{"id":258656,"date":"2025-12-13T10:04:39","date_gmt":"2025-12-13T10:04:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/258656\/"},"modified":"2025-12-13T10:04:39","modified_gmt":"2025-12-13T10:04:39","slug":"la-verita-32","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/258656\/","title":{"rendered":"| La Verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>\n        Iniezione letale (iStock)\n    <\/p>\n<p>Di qui l\u2019interminabile attesa, cos\u00ec interminabile da averla portata a chiedere la morte assistita. Che, a differenza del sospirato intervento, le \u00e8 stata subito fissata. C\u2019\u00e8 gi\u00e0 la data: il 7 gennaio 2026. <strong>Jolene Van Alstine<\/strong> ha scelto questa strada per porre fine a quello che, per lei, \u00e8 un calvario: \u00abI miei amici hanno smesso di venirmi a trovare. Sono isolata. Sono otto anni che me ne sto sdraiata sul divano, malata e rannicchiata in posizione fetale, aspettando che la giornata finisca\u00bb. \u00abVado a letto alle sei di sera perch\u00e9 non riesco pi\u00f9 a stare sveglia\u00bb, ha aggiunto e suo marito, <strong>Miles Sundeen<\/strong>, ha detto che stanno cercando aiuto da molto tempo. <\/p>\n<p>\u00ab\u00c8 un caso complesso perch\u00e9 ha gi\u00e0 subito diversi interventi chirurgici, ma non hanno avuto successo al 100%\u00bb, ha spiegato l\u2019uomo, \u00ababbiamo davvero bisogno di aiuto per trovare un endocrinologo e un chirurgo che la prendano in cura e che abbiano molta familiarit\u00e0 con casi pi\u00f9 complessi\u00bb.  <\/p>\n<p>Le istituzioni sono al corrente di tutto, tanto che &#8211; stimolato dal ministro ombra dell\u2019opposizione, <strong>Jared Clarke<\/strong> &#8211; il ministro della Salute del Saskatchewan, <strong>Jeremy Cockrill<\/strong>, ha incontrato la donna giorni fa per cercare di capire se poteva aiutarla, ma sembra che neppure il suo interessamento, per ora, sia riuscito a sbloccare la situazione. Con il risultato che, salvo sorprese, a inizio 2026 la <strong>Van Alstine<\/strong> potrebbe davvero ottenere la morte assistita a causa, di fatto, dei ritardi del sistema sanitario. Un caso che potrebbe diventare, se davvero cos\u00ec sar\u00e0, il primo d\u2019una lunga serie dato che non in Canada non \u00e8 gi\u00e0 raro, anzi, morire in attesa delle cure. <\/p>\n<p>Secondo i dati diffusi a fine novembre dal think tank canadese Secondstreet.org, infatti, tra aprile 2024 e marzo 2025 sono deceduti quasi 24.000 pazienti &#8211; 23.746, il numero esatto &#8211; che erano nelle liste d\u2019attesa per le cure. Va per\u00f2 detto che il caso di <strong>Jolene Van Alstine<\/strong> sta scuotendo molto l\u2019opinione pubblica ed \u00e8 partita una vera e propria gara di solidariet\u00e0 per salvarle la vita. In prima linea c\u2019\u00e8 il commentatore conservatore americano <strong>Gleen Beck<\/strong>, attivatosi dichiarando di volersi far carico delle spese di viaggio e mediche per Jolene esortando il Canada a porre fine a questa \u00abfollia\u00bb. Gli aggiornamenti delle ultime ore da parte di <strong>Beck<\/strong> sono di cauto ottimismo. \u00abSiamo in contatto con Jolene e suo marito! Continuate a pregare per la sua salute\u00bb, ha infatti scritto su X. Staremo a vedere che sviluppi avr\u00e0 la vicenda. <\/p>\n<p>Quel che \u00e8 certo \u00e8 che l\u2019odissea di <strong>Jolene Van Alstine<\/strong> non \u00e8 casuale. E questo non solo per la gran facilit\u00e0 con cui \u00e8 possibile accedere in Canada alla morte assistita &#8211; 90.000 casi dal 2016 ad oggi sono un numero oggettivamente enorme -, ma pure per il clima di abbandono terapeutico che la cultura eutanasica ha generato in un Paese dove, contestualmente all\u2019introduzione del decesso on demand, si \u00e8 subito iniziato a ragionare apertamente sui risparmi che ci\u00f2 avrebbe comportato per le casse