{"id":256970,"date":"2025-12-12T07:51:18","date_gmt":"2025-12-12T07:51:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/256970\/"},"modified":"2025-12-12T07:51:18","modified_gmt":"2025-12-12T07:51:18","slug":"perche-ci-piacciono-tanto-le-donne-di-klimt-dietro-ci-sono-loro-linnocenza-e-lombra-di-freud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/256970\/","title":{"rendered":"Perch\u00e9 ci piacciono tanto le donne di Klimt? Dietro ci sono l&#8217;oro, l&#8217;innocenza e l&#8217;ombra di Freud"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Roberta Scorranese<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Anche quando dipinge i simboli pi\u00f9 perfetti dell&#8217;eros, l&#8217;artista viennese conserva un senso di intimit\u00e0 domestica che fa appello all&#8217;inconscio<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Quattordici figli illegittimi \u2014 almeno quelli che gli hanno attribuito, lui ne ha riconosciuti solo quattro \u2014, un numero imprecisato di amanti, nessuna moglie ufficiale, una grande amicizia amorosa (Emilie Fl\u00f6ge), centinaia di donne raffigurate nude e immerse in un\u2019orgia di oro, fiori, simboli. <b>Gustav <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cultura\/14_marzo_14\/klimt-origini-una-rivoluzione-cea5fcaa-ab85-11e3-a415-108350ae7b5e.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Klimt <\/a>ha speso una vita a inseguire l\u2019ossessione erotica femminile, sia nell\u2019atelier che fuori. <\/b>Eppure, se cerchiamo online un suo ritratto, non compariranno immagini di lui in abiti eleganti e seduttivi, non lo troveremo in nessuna posa che evochi l\u2019ammaliatore indefesso che tante testimonianze ci hanno restituito.\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Gustav Klimt (1862-1918)\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/693a9afc56240.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/693a9afc56240.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Troveremo, invece, un <b>giovane uomo avvolto in un camicione di quelli adatti a fare i lavori in casa, un poco spettinato e con un braccio un gattino. Indifeso, domestico, tenero.<\/b> E forse \u00e8 questa la chiave per capire come mai ancora oggi le sue donne ci colpiscono tanto: le mostre di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/foto-gallery\/la-lettura\/18_agosto_13\/klimt-schiele-cento-anni-dalla-morte-mostre-a3d91f8a-9f09-11e8-85a1-8239add4b598.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Klimt <\/a>sono quelle di maggiore successo, la sua Giuditta I\u00a0\u00e8 sulle copertine dei libri e nei gadget di tutto il mondo, al meraviglioso Ritratto di Signora ritrovato pochi anni fa a Piacenza sono stati dedicati almeno due romanzi. <b>E poco meno di un mese fa il Ritratto di Elisabeth Lederer (1916 circa) \u00e8 stato battuto all\u2019asta da Sotheby\u2019s per 236 milioni di dollari<\/b> diventando la seconda opera pi\u00f9 costosa di sempre (il primo posto \u00e8 occupato dal Salvator Mundi attribuito a Leonardo da Vinci, venduto per 450 milioni nel 2017).\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Giuditta I, 1901\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/693a9b4c1d5ec.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/693a9b4c1d5ec.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dietro il Ritratto di Elisabeth Lederer c\u2019\u00e8 una storia di tragedie novecentesche e tenerezza familiare: erede di un\u2019importante famiglia aristocratica viennese di origini ebraiche, l\u2019architetto Josef Hoffmann la defin\u00ec \u00abla ragazza pi\u00f9 elegante della citt\u00e0\u00bb. <b>Lei conosce Klimt e lo chiama \u00abzio\u00bb sin da quando era una bambina. <\/b>Lui ha ritratto la madre di lei e altri componenti della famiglia, frequenta la casa dei Lederer assieme a mezza Vienna <b>poi l\u2019artista muore nel 1918 e nel cuore dell\u2019Europa inizia un lento, drammatico crescendo.