{"id":258379,"date":"2025-12-13T05:21:20","date_gmt":"2025-12-13T05:21:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/258379\/"},"modified":"2025-12-13T05:21:20","modified_gmt":"2025-12-13T05:21:20","slug":"cosa-cambia-per-i-turisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/258379\/","title":{"rendered":"cosa cambia per i turisti"},"content":{"rendered":"<p>       <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/visto-usa-social-1200x675.jpg\" alt=\"visto-usa-social\" width=\"1200\" height=\"675\" class=\"js-seedtag-img\"\/> <\/p>\n<p>L&#8217;obbligo di <strong>condividere con le autorit\u00e0 USA la nostra storia social degli ultimi 5 anni<\/strong>, se la proposta in discussione sar\u00e0 approvata, modificher\u00e0 in modo significativo il modo in cui utilizziamo l&#8217;<strong>ESTA<\/strong> (Electronic System for Travel Authorization), cio\u00e8 il sistema digitale attraverso cui i cittadini dei Paesi esenti dal visto richiedono il permesso di viaggio per soggiorni brevi negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>La novit\u00e0, contenuta in un documento depositato dal Dipartimento della Sicurezza USA, stabilisce che oltre ai dati anagrafici gi\u00e0 previsti (come numero di <a title=\"Perch\u00e9 il passaporto italiano \u00e8 tra i pi\u00f9 potenti al mondo e quali sono gli altri: la classifica 2024\" href=\"https:\/\/www.geopop.it\/perche-il-passaporto-italiano-e-tra-i-piu-potenti-al-mondo-e-quali-sono-gli-altri-la-classifica-2024\/\" target=\"_self\" rel=\"nofollow noopener\">passaporto<\/a>, data di nascita e eventuali precedenti penali), bisogner\u00e0 fornire ulteriori informazioni, considerate dalle autorit\u00e0 statunitensi utili in chiave di sicurezza. Tra queste rientrano le <strong>identit\u00e0 <a href=\"https:\/\/www.geopop.it\/australia-vieta-social-media-under-16-primo-paese-al-mondo-perche-ban-dubbi\/\" target=\"_self\" rel=\"nofollow noopener\">social<\/a><\/strong>, i <strong>recapiti telefonici<\/strong> e gli <strong>indirizzi e-mail usati negli ultimi cinque anni<\/strong>, oltre ai riferimenti dei familiari pi\u00f9 stretti. La proposta nasce all&#8217;interno di un percorso normativo molto ampio, che il governo statunitense ha attivato per rafforzare i controlli all&#8217;ingresso del Paese \u201ca stelle e strisce\u201d e aggiornare la gestione dei dati dei viaggiatori.<\/p>\n<p>Vale la pena chiarire che <strong>la richiesta non \u00e8 ancora operativa<\/strong>: \u00e8 in consultazione pubblica e potr\u00e0 essere modificata. La misura riguarderebbe tutti i cittadini dei Paesi aderenti al Visa Waiver Program, il programma che consente l&#8217;ingresso senza visto tradizionale: tra questi figurano anche <strong>Italia<\/strong>, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, Giappone, Australia, Corea del Sud, Israele e Nuova Zelanda. Al contrario, l<strong>\u2018Europa non prevede nulla di simile<\/strong>, dato che i cittadini statunitensi possono entrare nell&#8217;Area Schengen senza alcuna autorizzazione preventiva, purch\u00e9 il soggiorno sia inferiore a 90 giorni.<\/p>\n<p> Cosa cambierebbe per i turisti negli Stati Uniti con l&#8217;ESTA <\/p>\n<p>La proposta, pubblicata nel registro ufficiale delle norme federali statunitensi, riguarda chi utilizza l&#8217;ESTA come parte del programma di esenzione dal visto, che oggi coinvolge <strong>42 Paesi<\/strong>, tra cui gran parte dell&#8217;<strong>Europa<\/strong> (compresa l&#8217;<strong>Italia<\/strong>), <strong>Regno Unito<\/strong>, <strong>Australia<\/strong>, <strong>Nuova Zelanda<\/strong>, <strong>Giappone<\/strong>, <strong>Israele<\/strong> e <strong>Qatar<\/strong>. Questo strumento consente di entrare negli Stati Uniti per periodi inferiori a 90 giorni senza un visto