{"id":258358,"date":"2025-12-13T04:50:54","date_gmt":"2025-12-13T04:50:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/258358\/"},"modified":"2025-12-13T04:50:54","modified_gmt":"2025-12-13T04:50:54","slug":"questi-sono-i-confini-di-una-pace-giusta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/258358\/","title":{"rendered":"Questi sono i confini di una &#8220;pace giusta&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>In fondo sull&#8217;Ucraina si gira attorno sempre alle stesse soluzioni. Il 2 marzo del 2022, a dieci giorni dallo scoppio della guerra, sul Giornale teorizzai l&#8217;ingresso di Kiev nella Ue. Il 7 ottobre dello stesso anno scrissi dell&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina alla Nato. All&#8217;epoca queste ipotesi furono prese con un certo scetticismo ma trascorsi tre anni siamo sempre l\u00ec. Alla fine se si vuole garantire una sicurezza efficace al Paese bisogna agire su quei meccanismi di solidariet\u00e0: l&#8217;ingresso nell&#8217;Unione Europea assicurerebbe a Kiev la copertura prevista dall&#8217;articolo 42, paragrafo 7 del trattato, cio\u00e8 la clausola di difesa reciproca che prevede l&#8217;obbligo per gli Stati membri di prestare aiuto con tutti gli strumenti in loro possesso ad un paese Ue che fosse vittima di un&#8217;aggressione (per un ex-ministro degli Esteri come Riccardo Terzi si tratta di un testo pi\u00f9 stringente rispetto al patto atlantico e seguirebbe la logica dei cosiddetti volenterosi); contemporaneamente, poi, bisognerebbe utilizzare, seguendo la proposta del governo italiano, un meccanismo simile a quello dell&#8217;art. 5 della Nato che garantisca all&#8217;Ucraina, in attesa di un suo ingresso ufficiale nell&#8217;Alleanza, le stesse garanzie di solidariet\u00e0 in modo da coinvolgere pure gli Stati Uniti. Se non \u00e8 zuppa \u00e8 pan bagnato.<\/p>\n<p>Le ipotesi di allora non erano dettate dal dono della preveggenza ma solo dal buonsenso e anche oggi sono figlie della consapevolezza che per soddisfare la legittima aspirazione di Kiev di avere un futuro sicuro dopo una guerra durata quanto il primo conflitto mondiale, quella \u00e8 la strada obbligata. Come pure \u00e8 difficile immaginare dal punto di vista dell&#8217;Ucraina un confine diverso da quello dell&#8217;attuale linea del fronte. Il problema non \u00e8 tanto l&#8217;entit\u00e0 dei territori ancora in mano all&#8217;esercito di Kiev che Putin esige per arrivare alla pace: si tratta del 22-25% del Donbas che equivale in termini di grandezza al Trentino Alto Adige. Non \u00e8 molto. Solo che le conseguenze di una simile concessione per Kiev possono rivelarsi estremamente onerose sul piano politico. Accettare l&#8217;idea che un pezzo pi\u00f9 o meno grande del Paese ancora in mani ucraine passi ai russi nell&#8217;ambito di un tregua significa in un modo o nell&#8217;altro ammettere di aver perso la guerra: un conto infatti \u00e8 accettare una linea del confine determinata dall&#8217;equilibrio militare come avvenne in Corea, un altro \u00e8 ritirarsi in ossequio ad un trattato che assegni quei territori ai russi. Di pi\u00f9: Kiev non ha ancora riconosciuto la sovranit\u00e0 russa sulla Crimea, tantomeno sui territori occupati da Mosca nel conflitto, ne \u00e8 intenzionata a farlo. Concedere autonomamente quei 13mila chilometri quadrati sulla base di un accordo equivale nei fatti a riconoscere indirettamente la sovranit\u00e0 di Mosca sulla Crimea e sull&#8217;intero Donbass. Per un Paese che ha sopportato una guerra che ha mietuto centinaia di migliaia di vittime e causato distruzioni sarebbe un costo troppo alto. Una scelta del genere non ripagherebbe la popolazione dei sacrifici e delle le sofferenze che ha subito e finirebbe per mettere sul banco degli imputati Zelensky. La linea del fronte come confine, invece, non richiederebbe concessioni ma sarebbe solo una presa d&#8217;atto sull&#8217;altare del realismo.\n<\/p>\n<p> Magari per la superficialit\u00e0 e per l&#8217;ossessione per gli affari scambiata per diplomazia di <a data-autogenerated=\"yes\" data-datalayer-click-event-target=\"internal\" href=\"https:\/\/www.ilgiornale.it\/persone\/donald-trump-131539.html\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Donald Trump<\/a> queste possono sembrare sottigliezze inutili, cavilli o bizantinismi: solo che la pace, se \u00e8 pace giusta e non una capitolazione, non pu\u00f2 essere siglata sulla pelle dei popoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In fondo sull&#8217;Ucraina si gira attorno sempre alle stesse soluzioni. 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