{"id":258490,"date":"2025-12-13T07:43:13","date_gmt":"2025-12-13T07:43:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/258490\/"},"modified":"2025-12-13T07:43:13","modified_gmt":"2025-12-13T07:43:13","slug":"gli-organi-artificiali-per-i-trapianti-pongono-un-problema-etico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/258490\/","title":{"rendered":"Gli organi artificiali per i trapianti\u2028pongono un problema etico"},"content":{"rendered":"<p>Sappiamo che a causa della scarsit\u00e0 di organi, a volte per persone muoiono (soprattutto i bambini, ove la scarsit\u00e0 \u00e8 ancora maggiore a causa della misura specifica degli organi). Alcuni dispositivi artificiali consentono una sostituzione provvisoria o permanente di organi naturali. Il cuore artificiale totale \u00e8 un dispositivo meccanico che sostituisce completamente le funzioni del cuore umano; viene impiantato nei pazienti con insufficienza cardiaca terminale, quando non sono disponibili cuori per il trapianto. Il cuore artificiale costituire un \u201cponte al trapianto\u201d. Altri dispositivi possono essere una soluzione permanente in pazienti non idonei al trapianto (es. la dialisi, come sostituzione meccanica al rene, o il rene bioartificiale impiantabile). Molte sono le ricerche in questa direzione grazie agli sviluppi della bioingegneria, della convergenza tra ingegneria e biomedicina, ancora sperimentale. Ecmo (Ossigenazione extracorporea a membrana) \u00e8 un sistema che ossigena il sangue esternamente al corpo, usato in pazienti con insufficienza respiratoria grave, spesso usato in terapia intensiva come sostituto temporaneo in attesa di trapianto o recupero polmonare. Esistono sistemi di supporto epatico extracorporeo, come il Mars (Molecular Adsorbent Recirculating System), che filtrano le tossine dal sangue in pazienti con insufficienza epatica acuta, come supporto temporaneo fino al trapianto o alla rigenerazione epatica e non sostituiscono tutte le funzioni del fegato (es. sintesi proteica). Il pancreas artificiale \u00e8 un dispositivo con sistemi di infusione automatica di insulina, con sensori continui di glucosio e pompe di insulina per mimare la funzione pancreatica. La cornea artificiale o cheratoprotesi, una protesi per sostituire la cornea danneggiata, per pazienti che non rispondono ai trapianti di cornea tradizionali. L\u2019utilizzo di dispositivi artificiali come alternativa al trapianto d\u2019organo solleva numerose considerazioni etiche. Di seguito elenchiamo le principali.<\/p>\n<p>(secondo il principio di beneficenza e non maleficenza). Per ogni uso vanno verificati i benefici attesi per il paziente (in termini di prolungamento della vita e di miglioramento della qualit\u00e0) a fronte dei rischi di rigetto, di infezione, di complicazioni a lungo termine.<\/p>\n<p>Ogni paziente deve ricercare adeguate informazioni complete e aggiornate, con linguaggio comprensibile, sui benefici, sui rischi (con riferimento al dolore e alla sofferenza, oltre che al disagio), sull\u2019esistenza o non esistenza di alternative e sulle conseguenza delle scelte dell\u2019uso o del rifiuto dei dispositivi, per consentire una scelta consapevole e responsabile per la propria salute (ad esempio un paziente con cuore artificiale pu\u00f2 sopravvivere dipendendo da una macchina con mobilit\u00e0 limitata, continue applicazioni, in condizioni spesso di sofferenza e disagio). Nell\u2019ambito dei rischi va sempre identificato il rischio di dispositivi gi\u00e0 sperimentati dai dispositivi in corso di sperimentazione, data la incertezza di questi ultimi.<\/p>\n<p>Alcuni pazienti possono sentirsi \u201cmeno umani\u201d o alterati a livello identitario con dispositivi artificiali impiantati; altri pazienti possono percepire i dispositivi come invasivi della integrit\u00e0 del corpo.