pubbliche. <\/p>\n<p>Uno studio di <strong>Aaron J. Trachtenberg <\/strong>e <strong>Braden Manns<\/strong>, pubblicato ancora nel 2017 sul Canadian Medical Association Journal, basandosi su stime realizzate nei Paesi Bassi, aveva quantificato in una forbice oscillante tra i 35 e i quasi 139 milioni di dollari l\u2019anno i risparmi che la \u00abdolce morte\u00bb pu\u00f2 assicurare alle finanze pubbliche. Da parte loro, <strong>Trachtenberg<\/strong> e <strong>Manns<\/strong> avevano tenuto a sottolineare di non voler alcun modo incoraggiare la gente a morire, e ci mancherebbe, ma \u00e8 ovvio che laddove la vita di alcuni cittadini, rei solo di non essere abbastanza sani o abbastanza giovani, inizia ad essere rubricata alla voce \u00abcosti evitabili\u00bb, essi siano indotti a togliere il disturbo. Era gi\u00e0 accaduto, restando sempre in Canada, qualche anno fa con l\u2019atleta paralimpica <strong>Christine Gauthier<\/strong> &#8211; che aveva osato protestare per i ritardi nell\u2019installazione in casa sua di un montascale, sentendosi offrire la morte assistita &#8211; e di fatto succede ancora oggi con il caso di J<strong>olene Van Alstine<\/strong> che, a proposito della sbandierata libert\u00e0 di scelta, ora ha davanti a s\u00e9 due strade: la morte assistita o quella in attesa di cure. Bel modo di essere \u00abliberi fino alla fine\u00bb, non c\u2019\u00e8 che dire.<\/p>\n<p>Continua a leggereRiduci<\/p>\n<p>Donna affetta da una patologia rara, ma non grave, si deprime per le tempistiche dell\u2019operazione e ottiene l\u2019ok al fine vita.Una donna affetta da una malattia rara, ma tutt\u2019altro che in fin di vita bens\u00ec semplicemente stanca di aspettare l\u2019intervento chirurgico di cui avrebbe bisogno, arriva a chiedere &#8211; e ottiene &#8211; la morte assistita. Sembra assurdo che un caso simile possa esistere e, probabilmente, lo \u00e8. Peccato sia una storia vera: quella che vede suo malgrado protagonista Jolene Van Alstine, 37 anni, residente nella provincia canadese del Saskatchewan. La donna soffre da otto anni di iperparatiroidismo primario normocalcemico, una malattia paratiroidea molto rara ma curabile. Il punto \u00e8 che nel Saskatchewan pare non ci siano chirurghi in grado di eseguire l\u2019operazione di cui ha bisogno. Per questo, la trentasettenne deve essere indirizzata fuori provincia, ma non pu\u00f2 ottenere un\u2019indicazione senza prima essere visitata da un endocrinologo e &#8211; di quelli della sua zona, alcune decine &#8211; nessuno accetta nuovi pazienti.Di qui l\u2019interminabile attesa, cos\u00ec interminabile da averla portata a chiedere la morte assistita. Che, a differenza del sospirato intervento, le \u00e8 stata subito fissata. C\u2019\u00e8 gi\u00e0 la data: il 7 gennaio 2026. Jolene Van Alstine ha scelto questa strada per porre fine a quello che, per lei, \u00e8 un calvario: \u00abI miei amici hanno smesso di venirmi a trovare. Sono isolata. Sono otto anni che me ne sto sdraiata sul divano, malata e rannicchiata in posizione fetale, aspettando che la giornata finisca\u00bb. \u00abVado a letto alle sei di sera perch\u00e9 non riesco pi\u00f9 a stare sveglia\u00bb, ha aggiunto e suo marito, Miles Sundeen, ha detto che stanno cercando aiuto da molto tempo. \u00ab\u00c8 un caso complesso perch\u00e9 ha gi\u00e0 subito diversi interventi chirurgici, ma non hanno avuto successo al 100%\u00bb, ha spiegato l\u2019uomo, \u00ababbiamo davvero bisogno di aiuto per trovare un endocrinologo e un chirurgo che la prendano in cura e che abbiano molta familiarit\u00e0 con casi pi\u00f9 complessi\u00bb. Le istituzioni sono al corrente di tutto, tanto che &#8211; stimolato dal ministro ombra dell\u2019opposizione, Jared Clarke &#8211; il ministro della Salute del Saskatchewan, Jeremy Cockrill, ha incontrato la donna giorni fa per cercare di capire