tradizionale, ed \u00e8 completamente digitale. Finora, oltre ai dati identificativi, l&#8217;<strong>unica sezione dedicata ai social \u00e8 al momento facoltativa<\/strong>: esiste dal <strong>2016<\/strong> ma non compilata non comporta conseguenze nella valutazione della domanda. Il <a href=\"https:\/\/www.cbp.gov\/travel\/international-visitors\/visa-waiver-program\/visa-waiver-program-improvement-and-terrorist-travel-prevention-act-faq\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow noopener\">sito della CBP<\/a> (Costums and Border Protection), infatti, ancora adesso specifica che \u00abse il richiedente [dell&#8217;ESTA] non risponde alla domanda [sull&#8217;uso dei social] o semplicemente non possiede un account sui social, la domanda ESTA pu\u00f2 comunque essere presentata senza che ci\u00f2 comporti un&#8217;interpretazione o un&#8217;inferenza negativa\u00bb. Con la nuova impostazione, invece, lo scenario cambierebbe, e di molto: <strong>bisognerebbe obbligatoriamente specificare tutti i profili social usati negli ultimi 5 anni<\/strong>.<\/p>\n<p>Oltre ai social, verrebbero aggiunti altri \u00abelementi di dati di alto valore\u00bb, un&#8217;espressione tecnica con cui la CBP indica contenuti considerati particolarmente utili nella verifica dell&#8217;identit\u00e0 e nella valutazione dell&#8217;affidabilit\u00e0 di un viaggiatore. Tra questi figurano anche <strong>numeri di telefono<\/strong>,<strong> indirizzi e-mail <\/strong>e<strong> informazioni biografiche sui familiari stretti<\/strong>, con tanto di <strong>nomi<\/strong>, <strong>date e luoghi di nascita<\/strong>\u00a0e <strong>contatti<\/strong> relativi agli <strong>ultimi 5 anni<\/strong>. Questi campi sarebbero armonizzati con altre modifiche che il Dipartimento della Sicurezza Interna sta applicando a vari moduli governativi per uniformare la raccolta di dati \u201cdi base\u201d.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra novit\u00e0 rilevante riguarda la <strong>dismissione progressiva della piattaforma Web dell&#8217;ESTA<\/strong>, che dovrebbe essere sostituita dall&#8217;applicazione mobile come unico canale ufficiale per presentare le domande. Il sito Web rimarrebbe consultabile solo per verificare lo stato delle richieste gi\u00e0 inviate, ma non permetterebbe pi\u00f9 di fare \u201capplication\u201d, come si dice in gergo. La CBP giustifica questo passaggio con alcune motivazioni tecniche. Tra queste, citiamo le immagini caricate via Web, spesso di qualit\u00e0 insufficiente per le verifiche biometriche, cio\u00e8 per i controlli basati su caratteristiche fisiche univoche come il volto. Un&#8217;unit\u00e0 specializzata del National Targeting Center ha evidenziato migliaia di foto e pagine biografiche di passaporti con definizione troppo bassa, che in alcuni casi sarebbero state caricate intenzionalmente da utenti che cercavano di aggirare il confronto facciale. L&#8217;app mobile, al contrario, consente di acquisire immagini in tempo reale e di verificare l&#8217;autenticit\u00e0 del passaporto mediante la lettura del chip elettronico attraverso la tecnologia <a title=\"NFC e crittografia: il vero motivo per cui il contactless \u00e8 pi\u00f9 sicuro\" href=\"https:\/\/www.geopop.it\/nfc-e-crittografia-il-vero-motivo-per-cui-il-contactless-e-piu-sicuro\/\" target=\"_self\" rel=\"nofollow noopener\">NFC<\/a>, la stessa che permette ai nostri smartphone di interagire con documenti e dispositivi a corto raggio. Questo livello di controllo non \u00e8 possibile tramite caricamenti Web e, secondo la CBP, \u00e8 oggi essenziale per ridurre le pratiche fraudolente.