<\/p>\n<p>I dispositivi artificiali avanzati (come cuori artificiali o reni bioingegnerizzati) spesso hanno costi elevati. Ci\u00f2 ha un impatto sulla disuguaglianza nell\u2019accesso alle cure, distinguendo i pazienti che possono permettersi l\u2019organo meccanico o dispositivo artificiale di ultima generazione, e coloro che sono costretti ad aspettare in lista il trapianto, senza alternative economicamente sostenibili, data l\u2019impossibilit\u00e0 del servizio sanitario nazionale di farsene carico (se non in limitate situazioni e circostanze, oltre che tipologie). L\u2019equit\u00e0 \u00e8 garantita solo se \u00e8 assicurato l\u2019uguale accesso alle cure sanitarie indipendentemente dallo stato economico (capacit\u00e0 di pagare) e dalla condizione sociale o culturale. Molti di questi dispositivi (es. cuori artificiali, reni bioartificiali, pancreas automatizzati) hanno costi elevatissimi, spesso superiori ai trapianti stessi, almeno nelle fasi iniziali, dato il costo di produzione, manutenzione, personale specializzato, tecnologie diagnostiche di supporto. Ci\u00f2 significa che non tutti possono permetterseli, specialmente nei Paesi a basso o medio reddito, o anche in Paesi avanzati ma con sistemi sanitari non universali. Anche all\u2019interno dei sistemi sanitari pubblici, non tutte le strutture offrono gli stessi trattamenti: pazienti in regioni pi\u00f9 svantaggiate o in zone rurali potrebbero non avere accesso a dispositivi innovativi o centri specialistici.<\/p>\n<p>Nella misura in cui le strutture hanno pochi dispositivi e molte persone che ne hanno bisogno, diviene eticamente complessa la scelta di come distribuire le risorse scarse, considerando che chi \u00e8 escluso perde chance di vita e di salute. L\u2019etica libertaria favorisce l\u2019accesso ai pi\u00f9 ricchi o con meriti di posizione sociale; la visione utilitarista a chi ha pi\u00f9 probabilit\u00e0 di un recupero di buona qualit\u00e0 di vita (preferenza sei giovani sugli anziani); la bioetica personalista che pone al centro la dignit\u00e0 della persona umana applica esclusivamente il criterio medico e clinico, riconoscendo priorit\u00e0 a chi ha pi\u00f9 urgenza e bisogno, nel contesto di una valutazione clinica basata su diagnosi e prognosi.<\/p>\n<p>Se da un lato la tecnologia apre nuove possibilit\u00e0, dall\u2019altro rischia di ampliare le disuguaglianze sanitarie se non accompagnata da una riflessione etica e da politiche pubbliche responsabili. La vera innovazione non \u00e8 solo quella tecnica, ma quella socialmente sostenibile. L\u2019evoluzione della tecnologia medica, in particolare lo sviluppo di dispositivi artificiali come alternativa al trapianto d\u2019organo, ha modificato in modo significativo non solo le pratiche cliniche, ma anche la percezione della vita e della morte. L\u2019introduzione di cuori artificiali, reni bioingegnerizzati, sistemi Ecmo o pancreas automatici ha reso possibile prolungare la vita in situazioni che, fino a pochi decenni fa, erano considerate inguaribili e incurabili. Questo ha trasformato la morte da evento naturale e ineluttabile a qualcosa di gestibile tecnologicamente, spesso posticipabile, con il prolungamento della vita. Lo sviluppo accelerato della tecnologia in biomedicina sta modificando il modo di concepire morte e vita: la morte viene spesso vista come un fallimento medico anzich\u00e9 come una fase naturale dell\u2019esistenza, in quanto la tecnologia non apre solo speranze ma a volta crea illusioni anche di immortalit\u00e0. I confini tra vita e morte diventano sfumati e la vita diviene, a volte, l\u2019unico obiettivo anche se prolungata \u201ca ogni costo\u201d. In questo ambito la bioetica ha sviluppato una riflessione per la identificazione delle condizioni in cui tali dispositivi sono necessari ed eticamente giustificati in quanto proporzionati e situazioni in cui, data la sproporzione tra benefici e rischi, la decisione di non iniziarli o di sospenderli pu\u00f2 risultare giustificata.<\/p>\n<p>Laura Palazzani \u00e8 Ordinario di Filosofia del diritto all&#8217;universit\u00e0 Lumsa<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Sappiamo che a causa della scarsit\u00e0 di organi, a volte per persone muoiono (soprattutto i bambini, ove la&hellip;\n","protected":false},"author":3,"featured_media":258491,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[175],"tags":[239,1537,90,89,240],"class_list":{"0":"post-258490","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-salute","8":"tag-health","9":"tag-it","10":"tag-italia","11":"tag-italy","12":"tag-salute"},"share_on_mastodon":{"url":"https:\/\/pubeurope.com\/@it\/115711142005189385","error":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/258490","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=258490"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/258490\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/258491"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=258490"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=258490"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=258490"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}