{"id":258897,"date":"2025-12-13T13:50:19","date_gmt":"2025-12-13T13:50:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/258897\/"},"modified":"2025-12-13T13:50:19","modified_gmt":"2025-12-13T13:50:19","slug":"lilli-gruber-e-il-marito-jacques-charmelot-mi-salvo-nel-1991-a-baghdad-poi-quella-cena-soli-una-guerra-ci-ha-fatto-incontrare-il-riarmo-delleuropa-follia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/258897\/","title":{"rendered":"Lilli Gruber e il marito, Jacques Charmelot: \u00abMi salv\u00f2 nel 1991 a Baghdad. Poi quella cena soli: una guerra ci ha fatto incontrare. Il riarmo dell&#8217;Europa? Follia\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>                                                                                                                      di Micol Sarfatti<\/p>\n<p class=\"summary-art is-line-h-12\">Jacques Charmelot, giornalista con oltre trent\u2019anni di esperienza come corrispondente in Medioriente e Africa, ha scritto il pamphlet \u00abLa guerra \u00e8 merda\u00bb. Ne ha curato la prefazione Lilli Gruber, sua moglie<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Un pamphlet per raccontare la guerra, scritto da chi l\u2019ha conosciuta bene e ne rinnega ogni deriva romantica. Il titolo <b>La guerra \u00e8 merda <\/b>(Solferino), non lascia dubbi sull\u2019interpretazione. L\u2019autore \u00e8 <b>Jacques Charmelot<\/b>, giornalista francese, con una lunga esperienza di corrispondente da Africa e Medioriente. La prefazione \u00e8 firmata da <b>Lilli Gruber<\/b>. Charmelot e Gruber non sono \u2013 solo \u2013 colleghi che si stimano, sono marito e moglie. A farli incontrare, <b>nel 1991 a Baghdad<\/b>, proprio il conflitto iracheno. Il matrimonio arriva nel 2000: cerimonia a Montagna, provincia di Bolzano, nell\u2019Alto Adige di <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/sette\/25_settembre_05\/lilli-gruber-armani-6d474538-54fe-4920-bd8e-56556ad0dxlk.shtml\" title=\"Lilli Gruber: \u00abCon Armani una profonda amicizia. E gli devo moltissimo: ecco perch\u00e9\u00bb\" rel=\"nofollow noopener\" target=\"_blank\">Lilli<\/a>, poi una nuova vita insieme tra <b>Parigi e Roma<\/b>.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">In un pomeriggio di quasi inverno ragionano insieme sui conflitti contemporanei e <b>l\u2019attualit\u00e0 internazionale<\/b>, intrecciando aneddoti e ricordi professionali e personali.    &#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;<br \/>\n&#13;\n<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abHo capito di dovermi prendere la mia responsabilit\u00e0 di giornalista e raccontare <b>cosa \u00e8 davvero la guerra<\/b> quando ho iniziato a sentire parlare di riarmo dell\u2019Europa\u00bb, spiega Charmelot, \u00abil titolo non \u00e8 una provocazione: la guerra puzza per davvero. Non bisogna militarizzare la societ\u00e0 con il pretesto, falso, di allontanare i conflitti\u00bb.\u00a0<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00abMi permetto un\u2019annotazione\u00bb, interviene Gruber, \u00abJacques sa bene cosa sia la guerra perch\u00e9 <b>per quasi 40 anni \u00e8 stato corrispondente in zone di crisi<\/b> per Agence France-Presse (AFP), la terza agenzia di stampa al mondo. \u00c8 uno dei giornalisti, e ne conosco tanti, che pi\u00f9 rifuggono dalla glorificazione dell\u2019inviato. \u00c8 un pensiero che condivido, <b>l\u2019ho maturato lavorando in tv<\/b>, dove l\u2019immagine \u00e8 gi\u00e0 potentissima: il cronista non deve enfatizzare\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La guerra \u00e8 merda, nasce dalla riflessione sul riarmo europeo. Qual \u00e8 il vostro punto di vista sul ruolo dell\u2019Europa nello scenario internazionale? <\/b><br \/><b>Jacques Charmelot: <\/b>\u00abIl riarmo \u00e8 una follia. Dopo la Guerra Fredda l\u2019Europa ha saputo costruire una cultura del disarmo, ora butta via un pezzo della sua storia perch\u00e9 sente la pressione dell\u2019America e cede alla propaganda del pericolo russo. Gli 800 miliardi di euro di ReArm Europe sono soldi sottratti alle scuole, alla sanit\u00e0, alle infrastrutture, alle fasce pi\u00f9 deboli della popolazione\u00bb. <br \/><b>Lilli Gruber:<\/b> \u00abSono fondi non