<\/p>\n<p>La proposta introduce inoltre un <strong>obbligo generalizzato di selfie<\/strong>, sia per chi compila direttamente l&#8217;ESTA sia per chi si affida a terzi, come agenzie di viaggio o familiari. Questo requisito avrebbe un ruolo chiave nell&#8217;assicurare che l&#8217;identit\u00e0 dichiarata corrisponda effettivamente a quella della persona che intende viaggiare. Il selfie verrebbe confrontato con la foto estratta dal chip del passaporto e con altre immagini archiviate nei sistemi federali, tramite il Traveler Verification Service, un sistema che usa il <a title=\"Riconoscimento facciale, come funziona e quando si usa: dallo sblocco del cellulare alla sicurezza\" href=\"https:\/\/www.geopop.it\/riconoscimento-facciale-come-funziona-e-quando-si-usa-dallo-sblocco-del-cellulare-alla-sicurezza\/\" target=\"_self\" rel=\"nofollow noopener\">riconoscimento facciale<\/a> per verificare l&#8217;identit\u00e0 dei viaggiatori ai punti di ingresso e uscita (aeroporti, porti, etc.). L&#8217;obiettivo dichiarato \u00e8 quello di rendere il processo di accertamento dell&#8217;identit\u00e0 pi\u00f9 uniforme, evitando incoerenze tra le richieste inviate tramite sito e quelle inviate tramite app.<\/p>\n<p> Cosa dovr\u00e0 fare chi intende uscire dagli Stati Uniti <\/p>\n<p>Accanto alle modifiche che riguardano l&#8217;ingresso, la CBP sta portando avanti anche un progetto dedicato alla <strong>fase di uscita dagli Stati Uniti<\/strong>. Si tratta di un sistema volontario che permetterebbe ai viaggiatori soggetti ai requisiti del <strong>modulo I-94<\/strong> di <strong>registrare la propria partenza attraverso l&#8217;app mobile della CBP<\/strong>. In termini pratici, si potrebbe mettere il viaggiatore che ha soggiornato negli USA nelle condizioni di segnalare l&#8217;uscita dal Paese <strong>scansionando il passaporto<\/strong>, i<strong>nviando un selfie<\/strong> e <strong>autorizzando la geolocalizzazione<\/strong> per certificare che ci si trova fuori dal territorio statunitense. Un software di rilevamento della vitalit\u00e0 (una tecnologia che distingue un volto reale da un&#8217;immagine statica) aiuterebbe a evitare abusi. La segnalazione confluisce poi nel sistema ufficiale degli arrivi e delle partenze, creando una <strong>conferma biometrica utile sia alle autorit\u00e0 sia ai viaggiatori stessi<\/strong>, soprattutto in casi in cui pu\u00f2 essere necessario dimostrare di aver rispettato i termini del soggiorno.<\/p>\n<p>Nel complesso, se le norme saranno confermate, sia l&#8217;ingresso che l&#8217;uscita dagli USA diventer\u00e0 pi\u00f9 articolato di quanto non lo sia gi\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"L&#8217;obbligo di condividere con le autorit\u00e0 USA la nostra storia social degli ultimi 5 anni, se la proposta&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":258380,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[160],"tags":[14,164,165,166,7,15,11,167,12,168,161,162,163],"class_list":{"0":"post-258379","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-mondo","8":"tag-cronaca","9":"tag-dal-mondo","10":"tag-dalmondo","11":"tag-mondo","12":"tag-news","13":"tag-notizie","14":"tag-ultime-notizie","15":"tag-ultime-notizie-di-mondo","16":"tag-ultimenotizie","17":"tag-ultimenotiziedimondo","18":"tag-world","19":"tag-world-news","20":"tag-worldnews"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115710583736050417","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/258379","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=258379"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/258379\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/258380"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=258379"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=258379"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=258379"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}