se poteva aiutarla, ma sembra che neppure il suo interessamento, per ora, sia riuscito a sbloccare la situazione. Con il risultato che, salvo sorprese, a inizio 2026 la Van Alstine potrebbe davvero ottenere la morte assistita a causa, di fatto, dei ritardi del sistema sanitario. Un caso che potrebbe diventare, se davvero cos\u00ec sar\u00e0, il primo d\u2019una lunga serie dato che non in Canada non \u00e8 gi\u00e0 raro, anzi, morire in attesa delle cure. Secondo i dati diffusi a fine novembre dal think tank canadese Secondstreet.org, infatti, tra aprile 2024 e marzo 2025 sono deceduti quasi 24.000 pazienti &#8211; 23.746, il numero esatto &#8211; che erano nelle liste d\u2019attesa per le cure. Va per\u00f2 detto che il caso di Jolene Van Alstine sta scuotendo molto l\u2019opinione pubblica ed \u00e8 partita una vera e propria gara di solidariet\u00e0 per salvarle la vita. In prima linea c\u2019\u00e8 il commentatore conservatore americano Gleen Beck, attivatosi dichiarando di volersi far carico delle spese di viaggio e mediche per Jolene esortando il Canada a porre fine a questa \u00abfollia\u00bb. Gli aggiornamenti delle ultime ore da parte di Beck sono di cauto ottimismo. \u00abSiamo in contatto con Jolene e suo marito! Continuate a pregare per la sua salute\u00bb, ha infatti scritto su X. Staremo a vedere che sviluppi avr\u00e0 la vicenda. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che l\u2019odissea di Jolene Van Alstine non \u00e8 casuale. E questo non solo per la gran facilit\u00e0 con cui \u00e8 possibile accedere in Canada alla morte assistita &#8211; 90.000 casi dal 2016 ad oggi sono un numero oggettivamente enorme -, ma pure per il clima di abbandono terapeutico che la cultura eutanasica ha generato in un Paese dove, contestualmente all\u2019introduzione del decesso on demand, si \u00e8 subito iniziato a ragionare apertamente sui risparmi che ci\u00f2 avrebbe comportato per le casse pubbliche. Uno studio di Aaron J. Trachtenberg e Braden Manns, pubblicato ancora nel 2017 sul Canadian Medical Association Journal, basandosi su stime realizzate nei Paesi Bassi, aveva quantificato in una forbice oscillante tra i 35 e i quasi 139 milioni di dollari l\u2019anno i risparmi che la \u00abdolce morte\u00bb pu\u00f2 assicurare alle finanze pubbliche. Da parte loro, Trachtenberg e Manns avevano tenuto a sottolineare di non voler alcun modo incoraggiare la gente a morire, e ci mancherebbe, ma \u00e8 ovvio che laddove la vita di alcuni cittadini, rei solo di non essere abbastanza sani o abbastanza giovani, inizia ad essere rubricata alla voce \u00abcosti evitabili\u00bb, essi siano indotti a togliere il disturbo. Era gi\u00e0 accaduto, restando sempre in Canada, qualche anno fa con l\u2019atleta paralimpica Christine Gauthier &#8211; che aveva osato protestare per i ritardi nell\u2019installazione in casa sua di un montascale, sentendosi offrire la morte assistita &#8211; e di fatto succede ancora oggi con il caso di Jolene Van Alstine che, a proposito della sbandierata libert\u00e0 di scelta, ora ha davanti a s\u00e9 due strade: la morte assistita o quella in attesa di cure. Bel modo di essere \u00abliberi fino alla fine\u00bb, non c\u2019\u00e8 che dire.\n<\/p>\n<p>Il grande direttore d&#8217;orchestra rilancia l&#8217;appello alla politica affinch\u00e9 trovi una via diplomatica per convincere la Francia a far tornare nella sua citt\u00e0 natale il compositore fiorentino, che ora riposa al cimitero di P\u00e8re-Lachaise. Il sogno? Dirigere il Requiem del genio toscano nella Basilica di Santa Croce, dove \u00e8 gi\u00e0 pronto il suo cenotafio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Iniezione letale (iStock) Di qui l\u2019interminabile attesa, cos\u00ec interminabile da averla portata a chiedere la morte assistita. 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