ancora stanziati, potrebbero avere senso, eventualmente, se fossero per una difesa comune. Come si fa a spiegare ai cittadini che devono rinunciare ai soldi del welfare per il riarmo dei singoli Stati nazionali? \u00c8 un\u2019assurdit\u00e0, oltre che un\u2019attitudine politica totalmente antieuropea\u00bb. <br \/><b>Jacques Charmelot:<\/b> \u00abLa difesa comunitaria \u00e8 un vecchio sogno mai realizzato perch\u00e9 gli Stati Uniti non hanno voluto che fossimo indipendenti dalle loro armi. Il dibattito attuale ci riporta indietro di decenni, quando la leva era un modo per sfuggire alla povert\u00e0. Cos\u00ec \u00e8 stato per mio padre, che nella Prima Guerra Mondiale \u00e8 partito volontario a sedici anni perch\u00e9 l\u2019alternativa al fronte era la miniera di carbone, con un rischio altissimo di ammalarsi di cancro. Oggi la Francia ha introdotto un servizio militare volontario, di certo non interesser\u00e0 i figli e nipoti dei ricchi. \u00c8 un triste ritorno al passato, ai giovani non andrebbe offerta la possibilit\u00e0 di arruolarsi, ma un futuro vero, diverso\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>La guerra vi ha fatti incontrare. <\/b><br \/><b>Lilli Gruber: <\/b>\u00abCi siamo conosciuti nel 1991 a Baghdad, nella prima guerra del Golfo. Ai tempi per\u00f2 nessuno dei due era libero. Ci siamo aspettati e ritrovati. Credo che Jacques, da buon giornalista di agenzia, abituato a fare un lavoro molto importante, ma con poca visibilit\u00e0 non avesse una grande opinione dei colleghi televisivi, me inclusa. Forse si chiedeva: ma chi \u00e8 questa piccolina che fa l\u2019inviata per la tv italiana? Poi, invece, mi ha salvata\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Cio\u00e8? <\/b><br \/><b>Lilli Gruber: <\/b>\u00ab Dovevo lasciare il Paese in 24 ore su richiesta del ministero dell\u2019Informazione perch\u00e9 avevo girato delle immagini proibite. C\u2019era la dittatura e i giornalisti erano controllati, la censura \u00e8 comune a tutte le zone di guerra. Ero furibonda\u2026\u00bb.<br \/><b>Jacques Charmelot:<\/b> \u00abMi sono avvicinato a questa bella ragazza per provare ad aiutarla, ho parlato con il responsabile iracheno per la stampa straniera, gli ho fatto capire che cacciare via una star della tv italiana non avrebbe giovato alla reputazione del Paese. Alla fine, abbiamo negoziato\u00bb. <br \/><b>Lilli Gruber:<\/b> \u00abLa sera per ringraziarlo l\u2019ho invitato a cena\u00bb. <br \/><b>Jacques Charmelot: <\/b>\u00abNell\u2019unico ristorante ancora aperto di tutta la citt\u00e0, eravamo solo noi due. Ma, al di l\u00e0 della nostra storia, le guerre fanno solo danno. Portano chi le vive al degrado fisico, psicologico e sociale\u00bb. <br \/><b>Lilli Gruber: <\/b>\u00abTu Jacques lo sai bene, quando eri corrispondente dell\u2019Afp hai coperto la guerra civile in Libano, una guerra \u201cporta a porta\u201d con una linea del fronte che tagliava in due la capitale Beirut e tu la attraversavi per vivere, lavorare, aiutare i tuoi stringer, i tuoi fotografi. Da allora hai la pressione altissima. A me spesso hanno chiesto se avessi avuto paura nelle varie zone a rischio. Certo, solo gli stupidi e gli eroi non ne hanno. Avere paura ti aiuta a rimanere concentrato e a non fare sciocchezze. In queste situazioni si scoprono risorse che non si pensava di avere. Nel 2003 in Iraq facevo tantissime dirette e avevo imparato a ricaricarmi sdraiandomi sul letto anche solo per 15 minuti. L\u2019adrenalina d\u00e0 una capacit\u00e0 di adattamento straordinaria\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Nelle guerre di oggi c\u2019\u00e8 una protagonista in pi\u00f9: la tecnologia. Ha cambiato il modo di combattere?<\/b><br \/><b>Jacques Charmelot:<\/b> \u00abLa tecnologia, purtroppo, \u00e8 al servizio degli stessi obiettivi delle guerre del passato. Non aiuta a gestire i conflitti in modo diverso o \u201cchirurgico\u201d, come tentano di far credere gli americani. La guerra pulita non esiste. Israele mette la sua grande conoscenza tecnologica al servizio della distruzione di Gaza. Non \u00e8 una prova di intelligenza, ma di violenza. Nell\u2019era dei droni, Ucraina e Russia combattono con le trincee come nella Prima Guerra Mondiale. Il risultato sono sempre centinaia di migliaia di morti e feriti\u00bb.