{"id":258739,"date":"2025-12-13T11:28:15","date_gmt":"2025-12-13T11:28:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/258739\/"},"modified":"2025-12-13T11:28:15","modified_gmt":"2025-12-13T11:28:15","slug":"regno-unito-la-frenata-britannica-e-piu-seria-del-previsto-tagli-ai-tassi-e-crescita-zero-perche-riguarda-anche-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/258739\/","title":{"rendered":"Regno Unito, la frenata britannica \u00e8 pi\u00f9 seria del previsto (tagli ai tassi e crescita zero): perch\u00e9 riguarda anche noi"},"content":{"rendered":"<p>    di<br \/>\n    Massimiliano Jattoni Dall\u2019As\u00e9n<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12 is-mr-t-20\">Il Pil britannico arretra e la Bank of England valuta un taglio dei tassi. Tra investimenti deboli e produttivit\u00e0 stagnante, la crisi inglese pesa su mercati, export e catene europee<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Per anni il Regno Unito ha coltivato l\u2019idea di poter correre da solo,<b> fuori dall\u2019Unione Europea<\/b>, pi\u00f9 flessibile, pi\u00f9 dinamico, capace di trasformare la <b>Brexit <\/b>in un vantaggio competitivo. Oggi, quella promessa si scontra con una realt\u00e0 molto pi\u00f9 prosaica: <b>l\u2019economia britannica \u00e8 ferma<\/b>, e i segnali che arrivano da Londra raccontano una stagnazione pi\u00f9 ostinata del previsto.<\/p>\n<p>    Pil a -0,1%<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">L\u2019ultimo dato ufficiale lo conferma senza bisogno di interpretazioni. <b>A ottobre il Prodotto interno lordo si \u00e8 contratto dello 0,1%<\/b>, sorprendendo analisti e mercati che si aspettavano almeno una crescita piatta. Ancora pi\u00f9 significativo \u00e8 il quadro trimestrale: <b>tra agosto e ottobre l\u2019economia britannica non \u00e8 cresciuta affatto<\/b>. Un rallentamento che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere archiviato come temporaneo, come ha sottolineato Reuters riportando i dati dell\u2019Office for National Statistics.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Il problema non \u00e8 concentrato in un solo comparto<\/b>. I servizi, che restano il pilastro dell\u2019economia britannica, mostrano una dinamica debole; la manifattura fatica a recuperare; le costruzioni rallentano. Eventi specifici \u2013 come il cyberattacco che ha colpito <b>Jaguar Land Rover<\/b> \u2013 hanno avuto un impatto, ma non spiegano una fragilit\u00e0 che dura da mesi. Il quadro che emerge \u00e8 quello di <b>un\u2019economia che cresce poco perch\u00e9 investe poco<\/b> e fatica ad aumentare la propria produttivit\u00e0.<\/p>\n<p>    Il possibile taglio dei tassi\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In questo contesto torna centrale il tema della politica monetaria. Secondo il Guardian,<b> i mercati scommettono ormai su un taglio dei tassi da parte della Bank of England<\/b>, nel tentativo di evitare che la stagnazione si trasformi in una recessione vera e propria. \u00c8 un segnale politico prima ancora che economico: <b>l\u2019idea di un Regno Unito capace di compensare con la sola flessibilit\u00e0 post-Brexit gli shock globali <\/b>e le difficolt\u00e0 interne appare sempre meno credibile.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il nodo, per\u00f2, non \u00e8 solo ciclico. Un commento di Reuters Breakingviews parla apertamente di una crisi di crescita potenziale. <b>La Brexit non viene indicata come causa unica, ma come uno degli elementi che hanno accentuato problemi gi\u00e0 presenti:<\/b> minore integrazione commerciale, incertezza regolatoria, investimenti frenati, un mercato del lavoro meno dinamico di quanto promesso. In altre parole,<b> l\u2019autonomia rivendicata negli anni scorsi non si \u00e8 tradotta automaticamente in maggiore capacit\u00e0 di crescita<\/b>.<\/p>\n<p>    I riflessi in Ue<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 a questo punto che la vicenda britannica smette di essere una storia esclusivamente inglese. Il Regno Unito resta un partner commerciale non prioritario ma rilevante per l\u2019Italia, soprattutto per i settori agroalimentare (cibo e bevande), della moda e della meccanica, e <b>una domanda interna debole oltre Manica significa meno spazio per export<\/b>, ordini pi\u00f9 incerti e catene del valore sotto pressione. Anche sul piano finanziario, un possibile allentamento monetario a Londra si inserisce in un equilibrio europeo delicato, influenzando cambi, flussi di capitale e aspettative sui tassi.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma c\u2019\u00e8 un riflesso pi\u00f9 profondo. La frenata britannica mostra quanto sia difficile, anche per un\u2019economia avanzata, compensare con scelte politiche simboliche la mancanza di investimenti, produttivit\u00e0 e crescita strutturale. \u00c8 una lezione che <b>riguarda da vicino anche l\u2019Italia, dove la crescita resta fragile<\/b> e il dibattito economico rischia spesso di concentrarsi pi\u00f9 sulle scorciatoie che sulle fondamenta.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/app-economia\/?intcmp=DL-app_nd_011024_corriere_ss_conomia\" target=\"_blank\" class=\"bck-app-banner\" rel=\"nofollow noopener\"><img decoding=\"async\" class=\"bck-app-img\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/1756449670_863_app.png\"\/><\/p>\n<p>Nuova app <strong>L&#8217;Economia<\/strong>. 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