{"id":258452,"date":"2025-12-13T06:59:09","date_gmt":"2025-12-13T06:59:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/258452\/"},"modified":"2025-12-13T06:59:09","modified_gmt":"2025-12-13T06:59:09","slug":"ferdinando-de-giorgi-la-squadra-e-una-comunita-ho-imparato-dai-miei-nove-fratelli-per-anni-ho-sofferto-per-laltezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/258452\/","title":{"rendered":"Ferdinando De Giorgi: \u00abLa squadra? \u00c8 una comunit\u00e0. Ho imparato dai miei nove fratelli. Per anni ho sofferto per l\u2019altezza\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Walter Veltroni<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Il coach dell\u2019Italvolley: \u00abVelasco ci massacrava, oggi uomini e donne  sono cambiati\u00bb<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Ferdinando de Giorgi<\/b>, detto Fef\u00e8, \u00e8 l\u2019allenatore che ha portato la <b>nazionale di pallavolo maschile<\/b> sul <a href=\"https:\/\/lecce.corriere.it\/notizie\/sport\/25_settembre_29\/da-squinzano-al-tetto-del-mondo-fefe-de-giorgi-scrive-la-storia-del-volley-italiano-ecco-i-segreti-di-un-leader-silenzioso-7cb0ab20-eead-42b2-aa79-afae18759xlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">tetto del mondo<\/a>. Insegna la pallavolo meditando sui significati del suo lavoro.<a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cronache\/25_settembre_07\/julio-velasco-mio-fratello-torturato-gli-amici-assassinati-paola-egonu-era-stata-esclusa-dalla-nazionale-rispetto-le-scelte-altrui-5caf02d9-483c-483c-a3f3-da8a5d1fbxlk.shtml\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\"> Julio Velasco<\/a> e lui iniettano un senso di profondit\u00e0 e serenit\u00e0 nel difficile mestiere di chi deve decidere e prendersi le responsabilit\u00e0. De Giorgi \u00e8 stato il palleggiatore della nazionale dei fenomeni che vinse, Velasco allenatore, i mondiali nel 1990. Non \u00e8 alto quanto forse ci si aspetta debba essere un giocatore di pallavolo, ma \u00e8 intelligente e curioso e tanto gli \u00e8 sempre bastato per vincere.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come \u00e8 iniziato il tuo amore per la pallavolo?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abEra il tempo dei Giochi della giovent\u00f9 e io all\u2019inizio volevo giocare a calcio, come tutti i ragazzi della mia terra, quando per farlo bastavano due maglioni e un pallone. Ma non andavo bene a scuola e allora mio padre mi disse che forse era meglio che guardassi altrove. Ho iniziato cos\u00ec a frequentare la pallavolo nella Vis Squinzano, una squadra della mia regione, la Puglia. Facevano tre allenamenti a settimana, il che mi consentiva di studiare. Avevo quattordici anni e rimasi subito folgorato. Scoprii che era uno sport bellissimo e che mi riusciva facile. Sono stato immediatamente preso dal meccanismo del gioco che poi nel tempo ho decodificato meglio. Mi affascinava moltissimo l\u2019idea che ci si dovesse passare la palla, che si dovessero fare tre tocchi in un\u2019azione, ma tutti da parte di giocatori diversi. Mi sembrava un gioco fondato sul principio di relazione, non uno sport egoistico o autoreferenziale. Ciascuno dipende dall\u2019altro. E questo per regolamento\u00bb.\u00a0    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Qual \u00e8 la dote fondamentale di un buon palleggiatore? L\u2019altezza \u00e8 decisiva?\u00a0<\/b><br \/>\u00abIl fondamentale pi\u00f9 difficile \u00e8 il palleggio, perch\u00e9 la natura umana tende a trattenere la palla, non a respingerla. A quattordici anni ero pi\u00f9 o meno alto come ora e tutti si erano illusi che crescessi e diventassi alto quanto loro volevano. Mi sono fermato, invece. E per tutta la carriera mi sono sentito dire: \u201cBravo, se per\u00f2 avessi qualche centimetro in pi\u00f9\u2026\u201d. Io da ragazzo sognavo di andare in nazionale e questa storia dei centimetri in pi\u00f9 \u00e8 finita proprio quando ho indossato la maglia azzurra, a venticinque anni\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Hai sofferto? Eri alto per la tua et\u00e0 ma basso per il tuo sport preferito.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abA quattordici o quindici il sentirsi diverso o inadeguato per qualcosa che non dipende da te pu\u00f2 lasciare ferite molto profonde. Quando formo gli allenatori dico sempre: non date giudizi, guardate le potenzialit\u00e0, non i difetti. Se tu guardi i miei limiti sembra che il resto non esista. Per me la spinta fondamentale \u00e8 stata la determinazione. Nella vita bisogna guardare quello che hai, non quello che manca. Essendo basso pensavo sempre: \u201cQuanti punti, a causa della mia altezza, faccio perdere alla mia squadra? Otto? Con tutte le altre cose che sono capace di fare, ne devo far guadagnare almeno nove\u201d. Da allenatore ora so che servono i difetti per allenarsi al successo\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Dove hai imparato il gioco di squadra?