{"id":258333,"date":"2025-12-13T04:19:34","date_gmt":"2025-12-13T04:19:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/258333\/"},"modified":"2025-12-13T04:19:34","modified_gmt":"2025-12-13T04:19:34","slug":"fotografato-un-tatooine-pianeta-con-due-soli-media-inaf","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/258333\/","title":{"rendered":"Fotografato un Tatooine, pianeta con due soli \u2013 MEDIA INAF"},"content":{"rendered":"<p>Una scoperta che sembra uscita da un film di fantascienza. Osservare un pianeta fuori dal nostro sistema solare \u00e8 gi\u00e0 un\u2019impresa notevole. Catturarne uno che orbita attorno a due stelle, \u00e8 qualcosa di assai raro. Riuscire a \u201cfotografarlo\u201d \u00e8 un fatto assolutamente straordinario. \u00c8 l\u2019impresa messa a segno da due gruppi di ricerca della <a href=\"https:\/\/www.northwestern.edu\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Northwestern University<\/a> (Stati Uniti) e della <a href=\"https:\/\/www.exeter.ac.uk\/\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">University of Exeter<\/a> (Regno Unito): ottenere l\u2019immagine diretta di <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pianeta_circumbinario\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">un pianeta con due soli<\/a>, un mondo reale che ricorda il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tatooine\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Tatooine<\/a> reso famoso da Star Wars. <strong>Hd 143811 AB b<\/strong>, questo il suo nome, si distingue inoltre per seguire un\u2019orbita sorprendentemente vicina \u2013 in termini relativi \u2013 alla sua coppia di stelle: molto pi\u00f9 di qualunque altro pianeta circumbinario di cui si abbia un\u2019immagine diretta.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/tatooine-gpi.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1463423801\" data-slb-internal=\"0\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1775269\" class=\"size-full wp-image-1775269\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"1340\" height=\"1340\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/tatooine-gpi.jpg\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1775269\" class=\"wp-caption-text\">Immagine diretta dell\u2019esopianeta in orbita attorno a due stelle. Per ottenere l\u2019immagine del pianeta, gli astronomi hanno dovuto eliminare il bagliore delle stelle. Le due iconcine a forma di stella al centro dell\u2019immagine indicano la posizione delle stelle. Crediti: Jason Wang\/Northwestern University<\/p>\n<p>La scoperta arriva da due studi indipendenti, uno pubblicato ieri The Astrophysical Journal Letters e l\u2019altro lo scorso ottobre su Astronomy &amp; Astrophysics. Entrambi gli articoli \u2013 rispettivamente della Northwestern University e della University of Exeter \u2013 sono giunti allo stesso risultato. Una coincidenza rara nella ricerca astronomica, che rafforza l\u2019affidabilit\u00e0 della scoperta e offre un\u2019occasione unica per osservare da vicino come si formano e si muovono i pianeti all\u2019interno di sistemi con pi\u00f9 stelle.<\/p>\n<p>\u00abSu oltre seimila esopianeti oggi conosciuti, solo una piccolissima parte orbita attorno a stelle binarie, e tra questi sistemi doppi quelli osservati direttamente \u2013 in cui si riesca a distinguere sia il pianeta sia la coppia stellare \u2013 sono rarissimi\u00bb, ricorda<strong> Jason Wang<\/strong> della Northwestern University, coautore dello studio pubblicato su ApJL. \u00abOttenere immagini sia del pianeta che della stella binaria \u00e8 interessante perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unico tipo di sistema planetario in cui possiamo tracciare contemporaneamente sia l\u2019orbita della stella binaria che quella del pianeta. \u00c8 entusiasmante poter continuare a osservarli in futuro mentre si muovono, riuscendo cos\u00ec a tracciare il comportamento in cielo dei tre corpi\u00bb.<\/p>\n<p>Il pianeta \u00e8 stato identificato grazie a un attento riesame dei dati raccolti tra il 2016 e il 2019 con il Gemini Planet Imager (<a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Gemini_Planet_Imager\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Gpi<\/a>), uno strumento progettato per oscurare il bagliore delle stelle e rivelare oggetti molto deboli. Se cogliere la luce riflessa di un esopianeta \u00e8 difficilissimo, illustrare a strategia alla base del metodo usato per classificarlo come tale \u00e8 invece abbastanza semplice: si basa sul fatto che le stelle non stanno ferme, si muovono all\u2019interno della galassia. I ricercatori osservano dunque pi\u00f9 volte lo stesso oggetto celeste, per verificare se ha cambiato posizione. E se attorno a una stella orbita un pianeta, questo si muover\u00e0 insieme a lei. Ci\u00f2 consente di distinguere tra un\u2019eventuale altra stella \u201cdi passaggio\u201d \u2013 un astro che si trovi momentaneamente sulla stessa linea di vista, una \u201ccomparsa cosmica\u201d \u2013 e un pianeta: quando sia stella\u00a0 e \u201coggetto sospetto\u201d si muovono insieme nel cielo, abbiamo la prova che si tratta davvero di un pianeta.