{"id":259105,"date":"2025-12-13T17:01:33","date_gmt":"2025-12-13T17:01:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/259105\/"},"modified":"2025-12-13T17:01:33","modified_gmt":"2025-12-13T17:01:33","slug":"ne-luso-della-foto-ce-il-sesso-la-morte-la-politica-e-tutto-quello-che-ha-reso-grande-annie-ernaux","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.europesays.com\/it\/259105\/","title":{"rendered":"Ne L&#8217;uso della foto c&#8217;\u00e8 il sesso, la morte, la politica e tutto quello che ha reso grande Annie Ernaux"},"content":{"rendered":"<p class=\"is-boxed centered article-body\">\u00c8 un libro per certi versi timido, <a class=\"link-article\" href=\"https:\/\/www.lormaeditore.it\/libro\/9791254761427\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">L\u2019uso della foto<\/a>. Il soggetto di cui si parla sembra sempre altrove, come se volesse negarsi all\u2019obiettivo che cerca di catturarlo, alla penna che si avvicina a descriverlo ma poi non affonda, devia, prende altre strade.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Pubblicato lo scorso mese da L\u2019Orma Editore con traduzione di Lorenzo Flabbi, L\u2019uso della foto \u00e8 in realt\u00e0 un libro di vent\u2019anni fa che l\u2019autrice premio Nobel Annie Ernaux ha scritto insieme al giornalista Marc Marie, suo amante per alcuni mesi. \u00c8 composto da quattordici fotografie scattate fra il marzo del 2003 e il gennaio del 2004, immagini che testimoniano quel che resta dell\u2019amore quando l\u2019amore \u00e8 stato consumato, la fragile tenerezza degli abiti abbandonati sul pavimento e delle stanze disordinate, buttate all\u2019aria, che nessuno si preoccupa di tenere in ordine quando c\u2019\u00e8 una passione che divampa, e reclama spazio. \u00abMi capitava spesso\u00bb, scrive Ernaux in apertura, \u00absin dall\u2019inizio della nostra relazione, di restare affascinata nel ritrovare al mattino la tavola non sparecchiata della sera prima, le sedie spostate, i vestiti aggrovigliati, buttati a terra alla rinfusa nel fare l\u2019amore. Il paesaggio era ogni volta diverso. Doverlo distruggere, quando ognuno raccoglieva le proprie cose, mi stringeva il cuore. Avevo l\u2019impressione di cancellare l\u2019unica traccia oggettiva del nostro piacere\u00bb.<\/p>\n<p>Un racconto cristallizzato<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Nella poetica di Ernaux la scrittura \u00e8 un tentativo di illuminare il passato e offrirgli un senso nuovo. Tutti i suoi lavori sono autobiografici, molti si concentrano sugli anni della giovinezza e sono stati scritti a decenni di distanza dai fatti narrati, ma qui manca un elemento cardine: non c\u2019\u00e8 il filtro della memoria. L\u2019uso della foto \u00e8 stato scritto in presa diretta, spinto pi\u00f9 dall\u2019urgenza di cristallizzare il presente che dal desiderio di osservare con sguardo inedito, ermeneutico, i fatti gi\u00e0 trascorsi.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Ciascuna delle quattordici immagini \u2013 una selezione operata su una quarantina di fotografie \u2013 \u00e8 corredata da una descrizione di Ernaux e una di Marie, che raccontano cos\u2019\u00e8 accaduto subito prima e subito dopo, il contesto in cui \u00e8 stata scattata, le stanze d\u2019albergo, i ristoranti dove avevano appena cenato o la scomodit\u00e0 di certi stivaletti difficili da slacciare, che arrivano a ricordare le loro infanzie, le famiglie d\u2019origine, i grandi magazzini dove era stato acquistato, coi saldi, un reggiseno di pizzo colorato.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">L\u2019uso della foto \u00e8 anche, di fatto, un gioco tra amanti: Ernaux e Marie scrivevano da soli, senza far leggere nulla all\u2019altro e domandandosi spesso \u201cCosa star\u00e0 scrivendo di me?\u201d. Colgono elementi differenti della medesima scena, e nel tentativo di comporre un\u2019opera unitaria non fanno che esplicitare la distanza irriducibile che sempre resiste fra due esseri umani, anche quando a unirli c\u2019\u00e8 una passione sbocciata da poco.<\/p>\n<p>Libri politici e discreti<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Ernaux ha esplorato spesso il sentimento amoroso. In Passione semplice, Un ragazzo, Perdersi, che a differenza di L\u2019uso della foto non sono affatto libri timidi, Ernaux ausculta i palpiti del proprio cuore, ogni minima angoscia o effimero entusiasmo, e squaderna sotto gli occhi dei lettori la propria radiografia emotiva. Qui, invece, di sentimenti non si parla quasi mai \u2013 solo alcuni accenni alla ex compagna di lui, qualche vaga gelosia, niente di pi\u00f9. Questo \u00e8 un libro che parla di corpi \u2013 e noi possiamo solo immaginarli, avviluppati e felici nella cornice esclusa dall\u2019inquadratura, mentre fanno l\u2019amore, perch\u00e9 di fatto non si mostrano mai. Neanche una mano, neppure la rotondit\u00e0 di un fianco. Al loro posto, solo gli indumenti che portano ancora le impronte di chi li abitava poco prima. I vestitini leggeri di lei, o i pantaloni di tessuto grezzo di lui, sono i testimoni pi\u00f9 fedeli del momento in cui i corpi, vivi e appassionati, sono esplosi di desiderio: \u00e8 successo davvero, sembrano dirci le fotografie, questo \u00e8 quello che resta.