\u00a0<\/b><br \/>\u00abNella mia famiglia. Mio padre ora ha cento anni, mia madre novantacinque. Ho due sorelle e sette fratelli. Mio padre contadino, poi cantoniere, mia madre ovviamente casalinga. Non so davvero come abbiano fatto, ma ci hanno tirato su con grande dignit\u00e0, senza mai far mancare niente a nessuno. Nove figli sono tanti. L\u00ec ho imparato il gioco di squadra. La mattina quando andavamo a scuola era una guerra. Nella mia famiglia c\u2019era una grande condivisione, ci si aiutava e tutti siamo riusciti a studiare. Pap\u00e0 parlava poco, era corretto, onesto, gran lavoratore, molto cattolico. Per me pi\u00f9 che le sue parole contava il suo esempio. Mio padre da contadino non capiva questa mia passione per lo sport e pensava che fosse, cos\u00ec, solo un divertimento. Una volta per\u00f2 mi ha incontrato mentre andavo a piedi sotto la pioggia all\u2019allenamento. C\u2019era un temporale terribile e mi ha chiesto: \u201cMa dove vai sotto questo diluvio?\u201d Gli ho risposto: \u201cPap\u00e0, io devo andare\u201d. E lui ha compreso che era la passione della mia vita\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il palleggiatore \u00e8 come il regista nel calcio?<\/b>\u00a0<br \/>\u00abForse \u00e8 di pi\u00f9. Nel calcio, nel basket, i playmakers stanno progressivamente sparendo. Nel calcio l\u2019azione si pu\u00f2 sviluppare in mille modi, da mille parti. Da noi invece il secondo tocco dell\u2019azione spetta sempre al regista. \u00c8 il fulcro. Dopo la ricezione \u00e8 lui a decidere lo sviluppo del gioco. Ha quattro attaccanti da servire, chiama gli schemi\u2026 \u00c8 un lavoro molto complesso\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Come si insegna?\u00a0<\/b><br \/>\u00abIl primo passo del percorso di un palleggiatore \u00e8 acquisire la tecnica. La precisione \u00e8 fondamentale: quanto e come sai spingere la palla, gli angoli di uscita di un passaggio che cambiano in base alle preferenze dei tuoi compagni.  Nella fase iniziale della formazione di un palleggiatore devi creare le abilit\u00e0, ma insieme bisogna che si formi la visione \u201cintellettuale\u201d del proprio compito. La mia definizione del mestiere di palleggiatore \u00e8: \u201cDubbio costante e decisione rapida\u201d. Ti devi porre tante domande e poi hai una frazione di tempo per decidere. Meno tempo hai, pi\u00f9 devi essere preparato. Non sempre va fatta la cosa istintiva\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Tutto questo non si insegna in palestra\u2026\u00a0<\/b><br \/>\u00abLa tecnica la impari in palestra, ma la conoscenza di come gestire i tempi di decisione si fa con una preparazione mentale. Un esempio: ciascuno dei tuoi compagni di squadra ha la sua preferenza su come ricevere la palla, a quale altezza, con quale intensit\u00e0. Io avevo un quadernetto in cui mi segnavo tutto. Lo memorizzavo e mi ripetevo tutto come una poesia, prima dell\u2019allenamento. Inoltre devi tener conto degli schemi di gioco, ci sono sei rotazioni e per ciascuno c\u2019\u00e8 una diversa possibilit\u00e0. Il palleggiatore deve anche conoscere le caratteristiche dei tre giocatori che ha di fronte dall\u2019altra parte della rete. Devi sapere i loro difetti e le loro virt\u00f9. Tutto questo confluisce nell\u2019istante preciso in cui, ricevuta la palla, decidi come smistarla. Insomma, devi allenarti a pensare. E a decidere, in una frazione di secondo. La complessit\u00e0 che diventa scelta\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quanto conta l\u2019alchimia della squadra?\u00a0<\/b><br \/>\u00ab\u00c8 uno dei fattori decisivi. Le nazionali non per forza convocano i quattordici pi\u00f9 bravi. Talvolta si fanno delle scelte per creare equilibri che non sono solo tecnici, ma anche di relazione. Una squadra deve essere una comunit\u00e0 in cui ciascuno \u00e8 s\u00e9 stesso, meriti e difetti, ma ci si sente legati da una comunit\u00e0 di destino. Velasco sostiene a ragione che in una squadra non bisogna per forza essere amici e lo dice per togliere alibi. Non \u00e8 che se non sei amico non puoi giocare bene. Naturalmente, se si vince, l\u2019affettivit\u00e0 poi aumenta rapidamente\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quali sono gli ingredienti di questa alchimia?