<\/b> Si arriva al 1938, quando la vita per gli ebrei del Vecchio Continente diventa difficile e Elisabeth si trova davanti a un bivio: fuggire all\u2019estero, come ha fatto buona parte della sua famiglia, o provare a restare in Europa, accanto al marito? Sceglie di restare, ma il matrimonio non regge alla tragedia della morte di un figlio e la donna rimane sola e vulnerabile.\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Serena Lederer accanto al ritratto di sua figlia Elisabeth\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/693abb956fd94.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/693abb956fd94.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Che cosa fare? Il fantasma di Klimt diventa un\u2019\u00e0ncora di salvezza: l<b>a donna giura che l\u2019artista \u00e8 in realt\u00e0 suo padre, una dichiarazione avvalorata dalla testimonianza della madre dall\u2019estero. <\/b>Questa paternit\u00e0 le garantisce almeno una parte di sangue ariano e il Dipartimento del Reich per la ricerca genealogica si lascia convincere. Elisabeth evita la deportazione, ma perde la vita lo stesso, in guerra. E di lei oggi restano questo ritratto, oltre ad altre opere della sua collezione, opere che si sono salvate e sapete perch\u00e9? Perch\u00e9 i nazisti, dopo averle confiscate, <b>le ritennero troppo \u00abebraiche\u00bb<\/b> per trasportarle \u2014 come fecero per centinaia di altri dipinti \u2014 nel castello di Immendorf, vicino al confine ceco. Peccato che all\u2019avvicinarsi delle truppe russe i tedeschi stessi diedero fuoco al maniero e cos\u00ec un patrimonio immenso d\u2019arte and\u00f2 perduto.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Insomma, dietro la seconda opera pi\u00f9 costosa del mondo non c\u2019\u00e8 un eros torbido e peccaminoso, ma piuttosto una vicenda umana commovente, un legame tenerissimo tra l\u2019artista e la sua modella, e, soprattutto, la raffigurazione di una giovane ragazza bellissima, vestita di bianco e contornata da rimandi simbolici alla Vienna di primo Novecento, un\u2019estetica Jugendstil che spazia dal floreale all\u2019geometrico fino a influenze orientaleggianti. <b>Lo sguardo della donna \u00e8 semplice e quasi innocente, come, in verit\u00e0, moltissime donne dipinte da Klimt. <\/b> Se guardiamo ai disegni erotici che l\u2019artista di Vienna ci ha lasciato, non troveremo mai una depravazione manifesta, n\u00e9 tantomeno una volgarit\u00e0 gratuita.\u00a0<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Gustav Klimt, disegno\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/693abbcbdb469.jpeg\" data-full-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/693abbcbdb469.jpeg\"\/><\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ci sono donne nude che si stiracchiano, qualcuna si abbraccia ad una compagna, qualcun\u2019altra abbozza un gesto autoerotico ma sempre in una cornice intima, casalinga, naturale, sembra quasi di sentire il profumo del brodo sul fuoco o il miagolio affamato del gatto. Come se l\u2019artista avesse confezionato per s\u00e9 stesso una \u00abcasa dei sensi\u00bb nella quale poi introdurre di volta in volta le sue donne, in un cortocircuito perfetto di realt\u00e0 e finzione, ma senza eccessi n\u00e9 facili esibizionismi. <b>E anche quando Klimt tratteggia una classica \u00abfemme fatale\u00bb, come per esempio la famosa Giuditta, con un seno scoperto e lo sguardo languido, forse si percepisce un qualcosa di perturbante (nello stesso anno, il 1901, un altro viennese famoso, Sigmund Freud, dava alle stampe il fondamento della psicoanalisi moderna, \u00abPsicopatologia della vita quotidiana\u00bb), ma non di violento<\/b> e nemmeno di dozzinale voyeurismo.