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Quei reggiseni svuotati che compaiono spesso in primo piano, all\u2019apice della montagnetta di abiti, rimandano per\u00f2 al vero, nascosto, protagonista del libro: il cancro. Mentre Ernaux scrive, fotografa e si gode la sua storia d\u2019amore con Marie, \u00e8 infatti in cura per un tumore al seno. Quando i due escono a cena per la prima volta lei glielo dice subito, come se volesse testare la tenuta del suo desiderio, che dovr\u00e0 essere pi\u00f9 forte di tutto, anche del timore della morte. \u00abHo un cancro\u00bb, gli dice, e, subito dopo, \u00abVorrei andare a Venezia con te\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"_23 size-large wp-image-232760 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.europesays.com\/it\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/luso-della-foto-annie-ernaux-800x1186.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1186\"  \/><\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Non c\u2019\u00e8 retorica nel modo in cui Ernaux e Marie parlano della malattia: \u00abTi sei fatta venire il cancro solo per poterne scrivere\u00bb, le dice lui. Il corpo malato non viene taciuto, n\u00e9 edulcorato, si racconta per quello che \u00e8: interamente glabro, dall\u2019incarnato cereo, il capo protetto da una parrucca, attraversato da un sistema di tubi e sacche per la chemio, marchiato da un catetere sotto la clavicola, il capezzolo bruciato dalla radioterapia.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Credo che l\u2019aspetto pi\u00f9 potente della scrittura di Ernaux sia il fatto di essere profondamente politica senza mai dichiararlo, senza redigere manifesti. \u00c8 cos\u00ec nella Donna gelata, che di fatto \u00e8 un\u2019introduzione al femminismo, in Memorie di ragazza, dove si tematizza il consenso, nell\u2019Evento, dove il diritto all\u2019aborto diventa battaglia sociale e di genere, in Una donna e Il posto, che dietro ai racconti sui genitori nascondono una profonda riflessione sull\u2019identit\u00e0 di classe. Nell\u2019Uso della foto \u00e8 il corpo malato a prendersi lo spazio, un corpo femminile che, segnato dalla malattia ma anche dall\u2019et\u00e0 \u2013 quando scrive, Ernaux ha sessantatr\u00e9 anni \u2013, reclama il proprio desiderio, il proprio piacere, con la medesima sicura pacatezza con cui rivendicherebbe l\u2019ossigeno per respirare, o il cibo di cui nutrirsi. Non fa mai chiasso, la scrittura di Ernaux, ma \u00e8 raro che indietreggi. \u00abIn Francia\u00bb, scrive, \u00abl\u201911 per cento delle donne ha avuto o ha un cancro al seno. Pi\u00f9 di tre milioni di donne. Tre milioni di seni suturati, scannerizzati, marcati da disegni rossi e blu, irradiati, ricostruiti, nascosti sotto camicette e t-shirt, invisibili. Bisogner\u00e0 pure osare mostrarli un giorno, in effetti. [Scrivere del mio, fa parte di questo svelamento]\u00bb.<\/p>\n<p>La fotografia come testimonianza<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Per Andr\u00e9 Bazin la fotografia nasce dall\u2019esigenza di sottrarre la vita alla morte conservandone una testimonianza, una traccia luminosa su pellicola che resista allo scorrere del tempo: questa cosa \u00e8 successa, dicono le fotografie, questa persona \u00e8 esistita su questa terra. Roland Barthes, dopo di lui, ha invece esplicitato il paradosso intrinseco al medium fotografico. Se da un lato certifica l\u2019esistenza dell\u2019oggetto immortalato, dall\u2019altro rappresenta la prova irrefutabile che quel momento \u00e8 andato, perduto per sempre, in fin dei conti anch\u2019esso defunto: \u00abCi\u00f2 che la fotografia riproduce all\u2019infinito \u00e8 un evento che non si ripeter\u00e0 mai pi\u00f9\u00bb. Ogni scatto \u00e8 perci\u00f2 anche un memento mori: attesta la presenza di un pezzo di realt\u00e0 che porta dentro di s\u00e9 le condizioni della sua stessa mortalit\u00e0, che presto o tardi si far\u00e0 assenza e figura fantasmatica. \u00ab\u00c8 come una perdita che stia guadagnando velocit\u00e0\u00bb, scrive Ernaux, \u00abInvece di frenarla, la moltiplicazione delle immagini d\u00e0 la sensazione di scavarne ancora di pi\u00f9 il vuoto\u00bb.<\/p>\n<p class=\"is-boxed centered article-body\">Nell\u2019Uso della foto l\u2019autrice, con la complicit\u00e0 del suo amante, intreccia un dialogo con la morte \u2013 che non si pu\u00f2 scrivere, n\u00e9 fotografare \u2013 a partire dalla posizione liminare del suo corpo malato e desiderante, che si nega all\u2019obiettivo ed \u00e8 combattuto tra due istanze: da un lato il pensiero stesso della morte, dall\u2019altro il richiamo inesorabile del piacere. Fra i due, lo spazio della vita che ancora rimane, e che si fa arte: \u00abSe, in una forma o in un\u2019altra, l\u2019ombra del nulla non aleggia sulla scrittura, allora non c\u2019\u00e8 niente che possa valere davvero all\u2019uso dei viventi\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00c8 un libro per certi versi timido, L\u2019uso della foto. 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