\u00a0<\/b><br \/>\u00abLa nostra nazionale, quella che ha vinto i Mondiali nel \u201890, era definita la nazionale dei fenomeni. Noi invece ci definivamo la nazionale dei minatori perch\u00e9 Velasco ci massacrava di lavoro. Eravamo una squadra con tante personalit\u00e0: Zorzi, Bernardi, Gardini, Lucchetta. Quello che ci vuole, in una squadra, \u00e8 il rispetto reciproco. E poi c\u2019\u00e8 la maglia azzurra che risolve tutti i casini possibili. Ma l\u2019atteggiamento fondamentale \u00e8 la disponibilit\u00e0. Il fatto che tu non ti tiri indietro, che superi le difficolt\u00e0 con gli altri e con la fatica. La disponibilit\u00e0 si conquista nel tempo, perch\u00e9 si nasce egoisti. Ci si educa alla responsabilit\u00e0. In una squadra puoi giocare bene anche se non sei amico, ma non puoi giocare bene senza disponibilit\u00e0 e rispetto reciproco\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Quando avete vinto voi, i ragazzi si sono messi a piangere. Quando hanno vinto le ragazze hanno festeggiato e ballato con spensieratezza.<\/b>\u00a0<br \/>\u00abNon solo, si andavano incontro battendo il petto, un tipico atteggiamento maschile. \u00c8 l\u2019evoluzione. Queste due nazionali piacciono perch\u00e9 sono sincere, autentiche. Io penso che il pianto dei miei ragazzi, il loro lasciarsi andare, sia stata una cosa bellissima. Sembrava fragilit\u00e0, ma era verit\u00e0. La reazione capovolta delle donne anch\u2019essa \u00e8 stata bellissima, ha creato la coscienza, la consapevolezza della normalit\u00e0, dell\u2019inesistenza degli stereotipi. Ciascuno, in relazione al proprio carattere e al proprio stato d\u2019animo, da persona, vive una gioia sportiva\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La pallavolo era uno sport laterale e ora \u00e8 diventato uno dei pi\u00f9 importanti e seguiti.\u00a0<\/b><br \/>\u00abDietro c\u2019\u00e8 un grande lavoro. Il nostro sport si \u00e8 aggiornato senza snaturarsi. L\u2019abolizione del cambio palla \u00e8 stata una rivoluzione, perch\u00e9 in Tv non si poteva programmare, non si sapeva quanto durava una partita e quindi ci mandavano in differita. Ora facciamo ascolti importanti. L\u2019introduzione della figura del libero evita che la palla cada subito sulla battuta avversaria e, al tempo stesso, consente a un ragazzo alto un metro e sessanta di giocare in nazionale. Ancora: l\u2019innovazione di prendere la palla con i piedi. Il rugby ha fatto cos\u00ec, cambiando le regole della mischia. Come il tennis con l\u2019introduzione del tie-break. Tutto questo ha consentito a questi sport di aggiornarsi, di essere moderni\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il calcio \u00e8 concentrato sui club e ben poco sulla nazionale. Nella pallavolo \u00e8 il contrario.\u00a0<\/b><br \/>\u00abA livello di pubblico televisivo \u00e8 cos\u00ec, ma il nostro movimento di base \u00e8 forte, le societ\u00e0 sono strutturate e fanno i loro numeri. Ma penso che per la qualit\u00e0 delle nostre nazionali conti in primo luogo il fatto che nella pallavolo ci sia l\u2019obbligo di schierare tre italiani su sette. In campo, non in panchina. Si impara giocando, non guardando gli altri dalla panchina o dalla tribuna. Questo vincolo fa mantenere l\u2019attenzione sui giovani italiani che vengono seguiti con grande cura sia dalla societ\u00e0 che dalla federazione. Come tesserati siamo il secondo sport di squadra dopo il calcio, ma il 70% sono donne. Comunque a me, da allenatore della nazionale maggiore, ogni anno arrivano un paio di giocatori di qualit\u00e0. C\u2019\u00e8 una forte continuit\u00e0, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un grande movimento che parte dal basso\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Gli sport che crescono di pi\u00f9, tennis e pallavolo, hanno due caratteristiche che li uniscono. Non hanno, diversamente da calcio o basket, un tempo stabilito e poi sono separati da una rete, non prevedono contatto fisico.<\/b> \u00ab\u00c8 vero. Nella pallavolo devi sempre mantenere un livello agonistico e di autocontrollo molto elevati. Il contrasto con l\u2019avversario stimola l\u2019adrenalina. Invece qui non c\u2019\u00e8 scontro fisico, nessuno ti pu\u00f2 togliere la palla. Tutto dipende da te. L\u2019avversario non ti tocca, sei tu padrone del tuo destino. E se nel tennis questo esercizio agonistico e di autocontrollo avviene a livello puramente individuale, nel volley invece ritorna la dimensione della comunit\u00e0 di destino. Non uno, ma tutti insieme, dobbiamo trovare le risorse interiori per competere e per vincere\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-last-update\" datetime=\"2025-12-13T07:30:36+01:00\">13 dicembre 2025 ( modifica il 13 dicembre 2025 | 07:30)<\/p>\n<p class=\"is-copyright\">\n            \u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA\n        <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"di Walter Veltroni Il coach dell\u2019Italvolley: \u00abVelasco ci massacrava, oggi uomini e donne sono cambiati\u00bb Ferdinando de 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