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>In Klimt avviene quello che per Giorgione o Tiziano avveniva secoli prima: l\u2019eros si sublima nel mito<\/b>, in una dimensione ultraterrena dove il corpo della donna esce dai confini fisici per diventare simbolo. Di peccato, di purezza, di divinit\u00e0: non importa \u00abche cosa\u00bb, importa \u00abcome\u00bb, conta questo passaggio, che, in ogni caso, resta squisitamente <b>pittorico<\/b>. Se Tiziano trasformava una ragazza nuda nell\u2019emblema dell\u2019amore pi\u00f9 puro e fedele (la Venere di Urbino) grazie a un uso innovativo e magistrale del colore, <b>Klimt trasforma le viennesi del suo tempo in altrettanti simboli (la donna ammaliatrice, la madre, la figlia innocente) grazie all&#8217;oro, ai fiori, alla decorazione. L&#8217;ornamento, in Klimt, non \u00e8 mai fattuale, ma simbolico<\/b>: giocando con le metafore, potremmo dire che gli abiti sofisticati, lo sfondo dorato, le pagliuzze e le finissime decorazioni sono un lettino di Freud. Dal quale far srotolare il racconto di una donna reale.\u00a0<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-12T08:11:28+01:00\">12 dicembre 2025<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Roberta Scorranese Anche quando dipinge i simboli pi\u00f9 perfetti dell&#8217;eros, l&#8217;artista viennese conserva un senso di intimit\u00e0&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":256971,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1446],"tags":[132457,150818,150819,14516,150820,150821,7646,150822,150823,150824,150825,5781,107470,150826,91897,150827,150828,839,1615,1613,1614,2852,1611,1610,5799,3844,62930,1612,1731,2429,28436,68720,131913,203,15055,5427,3085,1909,7626,72766,783,229,150813,23811,24683,204,1537,90,89,107102,131912,4045,1354,112755,1573,150814,731,3206,150815,1920,3969,14751,53434,131914,131915,2521,150816,150817,13289,150812,60417,92750,30050,107115],"class_list":{"0":"post-256970","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-arte-e-design","8":"tag-abbozza","9":"tag-abbozza-gesto","10":"tag-abbozza-gesto-autoerotico","11":"tag-abbraccia","12":"tag-abbraccia-compagna","13":"tag-abbraccia-compagna-qualcun","14":"tag-abiti","15":"tag-abiti-eleganti","16":"tag-abiti-eleganti-seduttivi","17":"tag-abiti-sofisticati","18":"tag-abiti-sofisticati-sfondo","19":"tag-accanto","20":"tag-accanto-marito","21":"tag-accanto-marito-sceglie","22":"tag-adatti","23":"tag-adatti-lavori","24":"tag-adatti-lavori-spettinato","25":"tag-almeno","26":"tag-arte","27":"tag-arte-e-design","28":"tag-arteedesign","29":"tag-artista","30":"tag-arts","31":"tag-arts-and-design","32":"tag-attribuito","33":"tag-centinaia","34":"tag-costosa","35":"tag-design","36":"tag-donna","37":"tag-donne","38":"tag-ebraiche","39":"tag-elisabeth","40":"tag-elisabeth-lederer","41":"tag-entertainment","42":"tag-eros","43":"tag-estero","44":"tag-europa","45":"tag-famiglia","46":"tag-fiori","47":"tag-freud","48":"tag-fuoco","49":"tag-giovane","50":"tag-giuditta","51":"tag-importa","52":"tag-innocente","53":"tag-intrattenimento","54":"tag-it","55":"tag-italia","56":"tag-italy","57":"tag-klimt","58":"tag-lederer","59":"tag-madre","60":"tag-ne","61":"tag-nude","62":"tag-opera","63":"tag-opera-costosa","64":"tag-opere","65":"tag-oro","66":"tag-oro-fiori","67":"tag-ragazza","68":"tag-realta","69":"tag-restare","70":"tag-ritratto","71":"tag-ritratto-elisabeth","72":"tag-ritratto-elisabeth-lederer","73":"tag-seconda","74":"tag-seconda-opera","75":"tag-seconda-opera-costosa","76":"tag-sguardo","77":"tag-simboli","78":"tag-tiziano","79":"tag-troveremo","80":"tag-vienna","81":"tag-viennese"},"share_on_mastodon":{"url":"","error":"Validation failed: Text character limit of 500 exceeded"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/256970","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=256970"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/256970\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/256971"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=256970"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=256970"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=256970"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}