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Czekala_illustration20228-1-scaled.jpg\" data-slb-active=\"1\" data-slb-asset=\"1305406123\" data-slb-internal=\"0\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1686641\" class=\"size-full wp-image-1686641\" src=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns=\" http:=\"\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"1440\" data-lazy- data-lazy- data-lazy-src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Czekala_illustration20228-1-scaled.jpg\"\/><\/a><\/p>\n<p id=\"caption-attachment-1686641\" class=\"wp-caption-text\">Impressione artistica di un doppio tramonto su un esopianeta tipo Tatooine. che si forma in un disco circumbinario disallineato con le orbite delle sue stelle. Crediti: NRAO \/ AUI \/ NSF, S. Dagnello<\/p>\n<p>Analizzando la luce emessa dall\u2019oggetto e confrontandola con la firma tipica di stelle e pianeti, il team della Northwestern University ha successivamente confermato che si trattava di un vero pianeta, gi\u00e0 catturato dal Gpi nel 2016 ma passato inosservato nelle analisi precedenti. Nello stesso periodo, come dicevamo, un gruppo europeo guidato dagli astronomi dell\u2019Universit\u00e0 di Exeter ha individuato indipendentemente lo stesso pianeta, confermando la scoperta.<\/p>\n<p>Si tratta di un pianeta enorme, con una massa pari a sei volte quella di Giove. Pur essendo pi\u00f9 caldo dei pianeti del Sistema solare, \u00e8 relativamente freddo rispetto ad altri esopianeti osservati direttamente. Dista circa 446 anni luce dalla Terra ed \u00e8 molto giovane in termini astronomici: si \u00e8 formato circa 13 milioni di anni fa, appena 50 milioni di anni dopo l\u2019estinzione dei dinosauri.<\/p>\n<p>Anche la struttura del sistema \u00e8 sorprendente. Le due stelle gemelle orbitano l\u2019una attorno all\u2019altra in soli 18 giorni terrestri, mentre il pianeta compie un giro completo intorno a entrambe in circa 300 anni \u2013 pi\u00f9 di quanto impieghi Plutone a orbitare intorno al Sole. Quanto alla sua storia, sebbene i due team di ricerca non conoscano ancora il meccanismo preciso di formazione del sistema, si ipotizza che prima si siano formate le stelle binarie e, successivamente, il pianeta si sia sviluppato intorno a esse.<\/p>\n<p>La scoperta non \u00e8 solo spettacolare: avere un pianeta cos\u00ec vicino a una coppia di stelle permette agli astronomi di mettere alla prova i modelli sulla formazione dei pianeti in sistemi complessi e di comprendere meglio le interazioni tra stelle e pianeti. I due team continueranno a monitorare questo mondo, richiedendo nuove osservazioni per seguire nel tempo la sua orbita e quella delle sue stelle. Senza dimenticare quanto preziosi possano rivelarsi i dati gi\u00e0 raccolti, come testimonia questo risultato: con un nuovo sguardo, anche informazioni acquisite anni addietro possono nascondere pianeti e oggetti sorprendenti, pronti a trasformare la nostra conoscenza dell\u2019universo.<\/p>\n<p><strong>Per saperne di pi\u00f9:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Leggi su The Astrophysical Journal Letters l\u2019articolo \u201c<a href=\"https:\/\/iopscience.iop.org\/article\/10.3847\/2041-8213\/ae2007\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">HD 143811 AB b: A directly imaged planet orbiting a spectroscopic binary in Sco-Cen<\/a>\u201d, di Nathalie K. Jones, Jason J. Wang, et al.<\/li>\n<li>Leggi su Astronomy &amp; Astrophysics l\u2019articolo \u201c<a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1051\/0004-6361\/202557104\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">GPI+SPHERE detection of a 6.1 MJup circumbinary planet around HD 143811<\/a>\u201d, di Vito Squicciarini, Johan Mazoyer, Christian Wilkinson, Anne-Marie Lagrange, Philippe Delorme, Alice Radcliffe, Olivier Flasseur, Flavien Kiefer, Evelyne Alecian<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Guarda il timelapse sul canale YouTube della Northwestern University:<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una scoperta che sembra uscita da un film di fantascienza. 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