<br \/><b>Lilli Gruber: <\/b>\u00abIl livello di sofisticazione tecnologica bellica \u00e8 molto alto, ma non aiuta a colpire in modo mirato \u201ci cattivi\u201d. Le vittime sono sempre le stesse: i civili, le donne, i bambini, i vecchi, i pi\u00f9 deboli. E poi la prima vittima di ogni guerra resta comunque la verit\u00e0, perch\u00e9 siamo sommersi dalla propaganda e, purtroppo, assuefatti alle immagini. Lo pensavo gi\u00e0 negli Anni 90 con il racconto televisivo, i social poi hanno esacerbato il meccanismo: la ripetitivit\u00e0 di video e foto banalizza l\u2019evento, i giovani si sono abituati a vedere un tasso di violenza permanente. In questo c\u2019\u00e8 una responsabilit\u00e0 anche della politica, che usa toni sempre pi\u00f9 accesi in modo irresponsabile e aizza i cittadini l\u2019uno contro l\u2019altro su temi futili. Viviamo in una societ\u00e0 aggressiva\u00bb.<br \/><b>Jacques Charmelot: <\/b>\u00abPer questo i cittadini devono imporsi e dire no al riarmo. Oggi le destre nazionaliste fanno leva sulla paura, ma non dobbiamo rimanere inermi per tornare al passato. Abbiamo imparato la lezione delle guerre precedenti: opponiamoci alla militarizzazione della societ\u00e0. In questo il contributo di ognuno conta, \u00e8 importante essere curiosi, studiare, ribellarsi. Non credo nel disarmo unilaterale dei pacifisti, ma in un modello di una diplomazia efficace come quello costruito durante e dopo la Guerra Fredda con accordi cruciali contro la proliferazione dei diversi tipi di armamenti. Non \u00e8 vero che l\u2019Europa non conta niente, \u00e8 ancora decisiva, lo abbiamo visto nelle ultime trattative sul piano di pace per l\u2019Ucraina.\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Un commento sui leader internazionali: cominciamo da Vladimir Putin.<\/b><br \/><b>Lilli Gruber: <\/b>\u00abIl cleptocrate in chief. L\u2019America \u00e8 ancora una democrazia, la Russia \u00e8 una dittatura, per lui il lavoro \u00e8 pi\u00f9 semplice\u00bb. <br \/><b>Jacques Charmelot:<\/b> \u00abUn nostalgico della grande Russia e della Guerra Fredda dove, come membro dei servizi segreti, aveva un ruolo chiave. Un grande manipolatore\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Volodymir Zelensky. <\/b><br \/><b>Jacques Charmelot:<\/b> \u00abUn dilettante della politica. In un momento drammatico per il suo Paese, non ha reali capacit\u00e0 di negoziazione\u00bb. <br \/><b>Lilli Gruber:<\/b> \u00abUn ex uomo di spettacolo che si \u00e8 trovato in una situazione ben pi\u00f9 grande di lui. Non so come andr\u00e0 a finire, sia per il suo destino personale che per quello del suo Paese\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Benjamin Netanyahu. <\/b><br \/><b>Jacques Charmelot:<\/b> \u00abVive in una sorta di racconto messianico del Grande Regno di Israele. Ha dimenticato cosa sia la giustizia solo perch\u00e9 ha un\u2019enorme forza militare\u00bb.<br \/><b>Lilli Gruber: <\/b>\u00ab\u00c8 al potere da 16 anni, ma senza la protezione della sua carica politica rischia la galera per corruzione e frode. Quindi \u00e8 disposto a tutto: alla guerra permanente e a rimanere ostaggio della destra israeliana estrema e razzista\u00bb.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\"><b>Donald Trump. <\/b><br \/><b>Lilli Gruber:<\/b> \u00abUn narcisista patologico con a disposizione l\u2019arsenale, anche nucleare, pi\u00f9 potente al mondo. Un uomo privo di scrupoli, che sta mettendo in scena il pi\u00f9 grande conflitto di interessi della storia Usa. Non dobbiamo abituarci alle sue nefandezze, n\u00e9 sorridere per le sue follie\u00bb. <br \/><b>Jacques Charmelot:<\/b> \u00abIl punto di arrivo di una logica di distruzione sistematica del diritto. \u00c8 la legge della forza al posto della forza della legge. Ma se dovesse uscire indebolito dalle prossime elezioni di Medio Termine tra meno di un anno, potremmo ritrovarci in uno scenario globale molto diverso\u00bb.<\/p>\n<p>        <img decoding=\"async\" class=\"is_full_image\" loading=\"lazy\" alt=\"Charmelot-Gruber: \u00abQuella cena soli a Baghdad, una guerra ci ha fatti incontrare. 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