davvero bisogno di un\u2019atmosfera densa e ricca di sostanze volatili per spiegare tutte le osservazioni. Forti venti raffredderebbero il lato diurno trasportando il calore verso il lato notturno\u00bb, afferma<strong> Anjali Piette<\/strong> dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.birmingham.ac.uk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Universit\u00e0 di Birmingham<\/a>. \u00abGas come il vapore acqueo assorbirebbe parte delle lunghezze d\u2019onda della luce nel vicino infrarosso, emessa dalla superficie, prima che raggiunga l\u2019atmosfera. Il pianeta apparirebbe quindi pi\u00f9 freddo, perch\u00e9 il telescopio rileverebbe meno radiazione. \u00c8 anche possibile che la presenza di luminose nubi di silicati contribuisca a raffreddare l\u2019atmosfera riflettendo la luce stellare\u00bb.<\/p>\n<p>Una delle ipotesi considerate dal team per spiegare la bassa densit\u00e0 del pianeta \u00e8 che esso possa avere un nucleo di ferro relativamente piccolo e un mantello composto da rocce meno dense rispetto a quelle terrestri. La composizione del pianeta potrebbe essere rappresentativa dei pianeti che si sono formati quando l\u2019universo era relativamente giovane.<\/p>\n<p>\u00abCi\u00f2 che distingue davvero questo pianeta \u00e8 la sua densit\u00e0 anomala. \u00c8 meno denso di quanto ci si aspetterebbe se avesse una composizione simile a quella terrestre\u00bb, spiega <strong>Johanna Teske<\/strong> del <a href=\"https:\/\/carnegiescience.edu\/epl\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Carnegie Science Earth and Planets Laboratory<\/a>. \u00abToi-561 b si distingue dagli altri pianeti a periodo ultra-breve in quanto orbita attorno a una stella molto vecchia e povera di ferro, due volte pi\u00f9 vecchia del Sole, in una regione della Via Lattea nota come disco spesso. Deve essersi formato in un ambiente chimico molto diverso da quello dei pianeti del Sistema solare\u00bb.<\/p>\n<p>Il team sospettava che Toi-561 b potesse essere circondato da una densa atmosfera che lo fa sembrare pi\u00f9 grande di quanto non sia in realt\u00e0. Sebbene non ci si aspetti che i piccoli pianeti che hanno trascorso miliardi di anni esposti alla radiazione stellare ardente abbiano un\u2019atmosfera, alcuni mostrano segni che indicano che non sono solo roccia nuda o lava.<\/p>\n<p>Utilizzando lo <a href=\"https:\/\/science.nasa.gov\/mission\/webb\/nirspec\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">spettrografo NirSpec<\/a> (Near-Infrared Spectrograph) di <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/jwst\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Webb<\/a> per misurare la temperatura del lato diurno del pianeta in base alla sua luminosit\u00e0 nel vicino infrarosso, i ricercatori hanno verificato l\u2019ipotesi che Toi-561 b abbia un\u2019atmosfera. La tecnica consiste nel misurare la diminuzione di luminosit\u00e0 del sistema stella-pianeta quando il pianeta si muove dietro la stella. \u00c8 simile a quella utilizzata per cercare atmosfere nel sistema <a href=\"https:\/\/www.media.inaf.it\/tag\/trappist-1\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Trappist-1<\/a> e su altri mondi rocciosi.<\/p>\n<p>Se Toi-561 b fosse una roccia nuda senza atmosfera in grado di trasportare il calore verso il lato notturno, la temperatura del suo lato diurno dovrebbe avvicinarsi a 2.700 gradi Celsius. Ma le osservazioni di NirSpec mostrano che il lato diurno del pianeta sembra essere pi\u00f9 vicino ai 1.800 gradi Celsius \u2013 ancora estremamente caldo, ma molto pi\u00f9 freddo del previsto.<\/p>\n<p>Per spiegare i risultati, il team ha preso in considerazione alcuni scenari diversi. L\u2019oceano di magma potrebbe far circolare un po\u2019 di calore, ma senza atmosfera, il lato notturno sarebbe solido, limitando il flusso dal lato diurno. \u00c8 anche possibile che sulla superficie dell\u2019oceano di magma sia presente un sottile strato di vapore roccioso, ma da solo avrebbe un effetto di raffreddamento molto inferiore a quello osservato.<\/p>\n<p>Sebbene le osservazioni di Webb forniscano prove convincenti dell\u2019esistenza di tale atmosfera, la domanda rimane: come pu\u00f2 un piccolo pianeta esposto a radiazioni cos\u00ec intense trattenere un\u2019atmosfera, per non parlare di una cos\u00ec consistente?<\/p>\n<p>\u00abRiteniamo che esista un <strong>equilibrio tra l\u2019oceano di magma e l\u2019atmosfera<\/strong>\u00bb, conclude <strong>Tim Lichtenberg<\/strong> dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.rug.nl\/masters\/international-economics-and-sustainable-development\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">Universit\u00e0 di Groningen<\/a>, nei Paesi Bassi. \u00abMentre i gas fuoriescono dal pianeta per alimentare l\u2019atmosfera, l\u2019oceano di magma li risucchia nuovamente all\u2019interno. Questo pianeta deve essere molto pi\u00f9 ricco di sostanze volatili rispetto alla Terra per spiegare le osservazioni. \u00c8 davvero come una palla di lava bagnata\u00bb.<\/p>\n<p>Questi sono i primi risultati del programma General Observers Program 3860 di Webb, che ha comportato l\u2019<strong>osservazione continua del sistema per pi\u00f9 di 37 ore<\/strong> mentre Toi-561 b completava quasi quattro orbite complete attorno alla stella. Il team sta analizzando l\u2019intero set di dati per mappare la temperatura su tutto il pianeta e restringere il campo delle possibili composizioni dell\u2019atmosfera.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Leggi su The Astrophysical Journal Letters l\u2019articolo \u201c<a href=\"https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/2041-8213\/ae0a4c\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">A Thick Volatile Atmosphere on the Ultra-Hot Super-Earth TOI-561 b<\/a>\u201d di Johanna K. Teske, Nicole L. Wallack, Anjali A. A. Piette, Lisa Dang, Tim Lichtenberg, Mykhaylo Plotnykov, Raymond Pierrehumbert, Emma Postolec, Samuel Boucher, Alex McGinty, Bo Peng, Diana Valencia, e Mark Hammond<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Si chiama Toi-561 b ed \u00e8 una super Terra che orbita a una distanza di appena 1,5 milioni&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":256620,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[173],"tags":[1537,90,89,195,198,199,197,200,201,194,196],"class_list":{"0":"post-256619","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-scienza-e-tecnologia","8":"tag-it","9":"tag-italia","10":"tag-italy","11":"tag-science","12":"tag-science-and-technology","13":"tag-scienceandtechnology","14":"tag-scienza","15":"tag-scienza-e-tecnologia","16":"tag-scienzaetecnologia","17":"tag-technology","18":"tag-tecnologia"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115704004956102112","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/256619","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=256619"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/256619\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/256620"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=256619"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=256619"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=256619"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}